casa_felice

LA MIA CASA È DOVE SONO FELICE

AuthorDI Max Mauro

€ 16,00 € 12,00

150 disponibili

BREVE DESCRIZIONE

Storie di emigrati ed immigrati

Uliano è emigrato illegalmente in Jugoslavia nel 1947. Ahmed è entrato in Italia senza un permesso di lavoro nel 1989. Luigi ha creato una fabbrica in Canada, dove vive da cinquant’anni. Naiaga ha creato una fabbrica in Friuli, dove vive da quindici anni. Ana vuole diventare cittadina italiana per poter votare, perché se si vota ci si sente piu’ partecipi della vita sociale. Vittoria ha vissuto diciassette anni in Germania, ma si è sempre sentita un’immigrata. Bozidar ha dovuto lasciare la Bosnia per colpa della guerra e oggi suo figlio parla l’italiano meglio del serbo-croato. Il bambino di Ines ha imparato prima il tedesco dell’italiano, perché in Svizzera il figlio di uno stagionale era un clandestino e la famiglia che lo teneva in incognito era svizzera-tedesca. Storie di emigrazione di un’epoca lontana alcuni decenni e storie di emigrazione di tempi piu’ recenti. Storie che hanno per punto di incontro il Friuli, la regione piu’ segnata dall’emigrazione nella storia italiana dell’ultimo secolo e mezzo e una tra quelle dove piu’ marcata è la presenza di immigrati.

 

Descrizione

 

dall’introduzione di Max Mauro:
Un giorno di diversi anni fa, nel pieno del clima mediatico antialbanese che aveva avvolto l’Italia intera e che sembra oggi fortunatamente stemperato, lessi la storia di vita di un emigrante friulano, finito in Canada a fare vari lavori prima di trovare la sua strada nel commercio di vini. Quest’uomo raccontava di essere emigrato dopo la seconda guerra mondiale per svolgere lavori agricoli – il contadino era l’unico mestiere che potesse dire di saper fare – ma non avendo grande passione per la terra presto passò al settore edile, trovando impiego presso una ditta di terrazzieri corregionali. Anche questo lavoro non si rivelò di suo gradimento e così si ritrovò a fare il cameriere tuttofare in un albergo. Qui fece amicizia con un collega, immigrato anch’egli, che gli propose di associarsi a lui per la vendita porta a porta di spazzole. Nel tempo libero i due giovani immigrati cominciarono allora a suonare i campanelli dei quartieri residenziali e a proporre spazzole e scope in un inglese più che stentato. Il collega con il quale il nostro emigrante si mise in affari era un immigrato albanese.

 

ISBN 9788897705109
ANNO 1° ed. 2005, 2° ed. 2012
PAGINE 232
FORMATO (cm)
14 x 21
LINGUA Italiano

 
 

Premio “Raccontare l’emigrazione” 2006, Comune di Borgotaro (PR). Questa la motivazione della giuria presieduta dal prof. Mario Lavagetto.  Per il lavoro di Max Mauro, si tratta di racconti che intrecciano passato e presente. Nelle case contadine che la vecchia emigrazione friulana ha reso dignitose lavorando nell’Europa delle miniere e delle umiliazioni, vivono immigrati senegalesi, eritrei, albanesi, ex jugoslavi. Inseguono il “Sogno italiano”. Qualcuno ce la fa, altri sopravvivono. L’incontro tra i padroni ex emigranti e gli inquilini scappati da fame e paure, anima ricordi modulati nella realtà di chi sta tentando l’avventura di una vita con qualche speranza. Dialoghi essenziali, a volte commoventi che Max Mauro, figlio di emigrati, sfruttando la propria esperienza personale, ha saputo restituire con grande sensibilità, partecipazione e con una scrittura essenziale ed efficace 

Hanno scritto del libro:

 “L’attitudine di Max Mauro è, per fortuna, una attitudine, che credo rarissima, umanamente aperta e disponibile, ma che conserva sempre una distanza e una forza di intervento autonomi ed espliciti. Quindi anche se molto vicina all’interlocutore, sintonizzata sulla sua lunghezza d’onda, capace di ascoltare e registrare tutto, anche le pieghe e le contraddizioni meno visibili, magari di commuoversi, ma senza perdere di vista il contesto da cui l’interlocutore viene e quello (quelli) in cui ha provato ad inserirsi e magari ci è riuscito. Non ha paura di intromettersi e se lo fa, spesso, lo fa in modo esplicito, dichiarato, soprattutto utile, nel senso di illuminante. Anche per l’interlocutore”. (dalla postfazione di Leonardo Zanier)

“Fra empatia e rigore, tra dubbi e illuminazioni, l’autore si immerge con straordinaria capacità narrativa nelle storie tra ‘ferite non rimarginate, scoperte, incontri inaspettati’. Non un libro-verità, ma un libro-esperienza”. (Daniele Barbieri, Carta)

