a cura di Paolo Cantarutti e Alessandra Kersevan

 

paoloCantarutti

Paolo Cantarutti

Presidente della cooperativa Informazione Friulana e redattore, assieme al direttore Mauro Missana, del settore culturale di Radio Onde Furlane. Cura le serie radiofoniche ed i progetti esterni della cooperativa (convegni, pubblicazioni e la collana discografica Musiche Furlane Fuarte). È coordinatore editoriale della rivista letteraria La Comugne (edizioni Kappa Vu). Ha curato inoltre diverse pubblicazioni sempre in lingua friulana (saggi, romanzi, raccolte di poesia, periodici, fumetti), rassegne artistiche e musicali (Premi Friûl, Cormôr Salvadi) convegni e programmi radio televisivi per diverse emittenti (RAI FVG, Telefriuli). Negli anni ’90 è stato uno dei fondatori della rivista e del movimento Usmis ed ha coordinato la redazione del mensile La Patrie dal Friûl. Sempre in quel periodo ha realizzato tre opere di videoarte premiate alla Mostre del Cine Furlan.

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Alessandra Kersevan

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Alessandra Kersevan – Giancarlo Velliscig

AlessandraKersevanAlessandra Kersevan

Nata Monfalcone e residente a Udine, è stata insegnante di lettere nella scuola media. Da parecchi anni si dedica allo studio della storia e della cultura della sua regione. Nel campo della ricerca storica nel 1992 è stata coautrice con Pierluigi Visintin di Che il mondo intero attonito sta. Giuseppe Nogara, luci del ombre di un arcivescovo 1928-1945. Nel 1995, sempre per le edizioni Kappa Vu, ha pubblicato Porzûs. Dialoghi sopra un processo da rifare, un corposo studio su una delle vicende più controverse della Resistenza italiana. Nel 2003 ha pubblicato la prima edizione di Un campo di concentramento fascista. Gonars 1942-1943 e nel 2005, per il Comune di Gonars e la Commissione Europea, ha realizzato il video documentario “The Gonars memorial. Il simbolo della memoria Italiana perduta”. Nel 2008, per la casa editrice Nutrimenti di Roma, ha pubblicato Lager italiani. Pulizia etnica e campi di concentramento fascisti per civili jugoslavi 1941-1943. È coordinatrice, per la Kappa Vu, della collana ResistenzaStorica. Molto attiva anche nella didattica in lingua friulana, è coautrice con Giancarlo Velliscig della prima uscita di sempre della Kappa Vu, Cjantis e rimarolis pai frutins (1987, con disegni di Tullio Altan e curato da Silvana Schiavi Fachin), e dell’antologia San Pieri e il signôr e altris contis dal bon acet. Racconti dell’accoglienza (II ed. 2009).

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giancarlo_velliscigGiancarlo Velliscig

(1957) Opera da sempre in vari ambiti delle attività culturali, con particolare interesse al settore musicale. Dalla fine degli anni ’70 fa parte del Canzoniere di Aiello, formazione con la quale si dedica alla rivalutazione della cultura popolare friulana e alla migliore poesia regionale contemporanea, musicando numerose composizioni dei più importanti poeti friulani del Novecento. L’attività del gruppo ha prodotto centinaia di concerti e diverse produzioni discografiche e, dopo anni di sospensione, ha recentemente ripreso la sua attività con il nuovo progetto discografico “Esuberi”. Da ormai un trentennio cura e dirige l’attività delle associazioni Euritmica e Onde Mediterranee per le quali dirige le rassegne musicali Udin&Jazz, Onde Mediterranee, Note Nuove, le stagioni musicali del Teatro Pasolini di Cervignano. Ha composto canzoni e storielle per bambini in friulano raccolte in tre pubblicazioni per i progetti didattici dell’Università di Udine e ha contribuito in maniera fondamentale alla nascita della casa editrice Kappa Vu.

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Andrea Marcon – Eva Morassutto – Agnieszka Kossowska

Andrea Marcon

Nato in Turgovia (quando ancora dall’Italia fuggivano braccia, non cervelli), vive in Cansiglio e fa il bibliotecario a Pordenone. Laureato in Conservazione beni librari a Udine, per commissione o necessità ha pubblicato svariati saggi indagando soprattutto il tema della storia del libro e delle biblioteche. Nel silenzio dei boschi e delle sale di lettura, ha viepiú affinato il proprio udito a riconoscere «il fragore delle macchine che tritano la carta».

Eva Morassutto

«Sono nata nel 1993, ho sempre disegnato, dipinto e illustrato, da quando ho memoria. Dopo il Liceo artistico, la passione per la decorazione mi ha portata a seguire diversi corsi di pittura tenuti da Ennia Visentin dove ho avuto modo di sperimentare diverse tecniche. Ho deciso poi di intraprendere il percorso universitario a Brescia dove ho studiato decorazione e Interior design (il mio attuale lavoro). Nel frattempo mi sono dedicata al mondo dell’illustrazione per bambini.»

Agnieszka Kossowska 

Laureatasi presso l’Accademia di Belle Arti a Cracovia (Polonia) nella Facoltà di Restauro e Conservazione dei Beni Artistici, da molti anni vive a Vittorio Veneto dove si occupa di arte della calligrafia e della miniatura. Accetta regolarmente commesse pubbliche e private e conduce laboratori di scrittura antica e miniatura medievale per adulti e bambini. Per Kellermann Editore ha pubblicato la trilogia dei volumi dedicati alla scrittura storica e un volume sulla miniatura.

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Giuseppe Mariuz e Renzo Daneluzzi

 

Mariuz_GiuseppeGiuseppe Mariuz

(Valvasone, 1946) ha al suo attivo numerosi libri di storia contemporanea, di poesia in italiano e in friulano, di ricerca sulla comunicazione, alcuni film-documentario, contributi a riviste, conduzione di trasmissioni radiotelevisive. Dalle sue ricerche sugli anni friulani di Pier Paolo Pasolini sono usciti La meglio gioventù di Pasolini (1993), un video con lo stesso titolo coprodotto dalla Rai nel 1998, La corda rotta (1994, con Tito Maniacco e col fotografo Danilo De Marco), Luogo assoluto dell’universo (1995). Tra i lavori di storia citiamo: Società ed economia nel dopoguerra a San Vito (1985), Leghe bianche e rosse in un’area rurale friulana (1989), Guerra e Resistenza: il conflitto mondiale e i riflessi locali (1995), San Vito architetture di luce (2002, con fotografie di L. Cesco), il video I giorni del Lodo De Gasperi (1999, con L. Vidal), Ovviamente a insaputa del correntista (2010, con T. Scodeller). Con la Kappa Vu ha pubblicato Volti in poesia (2006, con il fotografo Renzo Daneluzzi). La prima edizione di “Pantera” il ribelle risale al 1991, pubblicata dal Comune di Pordenone. Nel 2010 la Rai del Friuli-Venezia Giulia ha trasmesso, per la regia di Marisandra Calacione, uno sceneggiato radiofonico in quattro puntate tratto dallo stesso libro a cura dell’autore e di Elena Vesnaver.

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Lucio Eicher Clere – Diego Lavaroni

 

Diego_lavaroniDiego Lavaroni

Psicologo e psicoterapeuta, ricercatore nell’ambito delle tradizioni popolari in Friuli. Membro del Centro Studi Vergerio. Ha curato nel 1998 la pubblicazione Irrecuperabili – Storie del reparto X sull’Ospedale Psichiatrico di S. Osvaldo. Nel 1999 ha pubblicato Dizionario dei giochi popolari in Friuli, coautore con Marina Driussi. Nel 2009 ha curato la pubblicazione Nome di battaglia Carnera – Storia del partigiano dei G.A.P. Arturo Nassig.

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Umberto Valentinis – Stefano Rizzardi

Umberto Valentinis

Artegna, 1938. Vive a Udine. Ha esordito con un gruppo di poesie pubblicate nell’antologia La Cjarande (La Nuova Base, Udine, 1967). Nel 1968 esce la raccolta Salustri (SFF, Udine), cui segue nel 1996 Scoltant a scûr (Campanotto, Udine). Nei Quaderni del Menocchio di Montereale Valcellina escono nel 2000 Suazes e Di mîl, di ombre. Nella Piccola Biblioteca di Autori Friulani della Biblioteca Civica di Pordenone esce nel 2003 Disincjants. A cura dell’associazione culturale Grop Pignot di Artegna esce nel 2007 Tal sunsûr dal timp voladi. Poesie sparse e inedite, 1962-1979. Nella collana La barca di Babele del circolo culturale Il Menocchio di Montereale Cellina esce nel 2009 Tiere di ombre. La raccolta di prose Breviari pal Avent compare nel 2011 per i Quaderni del Menocchio di Montereale Cellina ed infine nel 2013 la raccolta di prose e poesie Paîs cun figures. È presente nelle principali antologie della letteratura friulana e in alcune antologie della poesia dialettale italiana, tra cui quella curata nel 1999 per i Meridiani Mondadori da Franco Brevini.

 

Stefano Rizzardi

Udine, 1959. Attore, autore e ideatore di spettacoli e reading, ha prodotto negli ultimi anni, assieme al compositore Renato Miani, diverse opere poetico-musicali, costruite sui versi (in italiano e friulano) di Amedeo Giacomini, Umberto Valentinis, Nelvia Di Monte, Luciano Morandini. Docente di Letteratura italiana e latina nei licei, nel 2002 ha conseguito presso l’Università di Salamanca (Spagna) il Dottorato di ricerca in Italianistica con una tesi sulla poesia in lingua friulana del Novecento. Dal 1995 al 2002 è stato Lettore di Italiano presso l’Università di Valladolid (Spagna), dove è stato anche attore e co-regista della Compagnia Teatrale dello stesso ateneo. Collabora con l’emittente Onde Furlane, dove cura il programma di letture radiofoniche “La grande puisie in lenghe furlane”.

 

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Simona Di Bert

Simona ha iniziato a leggere a sei anni, quasi consapevole che sarebbe diventata una necessità. A quattordici anni intraprende il suo cammino di scrittura: poesie, racconti, diari analitici e sogni. Mentre studia filosofia, si immerge nel vasto oceano dello yoga e delle filosofie orientali, dove non ha ancora trovato una precisa direzione. Impara con cautela, per trentacinque anni, ad amare l’insegnamento come ora ama la libertà di camminare nelle diverse luci del giorno.

