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AUTORI A-L

AA. VV.

Al link qui sotto i libri pubblicati con contributi collettanei di vari Autori.

Adastra Cultura

L’attuale crisi della vita sociale e politica richiede presenza e una forza critica che solo la cultura può fornire. Contro la dispersione e la perdita di memoria storica e culturale, l’Associazione ADASTRACULTURA si impegna a riproporre i temi fondanti dibattuti nel corso del secolo appena trascorso, certo non per nostalgia, ma per la convinzione che molto di quanto è stato elaborato dalle singole personalità o dai gruppi o movimenti attivi nel territorio per tutto il periodo considerato possa aiutare nell’interpretazione dell’oggi, stimolare riflessioni e confronti, fornire documenti e strumenti utili ad ulteriori elaborazioni. L’Associazione si propone di svolgere in particolare quest’ultima funzione, come tipica del metodo di lavoro dello scrittore ed artista Tito Maniacco, cui è intitolata. La sua visione poliprospettica, la ricerca costante del confronto con altre culture, il rifiuto del conformismo e dell’ovvio sono i termini di riferimento per ogni lavoro promosso in suo nome.

Adrian Cescje (Adriano Ceschia)

Adrian Cescje al è nassût a Nimis ai 4 di Setembar 1948, e li al è a stâ. Al à studiât a Padue Filosofie, li che si è laureât. Al à insegnât in putropis scuelis dal Friûl e par sedis agns al Liceu Sientific “N. Copernic” di Udin. Al è stât militant dal Moviment Friûl de fin dai agns 60, par trê agns president e un an segretari. Si è dedicât di simpri ae cause dal Friûl.

Adriano Hvalica/Qualizza

Contadino sloveno-beneciano autoctono delle Valli del Natisone in provincia di Udine. Nato a Udine il 7 marzo 1960, si è diplomato in elettronica all’Istituto Tecnico Industriale “Arturo Malignani” di quella città. Amatorialmente e in vario modo impegnato in campo etnografico, linguistico, storico, giornalistico, culturale ed ambientale resta, nonostante tutto, fiduciosamente convinto… che un altro mondo sia davvero possibile.

Agnieszka Kossowska

Laureatasi presso l’Accademia di Belle Arti a Cracovia (Polonia) nella Facoltà di Restauro e Conservazione dei Beni Artistici, da molti anni vive a Vittorio Veneto dove si occupa di arte della calligrafia e della miniatura. Accetta regolarmente commesse pubbliche e private e conduce laboratori di scrittura antica e miniatura medievale per adulti e bambini. Per Kellermann Editore ha pubblicato la trilogia dei volumi dedicati alla scrittura storica e un volume sulla miniatura.

Aldina De Stefano

Udinese, vive e lavora a Lestizza e a Raspano (Udine). Le Valli sono per l’autrice il selvatico luogo della mente e del cuore. Laureata in Filosofia con una tesi su “Le Krivapete delle Valli tra storia e leggenda”, ha approfondito ricerche sulle fonti scritte e orali delle Krivapete nella Valle dell’Isonzo (Slo) e Valli del Natisone (I), in italiano e sloveno. È socia corrispondente della Società Italiana delle Letterate (Roma) e della Società Italiana delle Storiche (Roma). Da anni si occupa di storia e cultura delle donne, soprattutto per quanto riguarda la poesia, la filosofia, il mito e la cultura della Dea Madre. Ha pubblicato: Oltre ogni rumore (1977), Aquiloni (1978), Fior di stecco (1991), Di cauto incanto (1995), I passi della luna (ed. d’arte, 1998, ed. econ. 1999), Del silenzio (1999), A te ritorno (2002), Le Krivapete delle Valli del Natisone (2005).

Alessandra Kersevan

Nata a Monfalcone e residente a Udine, è stata insegnante di lettere nella scuola media. Da parecchi anni si dedica allo studio della storia e della cultura della sua regione. Nel campo della ricerca storica nel 1992 è stata coautrice con Pierluigi Visintin di Che il mondo intero attonito sta. Giuseppe Nogara, luci del ombre di un arcivescovo 1928-1945.

Nel 1995, sempre per le edizioni Kappa Vu, ha pubblicato Porzûs. Dialoghi sopra un processo da rifare, un corposo studio su una delle vicende più controverse della Resistenza italiana. Nel 2003 ha pubblicato la prima edizione di Un campo di concentramento fascista. Gonars 1942-1943 e nel 2005, per il Comune di Gonars e la Commissione Europea, ha realizzato il video documentario “The Gonars memorial. Il simbolo della memoria Italiana perduta”. Nel 2008, per la casa editrice Nutrimenti di Roma, ha pubblicato Lager italiani. Pulizia etnica e campi di concentramento fascisti per civili jugoslavi 1941-1943.

È coordinatrice, per la Kappa Vu, della collana ResistenzaStorica. Molto attiva anche nella didattica in lingua friulana, è coautrice con Giancarlo Velliscig della prima uscita di sempre della Kappa Vu, Cjantis e rimarolis pai frutins (1987, con disegni di Tullio Altan e curato da Silvana Schiavi Fachin), e dell’antologia San Pieri e il signôr e altris contis dal bon acet. Racconti dell’accoglienza (II ed. 2009).

Andrea D'Aronco

Nato nel 1988, si è laureato con lode in Studi storici presso l’Università degli Studi di Trieste. Attualmente è dottorando di ricerca in Storia presso l’Università degli Studi di Milano. Si occupa della giustizia militare italiana nel secondo conflitto mondiale e delle missioni britanniche presso la Resistenza italiana.

Andrea Licata

Presiede dal 2000 il Centro Universitario di Studi e Ricerche per la Pace dell’Università di Trieste. Laureatosi in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi dal titolo La Slovenia dalla smilitarizzazione alla Nato, ha studiato, tra l’altro, presso la European Peace University di Schlaining, in Austria. Collabora con la Cattedra in Storia dei partiti e dei movimenti politici dell’Università di Trieste. Ha conseguito il Dottorato in Politiche Transfrontaliere presso la stessa università.

Andrea Marcon

Nato in Turgovia (quando ancora dall’Italia fuggivano braccia, non cervelli), vive in Cansiglio e fa il bibliotecario a Pordenone. Laureato in Conservazione beni librari a Udine, per commissione o necessità ha pubblicato svariati saggi indagando soprattutto il tema della storia del libro e delle biblioteche. Nel silenzio dei boschi e delle sale di lettura ha viepiú affinato il proprio udito a riconoscere «il fragore delle macchine che tritano la carta».

Andrea Valcic

È nato a Udine il 18 agosto del 1949, giornalista da una vita, ha cominciato collaborando con Radio Udine 103, poi con la rivista “in Uaite”, Onde Furlane, la redazione pubblicitaria del Messaggero Veneto. È stato direttore della rivista mensile “il Punto”. Ha lavorato per dieci anni nell’emittente televisiva Telefriuli: tra i suoi programmi “Eis cafè”, “La settima luna” al teatro Bon, “Crocevia Friuli” e “I difficili anni ’70”. Dal 2004 è stato redattore del Gazzettino alla sede di Udine. Ha pubblicato anche il libro di poesie Il sentiero di An, i racconti 4 novembre, I giocatori di briscola e Penne all’arrabbiata, la raccolta dei suoi quotidiani interventi televisivi. Un tipo di rapporto con il pubblico che ha mantenuto anche nell’edizione domenicale del Gazzettino con la rubrica “La cjacarade”.

Andrea Zuccolo

Si è laureato a Bologna, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, corso D.A.M.S. Attore e autore. Ha debuttato come attore e cantante nella commedia in musica “Il mongomo a lapislazzuli”, con il gruppo strumentale “Hinz und Kunst” di Berlino, al III Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano (1978). Dopo un “Edipo re” di Sofocle, diretto da Benno Besson, Spoleto (1980), la sua carriera di attore è proseguita a Parigi dove si è diplomato presso l’École Internationale de Théatre diretta da Jacques Lecoq. Nuovamente in Italia ha lavorato con compagnie private e teatri stabili, accanto ad attori come Tino Carraro, Carmelo Bene e diretto da Ronconi, Scaparro, Nanni. Come baritono è stato interprete di “Euridice” di Jacopo Peri e ha affiancato il pianista Andrea Rucli in concerti su musiche di Satie, Rossini, Poulenc.

Ha collaborato a molte edizioni Mittelfest di Cividale del Friuli, festival di teatro, musica, danza e poesia dalla Mitteleuropa, dove è stato interprete delle poesie di Kosovel, Menichini, Bandini, Attila Jószef, Michelstaeder, Morandini, Szymborska, Janus, Danilo Kiš, Ian Skácel. Nell’edizione 2001 ha interpretato il poema di Chaim Nachman Bialik “Nella città del massacro”, musiche di Mahler-Uri Caine.

Come autore ha diretto e interpretato il monologo “Buon compleanno”, Mittelfest (1998), per Glasovi iz cakalnice – Voci dalla sala d’aspetto”, VII edizione di Stazione Topolò (2000), ha presentato in forma scenica il poema “Corale per oche e voce sola”. Il testo è stato tradotto in inglese dal poeta Jack Hirschman e pubblicato da Marimbo Press, Berkeley, California, 2001. Per la RAI-FVG ha dato voce al personaggio di Armando, nella versione friulana della “Pimpa” di Altan. A Mittelfest (2002) ha interpretato e diretto il poema in lingua friulana “Qoelet Furlan” di Antoni Beline. È voce recitante nella “Passione secondo Giovanni” di Francesco Corteccia con il coro polifonico ‘Monteverdi’ di Ruda, in repertorio. Nell’edizione Mittelfest (2006), direzione artistica Moni Ovadia, ha presentato in forma di recital-concerto/sinfonico il poema Per non morire in versi, su musiche di Dmitri Šostakovič, percussioni di U. T. Gandhi.

Nel 2007 al Festival arte in corpo La Maddalena ha presentato, autore e interprete, il poema
Ditemi un giorno ne farò un anniversario, musiche di Šostakovič. Nel 2008 ha interpretato le poesie di Giuseppe Ungaretti da Il Porto Sepolto, edizione STF, Udine, 1916, canzoni e musiche di Gualtiero Bertelli. A Mittelfest 2012 ha presentato come autore e interprete il dramma
L’epigramma a Stalin – In memoriam Osip Mandel´štam. Come autore e interprete della silloge poetica El octavo día ha partecipato al VII Festival del Libro d’Artista di Barcellona. Nel triennio 2013-2015 per l’Università Popolare di Udine, a cura del Prof. Gianpaolo Borghello, ha letto un
ciclo di canti della Divina Commedia di Dante Alighieri. Voce recitante nella Passione secondo Giovanni di F. Corteccia con il Coro Polifonico ‘Monteverdi’ di Ruda.

Angelo Michele Pittana (Agnul di Spere)

Indotorât in inzegnerie civîl a Pise, al lavorà te planificazion di autostradis e feradis in Suissare par 32 agns e al tornà in Friûl tal 1993. Grant al è stât il so impegn pe leterature e pe culture furlanis. Al à dât il so contribût pe stampe in “La vita cattolica”, “Il Ponte”, “Gnovis Pagjinis Furlanis”, “Il Paese”. Al è stât membri te jurie dal Premi leterari “San Simon”; al à insegnât lenghe e culture furlane te Scuele Medie e te Tierce etât di Codroip, e tignût cors di traduzion te Universitât di Udin. Tal 1982 al è stât tra i socis fondadôrs de associazion e president de “Union scritôrs furlans”. Dal 1999 al 2002 al è stât president dal Centri Friûl Lenghe 2000.

Al à publicât i libris di viers Semantiche dal flaut (1975), Un istât (1979 e 1996), Chês flamis (1988), Lis paveis di Plasencis (1992), Impressions, visions (1997), Il timp al à alis (2001) e Vôs di aiar solitari (2006). Grant al è stât il so contribût tes traduzions: Raetia 70 (1977), lirichis dai poetis ladins dal Grison, Eternitâts (1994), lirichis dal poete spagnûl Juan Ramon Jimenez e Mês gnots cun Qohelet, poeme di Padre David Maria Turoldo. In prose al à scrit lis contis Il sît di Diu (1983), i saçs Olmadis inte Europe (1999); al à voltât par furlan Las nêfs dal Kilimangiaro (1977), storiis di Hemingway. Pal teatri al à voltât doi ats unics di Tennessee Williams. Intal cjamp sientific al à publicât, cun Lionello Baruzzini, La nomenclature dai animâi (1996), Lis plantis: cognossilis e doprâlis (1998), Plantis nostranis e forestis (2000) e Animâi nostrans e forescj (2001); cun Gotart Mitri e Licio De Clara, La nomenclature des matematichis. Siei viers a àn vût traduzions par talian, inglês, todesc, spagnûl, romanç, ladin dolomitan.

Anita Bressan

Classe 1974, dopo aver viaggiato e soggiornato in varie parti del mondo, vive attualmente in Friuli, dov’è nata. Nel 2004 si è recata per lavoro a Khartoum, in Sudan; da quell’esperienza è nato, quasi involontariamente, il libro Lettere dal Sudan (2005). Per Kappa Vu e associazione “Elisa Mertens” ha inoltre curato l’organizzazione della manifestazione letteraria “Intersezioni babeliche”, tenutasi nel 2008 a San Daniele del Friuli.

Anna Di Gianantonio

È insegnante e studiosa goriziana. Ha utilizzato per le sue ricerche le fonti orali e si è occupata prevalentemente di storia delle donne durante il fascismo e nella Resistenza e storia degli operai e delle operaie nel territorio isontino. È da molti anni membro del direttivo dell’Istituto regionale per la storia del movimento di Liberazione nel FVG. Autrice di diversi saggi e monografie, ha scritto con Gianni Peteani Ondina Peteani. La lotta partigiana, la deportazione ad Auschwitz, l’impegno sociale: una vita per la libertà, ed. Mursia, Milano 2011, e nel 2016 Contro il fascismo oltre ogni frontiera. I Fontanot nella guerra antifascista europea con Nerina Fontanot e Marco Puppini.

Anna Passerelli - Monica Peron

Desideriamo ringraziare il prof. Giuseppe Bergamini ed il prof. Gian Carlo Menis per aver sostenuto la pubblicazione di questo libro, GioBatta Tiepolo a Udine. Un grazie sentito va inoltre a Luciana Marioni Bros e a Luciano Serafini per la cortese disponibilità, ai restauratori Lucio Zambon e Manuela Querini per al consulenza tecnica. Grazie anche a tutti gli amici che ci hanno aiutato: Alessandra, Luca, Mariangela, Marianna, Michele, Oreste, Pierino, Sandrone, Sergio e Silvia.

ANPI Aulo Magrini "Arturo" Sezione Val But

Lo scorso anno il 15 luglio ricorreva il 72° anniversario della morte del Comandante “Arturo” Aulo Magrini avvenuta in località ponte di Noiaris; quel giorno caddero insieme a lui Ermes Solari e Vito Riolino. Abbiamo voluto ricordare questo triste e drammatico avvenimento, ma nello stesso tempo altamente significativo come atto di lotta, ribellione e resistenza al nazifascismo, onorando il suo sacrificio con l’intitolazione della sezione a suo nome: ANPI AULO MAGRINI “ARTURO” SEZIONE VAL BUT. L’occasione ci ha permesso di organizzare un convegno sulla figura leggendaria di questo Uomo, Padre e Partigiano: “Aulo Magrini e la Carnia – vita luoghi ragioni di un Partigiano”.

Ci eravamo ripromessi di raccogliere, in un libricino, tutti i contributi degli storici intervenuti nel convegno con lo scopo di divulgarlo durante le iniziative che la nostra sezione intende organizzare nelle scuole e negli eventi pubblici. In questi ultimi decenni il negazionismo storico e la diffamazione nei valori della Resistenza, della Lotta di liberazione e dei suoi Uomini ha avuto una impennata molto preoccupante; è l’ennesimo tentativo di rimuovere con la manipolazione storica, con l’inganno, con le falsità, il periodo più fulgido e tragico di riscatto dell’Italia dal fascismo.

Anton Vratuša

Anton Vratuša (1915), durante la Seconda guerra mondiale è stato attivista del Fronte di liberazione nazionale del popolo sloveno (Osvobodilna fronta slovenskega naroda, OF, aprile 1941 – maggio 1945). Arrestato dalle autorità d’occupazione italiane, è stato successivamente internato in vari campi di concentramento italiani (febbraio 1942 – settembre 1943), per ultimo in quello dell’isola di Rab (Arbe).

Vice comandante della Rabska brigada (Brigata di Arbe, settembre – ottobre 1943), è stato poi rappresentante dell’OF presso il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) a Milano e del Quartier generale dell’Esercito popolare di liberazione e dei distaccamenti partigiani della Slovenia presso il Comando generale delle Brigate Garibaldi ed il Comando generale del Corpo Volontari della Liberta (CVL), svolgendo al contempo anche l’incarico di assicurare il collegamento tra il Comitato centrale del Partito comunista di Slovenia ed il Comitato centrale del Partito comunista italiano per l’Alta Italia (ottobre 1943 – febbraio 1945).

