L'eccidio delle Carceri di Udine del 9 aprile 1945

L’ECCIDIO DELLE CARCERI DI UDINE DEL 9 APRILE 1945

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BREVE DESCRIZIONE

Le fonti inedite dell’inchiesta per crimini di guerra della 69th Special Investigation Section

L’eccidio avvenuto il 9 aprile 1945 nelle Carceri giudiziarie di Udine nel quale trovarono la morte ventinove partigiani ed un agente della questura è una pagina nota e dolorosa della storia della lotta di Liberazione in Friuli, la cui memoria è coltivata sin dall’immediato dopoguerra. L’originalità di questa ricerca trae origine dal rinvenimento della consistente documentazione archivistica inerente al sistema repressivo ed alle rappresaglie naziste avvenute ad Udine conservata dal National Archives of United Kingdom, da cui sono emersi elementi nuovi per ricostruire le dinamiche e le cause dell’eccidio.

Descrizione

 

L’eccidio avvenuto il 9 aprile 1945 nelle Carceri giudiziarie di Udine nel quale trovarono la morte ventinove partigiani ed un agente della questura è una pagina nota e dolorosa della storia della lotta di Liberazione in Friuli, la cui memoria è coltivata sin dall’immediato dopoguerra. L’originalità di questa ricerca trae origine dal rinvenimento della consistente documentazione archivistica inerente al sistema repressivo ed alle rappresaglie naziste avvenute ad Udine conservata dal National Archives of United Kingdom, da cui sono emersi elementi nuovi per ricostruire le dinamiche e le cause dell’eccidio. Sullo sfondo della condotta dell’occupazione nazista (massacri dei gruppi politicamente, militarmente o razzialmente pericolosi, requisizioni dei beni di prima necessità, lavoro coatto e deportazioni di uomini validi da inviare nelle industrie tedesche) l’eccidio si inserisce in una precisa strategia dei nazisti, che avrebbero condannato a morte i partigiani detenuti per trattare, tenendoli come ostaggi per avere garanzie nell’imminenza della fine della guerra. Nello spazio concesso dalle trattative avrebbero insinuato ad una certa parte di combattere contro i comunisti, cercando di approfittare delle tensioni interne alla Resistenza. Le trattative, i contatti, le allusioni, anche attraverso le mediazioni e il coinvolgimento di tanti attori, produssero i germi della discordia all’interno del movimento resistenziale e tra le comunità che lo sostenevano. Una parte dei condannati, quasi tutti garibaldini, vennero soppressi. Su queste basi il Comando della polizia nazista cercò di crearsi le condizioni favorevoli per lo sganciamento al momento del crollo.

 

ISBN 9788897705772
ANNO 2017
PAGINE 160
FORMATO (cm)
14 x 21
LINGUA Italiano

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