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a cura di Sandri Carrozzo e Pierluigi Visintin

Sandri Carrozzo

Udin, 1975. Laureât in letaris classichis, al è president e lavoradôr de Serling, une cooperative che e furnis servizis linguistics pe lenghe furlane. Al à lavorât e al lavore tant che tradutôr; al à insegnât furlan a plui nivei li di scuelis, universitâts, ents publics e v.i.; al à voltât i Lirics grêcs (Kappa Vu 2002) e, intune cun Pierluigi Visintin, la Odissee di Omêr; al à curât ancje la edizion dal Infier di Dante Alighieri tradusût di Pierluigi Visintin (Kappa Vu 2011); tant che lessicolic e linguist al à vût e al à part te elaborazion di dizionaris (DOF Dizionari Ortografic FurlanDOF piçulGrant Dizionari Bilengâl Talian-FurlanDizionari ilustrât) e di imprescj di linguistiche computazionâl, tant che il Coretôr Ortografic Furlan e il tradutôr automatic talian-furlan Jude. Al à publicât diviers scrits su la lenghe furlane, massime tai aspiets de norme linguistiche, de storie de lenghe, de critiche des traduzions, de politiche e de planificazion.

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Pierluigi Visintin

Pierluigi Visintin, nato a San Giorgio di Nogaro (UD) nel 1948, è autore di tre libri storici, pubblicati dalla Kappa Vu: I giorni del Cormôr (1991), sullo sciopero a rovescio nella Bassa Friulana del 1950; Che il mondo intero attonito sta (1992), sull’operato del vescovo Nogara, assieme ad Alessandra Kersevan, e Come si vincono le elezioni (1993), sulle elezioni dal 1948, assieme a Faustino Nazzi. Nel 1995 ha pubblicato la biografia di Piero Pezzè, musicista e compositore udinese del Novecento (Ed. Kappa Vu). Nel 2001 ha pubblicato Il Sommo Stregone (Ed. “La Fiaccola”), requisitoria “arcaica” contro la barbarie post-moderna. È autore di traduzioni dal latino in friulano (Apuleio, Orazio, Teofilo Folengo) e dal greco in friulano (Euripide, Esiodo), ha scritto racconti satirici in friulano pubblicati su «La Comugne» (Ed. Kappa Vu 1998-2008). Ha tradotto dal greco in friulano, in esametri barbari, assieme ad Alessandro Carrozzo, l’Odissea di Omero (Ed. Kappa Vu 2006). Ha scritto il libro Romano il Mancino e i Diavoli Rossi, biografia del partigiano (Ed. Kappa Vu 2002), a cui è ispirato lo spettacolo realizzato assieme al compositore Claudio Cojaniz e al poeta Luciano Morandini. Per Davide Pitis ha curato i testi di spettacoli musicali: Babêl/Babele (2001), Che lingua batterà il mio orecchio, chi ascolterà le mie canzoni (2003), I giorni del riscatto (Mittelfest 2004). Nel 2005 ha ridotto e sceneggiato il racconto di Charles Dickens Un canto di Natale, base di uno spettacolo della Filarmonica del Friuli Venezia Giulia, musiche originali di Davide Pitis. Il suo racconto Processo e morte di Socrate detto “il tafano” è stato pubblicato in “Poeti e prosatori del Friuli” (Messaggero Veneto 2004). Nel 2005 ha lavorato al progetto di riscoperta del pittore sangiorgino Alfonsino Filiputti detto Angiolino (1924-1999), un cantastorie col pennello. Nel 2008 ha pubblicato Sciaquoneide, poema epico in ottave di endecasillabi, sugli scardinati anni goliardici alla fine degli anni Sessanta. Ha raccolto il materiale e curato la pubblicazione di Diario di un gappista (Ed. Kappa Vu 2009). Con la Rai di Trieste ha realizzato la serie Avventure friulane di Casanova (1998), cinque radiodrammi da racconti di autori friulani (1999-2000), la serie Esopo friulano (2002-2003), 4 puntate dal titolo Viaggio in Friuli con poeta, assieme a Federico Tavan e Davide Pitis (2003) e 13 puntate su Casanova gourmet (2004) in collaborazione col compositore Davide Pitis. Nel 2003, frutto del suo continuo interesse per la vita e la figura di Casanova, ha vinto il premio San Simon di Codroipo (UD), sezione saggistica, con il saggio “Friûl e Furlans te Historie de ma vie di Giacomo Casanova”. Nel 2011 è uscita postuma la sua traduzione integrale in lingua friulana dell’Inferno di Dante Alighieri, curata da Alessandro Carrozzo.

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Sandri Carrozzo

Udin, 1975. Laureât in letaris classichis, al è president e lavoradôr de Serling, une cooperative che e furnis servizis linguistics pe lenghe furlane. Al à lavorât e al lavore tant che tradutôr; al à insegnât furlan a plui nivei li di scuelis, universitâts, ents publics e v.i.; al à voltât i Lirics grêcs (Kappa Vu 2002) e, intune cun Pierluigi Visintin, la Odissee di Omêr; al à curât ancje la edizion dal Infier di Dante Alighieri tradusût di Pierluigi Visintin (Kappa Vu 2011); tant che lessicolic e linguist al à vût e al à part te elaborazion di dizionaris (DOF Dizionari Ortografic Furlan; DOF piçul; Grant Dizionari Bilengâl Talian-Furlan; Dizionari ilustrât) e di imprescj di linguistiche computazionâl, tant che il Coretôr Ortografic Furlan e il tradutôr automatic talian-furlan Jude. Al à publicât diviers scrits su la lenghe furlane, massime tai aspiets de norme linguistiche, de storie de lenghe, de critiche des traduzions, de politiche e de planificazion.

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Sandra D’Alessandro

Nasce a Udine il 6 aprile 1944, da madre friulana e padre campano, in un Friuli martoriato dalla guerra e dall’occupazione nazifascista. Frequenta le scuole elementari dalle suore presso l’istituto Renati, in seguito la scuola media Arcivescovile e l’istituto Magistrale. Frequenta l’università a Trieste e dopo aver conseguito la laurea in Materie Letterarie, insegna in varie scuole del Friuli fino ad approdare nel 1974 alla scuola media statale “E. F. Bellavitis” dove rimane in servizio fino al 2004, anno della sua morte.

Sandra D’Alessandro, se si è sempre ispirata ai principi e ai contenuti della nostra grande tradizione classica, dall’altra ha utilizzato con cognizione e sapienza tutti i mezzi di comunicazione di massa, dal teatro, al cinema, dal quotidiano, alla televisione, all’informatica, facendosi promotrice di cineforum a scuola, di laboratori teatrali, di redazioni giornalistiche in ambito scolastico, quando non addirittura nella produzione di testi, facendo interagire con gli alunni e le alunne i loro genitori ed anche i nonni, conseguendo così due obiettivi: puntare sull’importanza della relazione tra generazioni diverse e fare storia locale, partendo non dalle istituzioni, ma dalla gente comune, a cui sempre ritornava per darle voce e conservarne memoria.

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Sabrina Meotto

Nasce nel 1985 a Latisana. Dopo aver conseguito il Diploma di Perito Tecnico per il Turismo ed aver frequentato per un periodo la facoltà di Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Udine, decide che la sua strada sarà decisamente un’altra: si trasferisce a Firenze dove nel novembre del 2012 si laurea in “Operazioni di pace, gestione e mediazione dei conflitti” con il massimo dei voti. La sua tesi di laurea titola “Quel maggio sul Cormor – lotte nonviolente per il pane, il lavoro, la dignità”, da cui è tratto questo libro. Interessata da sempre alla formazione e alla cooperazione internazionale, ha all’attivo anche un Master in Gestione dei conflitti a Mediazione.

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Rudyard Kipling

 

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Kipling nacque a Bombay nel 1865 da genitori inglesi; suo padre John Lockwood Kipling era un professore di scultura e arte vasaia giunto a Bombay per dirigere la locale scuola d’arte assieme alla moglie Alice MacDonald. I genitori si erano conosciuti due anni prima al Rudyard Lake nello Staffordshire, in Inghilterra. In India l’infanzia di Rudyard Kipling fu felice, circondato dall’affetto e dalla devozione di servitori indigeni.

Nel 1871, all’età di sei anni, fu inviato a Southsea, in Inghilterra, assieme alla sorellina Trix, per frequentare le scuole primarie, presso i coniugi Holloway, lontani parenti. Fu il periodo più infelice della sua esistenza sia a causa della lontananza dei genitori che a causa dei rigidi metodi della signora Holloway, come lo stesso Kipling testimoniò in alcune opere, per esempio nel racconto Bee, bee, Pecora Nera e nella sua autobiografia postuma Something of myself. I due bambini potevano comunque visitare i parenti in Inghilterra per un mese ogni Natale con la zia materna Georgiana e suo marito, l’artista Edward Burne-Jones, presso la loro casa “The Grange” a Fulham, Londra, definita da Kipling «un paradiso che credo in verità mi abbia salvato». Nella primavera del 1877 la signora Kipling tornò dall’India a riprendersi i propri bambini.

Nel 1878 fece il suo ingresso all’United Service College, una scuola di Westward Ho!, nel Devon, appositamente creata allo scopo di educare i figli degli ufficiali britannici senza che questi dovessero sostenere grandi spese. Durante la sua permanenza, Kipling incontrò Florence Garrard, di cui si innamorò perdutamente; a lei si ispirò per il personaggio di Maisie nel suo primo romanzo, The Light that Failed (1891).

Alla fine della sua permanenza a scuola i suoi insegnanti ritennero che gli mancava la capacità intellettuale per ottenere una borsa di studio ad Oxford. I suoi genitori non avevano le risorse economiche per finanziare gli studi[4] e quindi suo padre lo portò con sé a lavorare a Lahore, nell’attuale Pakistan, dove ricopriva gli incarichi di direttore della collezione nazionale di arte e di curatore del locale museo. Rudyard Kipling era caporedattore di un piccolo giornale locale, La gazzetta civile e militare. Decise di trasferirsi in India il 2 settembre 1882 e arrivò a Bombay il 20 ottobre dello stesso anno.