Nello scorcio finale della guerra ha lavorato presso gli organi federali del ricostituito stato jugoslavo (inizio marzo – maggio 1945). Membro dell’Accademia slovena delle scienze e delle arti, nel dopoguerra ha ricoperto importanti incarichi istituzionali nella Repubblica socialista federativa di Jugoslavia.

Antonio De Lucia

Nato a Cividale del Friuli, Antonio De Lucia risiede a Udine. Per quasi cinquant’anni svolge il lavoro di meccanico in officina; in parallelo coltiva la passione per la letteratura, la poesia e il teatro. Nel 1983 esce la sua prima raccolta, Di lunc il troi (Lungo il sentiero), in friulano; seguono le sillogi: Ho solo ascoltato, Salpare, Ballate di un mozzo del XXI secolo. La scrittura è per lui un impegno continuo: compone e recita testi di teatro e monologhi, racconti brevi, testimonianze di un vissuto, per fissarne l’esperienza.
Ha dedicato una particolare attenzione alle opere letterarie e teatrali di Ippolito Nievo che, assieme al fratello Vanni, ha ridotto e portato in teatro, dando vita inoltre all’appuntamento già pluridecennale “Sotto i cieli di Ippolito” presso il castello di Colloredo di Monte Albano. Altra grande passione è Federico Garcia Lorca, con le poesie del quale si è misurato in numerosi recital. La sua passione per la lingua madre lo ha portato inoltre a mettere in scena Par vivi di Emilio Nardini (1862-1938). Nel ruolo di protagonista ha recitato nelle commedie Sigûr che esistin e Nadâl in famee (opere tratte da Eduardo per la traduzione e regia di Eligio Zanier). Suoi anche i volumi di racconti Se questo è un ragazzo (2013) e La crociera del Talefea (2019), entrambi editi da Kappa Vu.

Associazione Teatrale Friulana

L’Associazione Teatrale Friulana nasce per valorizzare la lingua friulana attraverso il teatro. A questo scopo istituisce anche un concorso per testi teatrali in lingua friulana che, nella sua ottava edizione, ha visto la premiazione di Mari Aghe come miglior testo per ragazzi. Mari Aghe ha trovato l’interesse del progetto “Sipari Furlan” promosso da Teatro Nuovo Giovanni da Udine per la valorizzazione della drammaturgia in friulano. Dall’incontro è nato lo spettacolo teatrale, che si è arricchito delle filastrocche di Mauro Tubetti (DJ Tubet), e che ha debuttato il 7 marzo 2010 al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” nella rassegna di teatro per bambini e ragazzi “A teatro da Giovanni”, realizzata con Teatro&Scuola Ente Regionale Teatrale del FVG. Questo spettacolo è stato selezionato da ERT/teatroescuola e da LaREA-Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale dell’ARPA FVG perché offre spunti utili per percorsi di educazione ambientale orientata alla sostenibilità. Piccolipalchi dell’ERT, assieme a LaREA, realizza animazioni e materiale ad hoc per sensibilizzare il pubblico di grandi e piccoli alle tematiche della sostenibilità.

Asylums

Il Progetto Asylums è stato fondato a Padova nel 2003 da Alessandro Flora e Fulvia Crivellaro nell’intento di realizzare un laboratorio teatrale dedicato a persone senza fissa dimora, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune patavino.

Asylums ha come obiettivo creare spettacoli, pubblicazioni, spazi, incontri, dedicati a quelle persone che “normalmente” non appaiono. Tensione vitale del progetto è la volontà di dare voce all’esperienza umana, che quotidianamente rischia di perdersi nella sofferenza, isolamento, deviazione, emarginazione. Per avvicinarsi ai suoi obiettivi Asylums contatta e incontra persone che favoriscono o rappresentano la cultura dei senza voce, senza casa, senza permesso di soggiorno, etc.

Nel gennaio 2006, preparando un ciclo di conferenze presso la facoltà di Psicologia di Padova, Asylums incontra Alda Merini nella sua casa di Milano per una videointervista. Da quell’intervista nasce Uno spettro da amare, Kappa Vu 2007.

Augusta Zebochin

Dotata di una naturale vocazione per l’arte fin dagli anni giovanili, la sua passione per la poesia cresce sui banchi dell’Istituto “G. Carducci” grazie alla presenza di un docente d’eccezione, Biagio Marin. L’insegnante l’avvicina agli scritti di Marx, Hegel, Slataper. Contemporaneamente studia pianoforte al Conservatorio “Tartini” dove conclude gli studi con il massimo dei voti. Inizia poi anche una fitta attività concertistica. Ottiene la laurea magistrale all’Università di Padova, relatore il prof. Flores D’Arcais. In piena seconda guerra mondiale compie le prime esperienze didattiche, e dopo il conflitto inizia a scrivere come giornalista su “Gioventù”, “Il lavoratore” e “Noi donne”, proseguendo parallelamente per molti anni l’attività di insegnamento scolastico.

Aurelio Venuti

Aurelio Venuti al è nassût a Reane dal Roiâl tal 1945; si è laureât in Letaris e al à insegnât par cuarante agns tes scuelis dal Friûl. Fin di student al à elaborât un sisteme dut personâl di lei i classics, che si fonde su la traduzion dai tescj a chês altris lenghis imparadis, tignint cont de metriche e dal stîl dai autôrs. Al à let in chest mût i lirics grêcs, i poemis omerics, i poetis latins, voltantju in viers latins, talians o furlans. Plui indenant al à frontât oparis des leteraturis in lenghe d’oil, in lenghe d’oc, in franc-talian, e de leterature taliane des origjins. La Divine Comedie di Dante e je la prime opare che al à publicât in lenghe furlane. Straordenari il blog https://ladivcom.blogspot.com/ dulà che si cjatin aprofondiments su la traduzion de opare dantesche.

Barbara Grubissa

Nata nel 1976 a Trieste, città dove vive e fa la libraia. Nel 2010 ha pubblicato il suo primo libro di poesie Son stufadiza (Kappa Vu); finalista al Concorso “Città di Fucecchio 2010” e al Premio Carver. Nel 2012 Pino Giuffrida ha realizzato 12 tavole di acrilico su carta ispirandosi ai versi di Son stufadiza, da cui è stato tratto il video “ Un secondo vale. L’amore mette radici – Pino Giuffrida disegna i versi di Barbara Grubissa”. Sempre nel 2012 un altro artista triestino, Furio Bomben, ha illustrato una poesia contenuta nella raccolta Son stufadiza ed è stato realizzato il video “Prospera Trota”. Dal 2011 fa parte della redazione del sito “Forumsalutementale”. Nell’ottobre del 2012 ha vinto il secondo Premio Città di Castrovillari-Pollino organizzato dall’Accademia Delle Arti/dipartimento di Letteratura, sezione vernacolo, con la poesia: “Una vecchia nonna alla nipote” (in dialetto triestino). Dal 2013 “Diecisettanta” produce segnalibri con i suoi aforismi per la collezione “Poesia è un fiore di carta”.

Barbara Pascoli

Nata nel 1962 a Monfalcone (GO), vive in un borgo nei boschi al confine tra Friuli e Slovenia.
Ha pubblicato i romanzi Senza scrupoli (Senaus, 2012) e L’uomo sbagliato (PSE, 2014) e la raccolta di racconti Il caso e le cose (Bookabook, 2018). Ha partecipato alle antologie edite da Morganti editore Il Cerchio delle streghe (2016), La natura offesa (2020), L’uomo dei sogni reali (2021).
Dal 2021 organizza il concorso letterario “Prepotto. I racconti dello Schioppettino” per il comune di Prepotto (UD), di cui è consigliere. Lavora come consulente export e come docente.

Beno Fignon

Friulano, giornalista pubblicista, impegnato per molti anni in movimenti culturali e sociali, è vissuto soprattutto a Milano. Vincitore di vari premi di poesia e prosa, è presente in diverse antologie. Ha vinto il premio biennale di poesia “Città di San Vito al Tagliamento”, sezione in friulano (in giuria Andrea Zanzotto e David Maria Turoldo). Due volte è stato finalista sia nella sezione in friulano che in italiano. Ha fatto parte della redazione de La Mosca, rivista di poesia, arte e filosofia di Milano. Ha fatto parte dell’associazione culturale Milanocosa. Ha collaborato con diversi giornali e riviste. Con il libro Cellina (il fiume della Valcellina in provincia di Pordenone) ha vinto il premio per la prosa “Città di Milano”. Il libro Andreis unica polis è stato inserito da mons. Gianfranco Ravasi, noto biblista, nonché Prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, nel catalogo della biblioteca stessa. La raccolta di poesie in friulano Haiku furlans. Poesia dei magredi ha ispirato il maestro Marco Maiero, direttore del coro “Vôs de mont” di Tricesimo, che ne ha musicato alcuni testi. La stessa raccolta ha ispirato il fotografo Giangabriele Mazzucco, presidente del Circolo fotografico di Maniago, che in un anno di lavoro, perlustrando in lungo e in largo i magredi tra i fiumi Cellina e Meduna, territori unici ed esclusivi, ha ricavato un sorprendente libro fotografico abbinando a ogni fotografia un haiku.

Beno Fignon ha pubblicato: 

Poesia: L’intelligenza (gratis) barattata al 1000%, Gorlini, Milano; Isla de Pascua (prefazione di Mario Spinella), Società di Poesia, Milano; Li’ castelanis (poesia in friulano con traduzione a fronte), Edizioni Kappa Vu, Udine 2007. Citato in Franco Brevini, Le parole perdute. Dialetti e poesia nel nostro secolo, Einaudi, Torino; Erosmetro, Edizioni Tracce, Pescara; Sine glossa, Edizioni del Leone, Spinea (VE); Haiku furlans. Poesia dei magredi (poesia in friulano con traduzione a fronte), Società Filologica Friulana, Udine; Il sole insiste, Città Aperta edizioni, Troina (EN).

Prosa: L’arco del tempo (di argomento friulano), Edizioni Biblioteca dell’Immagine, Pordenone; Cellina, Edizioni Biblioteca dell’Immagine, Pordenone; Andreis unica polis (Friuli), Rubettino editore, Soveria Mannelli (CZ).

Oltre a questi citati, ha pubblicato anche libri di aforismi, libri fotografici e relativi a mostre fotografiche.

Bruna Sibille-Sizia

Nata nella Slavia friulana a Sedilis (Tarcento), ha camminato in parallelo tra narrativa e giornalismo. Come corrispondente e inviata di quotidiani e settimanali nazionali e collaboratrice di varie riviste ha trattato in particolare problemi politico-militari. I temi bellici ricorrenti anche nei suoi romanzi-documento e nei numerosi racconti hanno fatto sì che più volte venisse citata dai critici come “una scrittrice di guerra”. Mai guerra esaltata se non quando si tratta di lotta di resistenza agli invasori. Ha scritto romanzi e racconti legati alla Resistenza e alla storia del Friuli. Per Kappa Vu sono usciti Diario di una ragazza nella Resistenza (1998) e Il Kosovaro (2004). Nel 2019 sempre Kappa Vu ha pubblicato la biografia di Bruna Sibille-Sizia Una voce carpita e sommersa di Martina Delpiccolo, con prefazione di Cristina Benussi e postfazione di Angelo Floramo. 

Nel catalogo Kappa Vu sono ora disponibili anche La terra impossibile (1956, libro che per primo narra dell’armata cosacca che invase il Friuli), Un cane da catena (1987, sull’esperienza del terremoto) e Lo stagno delle rane (2005).

Carla Di Bert

Vive e lavora in Friuli. Insegnante e progettista sociale nel settore anziani, ha organizzato alcuni convegni e due spettacoli teatrali narranti sul tema dell’immigrazione e del disagio mentale. Suo è il contributo “Ritornare o restare” in Identità in frammenti (a cura di Giorgio Porcelli, Editore Franco Angeli, 2005), in cui ha collegato il tema dell’identità liquida di matrice baumaniana alle vicende della guerra in ex Jugoslavia, immaginando il “caso di Ilinka”. Con Il nodo nel cerchio (Kappa Vu, 2019) esplora gli orizzonti della narrativa.

Carla Sanguineti

Carla Sanguineti è nata a Genova e vive tra la Lunigiana, Genova e Milano. Impegnata su temi politici e sociali, dalla formazione al campo dei diritti civili e delle donne, all’antimilitarismo, ha svolto anche attività culturale collaborando con diverse università e realizzando convegni e manifestazioni artistiche. 

Tra le sue pubblicazioni Ifigeniia e Clitemnestra, Centro Internazionale della Grafica, Venezia 1984; La Ferita e l’arma, RED, Como 1991; Mary Shelley Dialogo d’amore, Giacchè, La Spezia 1997; Figlia dell’amore e della luce, Sagep, 2000; Passi nel sacro, Silvana, 2002 ; I sentieri d’arte più belli e più segreti della Val di Magra e della terra di Luni, scritto insieme a Roberto Ghelfi, Agorà, 2005; Le nostre memorie proibite, CISU, Roma 2007; Il sentimento del sacro nelle cinque terre, Morgana, Firenze 2008, Pasolini Ultimo traguardo, Udine 2011, scritto insieme a Pietro Lazagna, ristampa della prima monografia su Pasolini in Italia. Per Kappa Vu ha pubblicato Come un incantesimo. Mary e Percy Shelley nel Golfo dei Poeti (2011). 

Sculture in acciaio, installazioni, specchi e foto sono l’alfabeto del suo linguaggio artistico: sue opere sono nel Museo Gandhi di Madurai in India, nel Museo di Villa Croce a Genova, nel CAMEC della Spezia, in collezioni private in Italia e all’estero e nella Fondazione Garrone a Genova.

Carlo Tolazzi

Carlo Tolazzi al è convint che il furlan al à di murî, tant che centenârs di altris lenghis minoritariis, ma spietant il decès al continue a scrivilu, daspò vê vinçût doi “S. Simòn”, tal 1994 e 1995, e vê metût adun il vocabolari dal cjargnèl de Val Pesarine (1997).

Carlo Tolazzi è convinto che il friulano morirà, come centinaia di altre lingue minoritarie, ma aspettando il decesso continua a scriverlo, dopo aver vinto due premi “S. Simon”, nel 1994 e 1995, e aver messo assieme il vocabolario del carnico della Val Pesarina. Per Kappa Vu ha pubblicato nel 2007 La miniera e il canarino (Verzegnis, 1878-79).

Carmelo Contin

È nato a Farra d’Isonzo (Gorizia) nel 1939. Ha alternato, da giovanissimo, l’impegno sociale per migliorare le condizioni di vita delle famiglie dei mezzadri, nella Bassa Friulana, con quello civile e politico, nelle istituzioni pubbliche. Il valore del lavoro, della autonomia, della solidarietà lo hanno accompagnato a scoprire il mosaico di storia della terra friulana e delle sue genti, entrando in contatto con lo straordinario mondo dell’arte e della cultura contemporanea della regione. L’incontro con i Maestri Altieri, Anzil, Bartolini, Ciussi, Cojaniz, Magris, Maniacco, Mocchiutti, Spacal, Zigaina ha segnato in profondità il suo faticoso percorso, per portarlo, infine, all’approdo alla parlata materna, con questa inedita prova, Sclesis/Schegge (Kappa Vu, 2018). Sposato con Sara, dal 1963. Abita a Terzo di Aquileia.

Carmen Gasparotto

Carmen Gasparotto è nata a Taiedo (PN) e vive in provincia di Trieste.
Ha pubblicato il romanzo Di forte istinto (Montedit, 2013). Nel 2016 è uscito Èco, s. femminile, plurale (Kappa Vu) scritto con Mariaelena Porzio. Diversi suoi racconti sono stati pubblicati all’interno di raccolte corali. Tra queste Siamo partite in tre (Vita Activa, 2016), Se cammini piano (Vita Activa, 2019), #iostoacasa (Edizioni Pendragon, 2020).

Centro Studi Nediža

Il Centro Studi Nediža opera fin dal 1972 sul territorio di confine delle Valli del Natisone (in provincia di Udine) con iniziative che spaziano dall’ambito educativo e sociale a quello più propriamente culturale e di ricerca.
A partire dalla fine degli anni Novanta, l’attività dell’associazione si è concentrata sulla realizzazione di campagne fotografiche (documentazione del patrimonio storico e artistico del territorio; indagini sui mutamenti del paesaggio antropizzato) e sul recupero di archivi fotografici familiari, nonché di filmati amatoriali in 8mm e super8, in particolare degli anni Sessanta e Settanta.
Il riuso di questi materiali attraverso mostre, pubblicazioni, installazioni e documentari, è finalizzato al racconto delle Valli del Natisone – inquadrate criticamente da angoli visuali spesso inediti – e alla diffusione del loro patrimonio di immagini. Ciò avviene senza obbedire a qualche particolare ortodossia di metodo ma assecondando piuttosto i percorsi che si dipartono da scoperte talvolta inaspettate o in risposta all’urgenza di dare un proprio contributo alla lettura delle vicende che interessano, o hanno interessato, il territorio delle Valli.
L’ambizione del Centro è quella di far convivere, al di fuori di ogni prassi specialistica, ambiti solitamente distinti e distanti e all’apparenza inconciliabili, quali possono essere la ricerca storica ed etnografica e l’arte contemporanea, con un approccio per certi versi “sperimentale” nell’utilizzo del materiale trovato.

