Giovanni Giuseppe Felice

Nacque il 9 novembre 1905 a Bruckberg in Germania. Dal 1920 al 1921 lavorò a Torino alla Fiat Ferriere, aderendo in quel periodo al PCI. Nel 1922 emigrò in Francia e militò nel PCF. Nel 1924 ritornò in Friuli e ricostituì la sezione del PCI di Buja, il paese da cui proveniva la sua famiglia. Dopo il servizio militare, nel ’26 emigrò in Francia e a Lione fece parte della segreteria del Partito comunista Regione del Rodano. Per aver partecipato ad una manifestazione antifascista nel 1933 fu arrestato ed invitato a lasciare la Francia. Vi rimase clandestinamente ma, nuovamente arrestato, nel 1934 fu processato dal Tribunale di Vienne/lsère. Nel novembre del 1936 si arruolò con i combattenti di Spagna nel Battaglione Garibaldi. Il 5 dicembre 1936, sul fronte di Madrid, fu ferito al polmone destro. Dopo un periodo in diversi ospedali e convalescenziari, nel dicembre del ’37 fu inviato in Francia, dove fu arrestato e condannato ad un mese di prigione con l’obbligo di lasciare il territorio francese. Si recò clandestinamente a Lione, ma nel 1939 fu di nuovo arrestato e internato nel campo di Vernet. Estradato in Italia, nell’ottobre ’41 fu condannato a 5 anni di confino a Ventotene. Liberato nel luglio ’43, rientrò in Friuli prendendo contatto con i responsabili del Partito comunista. Dopo l’8 settembre si impegnò nella lotta di Liberazione ed ebbe incarichi politici sul terreno. Dopo la Liberazione ha avuto diversi incarichi nella Federazione di Udine del PCI.

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