La mia casa è dove sono felice è un libro che nasce senza una tesi da dimostrare, ma per rispondere a una domanda: c’è differenza fra emigrato e immigrato? Una vera inchiesta come se ne fanno poche”. (Chiara Righetti, Repubblica)

“(La mia casa è dove sono felice) E’ un libro molto intenso che credo possa insegnare a diverse discipline umanistiche per la sua capacità di intersecare saperi, provenienti da contesti disparati, e per la sua attenzione rispetto ai fatti storici che fanno da sfondo alle migrazioni di cui tratta”. (Devi Sacchetto,  docente di  sociologia del lavoro, Università di Padova)

“Il testo si articola in un’alternanza di quattordici racconti di storie della migrazione, di media e lunga durata, dal e in Friuli, regione che diventa non il punto di osservazione di un’analisi sull’emigrazione regionale, quanto piuttosto un simbolo esemplificativo del fenomeno complessivo della migrazione stessa, trattandosi della regione italiana maggiormente toccata dall’emigrazione, in passato, e, dall’immigrazione, attualmente”. (Rossella Rafele, Kumà/Università La Sapienza)

”Viaggio nel Friuli Venezia Giulia, viaggio attraverso il mondo. Max Mauro parte dalla sua terra per intrecciare i racconti degli immigrati che si sono stabiliti in Friuli dall’Africa, dall’Est Europa, dall’Albania, dall’ex Jugoslavia, con quelli degli anziani della regione, che nelle loro case serbano il ricordo di incredibili viaggi tra il cuore dell’Europa, gli Stati uniti e il Canada, quando dall’Italia si partiva a cercar fortuna”. (Cinzia Gubbini, Le Monde Diplomatique)

“Sebbene il testo non aspiri ad essere saggistico, è comunque ricco di riferimenti bibliografici ed approfondimenti che favoriscono il passaggio da un livello micro, individuale, ad uno macro, collettivo. Penso infatti che vi sia un giusto equilibrio tra le storie individuali e i fenomeni sociali più ampi entro cui esse si collocano”. (Silvia Camillotti, Diritto Cittadinanza Immigrazione)

La mia casa è dove sono felice diventa allora indicazione di ricerca sociologica, percorso di riflessione critica, denuncia delle diffuse propensioni a rimuovere il nostro passato”. (Antonella Sbuelz, Messaggero Veneto)

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Be the first to review “LA MIA CASA È DOVE SONO FELICE”

Ti potrebbe interessare…

  • € 13,00 € 10,00

    ORDINARIE MIGRAZIONI

    Saggistica

    Educazione alla cittadinanza tra ricerca e azione

    Frutto di una ricerca-azione condotta nel basso Friuli Venezia Giulia, il libro tratta il tema della cittadinanza come punto privilegiato da cui guardare i processi di integrazione degli immigrati. I vari contributi di antropologi, pedagogisti e sociologi analizzano l’organizzazione, il monitoraggio e la valutazione dei servizi per immigrati come luoghi in cui si fa l’integrazione, ma anche come spazi pubblici dove si fanno le identità in un continuo gioco di specchi fra collettività locale e straniera.

  • € 17,00 € 12,00

    NO GOL BAL

    Narrativa

    Mondiali 2010, a sorpresa e dopo aver sbaragliato le squadre africane, il Mozambico si qualifica per i mondiali. È una squadra “anomala”: non ha sponsor, gioca un calcio “antico” con il libero all’italiana; nessuno dei suoi giocatori si lascia intervistare o coinvolgere nel circo mediatico che ruota attorno a questo sport. In porta ha un formidabile portiere italiano, Giacomo Grimaldi, che non ne sbaglia una… Ha un “segreto” che farà la fortuna della squadra del Mozambico, paese in cui Grimaldi si rifugia, ma che gli creerà anche non pochi problemi.

    Da leggere tutto d’un fiato.

  • € 12,00 € 8,00

    INTERSEZIONI BABELICHE

    Saggistica

    Lingue dominanti e lingue dominate nella letteratura del ‘900

    Saggi di Leo Zanier, Božidar Stanisic´, Angelo Floramo, Manuela Bisconcin, Alessandra Kersevan, Mauro Daltin, Melita Richter

     

    CON L’ACQUISTO DEL LIBRO IN OMAGGIO :

    INTERSEZIONI BABELICHE
    di AA.VV. a cura di Anita Bressan
    Intersezioni Babeliche – Croseris Babelichis – Babylonische Schnittpunkte – Babilonska Prepletanja. “Conoscere una sola lingua, un solo lavoro, un solo costume, una sola civiltà, conoscere una sola logica, è prigione – Ndjock Ngana”. (Atti del Convegno tenutosi a San Daniele del Friuli il 9-18 ottobre 2008). Contributi di Alessandra Kersevan, Giampaolo Carbonetto, Elena di Giovanni, Mauro Tosco, Giulio Soravia, Maurizio Puntin, Renato Iacumin e Raphael D’Abdon.

Facebook IconYouTube IconVisita la nostra pagina Instagram