Cesare Sartori

(Udine, 1949) Si è diplomato al liceo classico Jacopo Stellini di Udine dove è stato allievo di Gian Giacomo Menon, e si è laureato in Filosofia all’università di Trieste. Friulano della diaspora, giornalista professionista, per 30 anni redattore della «Nazione» di Firenze, vive a Pistoia.

CESP Centro Studi per la Scuola Pubblica

Nasce nel 1999 per iniziativa di lavoratrici e lavoratori della scuola dei Cobas. L’intento è quello di affiancare all’attività politica e sindacale uno spazio specificamente dedicato alla riflessione culturale e didattica sulla scuola, aperta ai genitori, agli studenti e a tutti i cittadini, realizzata attraverso seminari, convegni, attività di aggiornamento e pubblicazioni. I principi di riferimento del CESP sono la difesa della scuola pubblica, l’opposizione alle diverse forme di privatizzazione, alle vecchie e nuove forme di mercificazione del sapere, ai processi di aziendalizzazione che stanno avanzando da alcuni anni a ritmi inediti e preoccupanti. Tra le ultime pubblicazioni ricordiamo: Scuola-azienda e istruzione-merce (2000), Vecchi e nuovi saperi (2001), Crescere nel tempo pieno. Far crescere il tempo pieno (2003), Non abbiamo “tempo pieno” da perdere (2004), Ogni scolaretta sa che… Controlessico della scuola ai tempi della “riforma Moratti” (2004), Memorie di “classe”. Lavorare a scuola con le fonti orali per leggere il mondo contemporaneo (2005), Quando suona la campanella. Racconti di scuola (2006), Revisionismo storico e terre di confine (2007).

Checo Tam (Francesco Tami)

Al è nassût tai agns sessante e al vîf a Pavie di Udin. Passionât di musiche e scriture, al à vint il concors leterari San Simon di Codroip e chel pes senegjaturis cinematografichis dal Centri Espressions Cinematografichis di Udin. Al à publicât la racuelte di contis La maree nere (Ribis, 2001), il romanç/radiodram di fantasience Sense (Cormôr Salvadi, 2002) e diviersis contis su La Comugne, articui di viaç su La Patrie dal Friûl e recensions musicâls suntune vore di fanzines e rivistis indipendentis di musiche. Al condûs il program di cult Indigo su Radio Onde Furlane. Daspò di colaborazions cul grup poetic Trastolons in Tananai (Musiche Furlane Fuarte, 2001) e cul grup ingles In the Nursery, prestant la so vôs a une interpretazion dal poeme furlan Bielo Dumblo tal cd Lingua (ITN Corporation, 1998) al è deventât il cjantant e frontman de gnove formazion dal storic grup punk Soglia del dolore tal cd 2984 (Finalmuzik, 2008) e dal side project par furlan Francis and the Phantoms che al à vint il Premi Friûl 2008. Par Kappa Vu e à publicât Scûr di lune (2008) e Disvuedant il scansel (2017), ducj e doi te Golaine “La Comugne”.

Chiara Dorigo - Sara Francovig - Stefania Pittioni

Chiara Dorigo
Vive in uno stato di calma apparente con un senso dell’orientamento diffidente.
Si rinfranca dalle troppe inquietudini rifugiandosi in piaceri a carattere turistico-enogastronomico made in Friuli Venezia Giulia.

Sara Francovig
Sensibile allo struggimento dalla più tenera età, vive in preda a visioni creative che sottopone insistentemente ad amici e parenti.

Stefania Pittioni
Fantastica meticolose fughe dalla realtà e progetta pindarici viaggi a quattro ruote. Vive di emozioni fibrillanti.

Claudia Cernigoi

Claudia Cernigoi, nata a Trieste nel 1959, dove ha conseguito la maturità scientifica, ha cominciato lʼattività giornalistica allʼinterno di Radio Città Trieste Canale 89, la prima radio libera (nel senso di politicamente impegnata a sinistra) alla fine degli anni Settanta, collaborando anche alle testate locali “il Manifesto di Trieste” e “Ponterosso”. È stata tra i fondatori di “Radio Onda Libera” (1980), ha collaborato per diversi anni con lʼemittente radiofonica bilingue “Radio Opčine” di Trieste ed ha diretto per alcuni anni “il Movimento”, periodico del Movimento dei Finanzieri democratici. 

Giornalista pubblicista dal 1981. Ha fondato nel 1990 il periodico triestino “La Nuova Alabarda” (sito: www.nuovaalabarda.org), curando anche la collana dei Dossier allʼinterno della quale ha pubblicato una quarantina di titoli sui temi della storia del confine orientale, la Resistenza, il neofascismo e la strategia della tensione. È stata una dei consulenti storici per la difesa di Oskar Piškulić nel cosiddetto “processo per le foibe” di Roma. Ha partecipato come relatrice a svariati convegni sulla tematica della Seconda guerra mondiale e del neofascismo ed ha fatto parte (2012-2016) della Commissione del Civico Museo della Risiera di San Sabba.

Ha pubblicato per la Kappa Vu di Udine Operazione foibe a Trieste (1997), Operazione foibe tra storia e mito (2005), La banda Collotti. Storia di un corpo di repressione al confine orientale d’Italia (2013), Operazione “Plutone”. Le inchieste sulle foibe triestine (2018); per la Zeroincondotta di Milano, con Mario Coglitore, “La memoria tradita” (2002). Diego de Henriquez, “Il testimone scomodo”, con Vincenzo Cerceo, Maria Tolone, Luca Lorusso (Beit 2015). Un suo intervento è presente in Da Sanremo alle foibe (Kappa Vu, Udine 2014).

Nella collana “i dossier de La Nuova Alabarda” tra i tanti ricordiamo i seguenti titoli: “Luci ed ombre del CLN di Trieste” (2003); “L’ombra di Gladio. Le foibe tra mito ed eversione” (2003); “La “foiba” di Basovizza” (2005); “Le inchieste dell’ispettore De Giorgi” (2005); “1972. Ricordi della strategia della tensione” (2003); “La strategia dei camaleonti” (2004); “No GUD. Breve dossier sulla cultura fascista”(2005); “Strani casi di morte a Trieste” (2007); “Operazione Plutone” (2010); “La Banda Collotti: appunti su Resistenza e repressione al confine orientale” (2010); “Lo sguardo di Almirante” (2011); “Il caso Norma Cossetto” (2011); “All around… CasaPound” (2012); “1974. Tracce della strategia della tensione” (2012), ed, in collaborazione con Vincenzo Cerceo, “I Diari di Diego de Henriquez” (2006). Ha inoltre pubblicato una raccolta di poesie dal titolo “Anch’io son poeta!” (2006) ed il racconto “Maggio 1978… un racconto senza tempo” (2012).

Claudio Cojaniz

Classe 1952. Dopo gli studi accademici, svolge un’ampia attività di compositore: ottiene anche l’“Irino Prize” (Giappone, 1990) con “Spheres” per la New Japan Philarmonic di Tokyo, registrazione diretta da Koikiro Harada. Scrive musica per film e per la TV (collabora a Mixer-Rai 2 e altro), musiche raccolte in “Ypnosisetnomuzik”, Fonit Cetra, 1992. Forma il trio con G. Maier al contrabbasso e U.T. Gandhi alla batteria (“Hasta Siempre”, Cmc, 1993). Nel 1995 si aggiunge G. Schiaffini al trombone (“Alea”, Splasc(h) records), con cui registrerà nel 2005 “War Orphans”, Caligola records, dedicato alla musica di Ornette Coleman. Ha pubblicato vari lavori per piano solo e altre formazioni ancora per la Splasc(h). 

Ha fondato nel 2007 (produzione Euritmica-Udine) la N.I.O.N. Orchestra (Not In Our Name): F. Bearzatti al sax e clarinetto, Cuong Vu alla tromba, G. Schiaffini al trombone, R. Todesco ai contrabbasso e fisa, D. Gallo al contrabbasso, Z. De Rossi alla batteria, L. Grizzo alle percussioni, M. Vicentini al violino (CD “HOWL”, Caligola, 2010). La NION ha ospitato in seguito anche Alexander Balanescu al violino. Nel 2010/11 ha registrato “Beat Spirit” in duo con F. Bearzatti, “The Heart of the Universe” in trio con A. Turchet (c.basso) e L. Colussi (batt.) e “Shadows of colours”, composizione in 9 parti, per organo a canne, nella Basilica dei Frari di Venezia (tutti CD Caligola). Ha scritto le musiche de “Il Rovescio della Rosa” di Fabio Turchini (ed. Mondadori, 2011). Ha fondato la RED DEVILS ORCHESTRA e registrato il progetto “Carmen: the land of dances” (libro/CD Euritmica/Kappa Vu, Udine, 2012). Ha registrato “Blue Africa”, un particolare progetto in duo con il contrabbassista Franco Feruglio, con musiche originali ispirate alla tradizione africana (CD Caligola, 2013). Ultima creatura il P.P. Quartet con l’A.P. trio e la violinista Maria Vicentini: il progetto “Flores y Libertad” prevede particolari rielaborazioni di temi tratti dalla resistenza al franchismo in Spagna e composizioni originali che ad essa si ispirano. 

Ha scritto i romanzi Questione Lagrand (Campanotto Ed., Udine, 2000), Cobra 13 (Kappa Vu Ed, Udine, 2007), Angelo di Dolegna (Campanotto Ed, Udine, 2009).

Claudio Cossu

Nasce a Viareggio (LU) nel 1940, ma già nel 1942 si trasferisce a Trieste, dove si laurea in Giurisprudenza nel 1968. Vince il concorso indetto dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e lavora come dirigente amministrativo, occupandosi di Igiene e Sicurezza nei luoghi di lavoro. Appassionato di arti figurative, partecipa a molteplici rassegne espositive ed effettua quattro mostre personali, di cui una presso la Galleria Comunale di Trieste (1992). Da diversi anni la sua passione è la ricerca storica e promuove incontri e conferenze con esperti e docenti. Si è opposto tenacemente all’intitolazione di uno spazio della città ad un noto giornalista fascista, Mario Granbassi, partito volontario in Spagna e ivi morto nel 1939. Organizza incontri sulla memoria popolare triestina. Promuove iniziative per rendere omaggio alla cultura slovena come parte integrante della città. Scrive articoli storici per riviste quali “Historia magistra” e “Patria” dell’ANPI. Ha inviato numerose lettere al “Piccolo” su temi di storia locale contemporanea.

Claudio Venza

Sono nato (politicamente) nel movimento studentesco del 1968. Il mio “maestro” è stato il fabbro anarchico triestino Umberto Tommasini sul quale ho scritto un libro basato su fonti orali e d’archivio (ed. Antistato, 1984). Aderisco dal 1969 (dopo il 12 dicembre) al movimento libertario, in particolare al Gruppo Germinal di Trieste. Dal 1967 ho insegnato in varie scuole (commerciali) e dal 1975 insegno alla Facoltà di Lettere di Trieste materie storiche: Spagna e Movimenti politici. Ho scritto libri e saggi su: storia dei movimenti popolari italiani e spagnoli, problemi politici contemporanei, questioni legate alla memoria antifascista. Sono direttore (ir)responsabile di “Germinal”.
Ho investito i miei risparmi nell’acquisto di libri e ho una biblioteca di 12.000 volumi (credo) specializzata in storia della Spagna e storia dell’anarchismo.
Sono del “partito” dei gatti e non amo i cani. Per motivi di salute, faccio yoga (semplice) ogni giorno. Odio il rumore e mi piace la musica “calma” per accompagnare la lettura e la scrittura. Seguo Radio Tre, la più istruttiva. 

Ha insegnato, dal 1985 al 2011, Storia contemporanea presso il Dipartimento di Storia di Trieste. Dirige, con Alfonso Botti, la rivista “Spagna contemporanea”, fondata nel 1992 ed edita dall’Istituto Salvemini di Torino. Ha promosso, con Giampietro Berti, la stesura del Dizionario Biografico degli Anarchici Italiani che comprende circa duemila schede (BFS, Pisa, 2004-05, 2 voll.). Tra le pubblicazioni principali: Umberto Tommasini. Il fabbro anarchico (Odradek, Roma, 2010) e Anarchia e potere nella guerra civile spagnola (Eléuthera, Milano, 2009). Si è dedicato, con vari saggi, alla storia del regime fascista e dell’antifascismo, in particolare quello libertario.

Claudio Zanier

(Associazione Storica Tiliaventum – Udine)

Nato a Tolmezzo il 27 novembre 1968, ricercatore storico. Autore e curatore di numerosi saggi sulla Storia militare del Friuli, con particolare riferimento alla Prima guerra mondiale.

Corinna Cadetto

Corinna Cadetto nasce a Udine nel 1974. Dopo aver conseguito il diploma di Perito Tecnico per il Turismo si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia (indirizzo Storico/Artistico) presso l’Università degli Studi di Trieste. Nel 2003 discute la sua tesi “Le problematiche del paesaggio” che riceve il massimo dei voti e la lode. Seguono alcune collaborazioni in ambito regionale: Società Alpina Friulana, Circolo Culturale Menocchio, Centro Espressioni Cinematografiche. Nel 2005 si occupa della creazione dell’Archivio Fotografico Storico del Consorzio di Bonifica Bassa Friulana a cui segue la redazione e la stampa del testo “Passaggi in Pianura”. Nel 2006 incontra il design. Collabora con Moroso s.p.a. creando grafiche e testi originali che fanno il giro del mondo. Nello stesso anno decide di lasciare l’Italia e si trasferisce a Bruxelles dove comincia a lavorare nel campo dell’alimentazione, che si rivela essere la sua passione di sempre. Durante i tre anni trascorsi a Bruxelles lavora per un Concept Store dove svolge diverse mansioni che riguardano il commercio e la promozione dei prodotti tipici di tutto il mondo. Ricercatrice instancabile, inizia a pubblicare sul suo blog i racconti di viaggio alla scoperta dei produttori selezionati. Nel 2011 si trasferisce a Parigi per continuare la sua professione.

Costantino Di Paola

Ha insegnato letteratura russa presso l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia e ha diretto l’Istituto di lingua e letteratura russa della stessa Università. È autore di saggi su scrittori russi e sovietici e di studi sul partito socialista-rivoluzionario e sul movimento terroristico russo di inizio ‘900. Ha collaborato con le case editrici Mursia, Garzanti, Studio Tesi, Sellerio, Marsilio, curando e traducendo opere di narrativa russa e sovietica. Ha recentemente pubblicato una raccolta di racconti dal titolo Istriarossa. I cerchi delle fate è il suo primo romanzo.

Cristian Sedran

Cristian Sedran, 1972, cuoco. Da diversi anni lavora nella ristorazione collettiva, rivolta ad aziende, scuole ed asili. È consigliere comunale dal 2005, capogruppo di “Laboratorio Muzzana” con delega per progettualità specifiche: “Mensa biologica” e “Orto didattico”. È stato presidente della Commissione Comunale dello Sport ed Assessore alla Cultura, Sport e Politiche Giovanili al Comune di Muzzana del Turgnano dal 2009 al 2012. Poi sindaco dello stesso Comune dal 2014 al 2019. È stato presidente del G.I.M. (Giovani Idee Muzzanesi). Ha, inoltre, lavorato all’interno di associazioni legate al calcio e al calcio a 5. Per dieci anni è stato allenatore-educatore nel settore giovanile del calcio. Fino al 2009 ha fatto parte del direttivo dell’”Ass. Artetica” della quale è stato fra i fondatori. È anche presidente dell’associazione “Buteghe”, progetto che vuole diffondere nella bassa friulana il commercio equo e solidale per contribuire a migliorare le condizioni di vita dei paesi poveri del sud del mondo. Da qualche anno si occupa di consulenza strategica e di pianificazione rivolta ad enti pubblici e aziende private.