Nel 1889 Kipling iniziò un lungo viaggio attraverso Birmania, Cina, Giappone e California, prima di attraversare gli Stati Uniti e l’Oceano Atlantico, stabilendosi poi a Londra. I suoi diari di viaggio From Sea to Sea and Other Sketches, Letters of Travel risalgono in gran parte a questo periodo e riprendono anche alcuni articoli scritti per il giornale. Da quel momento in poi la sua fama crebbe rapidamente ed egli divenne in breve tempo la voce dell’imperialismo. Il suo primo romanzo, The Light that Failed, fu pubblicato nel 1890. Il più famoso dei suoi poemi è probabilmente The Ballad of East and West. Nell’aprile del 1886 venne iniziato in Massoneria come Apprendista Libero Muratore nella Rispettabile Loggia “Hope and Perseverance” (“Speranza e Perseveranza”) di Lahore, per la quale scrisse la famosa poesia Mother Lodge (“Loggia madre“).

Fu amico dello scrittore H. Rider Haggard e conobbe sir Arthur Conan Doyle.

Nel 1892 Kipling sposò Caroline “Carrie” Starr Balestier: durante la luna di miele, la banca di Kipling fallì e la coppia fu costretta a ritornare nel Vermont, dove viveva la famiglia di lei. Rudyard e la moglie vissero in America per i successivi quattro anni e costruirono una casa a Brattleboro che tuttora esiste in Kipling Road. Fu durante questo periodo che Kipling iniziò a scrivere racconti per bambini e diede alle stampe Il libro della giungla (1894) e Il secondo libro della giungla (1895).

Kipling lasciò il Vermont dopo una lite con il cognato, che lo trascinò in tribunale: lui e la moglie tornarono in Inghilterra, dove nel 1897 pubblicò Capitani coraggiosi e, nel 1899, Stalky & C. Nel 1898 iniziò una serie di viaggi annuali in Africa durante la stagione invernale: lì divenne amico di Cecil Rhodes mentre raccoglieva materiale per le sue Storie proprio così (Just So Stories for Little Children), successivamente pubblicate (1902) come preludio a Kim. Tra le poesie che Kipling compose in quel periodo figurano Gunga Din (1892, da cui nel 1939 il regista George Stevens trasse l’omonimo film interpretato da Cary Grant e Joan Fontaine) e The White Man’s Burden (1899); come saggista, fu coinvolto nel dibattito sulla responsabilità britannica nella formazione della flotta tedesca (i suoi articoli sono raccolti nell’antologia A Fleet in Being).

Il XX secolo vide Kipling all’apice della sua popolarità: ottenne il Premio Nobel per la letteratura a soli 41 anni (il più giovane di sempre) nel 1907 per Il libro della giungla e pubblicò Puck of Pook’s Hill (1906) e Rewards and Fairies (1910).

Il nome di Kipling era così strettamente legato al colonialismo che, con la prima guerra mondiale, la sua popolarità ebbe a soffrire del contraccolpo. Comunque, all’inizio della Prima guerra mondiale, cominciò a svolgere l’incarico di corrispondente di guerra, prima sul fronte occidentale, poi su quello italiano (1917); ed entrò a far parte della Sir Fabian Ware’s Imperial War Graves Commission (successivamente rinominata Commonwealth War Graves Commission). Si arruolò poi come autista di ambulanze militari. Nello stesso periodo suo figlio maggiore John, come lui fervente nazionalista, volontario in guerra e accettato alla leva solo dopo essere stato riformato una prima volta, morì nella battaglia di Loos (1915).

Con la crescente popolarità dell’automobile, Kipling tornò a essere un corrispondente itinerante per l’Europa e scrisse alcuni tra i suoi articoli più belli. Kipling scrisse anche la storia e la sceneggiatura di Without Benefit of Clergy, film muto del 1921 diretto da James Young; in questo film, Kipling apparve nei titoli anche come scenografo. Nel 1922 venne chiamato dall’Università di Toronto per organizzare le cerimonie di laurea, lavoro di cui fu entusiasta. Lo stesso anno divenne rettore della St Andrews University, carica che mantenne fino al 1925.

Kipling morì al suo tavolo di lavoro nel 1936 di emorragia cerebrale, a settant’anni, poco dopo una falsa notizia della sua morte riguardo alla quale aveva commentato: “Ho appena appreso di essere morto dal vostro giornale: non dimenticate di cancellarmi dalla vostra lista di abbonati.” Il suo corpo venne cremato e le ceneri sono custodite presso l’abbazia di Westminster, a Londra.

Raffaele Serafini

raffaele serafini

Al è un furlan dal ’75 e al vîf a Sclaunic di Listize. Di lavôr al fâs l’insegnant di materiis economichis e juridichis intes scuelis superiôrs e al à ancje il titul par insegnâ in lenghe furlane. Al à vût lavorât tal mont de editorie, al à la passion pe leterature curte e di argoment fantastic e al scrîf contis par talian e par furlan, publicadis dispès in racueltis e rivistis leteraris. Al è atîf tal web cul non gelostellato e al è l’Ostîr di Contecurte, la ostarie leterarie virtuâl in lenghe furlane. Tal 2015 al à vût publicât la racuelte Contis di famee (Kappa Vu) e al à vinçût il Premi San Simon cu la racuelte di contis Soreli jevât a mont (Forum). Tal 2017 al à tornât a vinci il Premi San Simon cu la racuelte Contis sot spirt (SFF). Par comunicâ cun lui, si lu cjate cence fastidis ae direzion di pueste gelostellato@gmail.com.

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Piero Purini

PieroPurinixweb(Trieste, 1968) Si è laureato in Storia contemporanea all’Università di Trieste sotto la guida del prof. Jože Pirjevec. Ha poi frequentato corsi di perfezionamento post laurea presso l’Università di Lubiana e quindi ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Klagenfurt sotto la guida del prof. Karl Stuhlpfarrer. Si occupa principalmente di movimenti migratori, di spostamenti di popolazione e di questioni legate all’identità e all’appartenenza nazionale: il fatto di aver studiato in Italia, Slovenia ed Austria gli ha permesso di analizzare la storia di una regione etnicamente complessa come la Venezia Giulia in una prospettiva più internazionale ed europea. Affianca all’attività di storico anche quella di musicista. Dello stesso autore, oltre a numerosi articoli in riviste italiane, slovene, austriache, croate e svedesi, è già stato pubblicato Trieste 1954-1963. Dal Governo Militare Alleato alla Regione Friuli-Venezia Giulia (Trieste, Circolo per gli studi sociali Virgil Šček – Krožek za družbena vprašanja Virgil Šček, 1995). (foto: robert doljak)

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Dante Alighieri – Pierluigi Visintin

Pierluigi Visintin, nato a San Giorgio di Nogaro (UD) nel 1948, è autore di tre libri storici, pubblicati dalla Kappa Vu: I giorni del Cormôr (1991), sullo sciopero a rovescio nella Bassa Friulana del 1950; Che il mondo intero attonito sta (1992), sull’operato del vescovo Nogara, assieme ad Alessandra Kersevan, e Come si vincono le elezioni (1993), sulle elezioni dal 1948, assieme a Faustino Nazzi. Nel 1995 ha pubblicato la biografia di Piero Pezzè, musicista e compositore udinese del Novecento (Ed. Kappa Vu). Nel 2001 ha pubblicato Il Sommo Stregone (Ed. “La Fiaccola”), requisitoria “arcaica” contro la barbarie post-moderna. È autore di traduzioni dal latino in friulano (Apuleio, Orazio, Teofilo Folengo) e dal greco in friulano (Euripide, Esiodo), ha scritto racconti satirici in friulano pubblicati su «La Comugne» (Ed. Kappa Vu 1998-2008). Ha tradotto dal greco in friulano, in esametri barbari, assieme ad Alessandro Carrozzo, l’Odissea di Omero (Ed. Kappa Vu 2006). Ha scritto il libro Romano il Mancino e i Diavoli Rossi, biografia del partigiano (Ed. Kappa Vu 2002), a cui è ispirato lo spettacolo realizzato assieme al compositore Claudio Cojaniz e al poeta Luciano Morandini. Per Davide Pitis ha curato i testi di spettacoli musicali: Babêl/Babele (2001), Che lingua batterà il mio orecchio, chi ascolterà le mie canzoni (2003), I giorni del riscatto (Mittelfest 2004). Nel 2005 ha ridotto e sceneggiato il racconto di Charles Dickens Un canto di Natale, base di uno spettacolo della Filarmonica del Friuli Venezia Giulia, musiche originali di Davide Pitis. Il suo racconto Processo e morte di Socrate detto “il tafano” è stato pubblicato in “Poeti e prosatori del Friuli” (Messaggero Veneto 2004). Nel 2005 ha lavorato al progetto di riscoperta del pittore sangiorgino Alfonsino Filiputti detto Angiolino (1924-1999), un cantastorie col pennello. Nel 2008 ha pubblicato Sciaquoneide, poema epico in ottave di endecasillabi, sugli scardinati anni goliardici alla fine degli anni Sessanta. Ha raccolto il materiale e curato la pubblicazione di Diario di un gappista (Ed. Kappa Vu 2009). Con la Rai di Trieste ha realizzato la serie Avventure friulane di Casanova (1998), cinque radiodrammi da racconti di autori friulani (1999-2000), la serie Esopo friulano (2002-2003), 4 puntate dal titolo Viaggio in Friuli con poeta, assieme a Federico Tavan e Davide Pitis (2003) e 13 puntate su Casanova gourmet (2004) in collaborazione col compositore Davide Pitis Nel 2003, frutto del suo continuo interesse per la vita e la figura di Casanova, ha vinto il premio San Simon di Codroipo (UD), sezione saggistica, con il saggio “Friûl e Furlans te Historie de ma vie di Giacomo Casanova”. Nel 2011 è uscita postuma la sua traduzione integrale in lingua friulana dell’Inferno di Dante Alighieri, curata da Alessandro Carrozzo.

