BREVIARIOIRACHENO

BREVIARIO IRACHENO

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BREVE DESCRIZIONE

Nella primavera del 2003 un esercito di Americani e Inglesi invase l’Irak. Fu guerra breve, la seconda dopo quella cosiddetta del Golfo del 1991. Entrambe le guerre delineano con sufficiente chiarezza una volontà di egemonia mondiale da parte dei gruppi dirigenti USA. Dovunque, nel mese di marzo, si ebbero qua, là, nel mondo, imponenti manifestazioni di rifiuto della guerra. In città e paesi d’Italia comparvero bandiere di pace che ancora oggi si muovono nei deboli venti d’aprile. E il poeta, nel suo già lungo esilio, che deve dire? Ma deve dire? Sta ancora nella storia, o i suoi deliri, le sue stanche utopie lo hanno ormai portato oltre la storia?

Descrizione

 

Nella primavera del 2003 un esercito di Americani e Inglesi invase l’Irak. Fu guerra breve, la seconda dopo quella cosiddetta del Golfo del 1991. Entrambe le guerre delineano con sufficiente chiarezza una volontà di egemonia mondiale da parte dei gruppi dirigenti USA. Dovunque, nel mese di marzo, si ebbero qua, là, nel mondo, imponenti manifestazioni di rifiuto della guerra. In città e paesi d’Italia comparvero bandiere di pace che ancora oggi si muovono nei deboli venti d’aprile. E il poeta, nel suo già lungo esilio, che deve dire? Ma deve dire? Sta ancora nella storia, o i suoi deliri, le sue stanche utopie lo hanno ormai portato oltre la storia? Alle personali, miserande paure per la salute del suo corpo egli deve ora aggiungere questa antica paura della guerra. […] Ma la guerra è troppo spettacolare e oscena manifestazione di male perché anche il più disincantato e quasi nichilistico spirito non ne venga scosso. […] Ogni giustificazione della guerra – quale essa sia – è, per la retta ragione, inaccettabile. Il poeta – se vuole seguire questa ragione – è ancora costretto alla indignazione, né serve che egli si rifaccia ad una o altra ideologia, alle diverse “morali” che infestano il mondo. Basta che la sua ira si fondi sulla visione della nuda, umana individualità; basta che il suo sdegno si nutra di giusto sospetto per l’umano genere dannato, e tuttavia respinga la volontà di sterminio e potenza dei dominatori, dei vincitori, e sia consapevole, compassionevolmente, dello sterminio assiduo, quotidiano che percorre la terra.

Questo “Breviario iracheno” è debitore – ovviamente – al Brecht del “Breviario tedesco” (“Deutsche Kriegsfibel”). Caduta quella ideologia in cui credette il poeta di Augusta, la lezione della sua indignazione e del suo sarcasmo permane, e soprattutto non è tramontato quel materialistico nichilismo che qua e là emerge dai versi di quel poeta.

 

“Guerra è guerra – dicono –
ed essenziale è vincere,
distinguere
vincitori e vinti.
Io vedo solo sconfitti.”
Silvio Cumpeta

 

CODICE INTERNO
016
ANNO 2003
PAGINE 67
FORMATO (cm)
11 x 21
LINGUA Italiano

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    traduzione di Jolka Milic di “Breviario iracheno” di Silvio Cumpeta

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