Cristina Noacco

È nata a Udine nel 1971. Dal 1996 vive a Tolosa, in Francia, e insegna Letteratura medievale all’Università di Toulouse 2 Jean-Jaurès. Si occupa di letteratura cortese (ha tradotto il romanzo Erec e Enide di Chrétien de Troyes, Luni, 1999, Premio di traduzione Leone Traverso Opera Prima e la novella cortese Piramo e Tisbe, Carocci, 2005) e pubblica volumi personali e collettivi in ambito artistico-umanistico (sui temi della metamorfosi e del castello, sulla ricezione della mitologia). Profondamente legata al paese natale, trae ispirazione dal paesaggio naturale e umano del Friuli per componimenti, fotografie e disegni.
Per la casa editrice Kappa Vu ha pubblicato la raccolta di poesie “Morâr d’amôr. Albero d’amore” (2015) seguita da una versione illustrata, “Sfueis d’amôr / Fogli d’amore” (2016), e la versione in francese “Feuilles d’amour / Sfueis d’amôr” (2016); un libro di testi e immagini ispirato alle tradizioni giapponesi del raku e dell’haiku, “Corrispondenze. Frammenti di saggezza raku” (2017), oltre a “Faliscjis / Faville. Storiis di fûc e di fum / Storie di fuoco e di fumo” (2019). Ha inoltre pubblicato una riflessione sul silenzio (“La forza del silenzio”, Ediciclo, 2017), un volume di ricordi sulla montagna (“Lo zaino blu. Dalle cime dei monti alla montagna interiore”, Orme, 2018) e un carnet di viaggio sul Marocco (“Il gusto del tè alla menta”, Duck edizioni, 2018).

Daniela Galeazzi - Giuseppina Minchella

Daniela Galeazzi

Nata e residente a Palmanova, è attiva nel mondo dell’associazionismo culturale e presiede da anni alcuni sodalizi. Ha ideato vari progetti culturali volti alla valorizzazione della città-fortezza di Palmanova e del territorio. Tra le sue pubblicazioni, Il Santo Monte di Pietà di Palma. Nascita e attività iniziale di una pia istituzione (Palmanova 2008) e due romanzi storici, scritti in collaborazione con altro autore: Marietta olim Galla (Padova 2001), La camera del miglio (Padova 2012).

Giuseppina Minchella

Nata e residente a Palmanova, da tempo promuove la conoscenza della storia politica e sociale della città-fortezza. Si occupa dell’attività del Sant’Ufficio nella Repubblica di Venezia, con particolare interesse alle conversioni, ai passaggi di fede e alla coesistenza di cristiani e musulmani. Tra le sue pubblicazioni, «Porre un soldato alla Inquisitione». I processi del Sant’Ufficio nella fortezza di Palmanova 1595-1669 (Trieste 2009) e Frontiere aperte. Musulmani, ebrei e cristiani nella Repubblica di Venezia (Roma 2014). Ancora passa il suo tempo tra le carte dell’Inquisizione per restituire voce a streghe, eretici, emarginati, ribelli.

Partendo da strade diverse, Daniela Galeazzi e Giuseppina Minchella hanno scoperto il piacere di scrivere assieme, grazie all’affinità letteraria e all’amicizia che le accomuna. Dal loro sodalizio sono nati i romanzi storici L’abiura (Kappa Vu 2015), viaggio di un soldato olandese attraverso l’Europa del Seicento, e Le vite di prima (Kappa Vu 2020).

Daniela Morgante

Laureata in Conservazione dei Beni Culturali, si occupa di formazione professionale.

Daniela Zorzini

Attrice formatasi alla Scuola Civica diretta da Nico Pepe, ha recitato in Italia e all’estero per Andrea Zanzotto e Mirco De Stefani in spettacoli organizzati dalla Fondazione Cini, la Fondazione Levi e il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto, il Conservatorio di Vittorio Veneto; ne I Turcs tal Friûl, di P.P. Pasolini, con la regia di Elio De Capitani e i canti di Giovanna Marini, per il Teatro dell’Elfo di Milano; in Mater Strangosciàs di Giovanni Testori – regia di Paolo Sartori per l’Elsinor di Bologna. Tiene laboratori per bambini e ragazzi.

Daniele D'Angelo

Nato a Spilimbergo (PN) il 15 ottobre 1973, ha trascorso gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza a San Giorgio della Richinvelda, poi si è trasferito a Udine. Oggi vive a Verona dove lavora come responsabile vendite per una azienda friulana produttrice di vino. Fin da bambino ha coltivato una passione per le Guerre di Indipendenza italiane e gli avvenimenti storici e culturali relativi ad esse. “1866. Un, due, tre… liberi tutti”, suo primo libro, ha dato sbocco a questa passione in un romanzo storico godibile ed immediato, senza rinunce al rigore storico.

Daniele Grassi

È nato a Tolmezzo nel 1998 e risiede ad Arta Terme; si è diplomato al Liceo Classico “Pio Paschini” di Tolmezzo e attualmente frequenta il terzo anno di Lettere Classiche all’Università degli Studi di Udine.

Danila Zuljan Kumar

È ricercatrice presso il Centro di ricerca dell’Accademia slovena delle scienze e delle arti a Lubiana. Il suo interesse principale è la dialettologia slovena, in particolare i dialetti sloveni occidentali. Di recente, si concentra anche su questioni sociolinguistiche, come il rapporto tra identità e lingue nelle società multilingue. Nel 2022 ha pubblicato il libro Skladnja nadiškega in briškega narečja (La Sintassi dei dialetti delle Valli del Natisone e Collio) e ha co-curato il libro Saggi scelti sulla storia, sulla lingua e sulla società slovena al confine italo-sloveno.

Dante Alighieri

Dante Alighieri era affascinato dalla molteplicità delle lingue.
Gli piaceva anche giocare con le lingue e i dialetti, tanto che nella Divina Commedia ci sono due scampoli di linguaggi inventati da lui, l’idioma di Pluto (pape satàn pape satàn aleppe) e quello di Nembrotte, il re di Babele che aveva costruito la famosa torre contro la volontà divina e che, appena ha visto arrivare Dante nel suo girone infernale, gli ha rivolto un’invettiva iraconda, minacciosa e incomprensibile: «raphèl maì amecche zabì almi!».
Si può anche capire che Nembrotte fosse di cattivo umore.

Era lì, nell’ultimo cerchio dell’inferno, che stava scontando l’ira inestinguibile dell’Onnipotente, e tutto perché? per quella benedetta torre! E, come se non bastasse, tutti adesso davano la colpa a lui, dicendo che era stato lui a provocare la confusione delle lingue.
Ebbene, noi di Dante Poliglotta vogliamo spezzare una lancia a favore di Nembrotte. Perché la confusione delle lingue – anche ammesso che l’abbia provocata lui – presenta non solo degli svantaggi, ma anche degli enormi vantaggi: è una grande ricchezza culturale.

Ogni lingua ha una sua musicalità, una sua potenzialità artistica, una sua produzione letteraria. E ogni produzione letteraria, piccola o grande che sia, è potenzialmente capace di moltiplicarsi per il numero enorme delle lingue esistenti.

Con la Divina Commedia questa moltiplicazione ha raggiunto dimensioni davvero stupefacenti. Il sito Dante Poliglotta, che dispone di un patrimonio di circa duecento edizioni di traduzioni della Divina Commedia in sessanta lingue e dialetti diversi, ha appunto lo scopo di rendere omaggio all’universalità di Dante facendo conoscere questo ricco patrimonio culturale al pubblico della rete. Per il piacere di chi ama la Divina Commedia, per la gioia di chi adora le lingue e i dialetti, e per la consolazione di re Nembrotte di Babele.

Giuliano Turone – Responsabile di Dante Poliglotta – http://www.dantepoliglotta.it/

Deborah Crapiz - Doriana Alessio

Deborah e Doriana a son mestris di scuele primarie. Cuant che a àn un moment di timp, une e scrîf storiis pai fruts e chê altre e dissegne. Ut al è il gjat che a varessin voie di vê…

Diego Lavaroni

Psicologo e psicoterapeuta, ricercatore nell’ambito delle tradizioni popolari in Friuli. Membro del Centro Studi Vergerio. Ha curato nel 1998 la pubblicazione Irrecuperabili – Storie del reparto X sull’Ospedale Psichiatrico di S. Osvaldo. Nel 1999 ha pubblicato Dizionario dei giochi popolari in Friuli, coautore con Marina Driussi. Nel 2009 ha curato la pubblicazione Nome di battaglia Carnera – Storia del partigiano dei G.A.P. Arturo Nassig.

Doris D'Antoni

Insegnante elementare, ha collaborato con l’Istituto Tellini per raccogliere notizie su “i miti, le fiabe, le leggende, le credenze” del Friuli. Come traduttrice ha collaborato per la traduzione e l’elaborazione in lingua friulana di “Memorie di un contadino friulano”. Come ricercatrice, ha cooperato per la stesura di vari saggi sulla memoria collettiva. Fa parte del gruppo culturale i Viandants di Basiliano: presentazione di libri e letture animate.

Egon Pelikan

Egon Pelikan (Ljubljana, 1963) è professore associato di Storia presso l’Università del Litorale/Primorska di Capodistria, dove dirige l’Istituto per gli studi storici (Centro di ricerche scientifiche). Presso tale università insegna “Storia dell’Europa nel XIX e XX secolo”, “Storia slovena nel XIX e XX secolo”, “Ideologie totalitarie e autoritarie nel XX secolo”. Dal 2004 è membro della Fondazione Alexander von Humboldt. Ha pubblicato numerosi saggi ed opere, sia in Slovenia che in altri Paesi europei, dedicandosi in particolare alla storia delle ideologie, alla modernizzazione, alla storia della Chiesa cattolica.

Elvia Franco

Vive e insegna a Udine presso la scuola primaria Lea D’Orlandi. Le sue esperienze pedagogiche più significative riguardano l’insegnamento dei classici nella scuola “elementare”: Omero, Dante, Ovidio, della filosofia per bambini, diversi laboratori di poesia. Queste attività sono documentate da scritti su riviste pedagogiche e da altre pubblicazioni. Ha curato per la Kappa Vu il testo L’ultimo del Paradiso (2005): il XXXIII canto del Paradiso della Divina Commedia elaborato con i bambini di quinta, e nel 2006 Lettere pedagogiche. Ha collaborato con numerosi saggi di interesse filosofico a riviste e volumi collettanei, alcuni dei quali tradotti in tedesco.

Enrico Folisi

Storico dell’età contemporanea (Università di Udine) e documentarista, ha al suo attivo la realizzazione di decine di pubblicazioni e di documentari per la didattica e la divulgazione della storia. ha inoltre allestito numerose mostre di carattere storico.

Enrico Petris

Lavora al liceo Marinelli di Udine. Ha pubblicato su temi di storia locale Rosso, nero e Pasolini, Mimesis, Milano-Udine 2015 e Margini del 1968. Profeti e servizi segreti, Asterios, Trieste 2018, e ha tratteggiato il profilo di due pensatori udinesi ne La lezione di Sergio Sarti. Metafisica classica e democrazia del fairplay, La Nuova Base, Udine 2020, e nelle Variazioni nel campo della metafisica. Scienza, filosofia e fede in Angelo Crescini, La Nuova Base, Udine 2020.

Enzo Martines

Nato nel 1964, vive e lavora a Udine.
Scrive e interpreta poesie e testi poetici per il teatro e la performance dal vivo.
Nel 1991 vince il premio “P(r)oesia” di Sesto Fiorentino e nel 1995 pubblica il primo libro in versi, Poema libertino, edito da Campanotto. Nel 2005 con l’editore Nota pubblica il CD dal titolo Siamo esili, un progetto di poesia in musica di cui è autore e interprete.
Nel 2012 (debutto al Mittelfest) è coautore del testo teatrale “Lady Europe” prodotto dal CSS Teatro stabile di innovazione del FVG.
Nel 2015 pubblica il testo poetico Viaggio nell’anima in tre canti e nel 2018 il libro in versi L’arte di sopravvivere, entrambi con Gaspari Editore; nel 2021 il libro di poesie Vite Aliene, Digressioni editore. Suoi testi sono stati inoltre pubblicati in alcune antologie di poeti contemporanei.
Nell’ottobre 2021 esce il primo romanzo, Una solitudine perfetta, Augh! editore, che ottiene i premi “Ginevra” all’interno dello Switzerland Literary Prize edizione 2022 e il “Premio migliore assoluto – Enrico Morello” a Etnabook 2022, festival del libro e della cultura.

Ermes Dorigo

Ermes Dorigo ha svolto un’intensa attività critica e letteraria oltre che di giornalismo culturale su quotidiani e settimanali. Ha collaborato con le riviste «Problemi» di Giuseppe Petronio; «Alfabeta», condirettori Umberto Eco, Paolo Volponi, Maria Corti, Antonio Porta, Pier Aldo Rovatti…; «Allegoria» diretta da Romano Luperini; «ZETA News», editore Campanotto; «Tam Tam» di Adriano Spatola & Giulia Niccolai; «Rivista di Studi Italiani» diretta da Anthony Verna; «Forum Italicum», diretta da M. G .Mignone. Un suo ampio saggio su I codici della Divina Commedia in Friuli é stato pubblicato sulla rivista «Dante Studies», organo ufficiale della Dante Society of America. Collabora con le riviste on line Italia Libri, Intellettuali e Storia, Homolaicus… 

In prosa ha pubblicato Neuterio della lontra, Udine, Campanotto, 1988 con prefazione di Claudio Magris (premio Casentino 1987); Nello specchio incrinato. Paolo Volponi e Pier Paolo Pasolini (piéce teatrale), Udine, Campanotto, 1996; il romanzo Il finimento del paese, Kappa Vu, 2006, con postfazione di Mario Rigoni Stern. In poesia: Esistere! dal compromesso, Urbino, 1978; Quadropoesie, 100 copie serigrafate, Urbino 1980; Le ceneri di Pasolini, Udine, Campanotto; 1993, Lo sguardo anacronico, Udine, Campanotto, 2000. Ha curato criticamente le pubblicazioni: ANONIMO DA TULMEGIO, Canzoniere petrarchesco del XVI secolo, Udine, Campanotto, 1988; SIRO ANGELI Anthologica. Il teatro. La poesia. La critica, Udine, Campanotto, 1997 (finalista al premio Marino Moretti); SIRO ANGELI, Solevento (Poesie 1928-1931), Tolmezzo, Il Segno, 2008. E’ autore della biografia Michele Gortani, Pordenone, Studio Tesi, 1993. Ha creato e dirige la rivista culturale on line GLOCK (GlobaLocale): www.globalocale.net/index.php e LA FELICITA’ MENTALE: www.tuoblog.it/5S1949. Ha svolto pure un’intensa attività di critico d’arte e curato numerose esposizioni e cataloghi.

Ettore Gobbato

Ettore Gobbato nasce a Milano dove si laurea in filosofia e inizia la professione di giornalista. Negli anni Settanta è protagonista dei gruppi musicali (Tecun Uman e Yu Kung) e della nascita di Radio Popolare. Impegnato in una Ong di cooperazione allo sviluppo, lavora per venti anni in questo settore, viaggiando fra Africa e America Latina. Ha pubblicato tre saggi su questo argomento e diretto diverse riviste di settore. Ha inoltre pubblicato nel 2008 una biografia di Giuliano Bortolomiol, inventore del prosecco. No Gol Bal è il suo debutto letterario.

Eva Morassutto

«Sono nata nel 1993, ho sempre disegnato, dipinto e illustrato, da quando ho memoria. Dopo il Liceo artistico, la passione per la decorazione mi ha portata a seguire diversi corsi di pittura tenuti da Ennia Visentin dove ho avuto modo di sperimentare diverse tecniche. Ho deciso poi di intraprendere il percorso universitario a Brescia dove ho studiato decorazione e Interior design (il mio attuale lavoro). Nel frattempo mi sono dedicata al mondo dell’illustrazione per bambini.»

Fabio Verardo

Nato nel 1982, si è laureato in Storia e civiltà europee presso l’Università degli Studi di Udine; sta compiendo il dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi di Trento. È autore di saggi e monografie sull’occupazione cosacco-caucasica del Friuli; si occupa di Resistenza, collaborazionismo e del tema della Giustizia di transizione nel secondo conflitto mondiale. Tra gli ultimi lavori: «Offesa all’onore della donna». Le violenze sessuali durante l’occupazione cosacco-caucasica della Carnia 1944-1945 (2016); Il Tribunale del Popolo di Udine, 1-5 maggio 1945 (2015); Giovani combattenti per la libertà. Renato Del Din, Giancarlo Marzona, Federico Tacoli (2013); Krasnov, l’atamano. Storia di un cosacco dal Don al Friuli (2012).

Fabrizio Barachino

Nasce a Spilimbergo il 27 novembre 1980. Alle superiori inizia a scrivere in maniera discontinua; il suo fascino per le parole confluisce per un periodo nella musica hip hop, dove produce un disco solista. Ma le parole richiedono più spazio che quello tra le strette griglie di una canzone, e sente la necessità di raccontare storie a più ampio respiro. Inizia a pubblicare racconti a puntate su un blog personale, e poi in seguito su altri portali e in download gratuito su iTunes. Dal 2009 entra a far parte dell’associazione culturale ReddArmy. E nessun innocente è il suo primo romanzo breve.

Federico Tenca Montini

Nato a Udine nel 1984, si è laureato in sociologia presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ha studiato presso la Facoltà di Filosofia e quella di Scienze Sociali dell’Università di Lubiana e ha frequentato corsi avanzati di slavistica per stranieri presso quella di Zagabria. Ha collaborato con l’Ambasciata d’Italia in Montenegro (Podgorica). Nel 2020 ha dato alle stampe La Jugoslavia e la questione di Trieste, 1945-1954 per Il Mulino.