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Dante Alighieri era affascinato dalla molteplicità delle lingue.
Gli piaceva anche giocare con le lingue e i dialetti, tanto che nella Divina Commedia ci sono due scampoli di linguaggi inventati da lui, l’idioma di Pluto (pape satàn pape satàn aleppe) e quello di Nembrotte, il re di Babele che aveva costruito la famosa torre contro la volontà divina e che, appena ha visto arrivare Dante nel suo girone infernale, gli ha rivolto un’invettiva iraconda, minacciosa e incomprensibile: «raphèl maì amecche zabì almi!».

Si può anche capire che Nembrotte fosse di cattivo umore.

Era lì, nell’ultimo cerchio dell’inferno, che stava scontando l’ira inestinguibile dell’Onnipotente, e tutto perché? per quella benedetta torre! E, come se non bastasse, tutti adesso davano la colpa a lui, dicendo che era stato lui a provocare la confusione delle lingue.
Ebbene, noi di Dante Poliglotta vogliamo spezzare una lancia a favore di Nembrotte. Perché la confusione delle lingue – anche ammesso che l’abbia provocata lui – presenta non solo degli svantaggi, ma anche degli enormi vantaggi: è una grande ricchezza culturale.

Ogni lingua ha una sua musicalità, una sua potenzialità artistica, una sua produzione letteraria. E ogni produzione letteraria, piccola o grande che sia, è potenzialmente capace di moltiplicarsi per il numero enorme delle lingue esistenti.

Con la Divina Commedia questa moltiplicazione ha raggiunto dimensioni davvero stupefacenti. Il sito Dante Poliglotta, che dispone di un patrimonio di circa duecento edizioni di traduzioni della Divina Commedia in sessanta lingue e dialetti diversi, ha appunto lo scopo di rendere omaggio all’universalità di Dante facendo conoscere questo ricco patrimonio culturale al pubblico della rete. Per il piacere di chi ama la Divina Commedia, per la gioia di chi adora le lingue e i dialetti, e per la consolazione di re Nembrotte di Babele.

Giuliano Turone – Responsabile di Dante Poliglotta

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Paolo Patui

Udine, 18/05/2014 - Vicino Lontano 2014 - Ex Chiesa di San Francesco - Quando il gioco si fa brutto con  ORMEZZANO GIANPAOLO , PRIVIERO MASSIMO , SIMEONI SARA , PORDENONE BIG BAND Parole, pensieri e musica a proposito del Ògioco pi bello del mondoÓ - Foto Luca d'Agostino/Phocus Agency © 2014

Nato a Udine nel 1957, si è laureato in lettere moderne a Trieste nel 1980 nonostante una tesi di laurea non ben vista dalla sua docente di Storia del Teatro: Luigi Candoni: un sipario ancora aperto, poi pubblicata. Si è poi appassionato alla storia degli spazi teatrali regionali, collaborando alla pubblicazione del volume Alla ricerca dei teatri perduti: appunti per una storia delle sale teatrali nel Friuli – Venezia Giulia, pubblicata dal Centro Servizi e Spettacoli di Udine nel 1989 e pubblicando poi L’Anfi – Teatro morenico: cento anni di teatro e teatri sulle colline friulane, in cui lo studio sulla storia delle grandi strutture sceniche regionali si piegava all’interesse per i piccoli spazi teatrali della periferia udinese. Dallo stesso anno inizia una divertita e divertente serie di collaborazioni con la sede regionale della RAI. Dal 1991 è critico teatrale per la redazione udinese del Gazzettino. Si è dilettato di regia e di drammaturgia curando “Versi di sfida. Contrasti linguistici in musica e poesia nel Friuli del Cinquecento e del Seicento”; “Dal Friuli secondo Pasolini. Citazioni poetiche, epistolari e letterarie in forma di spettacolo nel Friuli del Secondo Dopoguerra”; “A Mestre si cambia” (di cui è anche autore del testo, pubblicato nella collana “x il teatro” del CSS nel 1997), tutti spettacoli prodotti dal Centro Servizi e Spettacoli di Udine e “Ring”, esperimenti sulla poesia di Eusebio Stella; produzione Teatrino del Rifo e Colonos. È autore, assieme a Elio Bartolini, della versione in friulano della serie televisiva dedicata a Lupo Alberto, prodotta dalla sede regionale della RAI. Ha scritto il breve saggio Storia di una città e dei teatri che le insegnarono a volare, pubblicato sul numero speciale della Filologica Friulana dedicato a Cividale e pubblicato nel 1999. Ha firmato la drammaturgia di “Lì di Sandra a li’ nouf di sera”, di Alberto Luchini, testo vincitore del Premio dell’Associazione Teatrale Friulana e realizzato dal Teatrino del Rifo con Giorgio Monte e Gianni Gregoricchio. Ha creato la rassegna di rEsistenza Letteraria “LeggerMente, ha scritto per il teatro friulano “Bigatis” (assieme a Elio Bartolini), “La lungje cene di Nadal, “Pieri da Brazzaville, “La solitudine del tennista e l’adattamento in friulano di “Maratona di New York. Per il teatro nazionale ha firmato i cinque testi della serie “Storie Interrotte: il sud che ha fatto l’Italia, rappresentati in tutta Italia e a New York. Sue le tre serie radiofoniche dell’”Alfabeto Friulano delle rimozioni” e i romanzi Le ultime volte e Volevamo essere i Tupamaros, (premio nazionale Piccola editoria di qualità) che Gianni Mura definisce su Repubblica: “Cinque racconti di calcio di ragazzi friulani che sarebbero piaciuti a Pasolini”.

Con Elio Bartolini firma la traduzione della versione televisiva di Lupo Alberto (Berto Lôf) e della Pimpa; Berto Lôf è stata la prima trasmissione televisiva in friulano della RAI regionale; con Bartolini è autore di “Bigatis: storie di donne friulane in filanda”, spettacolo teatrale prodotto dal Centro Servizi e Spettacoli di Udine (2000), che vanta più di 10.000 spettatori (Premio Moret d’Aur e premio Adelaide Ristori per la miglior interpretazione femminile del 2000). Bigatis è stato anche il primo spettacolo teatrale in friulano inserito nel programma del Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

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Nerina Fontanot – Anna Digianantonio – Marco Puppini

 

Nerina Fontanot

Nasce a Trieste il 28 febbraio 1919. È figlia di Gisella Teja e Giuseppe Fontanot, antifascisti perseguitati dal regime e per questo costretti ad una lunga emigrazione. La famiglia Fontanot, molto numerosa e unita, è parte integrande della storia dell’antifascismo al Confine Orientale e più in generale di quello europeo. Un ramo dei Fontanot rimane a Ronchi dove i fratelli Vinicio, Licio e Armido combatteranno contro gli occupatori nazisti ed i fascisti in montagna e nelle formazioni di pianura, nei GAP e nell’Intendenza Montes. Nel 1924 la famiglia di Nerina invece si trasferisce in Francia e, dopo molte peripezie, costruisce una casa a Nanterre, che diventa un luogo di rifugio per molti esponenti comunisti di primo piano e di organizzazione della lotta contro i tedeschi. Nerina è sorella di Nerone e Jacques Fontanot e cugina di Spartaco e Sparta. Tra il 1943 e il 1944 entrambi i fratelli e il cugino Spartaco perderanno la vita nella Resistenza francese, combattendo a fianco di partigiani immigrati. Alla fine del conflitto Nerina torna in Italia e si stabilisce con il marito e i figli a Milano, ma numerose saranno le visite a Ronchi e a Monfalcone per ricostruire le vicende della famiglia durante il fascismo e la Resistenza.

 

Anna Di Gianantonio

È insegnante e studiosa goriziana. Ha utilizzato per le sue ricerche le fonti orali e si è occupata prevalentemente di storia delle donne durante il fascismo e nella Resistenza e storia degli operai e delle operaie nel territorio isontino. È da molti anni membro del direttivo dell’Istituto regionale per la storia del movimento di Liberazione nel FVG. Autrice di diversi saggi e monografie, ha scritto recentemente con Gianni Peteani Ondina Peteani. La lotta partigiana, la deportazione ad Auschwitz, l’impegno sociale: una vita per la libertà, ed. Mursia, Milano 2011.

 

Marco Puppini

Da molti anni attivo con la rete degli Istituti di Storia del Movimento di Liberazione, è redattore della rivista “Spagna contemporanea”, vicepresidente dell’Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna. Ha pubblicato numerosi lavori sul tema dell’emigrazione antifascista in Europa dal Friuli Venezia Giulia e sulla guerra di Spagna, tra cui ricordiamo (con Claudio Venza) Tres frentes de lucha. Società e cultura nella guerra civile spagnola 1936-1939, Kappa Vu 2009, (con Augusto Cantaluppi) “Non avendo mai preso un fucile tra le mani”. Antifasciste italiane alla guerra civile spagnola 1936-1939, edizioni Aicvas Milano 2014, (con Anna Di Gianantonio e Nerina Fontanot) Contro il fascismo oltre ogni frontiera. I Fontanot nella guerra antifascista europea 1919-1945, Kappa Vu 2016, Garibaldini in Spagna. Storia della XII Brigata Internazionale nella Guerra di Spagna, Kappa Vu 2019.

 
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Michela Bonan

michela bonan

Michela Bonan è nata nel 1969 a Udine dove risiede, oggi, nel quartiere di Sant’Osvaldo. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze delle tecnologie alimentari, oggi lavora presso l’Università degli studi di Udine, dove si occupa di servizi agli studenti. Nel tempo libero coltiva vari interessi tra cui la promozione del territorio e la divulgazione delle sue tradizioni e tipicità. Per la trasmissione “Lo Scrigno” di Telefriuli, dal 2012 al 2013 ha condotto la rubrica “Lis nestris aghis”. Incuriosita dai tratti peculiari del quartiere di S. Osvaldo, ha approfondito la sua complessa storia e ha organizzato la mostra “Le “operose” rogge di Sant’Osvaldo. L’antica storia dal 1200 degli opifici e dei mulini nel borgo”, che è stata allestita in vari contesti ed eventi e che, arricchita di informazioni ed immagini, costituisce la base del libro Le operose rogge di Udine, la lunga storia degli opifici e dei mulini nel borgo di Sant’Osvaldo (Kappa Vu, 2019).