Felice Tollon

Nato a Piancada nel 1934, Felice è figlio di una famiglia di braccianti. Dopo un’infanzia segnata dalla povertà e dalla guerra, nei primi anni Cinquanta partecipa come attivista alle lotte sindacali che scuotono le campagne friulane, divenendo un protagonista delle “Lotte del Cormor”. Militante della FGCI e iscritto al PCI, continua la sua attività politica fino al 1955, anno nel quale è costretto ad emigrare in Francia per trovare un lavoro. Qui si sposa con Yvette e ha due figlie, lavorando nel settore edile e riuscendo ad aprire una piccola ditta in proprio. Nel 1976 rientra a Piancada, dove tutt’ora risiede con parte della sua famiglia.

Fiorenzo Bolzon

Flavia Virgilio

Insegna Didattica dell’Integrazione presso il corso di Educazione Professionale dell’Università di Udine. I suoi principali interessi di ricerca riguardano i fenomeni transnazionali relativi alla cooperazione decentrata, ai processi di governance partecipata e all’educazione allo sviluppo e alla cittadinanza. Ha pubblicato diversi articoli in riviste nazionali tra cui Scarti di cittadinanza (2008) in “Educazione Interculturale. Culture, esperienze, progetti” e Se gli studenti non stanno alle regole (2010) in “Animazione sociale”. Nell’ambito delle attività del network europeo “Comparative and international education” ha pubblicato Development education: the European Perspective on global active citizenship through decentralized cooperation (2007) in Kotthoff, H.G. and Moutsios, S. (eds.), Education Policies in Europe: Economy, Citizenship, Diversity.

Franc Fari (Franco Fabbro)

Franc Fari (Franco Fabbro), miedi specializât in Neurologjie intal 1986, al à lavorât par diviers agns come neuropsichiatri e neuropsicolic tal ospedâl par fruts “Burlo Garofalo” di Triest. Al è stât diviers agns intal forest, colaborant cun preseâts centris di ricercje come il Dipartiment di Linguistiche de McGill University di Montreal e il Dipartiment di Neurolinguistiche de Vrije Universiteit di Bruxelles. Al è un dai plui atîfs studiôs a nivel mondiâl dal çurviel bilengâl e poliglot. Al è professôr di neurofisiologjie e neurolinguistiche e Preside de Facoltât di Siencis de Formazion inte Universitât di Udin e referent sientific dal Istitût Sientific E. Medea da la Nostra Famiglia in Friûl. Al è autôr di plui di 130 lavôrs sientifics e di dîs libris, jenfri chescj: Concise Encyclopedia of Language Pathology (Oxford, 1999); The Neurolinguistics of Bilingualism (London, 1999); Language and Epilepsy (London, 2002), Neurogenic Language Disorders in Children (Amsterdam, 2004); Il cjâf dai furlans (Udine, 2005). 

Nel 2006 si è trasferito nel settore scientifico disciplinare della Neuropsichiatria infantile; nel 2018 si è trasferito nel settore scientifico disciplinare della Psicologia clinica. Fino al 2005 l’ambito delle sue ricerche ha riguardato prevalentemente lo studio della neuropsicologia del linguaggio. Successivamente ha ripreso le ricerche sulla neuropsicologica dell’esperienza religiosa e sugli stati non ordinari di coscienza, in particolare sulla meditazione di consapevolezza. Durante questo periodo si è avvicinato allo studio e alla conoscenza esperienziale di numerose tradizioni religiose (cristiane, induiste, buddhiste e islamiche) unitamente ad una formazione nell’ambito della psicologia clinica con lo psichiatra di origine cilena Claudio Naranjo. Dopo il 2010, oltre allo studio della neuropsicologia dello sviluppo e delle basi neuropsicologiche dell’esperienza religiosa, ha ripreso, con maggiore esperienza e rinnovato interesse, lo studio della filosofia.

Franca Mainardis

Scrive poesie, romanzi, racconti e opere teatrali in lingua friulana da molti anni. Per i bambini ha scritto due libri di racconti e tre testi teatrali. Molti sono i riconoscimenti avuti, fra cui il Primo Premio Teatro Ragazzi per il testo “Mari Aghe” all’8° Concorso per testi teatrali in lingua friulana indetto dall’Associazione Teatrale Friulana nel 2006.

Francesca Gregoricchio

Francesca Gregoricchio è nata a Udine e ha vissuto e lavorato per molto tempo a Milano. Come giornalista a Radio Popolare, alla RAI e come copywriter in pubblicità. Ha pubblicato il saggio Liala e il romanzo rosa (Ed. Gammalibri) e, in friulano con il padre Gianni Gregoricchio, il libro per bambini Lis storiis di Piçul (Kappa Vu), di cui ha curato anche le illustrazioni. Tornata in Friuli, oggi lavora come editor, illustratrice di libri per bambini e nella promozione di eventi culturali. Ha realizzato, sempre per Kappa Vu, le illustrazioni per i libri di Luca De Clara Lis storiis di Inge e Bach e Inge e Bach 2 – Gnovis storiis. Ha pubblicato la raccolta di racconti in friulano Ses & barete. Contis curtis (Kappa Vu). Altri racconti brevi in friulano sono stati pubblicati sulla rivista “La Comugne” e sul sito ConteCurte. Dalla sua fantasia è nata la Collana “Fameis” con i suoi 6 libretti di famiglie straordinarie viste dal punto di vista dei più piccoli.

Francesca Gregoricchio e je nassude a Udin e à vivût e lavorât par tant timp a Milan, come gjiornaliste a Radio Popolare, te RAI, e come copywriter te publicitât. E à publicât il saç Liala e il romanzo rosa (Ed. Gammalibri,1981) e, par furlan cun so pari Gianni Gregoricchio, il libri pai frutins Lis storis di Piçul (Kappa Vu, 2001), curant ancje i dissens. Tornade in Friûl, in dì di vuê e lavore come editor, ilustradore di libri pai frutins, e inte promozion di lavôrs editoriâi. E à realizât lis ilustrazions dai libris Lis storiis di Inge e Bach e Inge e Bach 2 – Gnovis storiis (Didatiche, Kappa Vu) di Luca De Clara e à publicât il libri di contis par furlan Ses & barete (La Comugne, Kappa Vu, 2011). Altris contis curtis a son stadis publicadis su la riviste par furlan “La Comugne” e tal sît “ConteCurte”. De so fantasie je nassude le Golaine “Fameis” cun i 6 libruts di fameis straordenaris viodudis dal pont di viste des plui piçui.

Francesco Boer

È nato a Gorizia nel 1980, ed è sempre vissuto nella provincia del nord-est, alla periferia dell’Impero, lontano dal centro e vicino al confine. Da anni ricerca nei simboli la trama che collega i diversi aspetti della realtà umana: il sacro e la quotidianità, i miti e la storia, l’arte e la natura, la realtà e la fantasia. Nei suoi libri, sia in forma saggistica che narrativa, esplora la trama dei simboli su cui si tesse l’ordito delle vicende umane.

Francesco Indrigo

È nato nel 1956 a Cesarolo (San Michele al Tagliamento – VE) nel Friuli storico. Attualmente risiede a Santa Sabina (San Vito al Tagliamento – PN). Ha pubblicato in riviste, antologie, albi e fogli sparsi. Nel 2001 la silloge Matetâs (Nuova Dimensione), nel 2005 Foraman (Campanotto editore), nel 2008 Foucs (New Print edizioni), nel 2009 Revòcs di tiara (Kappa Vu edizioni). È vincitore di premi di poesia nazionali ed internazionali. È stato operatore culturale e coordinatore del gruppo di poesia/laboratorio “Mistral”. Fa parte del gruppo Majakovskij.

Franco Marchetta

Franco Marchetta si avvicina tardi alla scrittura, aggirandola a lungo prima di abbracciarla. In principio è il fumetto ad attirarlo. Nel 1971 inizia una collaborazione con l’effimero mensile “Hidalgo” di Paolo Stefanato, quindi prosegue l’esperienza nel 1972/73 con il quindicinale “Special 15”, una rivista di attualità e politica diretta da Cesare Russo. Nel 1974/75 è a Venezia e collabora al settimanale “Nord-Est”, diretto da Franco Batacchi, accompagnando con le sue vignette la grande crescita delle forze politiche di sinistra nel Paese. Infine conclude senza soverchi rimpianti la carriera a Udine ne “Il Punto” di Claudio Cojutti nel 1978. Nel 1984, con il Teatro Orazero, interpreta per la regia di Paolo Patui un atto unico di quest’ultimo, “L’insuccesso”. 

Nel 1989 inizia a scrivere. Cura l’edizione de “Il pievano sta a Venezia”, scritto dal padre scomparso, un saggio sulle condizioni della Pieve di Codroipo nel XVI secolo. Nel 1992 partecipa con il radiodramma “Il noce del pajo” al Premio Candoni – Arta Terme, che vince nella sezione degli autori regionali. L’anno successivo pubblica, per “i tipi” di Campanotto editore, “Il tempo morbido”, una raccolta di racconti che contengono anche “Dissolvenze”, vincitore del Premio Letterario Nazionale Carnia. Nel 1994 vince il Leone di Muggia con il racconto “A mio padre con affetto”. Nel 1995 comincia la collaborazione con “Il Gazzettino”, dove si occuperà di critica teatrale fino al 1996. Nel 1996 pubblica sulla rivista “La Battana” di Fiume/Rijeka, il racconto “Una brezza dal mare”. L’anno dopo vince per la prima volta il Premi San Simon con il romanzo in lingua friulana “Madalene”, che verrà pubblicato nel 1998 dall’editore Ribis. Viene invitato nel 2001 a scrivere un opera teatrale dal Centro Servizi e Spettacoli di Udine in occasione del Premio Candoni – Arta Terme. “Il sogno della falena”, nella forma della lettura scenica, viene rappresentato al Teatro San Giorgio di Udine con Ariella Reggio, Maurizio Zacchigna, Giorgio Monte e Fabiano Fantini, per la regia di Rita Maffei. 

Nel 2002 il romanzo “Gilez” inaugura la collana Fûrlanie della Forum Editrice Universitaria Udinese, che pubblicherà nel 2005 anche il saggio “Il sium di chescj furlans in fughe”. Nel frattempo, presso la “La biblioteca” del Messaggero Veneto, appare il racconto “And I’m a Rose”, nel volume “Poeti e prosatori del Friuli”. Nel 2005 contribuisce con un saggio a completare il lavoro “Codroipo e il suo territorio”, edito da Edizioni Diabasis di Reggio Emilia. Nel 2006 esce per “i tipi” di Paolo Gaspari, “Storia brevissima di Codroipo”, un leggero saggio su oltre duemila anni di storia codroipolitana. Dopo la pubblicazione nel 2008 del racconto “Doveva esserci un gran silenzio”, nel volume celebrativo di Codroipo della Societât Filologjiche Furlane, si dedica all’attività di giurato nel Premi San Simon e nel Premi Lis Pignis. Uscito dalla giuria, nel 2011 vince il Premi San Simon per la seconda volta con due romanzi raccolti sotto il titolo cappello di “Cronichis di Saveri Sengar”. I due lavori vengono pubblicati dalla Forum Editrice Universitaria Udinese nel 2012: “Achì no ai viodût une pavee” esce in ottobre, “Il numar 1089” in novembre. Attualmente è in preparazione il terzo romanzo della serie, “Il libri dal Apocalis”. Nel 2012 vince per la terza volta il Premi San Simon con il romanzo “U-“, uscito nel 2013 ancora presso la Forum Editrice.

Fulvio Romanin

Al è nassût a Rome tal Març dal 1971 di une famee cjargnele. Al à scrit Niari. Two pulp tales e La stagione della muta. More pulp tales (Kappa Vu) e L’iva funesta (Redd Army/Rolling Stone). Dal 2012 al scrîf di comunicazion web su “Il Friuli”. Al fâs il web designer, e al à tignût cors par IED Vignesie, Universitât di Udin, Festival of Festivals, Provincie di Udin e Regjon Friûl – Vignesie Julie. Al è il fondadôr de etichete indipendente ReddArmy e al sune la ghitare tai Madrac.

George Orwell

Orwell nacque a Motihari, Bihar, in India, il 25 giugno 1903 da una famiglia di origini scozzesi, appartenente alla borghesia medio-bassa (lower-upper-middle class). Il padre di origini anglo-indiane era funzionario dell’amministrazione britannica in India. Nel 1904 Orwell si trasferì nel Regno Unito con la madre Ida e la sorella Marjorie Frances, prendendo dimora a Henley-on-Thames, nell’Oxfordshire. Si iscrisse al college St. Cyprian di Eastbourne.

Orwell era ateo. Uscì da quel collegio – che era cattolico – con una borsa di studio e un forte complesso d’inferiorità, per le umiliazioni e lo snobismo subiti negli anni da parte dei compagni di studio, nei confronti di tutta la società del Regno Unito del suo tempo (come narrerà nel suo saggio autobiografico Such, Such Were the Joys del 1947).

Nel 1917 venne ammesso all’Eton College, che frequentò per quattro anni, e dove ebbe per insegnante Aldous Huxley (altro grande esponente della letteratura distopica), alle cui opere si ispirerà per 1984, il suo romanzo più celebre. Nel 1922 lasciò gli studi per seguire le orme paterne e, tornato in India, si arruolò nella Polizia Imperiale in Birmania (Burma).

L’esperienza però si rivelò traumatica e il giovane George, diviso fra il crescente disgusto per l’arroganza imperialista e la funzione repressiva che il suo ruolo gli imponeva, il 1º gennaio 1928 si dimise. Questa vicenda biografica ispirerà, oltre ad alcuni memorabili saggi, il romanzo Giorni in Birmania, pubblicato nel 1934. Sempre nel 1928 partì per Parigi; il suo intento era di poter osservare con i propri occhi i bassifondi delle grandi metropoli europee. In questo periodo iniziò a scrivere e insieme lavorò come sguattero in alcuni ristoranti. Sopravvisse solo grazie alla carità dell’Esercito della Salvezza e sobbarcandosi lavori umilissimi, un’esperienza che proseguirà anche in patria e che tradurrà nell’opera Senza un soldo a Parigi e a Londra (pubblicata nel 1933).

Pubblicò il suo primo articolo di successo su Le Monde nel 1928. Nell’aprile 1932 si trasferì nel Middlesex, dove iniziò il lavoro di insegnante come maestro elementare per varie scuole private, occupazione che poi fu costretto ad abbandonare per problemi di salute. Nel marzo dell’anno successivo pubblicò La figlia del reverendo (1933) e accettò di lavorare part-time in una libreria e insieme come critico di romanzi per il New English Weekly. Su commissione del Left Book Club, un’associazione culturale filosocialista, svolse anche un’indagine nelle zone più colpite dalla depressione economica, indagine che lo porterà, nei primi mesi del 1936, tra i minatori di carbone dell’Inghilterra settentrionale, le cui misere condizioni saranno descritte in La strada di Wigan Pier, pubblicato nel 1937.

Il 9 giugno 1936 sposò nella chiesa anglicana di Wallington (nonostante entrambi si dichiarassero agnostici), Eileen O’Shaughnessy, sua compagna da un anno. Proprio a Wallington si trova la “Bury Farm”, la fattoria che, secondo molti, ispirò a Orwell l’ambientazione de La fattoria degli animali.

Scoppiata la guerra civile spagnola, lo scrittore decise di prendervi parte e quindi andò in Spagna a combattere nelle file del Partito Operaio di Unificazione Marxista (POUM, Partito Obrero de Unificacion Marxista, d’ispirazione trotzkista) contro Francisco Franco. Partì per il fronte aragonese, dove fu impegnato al fianco della 29ª Divisione Repubblicana. Il 20 maggio 1937 Orwell venne ferito gravemente alla gola da un cecchino franchista e fu perciò fatto rientrare a Barcellona. Nel giugno dello stesso anno Orwell e la moglie, sentendosi in pericolo, lasciarono la Spagna quasi clandestinamente.

Tornato dunque in Inghilterra, Orwell scrisse Omaggio alla Catalogna (1938), un diario-reportage contro i comunisti stalinisti spagnoli (i quali agivano sotto lo stretto controllo dei “consiglieri” sovietici), da lui accusati di aver tradito lealisti e anarchici spagnoli. In settembre partì per il Marocco. L’anno successivo, tornato in patria, scrisse Una boccata d’aria (1939).

Durante la seconda guerra mondiale Orwell, che si era offerto volontario, venne respinto dall’esercito britannico come inabile e quindi si arruolò, nel 1940, nelle milizie territoriali della Home Guard, con il grado di sergente. In marzo l’editore Gollancz gli pubblicò la raccolta di saggi Inside the whale (Nel ventre della balena). Trasferitosi a Londra, Orwell curò per la BBC (l’ente radiotelevisivo britannico) una serie di trasmissioni propagandistiche destinate all’India (che avrebbe fornito alla Gran Bretagna e al suo esercito ben due milioni di soldati). Inoltre pubblicò la raccolta di saggi Il leone e l’unicorno: il socialismo e il genio inglese (1941) e, tra il 1942 e il 1943, collaborò alle riviste Horizon, New Statesman and Nation e Poetry London.

In novembre Orwell abbandonò la Home Guard per dirigere il settimanale di sinistra Tribune, che gli aveva affidato una rubrica, As I please (A modo mio). Iniziò allora a scrivere La fattoria degli animali; la terminerà nel febbraio del 1944, ma, per le chiare allusioni critiche allo stalinismo, molti editori si rifiutarono di pubblicare il racconto (in quel periodo l’Unione Sovietica di Stalin era alleata del Regno Unito contro il nazifascismo). Nel giugno 1944, dopo molti tentativi di avere un figlio in modo naturale, Orwell adottò un bambino, dandogli il nome di Richard Horatio Blair. Nel febbraio dell’anno seguente si dimise da direttore del Tribune, per impegnarsi come corrispondente di guerra in Francia, Germania e Austria, per conto dell’Observer. Nello stesso anno (1945) morì la moglie Eileen, durante un intervento chirurgico, e Secker & Warburg pubblicarono il suo primo romanzo di successo, La fattoria degli animali.

Dal novembre 1946 all’aprile dell’anno successivo, Orwell riprese a scrivere per il Tribune e nel 1947 si stabilì con il figlio a Jura, fredda e disagiata isola delle Ebridi. Era minato dalla tubercolosi e il clima non si confaceva alle sue disperate condizioni di salute, costringendolo a continui ricoveri in sanatorio. Due anni dopo si risposò con Sonia Brownell, redattrice di Horizon, e cominciò a occuparsi della revisione della sua opera più celebre, 1984 (scritta nel 1948). Morì all’età di 46 anni il 21 gennaio 1950 a causa della rottura di un’arteria polmonare.

Gerlando Gatto

Nasce a Catania il 23 settembre 1946, e in questa stessa città si laurea in Giurisprudenza nel 1968. Comincia ad occuparsi di jazz sin da giovanissimo, tanto che già nei primi anni Sessanta scrive di musica su “Il Corriere di Sicilia”. Trasferitosi a Roma, diventa giornalista professionista nel 1974. Scrive di jazz sul settimanale “Il Giornale di Roma” e su altri quotidiani. Nel 1973 comincia la collaborazione con la RAI, ideando e conducendo molti programmi radiofonici per “RadioUno”, “RadioTre” e “Rai International”. Dai primi anni Ottanta collabora con riviste specializzate quali “Blu Jazz”, “Jazz” e “Jazz, Blues & Around”. Come collaboratore di queste testate, unico giornalista italiano, viene invitato spesso al “Festival du jazz de la Martinique” e al “Carrefour mondial de la guitare” sempre alla Martinica. Nel 1981-82 è uno degli estensori della “Enciclopedia del Jazz” edita da Curcio. Sempre nel 1982 si trasferisce per un anno in Norvegia dove realizza tredici puntate dedicate al jazz scandinavo per RadioUno. A partire dal 2007 collabora con la Casa del Jazz di Roma dove ha ideato e condotto otto cicli di guide all’ascolto. Dal 2007 al 2009 ha ideato e condotto programmi per il circuito Sky. Dal giugno 2007 idea e dirige un blog-newsletter dedicato al mondo del jazz, considerato dagli operatori una delle voci più autorevoli del web, intitolato appunto “A proposito di Jazz”. Nel 2017 ha pubblicato Gente di Jazz. Interviste e personaggi dentro un festival jazz (ed. Kappa Vu – Euritmica), cui è seguito l’anno successivo L’altra metà del jazz. Voci di donne nella musica jazz, edito sempre in collaborazione con l’associazione culturale Euritmica.

Giacomo Scotti

Oriundo napoletano (Saviano, 1 dicembre 1928), dal 1987 pendolare fra la sua città natale e dal 1995 tra Fiume e Trieste, è vissuto per oltre mezzo secolo nell’ex Jugoslavia, operando come giornalista, storico, traduttore, narratore e poeta. Penultimo figlio di una numerosa famiglia di contadini, Giacomo Scotti vide i suoi cari decimati nella seconda guerra mondiale: un fratello sottoufficiale di Marina caduto nella battaglia navale di Capo Matapan, il padre morto di crepacuore, un secondo fratello finito prigioniero degli Alleati per lunghi anni, un terzo fratello deportato dai tedeschi e mai tornato a casa. Queste perdite hanno segnato poi le sue scelte di vita. 

Ha scritto e pubblicato in Italia, Serbia, Bosnia, Macedonia e Croazia oltre centocinquanta opere in volume, in più lingue: raccolte di poesie, libri di favole (per Kappa Vu Favole e storie da recitare, 2005), romanzi e raccolte di racconti, ma anche opere storiografiche o tra storia e narrativa. Alle vicende della Resistenza, e in particolare al contributo dato dai partigiani italiani alla Resistenza nell’ex Jugoslavia, ha dedicato una ventina di volumi, fra i quali, per Kappa Vu, Tre storie partigiane (2006). Si è occupato anche della drammatica vicenda dei comunisti “cominformisti” italiani in Jugoslavia con il libro Goli Otok. Ritorno all’isola Calva (1991). Dagli anni Novanta del secolo scorso si è dedicato anche a contrastare documentalmente la rinnovata propaganda neo-irredentista su esodo e foibe con Dossier foibe (2005) e, più recentemente, I massacri di luglio. La storia censurata dei crimini fascisti in Jugoslavia (2017). A fine 2019 è uscito il suo ultimo lavoro Storie di partigiani senza confini. Briciole di un’epopea (Kappa Vu).

Giancarlo Velliscig

(1957) Opera da sempre in vari ambiti delle attività culturali, con particolare interesse al settore musicale. Dalla fine degli anni ’70 fa parte del Canzoniere di Aiello, formazione con la quale si dedica alla rivalutazione della cultura popolare friulana e alla migliore poesia regionale contemporanea, musicando numerose composizioni dei più importanti poeti friulani del Novecento. L’attività del gruppo ha prodotto centinaia di concerti e diverse produzioni discografiche e, dopo anni di sospensione, ha recentemente ripreso la sua attività con il nuovo progetto discografico “Esuberi”. Da ormai un trentennio cura e dirige l’attività delle associazioni Euritmica e Onde Mediterranee per le quali dirige le rassegne musicali Udin&Jazz, Onde Mediterranee, Note Nuove, le stagioni musicali del Teatro Pasolini di Cervignano. Ha composto canzoni e storielle per bambini in friulano raccolte in tre pubblicazioni per i progetti didattici dell’Università di Udine e ha contribuito in maniera fondamentale alla nascita della casa editrice Kappa Vu.

Gianfranco Pellegrini

Al è nassût a Cormons tal 1954. Al à vivût a Manzignel e a Tresesin; cumò al è a stâ a Val di Reane, intal Roiâl. Al à fat studis classics e al à cjapade la lauree in filosofie ae Universitât di Triest, cuntune tesi sui rapuarts fra lis tecnichis de logjiche formâl e lis riflessions filosofichis, cuntune atenzion particolâr al periodi che al va di Leibniz a Peirce. Passionât di algjebre a doi valôrs, di calcul des proposizions e dai predicjâts, al à metût un pît intal mont de informatiche e dai calcoladôrs eletronics, dulà che al à cjatât lavôr. Al à vût insegnât intai cors di furlan inmaneâts dai Comuns e dai Circui didatics ma tai ultins timps al sta daûr, par plasê, dome ae scriture. Al è di fat convint che dome la scriture e sedi in grât di completâ il lengaç di mût che al sedi considerât ad in plen “discors uman”. 

Contis des sôs a son stadis publicadis sul Strolic, su Sot la Nape, su La Comugne e su la antologjie dal premi leterari Vilegnovele dal Judri, indulà che l’autôr si è classificât al prin puest inte sezion de lenghe furlane tes edizions dal 2003, 2005 e 2007. Altris microcontis si puedin cjatâ publicadis sul web inte ostarie leterarie virtuâl di Contecurte. Tal 2013 al à vinçût il prin premi tal concors leterari “Renato Appi” di Cordenons cu la conte Stramude di vierte. Par Kappa Vu al à publicât Cuatri stagjons dal an – Contis de disincressite (2010), une racuelte di contis curtis sul teme de disincressite, e Cun altris voi (2017), une seconde schirie di contis, plui lungjis, che a àn dentri une critiche sponzinte tai confronts di rimpinadôrs, predadôrs, trasformiscj, çarlatans che, ancje in dì di vuê, in zonte a dutis lis grandis invasions e vueris dal passât, a doprin e a sfrutin, fintremai a fiscâle pal lôr tornecont, une tiere straordenarie par bielece, storie e culture. Intal 2020, a Otubar, si è classificât al prin puest intal concors “Vôs de Basse” cu la conte Torse Sand Creek. Simpri intal 2020, a Novembar, al à vût il secont premi ex aequo al concors “Caterina Percoto” cu la conte Diauladis.

Originario di Manzinello, da oltre vent’anni abita a Valle del Rojale. Dopo gli studi classici si è laureato in filosofia a Trieste, con una tesi sul passaggio dalle tecniche della logica formale alle conseguenti riflessioni filosofiche nel periodo fra Leibniz e Peirce. Ha lavorato in ambito informatico per la realizzazione e la gestione di sistemi a supporto dell’Amministrazione regionale, degli Enti Locali e della Sanità. Ha insegnato per alcuni anni nei corsi di lingua e cultura friulane organizzati dalla Società Filologica Friulana, dai Comuni e dai Circoli didattici. 

Ha pubblicato racconti in lingua friulana sulle riviste Sot la Nape, La Comugne e sullo Strolic. Altre sue storie brevi si possono leggere sul sito web Contecurte. Nel 2010 è uscito presso Kappa Vu, con introduzione di Giuseppe Mariuz, Cuatri stagjons dal an. Contis de disincressite, una raccolta di racconti che significativamente si allacciano alle stagioni dell’anno proprio per sottolineare quanto fossero un tempo fondamentali elementi di una vita che a esse doveva adattarsi, mentre ora il processo è come invertito dato che è l’uomo a soggiogarle attraverso tecnologie devastanti. Nel 2017 ha pubblicato, con Kappa Vu e postfazione di Laura Nicoloso, Cun altris voi, una seconda serie di racconti in cui l’autore incrocia storia e finzione viaggiando nel tempo e nello spazio friulano, con motivi sempre più pungentemente critici nei confronti di arrampicatori, predatori, trasformisti, imbonitori che usano e sfruttano, fino a sfinirla per i propri ristretti scopi, una terra straordinaria per bellezza, storia e cultura. È stato per tre volte vincitore nella sezione friulana del concorso Vilegnovele dal Judri (2003, 2005 e 2007). Nel 2009 si è classificato al secondo posto ex aequo al concorso “Italo Calvino” (Studiart, San Remo), con Sinestesicomica, un racconto fantastico sull’inquinamento elettromagnetico, l’unico scritto in italiano. Nel 2013 ha vinto il primo premio ex aequo al concorso “Renato Appi” con il racconto surreale Stramude di vierte, poi pubblicato in Cun altris voi. Nel 2020, a ottobre, si è classificato al primo posto nel concorso “Vôs de Basse” con il racconto Torse Sand Creek. Sempre nel 2020, a novembre, ha ricevuto il secondo premio ex aequo al concorso “Caterina Percoto” con il racconto Diauladis.

Gian Giacomo Menon

(Medea 1910 – Udine 2000) Nato a Medea (Gorizia), allora in territorio austroungarico, Menon si è laureato a Bologna in giurisprudenza e in filosofia; è stato docente di storia e filosofia nei licei di Gorizia e di Udine (in quello del capoluogo friulano ha insegnato ininterrottamente per trent’anni dal 1939-’40 al 1967-’68). Ha concluso la sua carriera scolastica nel 1977 all’istituto magistrale Percoto di Udine.

Nella sua vita ha scritto più di 100mila poesie, oltre un milione di versi, ma non ha pubblicato quasi niente. Dai suoi rapporti con gli ambienti futuristi nasce nel 1930 Il nottivago, che ottiene un lusinghiero giudizio dal padre fondatore del movimento Marinetti. Insieme a Tullio Crali pubblica il manifesto Come diventammo futuristi e, con le scenografie dello stesso Crali, rappresenta al Teatro Petrarca di Gorizia Delitto azzurro.

Nell’agosto del 1966 ha pubblicato alcune poesie sulla rivista La fiera letteraria. Nel 1998 ha pubblicato la raccolta I binari del gallo, a cura di Carlo Sgorlon e Maria Carminati. Nel 2013 sono stati pubblicati altri due libri di e su di lui a cura di Cesare Sartori, suo ex allievo al liceo classico Stellini di Udine: Poesie inedite 1968-1969 per l’editore Nino Aragno di Torino e Qui per me ora blu – Una vita per la poesia (1910-2000) per Kappa Vu di Udine (a quest’ultimo volume è allegato un cd con la registrazione delle musiche che sette compositori hanno scritto ispirandosi ai suoi versi).

Menon è stato il poeta di riferimento dell’edizione 2014 del Festival itinerante internazionale Poesia&musica, la più importante manifestazione di poesia della regione Friuli-Venezia Giulia, un evento collegato a “Cormònslibri”.

Un Fondo documentario a lui dedicato e contenente migliaia di inediti è stato costituito nel 2012 alla biblioteca civica Vincenzo Joppi di Udine.

Di Gian Giacomo Menon e della sua poesia nel 2013 si è parlato alla Stazione di Topolò-Postaja Topolova, al Festival della filosofia di Grado (Gorizia) e alla Fiera delle parole di Padova.

La poesia di Menon è caratterizzata da una notevole libertà espressiva, che sottrae le parole al vincolo della significazione corrente per farne strumento d’evocazione di quelli che Menon considera i suoi “segnali di vita”: casualità, nudità, paura.

Gianni Gregoricchio

Gianni Gregoricchio (21.03.1927 – 31.01.2007) dramaturc, contadôr e poete bilengâl; atôr di teatri e regjist, fin dai prins agns Setante al met a disposizion di fruts e fantats la sô esperience, in diviersis scuelis de regjon, cun lavôrs teatrâls, flabis e un film di animazion, prin premi al concors “Nuovo Cinema Friulano” dal 2002. Intai agns de maturitât si dediche a romançs, comediis, senegjaturis pal cine e la radio e ae traduzion par furlan di autôrs tant che Pirandello, Ippolito Nievo, Jacopone da Todi e Woody Allen. I romançs “îr e doman” e “Trê feminis” a vincin il Premi Sant Simon. Stes riconossiment, postum, pe traduzion de conte di Nievo “Il Var”. Ancje tantis des sôs comediis par furlan a son premiadis intai concors de Associazion Teatrâl Furlane e cumò a son rapresentadis di compagniis amatoriâls de regjon. Pionîr dal Cineforum e membri de Comission Cineforum de Mostre dal Cine di Vignesie, al à scrit ancje senegjaturis, cun menzion speciâl intai concors dal C.E.C. Cetantis sôs poesiis a son stadis musicadis. Al à colaborât une vore dispès cun Radio Rai Regjonâl, Radio Spazio 103 e Radio Onde Furlane, scrivint e intrpretant radiodrams e adataments di tescj teatrâls di varis autôrs. Intal 2001 la Kappa Vu e à publicât la sô traduzion par furlan di Storiis di Piçul di Francesca Gregoricchio e tal 2008 Il soreli te valîs. Storiutis di oms, di animâi, di plantis e di alc altri.

Gianni Spizzo

Vive e lavora tra Monfalcone e Trieste e ha collaborato a riviste locali e nazionali, tra le quali La cosa vista, Ricerche di Psicologia, Rivista di Psicologia, Il Territorio, con articoli e saggi che vanno dalle arti visive alla psicologia della percezione, dalla storia sociale alla critica letteraria. È stato inoltre membro del gruppo redazionale dei Quaderni della Luna, rivista letteraria della Campanotto Editrice, cui ha partecipato con svariati contributi narrativi. Per l’editrice Cultura Viva di Trieste ha curato la raccolta Provincia pagana – storie dall’estremo Nord-Est, un’antologia di fine millennio, per i tipi della Kappa Vu ha pubblicato la raccolta di racconti Passioni della cattività (2009) e i romanzi Tsunami (2012) e Attacco di panico (2013).

Gianpaolo Carbonetto

Giornalista professionista, prima alla Rai, poi al quotidiano friulano Messaggero Veneto, svolge ora un’intensa attività di conferenze, moderazioni di dibattiti e organizzazioni di eventi culturali tra i quali gli incontri del Mittelfest diretto da Moni Ovadia, quelli in corso da alcuni anni al Centro “Ernesto Balducci” e la biennale “I turchi in Europa”. Autore di libri, collabora con diversi enti culturali a livello nazionale ed è referente, per Udine, di Articolo 21.