 

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Maurizio Platania

È nato a Catania nel 1958. Vive dalle parti di Monfalcone dal 1963, si è laureato in Lettere a Trieste, insegna alle superiori. Ha esordito con una raccolta di poesie, Il nuovo mondo (1987, Forum/Quinta generazione, Forlì), e due commedie: Decadenza, morte e resurrezione dei liberi statuti sanmarinesi e L’autore illustre (1990, “Sipario”). Con la collaborazione di Radio Fragola di Trieste ha realizzato nel 2001 il radiodramma Il diluvio universale. Ha collaborato a diverso titolo con compagnie teatrali locali. Collabora saltuariamente con riviste. Si dedica alla pittura e alla fotografia da alcuni anni. Prima de Il ponte (2011, Kappa Vu, Udine) ha pubblicato altri due romanzi, Cronache di un altro ieri (2000, Lint, Trieste) e Ad alta velocità (2007, Kappa Vu, Udine). Gli interessano le storie e ha scoperto che ci sono diversi modi di raccontarle. Passeggia parecchio per le strade di Monfalcone dov’è possibile incontrarlo quasi ogni giorno.

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Martina Delpiccolo

martina delpiccolo

Originaria di Cervignano del Friuli. Laureata in Lettere presso l’università di Trieste con una tesi in Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea, dal titolo Una voce carpita e sommersa: Bruna Sibille-Sizia (relatrice Cristina Benussi, correlatrice Tiziana Piras). Sulla scrittrice tarcentina ha pubblicato il saggio Bruna Sibille-Sizia, la “scrittrice ispiratrice” di Carlo Sgorlon e Claudio Magris nella rivista di critica e storia letteraria «Otto/Novecento», Milano, anno XLII, n. 1/2, gennaio/agosto 2018. Collabora con la rivista «Gorizia News & Views».

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Marisa Scuntaro

E je une mestre de scuelute che si interesse a la lenghe e a la culture furlane. Daspò vê frecuentât cors di inzornament e di formazion pal so insegnament, inmaneâts de Universitât dai Studis di Udin, dal Cirf e da la Societât Filologjiche Furlane, e propon percors didatics in furlan intes scuelis. Dulinvie i agns, interessade a la promozion de marilenghe e des tradizions furlanis, e va cirint sù racueltis scritis, ma soredut cjapant sù testemoneancis orâls, olmis di memorie cjantadis e contadis che interprete cu la volontât di prudelâlis tant sot l’aspiet musicâl che linguistic.

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Maria Aldrigo

Nata a Monfalcone, laureata in Scienze storiche e filosofiche, Maria Aldrigo ha insegnato fino a pochi anni fa. Dedita alla scrittura già da giovanissima, ha ripreso questa attività da qualche anno con la collaborazione al mensile “Tam Tam delle passioni” di Udine con degli articoli dall’Isontino. Nel 2018 ha vinto il premio Giordano Vittori “Jambo”, indetto dal comune di Sagrado, con il racconto “Notte in trincea” che compare anche nella raccolta, suo primo libro, Canili, storie di umani e animali – Racconti monfalconesi (Kappa Vu 2019).

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Marco Puppini

Da molti anni attivo con la rete degli Istituti di Storia del Movimento di Liberazione, è redattore della rivista “Spagna contemporanea”, vicepresidente dell’Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna. Ha pubblicato numerosi lavori sul tema dell’emigrazione antifascista in Europa dal Friuli Venezia Giulia e sulla guerra di Spagna, tra cui ricordiamo (con Claudio Venza) Tres frentes de lucha. Società e cultura nella guerra civile spagnola 1936-1939, Kappa Vu 2009, (con Augusto Cantaluppi) “Non avendo mai preso un fucile tra le mani”. Antifasciste italiane alla guerra civile spagnola 1936-1939, edizioni Aicvas Milano 2014, (con Anna Di Gianantonio e Nerina Fontanot) Contro il fascismo oltre ogni frontiera. I Fontanot nella guerra antifascista europea 1919-1945, Kappa Vu 2016, Garibaldini in Spagna. Storia della XII Brigata Internazionale nella Guerra di Spagna, Kappa Vu 2019.

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Marc Tibaldi

Marc Tibaldi tra il 1988 e il 1995 è stato redattore della rivista Usmis (cinque numeri, centinaia di iniziative, rassegne, convegni, nata all’interno dell’esperienza del centro sociale occupato autogestito di Udine e del movimento libertario e ribelle, che diede vita a un fermento politico e creativo di significativa importanza), ha dato continuità a quell’esperienza partecipando alla creazione di t/Terra e libertà/Critical wine (di cui ha curato il libro per le edizioni DeriveApprodi) – progetto articolato in decine di centri sociali, del csoa la Chimica di Verona e di altre iniziative di movimento.

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Luigina Battistuta – Mor Sow

 

Luigina Battistuta

Ha collaborato come traduttrice con diverse case editrici per bambini. Ha scritto tre raccolte di racconti brevi: Fiabe e Leggende della Livenza, Fiabe e Leggende triestine e giuliane, Fiabe e Leggende del Cadore, e il romanzo Caterina, la contrabbandiera friulana (Ed. Santi Quaranta).

 

Mor Sow

Ora cittadino italiano, lavora in Friuli dal 1987. Attivo nel sindacato e nell’associazionismo, collabora a iniziative di integrazione degli stranieri e promuove la conoscenza delle cultura senegalese.

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Luigi Raimondi

Nato a Fiume nel 1922, Luigi Raimondi è stato insegnante di Lettere. Ha combattuto nella Guerra di Liberazione con il C.I.L. È Presidente Onorario dell’A.N.P.I. provinciale di Udine e socio dell’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione. Ha pubblicato saggi storici su varie riviste e venti plaquettes di poesie, per le edizioni Paola Tavoschi. Di recente ha pubblicato Poesie di lotta e di speranza, edito dall’Istituto Provinciale per la Storia del Movimento di Liberazione di Pordenone.

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Luigi Grimaldi

Nato a Udine nel 1958. Dal 1990 collabora con la redazione udinese del Gazzettino; ha pubblicato articoli e inchieste sul caso Gladio, sul traffico d’armi e sulla penetrazione mafiosa in Friuli-Venezia Giulia. Nell’autunno del 1992 ha curato con la federazione friulana del PDS la pubblicazione del libro bianco No alla mafia, fermiamo il traffico d’armi in Friuli-Venezia Giulia acquisito agli atti della commissione parlamentare antimafia.

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Luca Giacomini

Nato a Udine nel 1966, si è laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Trieste con una tesi sul riciclaggio del denaro sporco e sulla legislazione anti riciclaggio nei mercati finanziari italiano e internazionale. Successivamente ha fatto parte per due anni, in veste di coordinatore, del Gruppo di ricerca sulla criminalità transnazionale “Transcrime” dell’Università di Trento, approfondendo le tematiche delle attività criminali e delle tecniche di riciclaggio internazionale, nonché delle iniziative nazionali ed internazionali volte a prevenire ed a reprimere i due fenomeni.

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Lisa Del Gobbo

Insegnante di Italiano alle superiori con trascorsi da libraia e barista. Oltre al marito Michele, al figlio Giovanni, alla lettura e alla scrittura, ama la musica (è circondata da musicisti, lei ci prova), il cinema (in particolare horror), la sua bizzarra famiglia, gli amici e le sue due gatte. Le è sempre piaciuto scrivere, sin da bambina, mettendo in racconti e poesie un po’ del mondo che la circonda e un po’ di quello che è solo nella sua testa. Nel romanzo L’occhio del grifone confluiscono i temi a lei cari: il mistero, il Doppio, la presenza di una realtà altra, la convivenza del Bene e del Male in ognuno di noi, il potere salvifico dell’amicizia e della musica. Il tutto in terra friulana, contaminata dal passaggio visionario di David Lynch.

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Letizia Puicher

Nasce nel 1950. Vive quasi tutta la vita a Udine, per poi ritirarsi in un piccolo paese della provincia. Nonostante gli studi filosofici, la sua attività è da sempre dedicata unicamente all’arte e alla scultura, ottenendo anche un discreto successo. L’arte, considerata come mezzo di comunicazione, è per lei, da sempre, accompagnata dalla scrittura che, spesso, la precede. Politicamente sempre attenta e partecipe, considera la storia parte integrante della sua espressività che ora, abbandonata forzatamente la scultura, rivolge unicamente alla poesia ed alla narrativa in genere.

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Leonardo Zanier

Leonardo Zanier (1935-2017) era originario della Carnia, di Maranzanas di Comeglians. È stato emigrante, sindacalista, dirigente di ECAP-CGIL (ente di formazione e ricerca del sindacato) e per l’Unione Europea promotore di progetti di sviluppo locale e contro le marginalità. In Carnia è stato uno dei fondatori della Cooperativa Albergo Diffuso. La sua produzione poetica e letteraria in friulano e in italiano dai primi anni Sessanta è vastissima. Ricordiamo le raccolte: Libers… di scugnî lâ / Liberi… di dover partire (1962), Risposte ai ragazzi di Fagagna (1973), Che Diaz… us al meriti / Che Diaz… vi renda merito (1976), Sboradura e sanc (1981), Il câli / Il caglio (1989), Usmas / Tracce (1991), Licôf / Festa (1993), Marcinelle/Vajont/Cernobyl (1996), Suspice caelum / Letture dell’universo (1999), Lôcs / Luoghi (2008), Il dolore e la grazia (2015), tutte pubblicate più volte in diverse edizioni e tradotte in tante lingue (tedesco, inglese, sloveno, croato, francese, svedese, arabo…). Ha scritto anche per il teatro e racconti, come Linea diritta: storiella carnica per addormentarsi e la raccolta Carnia/Kosakenland/Kazackaia Zemlja (1995). Fin dagli anni Settanta le sue poesie sono state musicate da molti gruppi musicali e da artisti, non solo friulani. Gli piaceva leggere le sue poesie, come nella registrazione fatta presso l’AVF di Nimis nel 1980 e contenuta all’interno di Poesiis letis dal Autôr.