Gino Dorigo

Gino Dorigo, nato il 16/6/1947 a Udine. A 14 anni comincia a lavorare nella fonderia delle Officine Bertoli (Viale Tricesimo); nel 1973 diventa funzionario F.I.O.M.-C.G.I.L. e in seguito segretario provinciale, poi segretario della F.L.M. (la Federazione Unitaria dei Metalmeccanici). Diventa il segretario della C.G.I.L. dell’alto Friuli. In seguito segretario della F.I.L.L.E.A.-C.G.I.L. (il Sindacato dei Lavoratori delle Costruzioni) e, quindi, seg. generale della Camera del Lavoro di Udine e bassa friulana. Con il pensionamento, diventa segretario dello S.P.I.-C.G.I.L. di Udine e bassa friulana, carica che ricopre attualmente. In gioventù, militante dell’Unione dei Comunisti Italiani (Marxisti-Leninisti) e dal 1973 iscritto al P.C.I. e poi ai D.S. Ha pubblicato: La volante rossa. L’uomo delle nevi, il vescovo nel laminatoio e altre storie di operai, Kappa Vu 2004; Gente di ferriera. Classe Operaia friulana e dintorni, altre storie, Kappa Vu 2005; Varechine. Storie di donne, di braccianti e partigiani, Kappa Vu 2008.

Giovanni Giuseppe Felice

Nacque il 9 novembre 1905 a Bruckberg in Germania. Dal 1920 al 1921 lavorò a Torino alla Fiat Ferriere, aderendo in quel periodo al PCI. Nel 1922 emigrò in Francia e militò nel PCF. Nel 1924 ritornò in Friuli e ricostituì la sezione del PCI di Buja, il paese da cui proveniva la sua famiglia. Dopo il servizio militare, nel ’26 emigrò in Francia e a Lione fece parte della segreteria del Partito comunista Regione del Rodano. Per aver partecipato ad una manifestazione antifascista nel 1933 fu arrestato ed invitato a lasciare la Francia. Vi rimase clandestinamente ma, nuovamente arrestato, nel 1934 fu processato dal Tribunale di Vienne/lsère. Nel novembre del 1936 si arruolò con i combattenti di Spagna nel Battaglione Garibaldi. Il 5 dicembre 1936, sul fronte di Madrid, fu ferito al polmone destro. Dopo un periodo in diversi ospedali e convalescenziari, nel dicembre del ’37 fu inviato in Francia, dove fu arrestato e condannato ad un mese di prigione con l’obbligo di lasciare il territorio francese. Si recò clandestinamente a Lione, ma nel 1939 fu di nuovo arrestato e internato nel campo di Vernet. Estradato in Italia, nell’ottobre ’41 fu condannato a 5 anni di confino a Ventotene. Liberato nel luglio ’43, rientrò in Friuli prendendo contatto con i responsabili del Partito comunista. Dopo l’8 settembre si impegnò nella lotta di Liberazione ed ebbe incarichi politici sul terreno. Dopo la Liberazione ha avuto diversi incarichi nella Federazione di Udine del PCI.

Giovanni Pietro Nimis

Architetto, autore di importanti saggi sulla ricostruzione in Friuli e in altre regioni terremotate, Giovanni Pietro Nimis è anche esperto e raffinato autore di romanzi. In ambito narrativo le sue opere sono: per La Nuova Base Editrice (Udine): Il disegno nella parete [1994], Il giorno delle mongolfiere [1997], Il monte di Saturno [1999], Comunicato clandestino [2000], Racconto friulano [2008]; per Mobydick (Faenza): Il conservatore di paesaggi [2004], Il tallero di Günzburg [2006]; e per Kappa Vu (Udine): Premiata Impresa Paradiso [2012], Servitore di compagnia [2016], A nordest di nordest [2019].

Giuliana Rossi

Laureata in Architettura, vive e lavora a Udine. Da alcuni anni si adopera in attività di valorizzazione della cultura friulana. Con Daniela Morgante ha già ideato e pubblicato per il Progetto Integrato Cultura il volume a fumetti per bambini Anaxum dove, con dialoghi in friulano, sono riportati in modo semplice e piacevole i principali avvenimenti che hanno segnato la storia del Medio Friuli. In seguito assieme hanno dato alla luce altre pubblicazioni rivolte ai bambini, che li portino a scoprire di volta in volta nuovi aspetti del Friuli, tra cui CONTÂ DI NÔ. Bielis e brutis dal Friûl di Mieç.

Giuliano Zelco

Istriano, nato a Capodistria, vive dal 1950 a Udine. Appassionato studioso di storia, in particolare Prima e Seconda guerra mondiale, ed esperto in grafica, è l’autore delle carte geopolitiche e delle fotografie contenute nel libro Venezia Giulia la regione inventata. Ha pubblicato articoli su varie riviste.

Giuseppe Mariuz

(Valvasone, 1946) ha al suo attivo numerosi libri di storia contemporanea, di poesia in italiano e in friulano, di ricerca sulla comunicazione, alcuni film-documentario, contributi a riviste, conduzione di trasmissioni radiotelevisive. Dalle sue ricerche sugli anni friulani di Pier Paolo Pasolini sono usciti La meglio gioventù di Pasolini (1993), un video con lo stesso titolo coprodotto dalla Rai nel 1998, La corda rotta (1994, con Tito Maniacco e col fotografo Danilo De Marco), Luogo assoluto dell’universo (1995). Tra i lavori di storia citiamo: Società ed economia nel dopoguerra a San Vito (1985), Leghe bianche e rosse in un’area rurale friulana (1989), Guerra e Resistenza: il conflitto mondiale e i riflessi locali (1995), San Vito architetture di luce (2002, con fotografie di L. Cesco), il video I giorni del Lodo De Gasperi (1999, con L. Vidal), Ovviamente a insaputa del correntista (2010, con T. Scodeller). Con la Kappa Vu ha pubblicato Volti in poesia (2006, con il fotografo Renzo Daneluzzi). La prima edizione di “Pantera” il ribelle risale al 1991, pubblicata dal Comune di Pordenone. Nel 2010 la Rai del Friuli-Venezia Giulia ha trasmesso, per la regia di Marisandra Calacione, uno sceneggiato radiofonico in quattro puntate tratto dallo stesso libro a cura dell’autore e di Elena Vesnaver.

Gregorio Piccin

Dal 1992 al 1994 volontario civile a Mostar (Bosnia Erzegovina) prima con Dai Ruote alla Pace poi con Consorzio Italiano di Solidarietà per cui segue vari progetti di solidarietà rivolti alla popolazione civile colpita dalla guerra. Dal 1994 al 1995 lavora a più riprese tra Belgrado e Budapest per conto dell’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR); in questo stesso periodo pubblica alcune corrispondenze per Manifesto e Gazzettino e realizza una mostra fotografica che verrà ospitata in varie città tra cui Mostar, Trieste, Udine, Aviano per raccogliere fondi da destinare a progetti di intervento umanitario in Bosnia.

Nel 1997-98 è in Messico per realizzare un reportage sulle condizioni di vita e sulle lotte sociali nella capitale e negli stati di Oaxaca e Guerrero.

Dal 1996 al 2001 è co-redattore della rivista telematica Intermarx e del bollettino di controinformazione Quemada, nello stesso periodo pubblica vari articoli e saggi sulle riviste Giano, Guerre e Pace, AlternativeEuropa sui temi della corsa agli armamenti, dei nazionalismi, delle multinazionali, della storia della Jugoslavia socialista, delle lotte sociali in Messico.

Nel 2009 è diventato assessore all’ambiente, attività produttive e politiche sociali del Comune di Tramonti di Sotto (PN), per cui ha promosso e seguito interventi di sostenibilità ambientale, inclusione sociale e rilancio di produzioni locali di qualità.

Responsabile Pace per Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, si occupa delle questioni legate all’industria militare e alla belligeranza permanente. Attualmente collabora con i quotidiani Il Manifesto e FriuliSera.

Gruppo Anna Achmatova

Il Gruppo “Anna Achmatova” si è costituito nel 2007 su iniziativa di Marina Giovannelli. Si riunisce mensilmente presso la Casa delle Donne di Udine per elaborare progetti di scrittura narrativa e poetica su temi di vita ed esperienza cari alla ricerca storico-letteraria delle donne, secondo un percorso di “scrittura partecipata”. Prende il nome da una poeta che ha fatto della propria vita e opera un nesso inscindibile, della propria voce testimonianza per chi voce non aveva. È composto da donne con esperienze umane e professionali diverse, scrittrici e artiste, che sentono necessità di esprimersi e desiderio di confrontarsi su argomenti di comune interesse, ciascuna con la propria personalità e con i propri mezzi espressivi. 

Il Gruppo si propone di potenziare le capacità creative di ciascuna delle componenti e di attivare relazioni con altre donne di diversa provenienza, come il Gruppo ’98 di Bologna o il DARS di Udine o la SIL di Trieste, associazioni con le quali ha collaborato per presentazioni e letture reciproche. Ha pubblicato nel 2009 Sepegrepetipi. La lingua dell’origine tra parola e afasia, KappaVu (2° Premio Caterina Percoto 2009); Fiabesca. Storie di donnole, galline, briganti e regine rivisitate, Kappa Vu 2012; Eroine del mito. Figurazioni, Kappa Vu 2017; tutti a cura di Marina Giovannelli. Insieme al libro Fiabesca è stata inoltre realizzata la mostra omonima con opere realizzate dalle artiste del Gruppo: libri d’arte di Gina Morandini e collages di Maddalena Valerio.

Cristina Benedetti è nata a Udine nel 1964. Laureata in Filosofia, insegna Lettere nella scuola superiore. Attrice per passione, in particolare presta con frequenza la sua voce a letture pubbliche in svariati contesti. Dopo avere per molti anni e con predilezione effettuato dei readings di testi poetici altrui, di recente e di sorpresa ha cominciato a scrivere poesie proprie e non si è più fermata.

Vilia Candido vive fra Udine e Rigolato dove è nata. Ex-insegnante, si dedica alla scrittura. Sue pubblicazioni: Solo un presagio e poco più, Udine 2003; Paesaggi della memoria in punta di matita Udine 2004; Cerca alla lettera… Abbecedario, Leonardo, Udine 2006; Cronistoria di una mancata esperienza, in Niente come prima, il passaggio del ’68 fra storia e memoria, Kappa Vu, Udine 2007, a cura di Marina Giovannelli. Dal 2003 con cadenza annuale escono i suoi Quaderni della befana in edizione fuori commercio è presente in alcune antologie di racconti.

Agostina Dorigo è nata a Udine nel 1958. Dopo gli studi tecnici si è dedicata alla pittura partecipando a numerose collettive anche fuori regione. Scrive da una decina d’anni; si dedica principalmente alla sperimentazione, tentando diverse forme di espressione. Ama la musica rinascimentale e i codici miniati.

Luisa Gastaldo è nata in Friuli nel 1958. Vive e lavora fuori regione, dove rientra nei primi anni ’90. È laureata in Conservazione dei beni culturali. Attualmente si occupa di didattica ambientale e collabora con la Rete di Orti di Pace.

Marina Giovannelli vive e lavora a Udine. Ha pubblicato numerosi testi di poesia, saggistica e narrativa, ultimi dei quali Cantata per la donna al telaio, Montereale Valcellina 2004, Alga alla riva, Faenza 2006; Morte di carta, Faenza 2003; Iacoba ancilla, Udine 2005. Nel 2006 ha curato Niente come prima. Il passaggio del ’68 tra storia e memoria, Udine; nel 2008 L’eredità della maestra. Tracce del pensiero femminile in alcune esperienze educative nella provincia di Udine (1910-1970), Udine. Presente in varie antologie, collabora a diversi periodici culturali. Fa parte del DARS (Donna Arte Ricerca Sperimentazione) di Udine e della SIL (Società Italiana delle Letterate) del FVG. Nel 2007 ha fondato il gruppo di scrittura Anna Achmàtova.

Susanna Marchi, nata a Milano da genitori toscani, ha vissuto prevalentemente in Toscana. Bancaria pentita, dal 1994 ha lasciato il lavoro e si è trasferita ad Udine. Ama la lettura, la pittura, la musica ed il cinema, anche la scrittura  e tutto ciò che ha a che fare con la parola. Ha frequentato corsi di “scrittura d’esperienza” e di poesia.

Maria Dolores Miotto, nata in un paese del medio Friuli nel 1953, dalla famiglia deriva la passione per il cinema, per il teatro, per la scrittura. Si è diplomata nel 1984 alla Civica Scuola di Recitazione per il teatro in Friulano con la direzione di Nico Pepe e fa parte del Gruppo Teatrale della Loggia di Udine. Si è dedicata alla scrittura creativa partecipando con radiodrammi al Premi Friûl di Onde furlane (2° posto con La gnot cence sium, (1982) e al premio Teatro Orazero (segnalazione, anni 1982-84). Attualmente si occupa di traduzione di testi teatrali dall’italiano al friulano.

Barbara Vuano è nata a Belluno nel 1957 e vive a Udine. Svolge la professione di fisioterapista e ha avuto tre figli. Nel 2006 si è laureata in lettere presso l’Università di Udine con una tesi di argomento antropologico. Ha pubblicato un racconto, Un pollo cresciuto in batteria, nel libro collettaneo Niente come prima. Il passaggio del ’68 tra storia e memoria, a cura di Marina Giovannelli, Udine 2008, e la biografia di Luisa Caruzzi, in L’eredità della maestra. Tracce del pensiero femminile in alcune esperienze educative nella provincia di Udine (1910-1970), a cura di Marina Giovannelli), Udine 2008. Scrive anche poesia.

Guglielmo Paroni

Nato a Mortegliano (UD) nel 1936, abita a Feletto Umberto. Ha seguito gli studi classici e filosofici; è studioso di storia contemporanea e in particolare del periodo fascista. Ha insegnato per molti anni nelle scuole della provincia.

Guido Carrara (Quisco)

Nasce a Rivarotta di Teor (UD) il 27 febbraio del 1963, e vive in Argentina dal 1998. Ha suonato piano bar dal ’88 al ’91 con il duo Vochacha. Ha suonato nel progetto di musica tradizionale Fûrclap dal ’91 al ’93. Ha scritto, cantato e suonato canzoni con banda Mitili FLK nei dischi “Ratatuje” (1991) e “Colôrs” (1994). Con la sua Bande Tzingare ha scritto e pubblicato due lavori musicali: “Necal” (2001) e “Heretica” (2009). Negli anni Novanta ha partecipato al movimento di USMIS “Rivista per una nuova cultura friulana e planetaria”. Fa parte del collettivo poetico TRASTOLONS con il quale ha pubblicato nel 1998 la raccolta Tons Trastolons, e nel 2001 il libro/cd Tananai. Ha fatto il cuoco, l’ostiere e l’organizzatore di eventi nell’osteria a “L’aghe clope” di San Giorgio di Nogaro (UD) e nell’agriturismo “Macadam” a Colonia Caroya (Cordoba – Argentina). Dopo aver svolto una serie di attività per giovani di discendenza friulana in America Latina, è stato impegnato dal 2002 al 2007 nel quartiere di A. Ferrari, nella periferia di Buenos Aires, col progetto di cooperazione “Snait” rivolto ai bambini poveri ed indigenti di quel quartiere. È stato impegnato come insegnante in diversi progetti pedagogici in lingua friulana per le scuole elementari e medie friulane con attività di animatore, musicista, scrittore e disegnatore. Nel 2002 viene pubblicata la prima delle tre parti del fumetto La Fortuna (edizioni Ente Friuli nel Mondo), e nel 2005 la seconda (edizioni Cormor Salvadi/Kappa Vu/il Cantîr). La terza si fa attendere. Nel 2010 vince il primo premio del Premi Friûl sezione fumetti con il racconto Tubet e Pivet e la Crudel Zobia Grassa basato sui fatti storici della rivolta contadina in Friuli del 1511.

Guido Sut

Ha pubblicato vari libri: per le edizioni Kappa Vu, Vivere dentro la scuola d’altri tempi, per il Comune di Basiliano Striis e striaments e Pater noster pitinin. Con altri autori ha pubblicato cinque testi sulla storia di cinque paesi del Comune di Basiliano. Ha curato per la Biblioteca dell’Immagine Torno e non torno. Ha collaborato con l’istituto Tellini per la raccolta di notizie su “i miti, le fiabe, le leggende, le credenze” in Friuli.

ICARO - Associazione Volontariato Penitenziario

L’associazione Icaro nasce nel 1994 al termine di un corso per assistenti volontari penitenziari. La finalità dell’Associazione è di favorire l’applicazione di ciò che prevede l’ordinamento penitenziario soprattutto per quanto concerne il reinserimento sociale delle persone detenute. Ciò nell’intento di ridurre il rischio di recidiva e rendere in prospettiva l’ambiente cittadino più sicuro.
Concretamente l’Associazione svolge dei colloqui con le persone detenute, promuove in collaborazione con gli educatori degli incontri culturali e di animazione, organizza degli interventi all’interno dei corsi scolastici, fornisce per i meno abbienti del vestiario e dei sussidi; si rende disponibile, nelle situazioni di necessità, a supportare le misure alternative e i permessi-premio.