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Irene Bolzon

Nata a Palmanova nel 1986, si è laureata in Storia e civiltà europee presso l’Università degli Studi di Udine. Ha collaborato per le sue ricerche sulla repressione antipartigiana in Friuli con l’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione. Ha poi conseguito il Dottorato di ricerca in Storia, cultura e strutture delle aree di frontiera, presso l’Università degli Studi di Udine in data 30.05.2014 con il massimo della valutazione discutendo la tesi intitolata “Fedeli alla linea. Il CLN dell’Istria, il governo italiano e la Zona B del TLT tra assistenza, informative e propaganda 1946-1966. Tutor prof. Paolo Ferrari.

Dal 2013 è socia e membro del comitato scientifico dell’Istituto Regionale per la storia del Movimento di Liberazione di Trieste; dal 2014 componente del comitato di redazione della rivista scientifica “Qualestoria” e ricercatrice presso l’IRSML di Trieste nell’ambito del progetto per la realizzazione dell’Atlante delle stragi nazifasciste in Italia promosso da INSMLI e ANPI nazionale. Nel 2015 ha ultimato il progetto di riordino e studio del fondo “Augusto Luxardo” presso le collezioni del Museo del Risorgimento di Udine, condotto in collaborazione con il prof. Paolo Ferrari dell’Università di Udine e il dott. Massimo De Sabbata.

 

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Guido Carrara (Quisco)

Nasce a Rivarotta di Teor (UD) il 27 febbraio del 1963, e vive in Argentina dal 1998. Ha suonato piano bar dal ’88 al ’91 con il duo Vochacha. Ha suonato nel progetto di musica tradizionale Fûrclap dal ’91 al ’93. Ha scritto, cantato e suonato canzoni con banda Mitili FLK nei dischi “Ratatuje” (1991) e “Colôrs” (1994). Con la sua Bande Tzingare ha scritto e pubblicato due lavori musicali: “Necal” (2001) e “Heretica” (2009). Negli anni Novanta ha partecipato al movimento di USMIS “Rivista per una nuova cultura friulana e planetaria”. Fa parte del collettivo poetico TRASTOLONS con il quale ha pubblicato nel 1998 la raccolta Tons Trastolons, e nel 2001 il libro/cd Tananai. Ha fatto il cuoco, l’ostiere e l’organizzatore di eventi nell’osteria a “L’aghe clope” di San Giorgio di Nogaro (UD) e nell’agriturismo “Macadam” a Colonia Caroya (Cordoba – Argentina). Dopo aver svolto una serie di attività per giovani di discendenza friulana in America Latina, è stato impegnato dal 2002 al 2007 nel quartiere di A. Ferrari, nella periferia di Buenos Aires, col progetto di cooperazione “Snait” rivolto ai bambini poveri ed indigenti di quel quartiere. È stato impegnato come insegnante in diversi progetti pedagogici in lingua friulana per le scuole elementari e medie friulane con attività di animatore, musicista, scrittore e disegnatore. Nel 2002 viene pubblicata la prima delle tre parti del fumetto La Fortuna (edizioni Ente Friuli nel Mondo), e nel 2005 la seconda (edizioni Cormor Salvadi/Kappa Vu/il Cantîr). La terza si fa attendere. Nel 2010 vince il primo premio del Premi Friûl sezione fumetti con il racconto Tubet e Pivet e la Crudel Zobia Grassa basato sui fatti storici della rivolta contadina in Friuli del 1511.

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Giovanni Pietro Nimis

Architetto, autore di importanti saggi sulla ricostruzione in Friuli e in altre regioni terremotate, Giovanni Pietro Nimis è anche esperto e raffinato autore di romanzi. In ambito narrativo le sue opere sono: per La Nuova Base Editrice (Udine): Il disegno nella parete [1994], Il giorno delle mongolfiere [1997], Il monte di Saturno [1999], Comunicato clandestino [2000], Racconto friulano [2008]; per Mobydick (Faenza): Il conservatore di paesaggi [2004], Il tallero di Günzburg [2006]; e per Kappa Vu (Udine): Premiata Impresa Paradiso [2012], Servitore di compagnia [2016], A nordest di nordest [2019].

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Gianni Spizzo

gianni spizzo

Vive e lavora tra Monfalcone e Trieste e ha collaborato a riviste locali e nazionali, tra le quali La cosa vista, Ricerche di Psicologia, Rivista di Psicologia, Il Territorio, con articoli e saggi che vanno dalle arti visive alla psicologia della percezione, dalla storia sociale alla critica letteraria. È stato inoltre membro del gruppo redazionale dei Quaderni della Luna, rivista letteraria della Campanotto Editrice, cui ha partecipato con svariati contributi narrativi. Per l’editrice Cultura Viva di Trieste ha curato la raccolta Provincia pagana – storie dall’estremo Nord-Est, un’antologia di fine millennio, per i tipi della Kappa Vu Editore ha pubblicato la raccolta di racconti Passioni della cattività (2009) e i romanzi Tsunami (2012) e Attacco di panico (2013).

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Giacomo Scotti

Oriundo napoletano (Saviano, 1 dicembre 1928), dal 1987 pendolare fra la sua città natale e dal 1995 tra Fiume e Trieste, è vissuto per oltre mezzo secolo nell’ex Jugoslavia, operando come giornalista, storico, traduttore, narratore e poeta. Penultimo figlio di una numerosa famiglia di contadini, Giacomo Scotti vide i suoi cari decimati nella seconda guerra mondiale: un fratello sottoufficiale di Marina caduto nella battaglia navale di Capo Matapan, il padre morto di crepacuore, un secondo fratello finito prigioniero degli Alleati per lunghi anni, un terzo fratello deportato dai tedeschi e mai tornato a casa. Queste perdite hanno segnato poi le sue scelte di vita.
Ha scritto e pubblicato in Italia, Serbia, Bosnia, Macedonia e Croazia oltre centocinquanta opere in volume, in più lingue: raccolte di poesie, libri di favole (per Kappa Vu Favole e storie da recitare, 2005), romanzi e raccolte di racconti, ma anche opere storiografiche o tra storia e narrativa. Alle vicende della Resistenza, e in particolare al contributo dato dai partigiani italiani alla Resistenza nell’ex Jugoslavia, ha dedicato una ventina di volumi, fra i quali, per Kappa Vu, Tre storie partigiane (2006). Si è occupato anche della drammatica vicenda dei comunisti “cominformisti” italiani in Jugoslavia con il libro Goli Otok. Ritorno all’isola Calva (1991). Dagli anni Novanta del secolo scorso si è dedicato anche a contrastare documentalmente la rinnovata propaganda neo-irredentista su esodo e foibe con Dossier foibe (2005) e, più recentemente, I massacri di luglio. La storia censurata dei crimini fascisti in Jugoslavia (2017). A fine 2019 è uscito il suo ultimo lavoro Storie di partigiani senza confini. Briciole di un’epopea (Kappa Vu).

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Gerlando Gatto

Nasce a Catania il 23 settembre 1946, e in questa stessa città si laurea in Giurisprudenza nel 1968. Comincia ad occuparsi di jazz sin da giovanissimo, tanto che già nei primi anni Sessanta scrive di musica su “Il Corriere di Sicilia”. Trasferitosi a Roma, diventa giornalista professionista nel 1974. Scrive di jazz sul settimanale “Il Giornale di Roma” e su altri quotidiani. Nel 1973 comincia la collaborazione con la RAI, ideando e conducendo molti programmi radiofonici per “RadioUno”, “RadioTre” e “Rai International”. Dai primi anni Ottanta collabora con riviste specializzate quali “Blu Jazz”, “Jazz” e “Jazz, Blues & Around”. Come collaboratore di queste testate, unico giornalista italiano, viene invitato spesso al “Festival du jazz de la Martinique” e al “Carrefour mondial de la guitare” sempre alla Martinica. Nel 1981-82 è uno degli estensori della “Enciclopedia del Jazz” edita da Curcio. Sempre nel 1982 si trasferisce per un anno in Norvegia dove realizza tredici puntate dedicate al jazz scandinavo per RadioUno. A partire dal 2007 collabora con la Casa del Jazz di Roma dove ha ideato e condotto otto cicli di guide all’ascolto. Dal 2007 al 2009 ha ideato e condotto programmi per il circuito Sky. Dal giugno 2007 idea e dirige un blog-newsletter dedicato al mondo del jazz, considerato dagli operatori una delle voci più autorevoli del web, intitolato appunto “A proposito di Jazz”. Nel 2017 ha pubblicato Gente di Jazz. Interviste e personaggi dentro un festival jazz (ed. Kappa Vu – Euritmica), cui è seguito l’anno successivo L’altra metà del jazz. Voci di donne nella musica jazz, edito sempre in collaborazione con l’associazione culturale Euritmica.

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Fulvio Reddkaa Romanin

Al è nassût a Rome tal Març dal 1971 di une famee cjargnele. Al à scrit Niari. Two pulp tales (Kappa Vu) e L’iva funesta (Redd Army/Rolling Stone). Dal 2012 al scrîf di comunicazion web su “Il Friuli”. Al fâs il web designer, e al à tignût cors par IED Vignesie, Universitât di Udin, Festival of Festivals, Provincie di Udin e Regjon Friûl – Vignesie Julie. Al è il fondadôr de etichete indipendente ReddArmy e al sune la ghitare tai Madrac.

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Francesco Indrigo

È nato nel 1956 a Cesarolo (San Michele al Tagliamento – VE) nel Friuli storico. Attualmente risiede a Santa Sabina (San Vito al Tagliamento – PN). Ha pubblicato in riviste, antologie, albi e fogli sparsi. Nel 2001 la silloge Matetâs (Nuova Dimensione), nel 2005 Foraman (Campanotto editore), nel 2008 Foucs (New Print edizioni), nel 2009 Revòcs di tiara (Kappa Vu edizioni). È vincitore di premi di poesia nazionali ed internazionali. È stato operatore culturale e coordinatore del gruppo di poesia/laboratorio “Mistral”. Fa parte del gruppo Majakovskij.

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Francesco Boer

È nato a Gorizia nel 1980, ed è sempre vissuto nella provincia del nord-est, alla periferia dell’Impero, lontano dal centro e vicino al confine. Da anni ricerca nei simboli la trama che collega i diversi aspetti della realtà umana: il sacro e la quotidianità, i miti e la storia, l’arte e la natura, la realtà e la fantasia. Nei suoi libri, sia in forma saggistica che narrativa, esplora la trama dei simboli su cui si tesse l’ordito delle vicende umane.

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Felice Tollon – Irene Bolzon

 

Felice Tollon

Nato a Piancada nel 1934, Felice è figlio di una famiglia di braccianti. Dopo un’infanzia segnata dalla povertà e dalla guerra, nei primi anni Cinquanta partecipa come attivista alle lotte sindacali che scuotono le campagne friulane, divenendo un protagonista delle “Lotte del Cormor”. Militante della FGCI e iscritto al PCI, continua la sua attività politica fino al 1955, anno nel quale è costretto ad emigrare in Francia per trovare un lavoro. Qui si sposa con Yvette e ha due figlie, lavorando nel settore edile e riuscendo ad aprire una piccola ditta in proprio. Nel 1976 rientra a Piancada, dove tutt’ora risiede con parte della sua famiglia.

 

Irene Bolzon

Nata a Palmanova nel 1986, si è laureata in Storia e civiltà europee presso l’Università degli Studi di Udine. Ha collaborato per le sue ricerche sulla repressione antipartigiana in Friuli con l’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione. Ha poi conseguito il Dottorato di ricerca in Storia, cultura e strutture delle aree di frontiera, presso l’Università degli Studi di Udine in data 30.05.2014 con il massimo della valutazione discutendo la tesi intitolata “Fedeli alla linea. Il CLN dell’Istria, il governo italiano e la Zona B del TLT tra assistenza, informative e propaganda 1946-1966. Tutor prof. Paolo Ferrari.

Dal 2013 è socia e membro del comitato scientifico dell’Istituto Regionale per la storia del Movimento di Liberazione di Trieste; dal 2014 componente del comitato di redazione della rivista scientifica “Qualestoria” e ricercatrice presso l’IRSML di Trieste nell’ambito del progetto per la realizzazione dell’Atlante delle stragi nazifasciste in Italia promosso da INSMLI e ANPI nazionale. Nel 2015 ha ultimato il progetto di riordino e studio del fondo “Augusto Luxardo” presso le collezioni del Museo del Risorgimento di Udine, condotto in collaborazione con il prof. Paolo Ferrari dell’Università di Udine e il dott. Massimo De Sabbata.

 

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Fabrizio Barachino

Nasce a Spilimbergo il 27 novembre 1980. Alle superiori inizia a scrivere in maniera discontinua; il suo fascino per le parole confluisce per un periodo nella musica hip hop, dove produce un disco solista. Ma le parole richiedono più spazio che quello tra le strette griglie di una canzone, e sente la necessità di raccontare storie a più ampio respiro. Inizia a pubblicare racconti a puntate su un blog personale, e poi in seguito su altri portali e in download gratuito su iTunes. Dal 2009 entra a far parte dell’associazione culturale ReddArmy. E nessun innocente è il suo primo romanzo breve.

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Dante Alighieri – Aurelio Venuti

 

Aurelio Venuti al è nassût a Reane dal Roiâl tal 1945; si è laureât in Letaris e al à insegnât par cuarante agns tes scuelis dal Friûl. Fin di student al à elaborât un sisteme dut personâl di lei i classics, che si fonde su la traduzion dai tescj a chês altris lenghis imparadis, tignint cont de metriche e dal stîl dai autôrs. Al à let in chest mût i lirics grêcs, i poemis omerics, i poetis latins, voltantju in viers latins, talians o furlans. Plui indenant al à frontât oparis des leteraturis in lenghe d’oil, in lenghe d’oc, in franc-talian, e de leterature taliane des origjins. La Divine Comedie di Dante e je la prime opare che al à publicât in lenghe furlane.

 

 

Dante Alighieri era affascinato dalla molteplicità delle lingue.
Gli piaceva anche giocare con le lingue e i dialetti, tanto che nella Divina Commedia ci sono due scampoli di linguaggi inventati da lui, l’idioma di Pluto (pape satàn pape satàn aleppe) e quello di Nembrotte, il re di Babele che aveva costruito la famosa torre contro la volontà divina e che, appena ha visto arrivare Dante nel suo girone infernale, gli ha rivolto un’invettiva iraconda, minacciosa e incomprensibile: «raphèl maì amecche zabì almi!».

Si può anche capire che Nembrotte fosse di cattivo umore.

Era lì, nell’ultimo cerchio dell’inferno, che stava scontando l’ira inestinguibile dell’Onnipotente, e tutto perché? per quella benedetta torre! E, come se non bastasse, tutti adesso davano la colpa a lui, dicendo che era stato lui a provocare la confusione delle lingue.
Ebbene, noi di Dante Poliglotta vogliamo spezzare una lancia a favore di Nembrotte. Perché la confusione delle lingue – anche ammesso che l’abbia provocata lui – presenta non solo degli svantaggi, ma anche degli enormi vantaggi: è una grande ricchezza culturale.

Ogni lingua ha una sua musicalità, una sua potenzialità artistica, una sua produzione letteraria. E ogni produzione letteraria, piccola o grande che sia, è potenzialmente capace di moltiplicarsi per il numero enorme delle lingue esistenti.

Con la Divina Commedia questa moltiplicazione ha raggiunto dimensioni davvero stupefacenti. Il sito Dante Poliglotta, che dispone di un patrimonio di circa duecento edizioni di traduzioni della Divina Commedia in sessanta lingue e dialetti diversi, ha appunto lo scopo di rendere omaggio all’universalità di Dante facendo conoscere questo ricco patrimonio culturale al pubblico della rete. Per il piacere di chi ama la Divina Commedia, per la gioia di chi adora le lingue e i dialetti, e per la consolazione di re Nembrotte di Babele.

Giuliano Turone – Responsabile di Dante Poliglotta

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Daniela Galeazzi – Giuseppina Minchella

 

Daniela Galeazzi

Nata e residente a Palmanova, è attiva nel mondo dell’associazionismo culturale e presiede da anni alcuni sodalizi. Ha ideato vari progetti culturali volti alla valorizzazione della città-fortezza di Palmanova e del territorio. Tra le sue pubblicazioni, Il Santo Monte di Pietà di Palma. Nascita e attività iniziale di una pia istituzione (Palmanova 2008) e due romanzi storici, scritti in collaborazione con altro autore: Marietta olim Galla (Padova 2001), La camera del miglio (Padova 2012).

Giuseppina Minchella

Nata e residente a Palmanova, da tempo promuove la conoscenza della storia politica e sociale della città-fortezza. Si occupa dell’attività del Sant’Ufficio nella Repubblica di Venezia, con particolare interesse alle conversioni, ai passaggi di fede e alla coesistenza di cristiani e musulmani. Tra le sue pubblicazioni, «Porre un soldato alla Inquisitione». I processi del Sant’Ufficio nella fortezza di Palmanova 1595-1669 (Trieste 2009) e Frontiere aperte. Musulmani, ebrei e cristiani nella Repubblica di Venezia (Roma 2014). Ancora passa il suo tempo tra le carte dell’Inquisizione per restituire voce a streghe, eretici, emarginati, ribelli.

 

Partendo da strade diverse, Daniela Galeazzi e Giuseppina Minchella hanno scoperto il piacere di scrivere assieme, grazie all’affinità letteraria e all’amicizia che le accomuna. Dal loro sodalizio sono nati i romanzi storici L’abiura (Kappa Vu 2015), viaggio di un soldato olandese attraverso l’Europa del Seicento, e Le vite di prima (Kappa Vu 2020).

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Cristina Noacco

È nata a Udine nel 1971. Dal 1996 vive a Tolosa, in Francia, e insegna Letteratura medievale all’Università di Toulouse 2 Jean-Jaurès. Si occupa di letteratura cortese (ha tradotto il romanzo Erec e Enide di Chrétien de Troyes, Luni, 1999, Premio di traduzione Leone Traverso Opera Prima e la novella cortese Piramo e Tisbe, Carocci, 2005) e pubblica volumi personali e collettivi in ambito artistico-umanistico (sui temi della metamorfosi e del castello, sulla ricezione della mitologia). Profondamente legata al paese natale, trae ispirazione dal paesaggio naturale e umano del Friuli per componimenti, fotografie e disegni.
Per la casa editrice Kappa Vu ha pubblicato la raccolta di poesie “Morâr d’amôr. Albero d’amore” (2015) seguita da una versione illustrata, “Sfueis d’amôr / Fogli d’amore” (2016), e la versione in francese “Feuilles d’amour / Sfueis d’amôr” (2016); un libro di testi e immagini ispirato alle tradizioni giapponesi del raku e dell’haiku, “Corrispondenze. Frammenti di saggezza raku” (2017), oltre a “Faliscjis / Faville. Storiis di fûc e di fum / Storie di fuoco e di fumo” (2019). Ha inoltre pubblicato una riflessione sul silenzio (“La forza del silenzio”, Ediciclo, 2017), un volume di ricordi sulla montagna (“Lo zaino blu. Dalle cime dei monti alla montagna interiore”, Orme, 2018) e un carnet di viaggio sul Marocco (“Il gusto del tè alla menta”, Duck edizioni, 2018).

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Carmelo Contin

È nato a Farra d’Isonzo (Gorizia) nel 1939. Ha alternato, da giovanissimo, l’impegno sociale per migliorare le condizioni di vita delle famiglie dei mezzadri, nella Bassa Friulana, con quello civile e politico, nelle istituzioni pubbliche. Il valore del lavoro, della autonomia, della solidarietà lo hanno accompagnato a scoprire il mosaico di storia della terra friulana e delle sue genti, entrando in contatto con lo straordinario mondo dell’arte e della cultura contemporanea della regione. L’incontro con i Maestri Altieri, Anzil, Bartolini, Ciussi, Cojaniz, Magris, Maniacco, Mocchiutti, Spacal, Zigaina ha segnato in profondità il suo faticoso percorso, per portarlo, infine, all’approdo alla parlata materna, con questa inedita prova. Sposato con Sara, dal 1963. Abita a Terzo di Aquileia.