Irene Bolzon

Nata a Palmanova nel 1986, si è laureata in Storia e civiltà europee presso l’Università degli Studi di Udine. Ha collaborato per le sue ricerche sulla repressione antipartigiana in Friuli con l’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione. Ha poi conseguito il Dottorato di ricerca in Storia, cultura e strutture delle aree di frontiera, presso l’Università degli Studi di Udine in data 30.05.2014 con il massimo della valutazione discutendo la tesi intitolata “Fedeli alla linea. Il CLN dell’Istria, il governo italiano e la Zona B del TLT tra assistenza, informative e propaganda 1946-1966“. Tutor prof. Paolo Ferrari.

Dal 2013 è socia e membro del comitato scientifico dell’Istituto Regionale per la storia del Movimento di Liberazione di Trieste; dal 2014 componente del comitato di redazione della rivista scientifica “Qualestoria” e ricercatrice presso l’IRSML di Trieste nell’ambito del progetto per la realizzazione dell’Atlante delle stragi nazifasciste in Italia promosso da INSMLI e ANPI nazionale. Nel 2015 ha ultimato il progetto di riordino e studio del fondo “Augusto Luxardo” presso le collezioni del Museo del Risorgimento di Udine, condotto in collaborazione con il prof. Paolo Ferrari dell’Università di Udine e il dott. Massimo De Sabbata.

Kirsten Maria Duesberg

Laureata in sociologia presso la Freie Universität di Berlino, ha lavorato dal 1996 al 2017 nell’ambito dei servizi per la salute mentale e dei progetti delle cooperative sociali per l’inclusione presso il Dipartimento di salute mentale di Udine. Attualmente si occupa di progetti culturali e di ricerca sulla storia della psichiatria italiana e tedesca e insegna yoga.

Laura Matelda Puppini

Nata ad Udine il 23 agosto 1951. Dopo aver frequentato il liceo scientifico statale a Tolmezzo, ove anche ora risiede, si è laureata, nel 1975, in filosofia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trieste con 110/110 e quindi ha acquisito, come privatista, la maturità magistrale. Coautrice di AA.VV. “La Carnia di Antonelli”, Centro Editoriale Friulano, 1980, ed autrice di “Carnia: Analisi di alcuni aspetti demografici negli ultimi anni, in: La Carnia, quaderno di pianificazione urbanistica ed architettonica del territorio alpino, Del Bianco 1975”, di “Cooperare per vivere, Vittorio Cella e le cooperative carniche, 1906-1938, Gli Ultimi, 1988”, ha curato l’archivio Vittorio Molinari pubblicando “Vittorio Molinari, commerciante, tolmezzino, fotografo”, Gli Ultimi, Cjargne culture, 2007. Ha curato “Romano Marchetti, Da Maiaso al Golico, dalla Resistenza a Savona, una vita in viaggio nel Novecento italiano”, ed. IFSML, Kappa Vu, 2013, e pubblicato “Rinaldo Cioni – Ciro Nigris: Caro amico ti scrivo…” Il carteggio fra il direttore della miniera di Cludinico, personaggio di spicco della Divisione Osoppo Carnia, ed il Capo di Stato Maggiore della Divisione Garibaldi Carnia, 1944-1945, in Storia Contemporanea in Friuli, n. 44, 2014. Pure autrice di “O Gorizia tu sei maledetta…” Noterelle su cosa comportò per la popolazione della Carnia la prima guerra mondiale, detta “la grande guerra”, prima ed. online 2014, edizione cartacea riveduta, A. Moro ed., 2016. Inoltre ha scritto e pubblicato, assieme al fratello Marco, alcuni articoli sempre di argomento storico, ed altri da sola per il periodico Nort. Durante la sua esperienza lavorativa si è interessata, come psicopedagogista, di problemi legati alla didattica nella scuola dell’infanzia e primaria, e ha svolto, pure, attività di promozione della lettura e di divulgazione di argomenti di carattere storico presso l’ISIS “F. Solari” di Tolmezzo. Ha operato come educatrice presso il Villaggio del Fanciullo di Opicina (TS) ed in ambito culturale come membro del gruppo “Gli Ultimi”. Ha studiato storia e metodologia della ricerca storica avendo come docenti Paolo Cammarosano, Giovanni Miccoli e Teodoro Sala.

Laura Menichini

Leonardo Zanier

Leonardo Zanier (1935-2017) era originario della Carnia, di Maranzanas di Comeglians. È stato emigrante, sindacalista, dirigente di ECAP-CGIL (ente di formazione e ricerca del sindacato) e per l’Unione Europea promotore di progetti di sviluppo locale e contro le marginalità. In Carnia è stato uno dei fondatori della Cooperativa Albergo Diffuso. La sua produzione poetica e letteraria in friulano e in italiano dai primi anni Sessanta è vastissima. Ricordiamo le raccolte: Libers… di scugnî lâ / Liberi… di dover partire (1962), Risposte ai ragazzi di Fagagna (1973), Che Diaz… us al meriti / Che Diaz… vi renda merito (1976), Sboradura e sanc (1981), Il câli / Il caglio (1989), Usmas / Tracce (1991), Licôf / Festa (1993), Marcinelle/Vajont/Cernobyl (1996), Suspice caelum / Letture dell’universo (1999), Lôcs / Luoghi (2008), Il dolore e la grazia (2015), tutte pubblicate più volte in diverse edizioni e tradotte in tante lingue (tedesco, inglese, sloveno, croato, francese, svedese, arabo…). Ha scritto anche per il teatro e racconti, come Linea diritta: storiella carnica per addormentarsi e la raccolta Carnia/Kosakenland/Kazackaia Zemlja (1995). Fin dagli anni Settanta le sue poesie sono state musicate da molti gruppi musicali e da artisti, non solo friulani. Gli piaceva leggere le sue poesie, come nella registrazione fatta presso l’AVF di Nimis nel 1980 e contenuta all’interno di Poesiis letis dal Autôr.

Letizia Puicher

Nasce nel 1950. Vive quasi tutta la vita a Udine, per poi ritirarsi in un piccolo paese della provincia. Nonostante gli studi filosofici, la sua attività è da sempre dedicata unicamente all’arte e alla scultura, ottenendo anche un discreto successo. L’arte, considerata come mezzo di comunicazione, è per lei, da sempre, accompagnata dalla scrittura che, spesso, la precede. Politicamente sempre attenta e partecipe, considera la storia parte integrante della sua espressività che ora, abbandonata forzatamente la scultura, rivolge unicamente alla poesia ed alla narrativa in genere.

Lisa Del Gobbo

Insegnante di Italiano alle superiori con trascorsi da libraia e barista. Oltre al marito Michele, al figlio Giovanni, alla lettura e alla scrittura, ama la musica (è circondata da musicisti, lei ci prova), il cinema (in particolare horror), la sua bizzarra famiglia, gli amici e le sue due gatte. Le è sempre piaciuto scrivere, sin da bambina, mettendo in racconti e poesie un po’ del mondo che la circonda e un po’ di quello che è solo nella sua testa. Nel romanzo L’occhio del grifone confluiscono i temi a lei cari: il mistero, il Doppio, la presenza di una realtà altra, la convivenza del Bene e del Male in ognuno di noi, il potere salvifico dell’amicizia e della musica. Il tutto in terra friulana, contaminata dal passaggio visionario di David Lynch.

Luca De Clara

Luca De Clara al è a stâ a Codroip. Al insegne storie e filosofie tes scuelis superiôrs, si interesse di ricercje storiche e al colabore tant che gjornalist cu «la Vite Catoliche». Al à tacât a insegnâ par furlan tes scuelis elementârs dal distret di Codroip e te Universitât de Tierce Etât dal Friûl di Mieç viers la fin dai agns Novante. In chei timps si è inviade ancje la sô colaborazion decenâl tant che lematizadôr cul “Centri Friûl Lenghe 2000” pe redazion dal Gnûf Dizionari Bilengâl Talian-Furlan. Par Gaspari al à publicât tal 2001 Uomini o colpevoli?, un saç storic su l’ativitât dai tribunâi militârs talians te prime vuere mondiâl. Tal 2004 al à vinçût la 25e edizion dal premi leterari in lenghe furlane “San Simon” cul romanç Sul ôr dal jessi publicât di Ribis l’an dopo. Pe Kappa Vu al à voltât par furlan Animal Farm di George Orwell cul titul Il cjasâl dai animâi e scrit lis racueltis di storiutis Lis storiis di Inge e bach (2011) e Inge e Bach gnovis storiis (2013). Tal 2011 al è vignût fûr pe Forum Incontro ad Aquileia, une opare di divulgazion des teoriis di pre Gilberto Pressacco su la penetrazion dal cristianisim in Friûl. Sôs poesiis par furlan a son stadis publicadis timp indaûr su la gloriose riviste «Diverse lingue», direzude di Amedeo Giacomini. Al è stât assessôr a la culture dal comun di Codroip dal 2006 al 2011.

Luca De Clara è insegnante di storia e filosofia al liceo “Marinelli” di Udine, è divulgatore e critico. Dopo il conseguimento della maturità scientifica si è laureato a pieni voti e con lode in Storia della Filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (titolo della tesi: Comunità e comunicazione nell’etica di K.O. Apel) e in Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Trieste (titolo della tesi: Uomini o colpevoli? Il tribunale militare del XXIV corpo d’armata nel 1917). Come giornalista pubblicista collabora stabilmente da oltre quindici anni con le pagine culturali del settimanale diocesano «la Vita Cattolica». È socio corrispondente della storica Accademia udinese di Scienze, Lettere e Arti e dell’Istituto “Pio Paschini” per la storia della Chiesa in Friuli di Udine; è membro inoltre del consiglio direttivo della Scuola Cattolica di Cultura di Udine ed è stato componente del direttivo dell’Associazione musicale e culturale “Città di Codroipo”. Per tredici anni è stato consigliere comunale del Comune di Codroipo. È docente di “Filosofia della religione e ateismo” presso l’Istituto di Scienze Religiose di Udine.

Luca Giacomini

Nato a Udine nel 1966, si è laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Trieste con una tesi sul riciclaggio del denaro sporco e sulla legislazione anti riciclaggio nei mercati finanziari italiano e internazionale. Successivamente ha fatto parte per due anni, in veste di coordinatore, del Gruppo di ricerca sulla criminalità transnazionale “Transcrime” dell’Università di Trento, approfondendo le tematiche delle attività criminali e delle tecniche di riciclaggio internazionale, nonché delle iniziative nazionali ed internazionali volte a prevenire ed a reprimere i due fenomeni.

Luca Marchi

Luca Marchi, nato a Vittoria (RG) nel 1974, ha esordito con una trilogia di cortometraggi: Hank, la Sirena ed il Cieco. Successivamente ha pubblicato il testo Miopia, percezione e personalità. Laureato in lingue e letterature straniere, svolge l’attività di optometrista ed insegna ottica e contattologia.

Luca Meneghesso

Ricercatore storico, animatore culturale, ambientalista, politico e sindacale.

Luciano Morandini

Luciano Morandini (San Giorgio di Nogaro 1928 – Buja 2009). Tra i suoi libri di poesia si ricordano: Lo sguardo e la ragione, antologia (1956-1978) a cura di Elvio Guagnini – prefazione di Andrea Zanzotto – Studio Tesi, 1979; Infrantume – introduzione di Enrico Testa – edizioni del Leone, 1984; L’albero di Mantes, Campanotto Editore, 1990; Berlusconiane (1995) e Fabula notturna – prefazione di Giovanni Raboni – (1996) Edizioni Kappa Vu (rappresentata nel 1997 al Mittelfest di Cividale); Lunario dell’insonnia – posfazione di Angela Felice – Campanotto Editore Poesia, 2000; Camminando Camminando – prefazione di Elvio Guagnini – Campanotto Editore Poesia, 2004. È stato anche autore di quattro racconti lunghi: San Giorgio e il drago – prima selezione premio Campiello 1984 – Studio Tesi, 1984; Lo sfrido, Edizioni di San Marco, 1989; Gli occhi maghi, Campanotto Editore, 1992; L’orologio di Saba – introduzione di Elvio Guagnini – Campanotto Editore, 1994. Nel 1998 è uscito, con una nota di Angela Felice, e sempre per le edizioni Campanotto, Promemoria Friulano, testimonianza di un’avventura intellettuale e artistica vissuta in Friuli dagli anni Cinquanta ai nostri giorni. Ha collaborato con varie riviste e ha curato programmi culturali per la Rai del Friuli-Venezia Giulia. Ha collaborato al settimanale regionale il Nuovo. Alcune sue opere sono state tradotte in sloveno, serbocroato, tedesco, inglese e spagnolo.

Luigi Grimaldi

Nato a Udine nel 1958. Nei primi anni Novanta ha collaborato con la redazione udinese del Gazzettino; ha pubblicato articoli e inchieste sul caso Gladio, sul traffico d’armi e sulla penetrazione mafiosa in Friuli-Venezia Giulia. Nell’autunno del 1992 ha curato con la federazione friulana del PDS la pubblicazione del libro bianco No alla mafia, fermiamo il traffico d’armi in Friuli-Venezia Giulia acquisito agli atti della commissione parlamentare antimafia. 

Autore tv, giornalista Freelance. Scrittore presso Le Iene.

Luigi Raimondi

Nato a Fiume nel 1922, Luigi Raimondi è stato insegnante di Lettere. Ha combattuto nella Guerra di Liberazione con il C.I.L. È stato Presidente Onorario dell’A.N.P.I. provinciale di Udine e socio dell’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione. Ha pubblicato saggi storici su varie riviste e venti plaquettes di poesie, per le edizioni Paola Tavoschi. Ha pubblicato Poesie di lotta e di speranza, edito dall’Istituto Provinciale per la Storia del Movimento di Liberazione di Pordenone.

Luigina Battistutta - Mor Sow

Luigina Battistutta

Ha collaborato come traduttrice con diverse case editrici per bambini. Ha scritto tre raccolte di racconti brevi: Fiabe e Leggende della Livenza, Fiabe e Leggende triestine e giuliane, Fiabe e Leggende del Cadore, e il romanzo Caterina, la contrabbandiera friulana (Ed. Santi Quaranta).

Mor Sow

Ora cittadino italiano, lavora in Friuli dal 1987. Attivo nel sindacato e nell’associazionismo, collabora a iniziative di integrazione degli stranieri e promuove la conoscenza delle cultura senegalese.

Luisa Gastaldo

Luisa Gastaldo è nata a Tarcento, ha fatto molti traslochi e si è impegnata in diverse attività. Nel frattempo si è laureata in Conservazione dei Beni culturali. Ora si occupa di educazione ambientale e alimentare. Vive a Buja dove cura un orto didattico, l’Orto del Tasso barbasso, e organizza annualmente Orto-grafie. Poetiche tra le aromatiche. Fa parte della Rete di Orti di Pace e del Gruppo Anna Achmàtova, con il quale, per Kappa Vu, ha pubblicato vari racconti: “Ricognizioni” in Sepegrepetipi. La lingua dell’origine fra parola e afasia, a cura di Marina Giovannelli, Udine 2009; “Storia della bambina che non aveva nome”, “Maria e Anna” e la ballata “Buchettino” in Fiabesca. Storie di donnole, galline, briganti e regine rivisitate, Udine 2012. Sempre per Kappa Vu ha pubblicato la raccolta di poesie La culla sospesa, 2011. Con Valeria Bartesina ha curato la mostra itinerante e l’antologia-catalogo Luciano Morandini: lo sguardo e la ragione. Mostra internazionale di libri d’artista, Ellerani Editore 2012.

Lussia di Uanis (Lucia Pinat)

Lussia di Uanis, scritore e artiste, cu la storie dal farc Bepopalon e dal farcut so nevôt nus ufrìs une conte dulà che âfs, mariutinis, jespis e scussons, magnis e lisiertis, parussulis e cisilis, chechis e çoris, sghirats, surîs e parfin pantianis (e une schirie di altris besteutis) a àn la fuarce di reagjî e di difindi il lôr habitat menaçât dai umans. Come che e spieghe la Autore inte so introduzion, “in gracie de television e di internet o podìn viodi leons e elefants come se a fossin vicins di cjase, ma la besteute che o viodìn propit li, dal vêr, al è pericul che no savìn nancje come che si clame inte nestre marilenghe”. Cussì, dopo de conte, Lussia e à zontât des schedis che a descrîvin cun nozions minimis la vite e la riproduzion “di chescj amîs che a condividin cun noaltris il viaç su chest planet”, ven a stâi i animâi nomenâts e protagoniscj de conte.
Ilustrât in maniere divertente di Guido Carrara, inricjît cu lis imagjins dal fotograf naturalist Marco Cuoco e completât cui dissens in blanc e neri (di copiâ e colorâ) prontâts de stesse Autore, chest librut al devente un imprest didatic straordenari di educazion ambientaliste par furlan.

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