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Carla Di Bert

Vive e lavora in Friuli. Insegnante e progettista sociale nel settore anziani, ha organizzato alcuni convegni e due spettacoli teatrali narranti sul tema dell’immigrazione e del disagio mentale. Suo è il contributo “Ritornare o restare” in Identità in frammenti (a cura di Giorgio Porcelli, Editore Franco Angeli, 2005), in cui ha collegato il tema dell’identità liquida di matrice baumaniana alle vicende della guerra in ex Jugoslavia, immaginando il “caso di Ilinka”. Con Il nodo nel cerchio esplora gli orizzonti della narrativa.

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Carmen Gasparotto

foto Carmen Gasparotto

Carmen Gasparotto è nata a Taiedo (PN) e vive in provincia di Trieste.
Ha pubblicato il romanzo Di forte istinto (Montedit, 2013). Nel 2016 è uscito Èco, s. femminile, plurale (Kappa Vu) scritto con Mariaelena Porzio. Diversi suoi racconti sono stati pubblicati all’interno di raccolte corali. Tra queste Siamo partite in tre (Vita Activa, 2016), Se cammini piano (Vita Activa, 2019), #iostoacasa (Edizioni Pendragon, 2020).

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William Bertoia

foto bertoia

Nato a San Giovanni di Casarsa il 13/12/1943. Si è diplomato presso la Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo. Dopo una buona attività dilettantistica come ciclista, coronata da una trentina di vittorie e una gratificante esperienza nel campo enogastronomico, con qualifica di Sommelier professionista, nel 1981 ha deciso di dedicarsi totalmente alla sua prima passione: il mosaico. Da artigiano autonomo, nel 1987 ha fondato la Friul Mosaic, azienda da anni leader nel settore del mosaico artistico decorativo, operante sia nel settore abitativo privato che in quello pubblico: centri benessere, hotel, musei nonché chiese e santuari, in Italia e altri Paesi come Russia, Kenya e Brasile. Arrivato all’età della pensione, pur continuando nella sua attività artistico-artigianale, dopo aver viaggiato e vissuto esperienze lavorative in oltre cinquanta Paesi dei vari continenti, si dedica ai suoi hobby preferiti: iconografia e scrittura creativa. Dopo alcuni testi teatrali in lingua friulana, nel 2015 ha pubblicato Meraviglie del Mosaico. Viaggio nella storia dell’arte musiva e Il Tesoro di Cromazio, un noir ambientato nell’area archeologica di Aquileia. Per Kappa Vu è stato pubblicato l’intrigante noir Rosa e noir sul grande fiume (2018).

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AA.VV.

Libri pubblicati con contributi collettanei di vari Autori:

https://shop.kappavu.it/prodotto/conferenza-nazionale-sullamianto/ (2005)

https://shop.kappavu.it/prodotto/elio/ (2006)

https://shop.kappavu.it/prodotto/intersezioni-babeliche/ (2007 – a cura di Anita Bressan)

https://shop.kappavu.it/prodotto/elderly-poetry-antologia-poetica/ (2007)

https://shop.kappavu.it/prodotto/foibe/ (2008)

https://shop.kappavu.it/prodotto/tesaurs-di-peraulis/ (2009 – traduzioni e cura di Angelo Pittana)

https://shop.kappavu.it/prodotto/da-sanremo-alle-foibe-2/ (2014)

https://shop.kappavu.it/prodotto/la-comugne-n-25/ (2015 – a cura di Paolo Cantarutti)

https://shop.kappavu.it/prodotto/ronchi-dei-partigiani/ (2019)

 

Adrian Cescje / Adriano Ceschia

ACescjeAdrian Cescje al è nassût a Nimis ai 4 di Setembar 1948, e li al è a stâ. Al à studiât a Padue Filosofie, li che si è laureât. Al à insegnât in putropis scuelis dal Friûl e par sedis agns al Liceu Sientific “N. Copernic” di Udin. Al è stât militant dal Moviment Friûl de fin dai agns 60, par trê agns president e un an segretari. Si è dedicât di simpri ae cause dal Friûl.

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Aldina De Stefano

DiStefano_AldinaUdinese, vive e lavora a Lestizza e a Raspano (Udine). Le Valli sono per l’autrice il selvatico luogo della mente e del cuore. Laureata in Filosofia con una tesi su “Le Krivapete delle Valli tra storia e leggenda”, sta approfondendo una ricerca sulle fonti scritte e orali delle Krivapete nella Valle dell’Isonzo (Slo) e Valli del Natisone (I), in italiano e sloveno. È socia corrispondente della Società Italiana delle Letterate (Roma) e della Società Italiana delle Storiche (Roma). Da anni si occupa di storia e cultura delle donne, soprattutto per quanto riguarda la poesia, la filosofia, il mito e la cultura della Dea Madre. Ha pubblicato: Oltre ogni rumore (1977), Aquiloni (1978), Fior di stecco (1991), Di cauto incanto (1995), I passi della luna (ed. d’arte, 1998, ed. econ. 1999), Del silenzio (1999), A te ritorno (2002), Le krivapete delle Valli del Natisone (2005).

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Alessandra Kersevan

AlessandraKersevanNata a Monfalcone e residente a Udine, è stata insegnante di lettere nella scuola media. Da parecchi anni si dedica allo studio della storia e della cultura della sua regione. Nel campo della ricerca storica nel 1992 è stata coautrice con Pierluigi Visintin di Che il mondo intero attonito sta. Giuseppe Nogara, luci del ombre di un arcivescovo 1928-1945. Nel 1995, sempre per le edizioni Kappa Vu, ha pubblicato Porzûs. Dialoghi sopra un processo da rifare, un corposo studio su una delle vicende più controverse della Resistenza italiana. Nel 2003 ha pubblicato la prima edizione di Un campo di concentramento fascista. Gonars 1942-1943 e nel 2005, per il Comune di Gonars e la Commissione Europea, ha realizzato il video documentario “The Gonars memorial. Il simbolo della memoria Italiana perduta”. Nel 2008, per la casa editrice Nutrimenti di Roma, ha pubblicato Lager italiani. Pulizia etnica e campi di concentramento fascisti per civili jugoslavi 1941-1943. È coordinatrice, per la Kappa Vu, della collana ResistenzaStorica. Molto attiva anche nella didattica in lingua friulana, è coautrice con Giancarlo Velliscig della prima uscita di sempre della Kappa Vu, Cjantis e rimarolis pai frutins (1987, con disegni di Tullio Altan e curato da Silvana Schiavi Fachin), e dell’antologia San Pieri e il signôr e altris contis dal bon acet. Racconti dell’accoglienza (II ed. 2009).

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Anton Vratuša

vratusa_antonAnton Vratuša (1915), durante la Seconda guerra mondiale è stato attivista del Fronte di liberazione nazionale del popolo sloveno (Osvobodilna fronta slovenskega naroda, OF) (aprile 1941 – maggio 1945). Arrestato dalle autorità d’occupazione italiane è stato successivamente internato in vari campi di concentramento italiani (febbraio 1942 – settembre 1943), per ultimo in quello dell’isola di Rab (Arbe). Vice comandante della Rabska brigada (Brigata di Arbe, settembre – ottobre 1943), è stato poi rappresentante dell’OF presso il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) a Milano e del Quartier generale dell’Esercito popolare di liberazione e dei distaccamenti partigiani della Slovenia presso il Comando generale delle Brigate Garibaldi ed il Comando generale del Corpo Volontari della Liberta (CVL), svolgendo al contempo anche l’incarico di assicurare il collegamento tra il Comitato centrale del Partito comunista di Slovenia ed il Comitato centrale del Partito comunista italiano per l’Alta Italia (ottobre 1943 – febbraio 1945). Nello scorcio finale della guerra ha lavorato presso gli organi federali del ricostituito stato jugoslavo (inizio marzo – maggio 1945). Membro dell’Accademia slovena delle scienze e delle arti, nel dopoguerra ha ricoperto importanti incarichi istituzionali nella Repubblica socialista federativa di Jugoslavia.

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Barbara Grubissa

grubissa_barbaraÈ nata a Trieste nel 1976. È Dottoressa magistrale in Lettere (Università di Trieste) e attualmente è iscritta a Conservazione e gestione dei beni e delle attività culturali alla Ca’ Foscari di Venezia. Si è occupata di fiabe e della divulgazione scientifica per ragazzi. Ha esordito nel 1997 con il racconto lungo Mosaico d’anime folli, Libroitaliano, Ragusa. Nel 2010 è uscito Son Stufadiza. Il trattamento sanitario obbligatorio (T.S.O.) per Kappa Vu.

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Carla Sanguineti

carla_sanguineti_01Carla Sanguineti è nata a Genova e vive tra la Lunigiana, Genova e Milano. Impegnata su temi politici e sociali, dalla formazione al campo dei diritti civili e delle donne, all’antimilitarismo, ha svolto anche attività culturale collaborando con diverse università e realizzando convegni e manifestazioni artistiche. Tra le sue pubblicazioni Ifigeniia e Clitemnestra, Centro Internazionale della Grafica, Venezia 1984; La Ferita e l’arma, RED, Como 1991; Mary Shelley Dialogo d’amore, Giacchè, La Spezia 1997; Figlia dell’amore e della luce, Sagep, 2000; Passi nel sacro, Silvana, 2002 ; I sentieri d’arte più belli e più segreti della Val di Magra e della terra di Luni, scritto insieme a Roberto Ghelfi, Agorà, 2005; Le nostre memorie proibite, CISU, Roma 2007; Il sentimento del sacro nelle cinque terre, Morgana, Firenze 2008, Pasolini Ultimo traguardo, Udine 2011, scritto insieme a Pietro Lazagna, ristampa della prima monografia su Pasolini in Italia. Per Kappa Vu ha pubblicato Come un incantesimo. Mary e Percy Shelley nel Golfo dei Poeti (2011). Sculture in acciaio, installazioni, specchi e foto sono l’alfabeto del suo linguaggio artistico: sue opere sono nel Museo Gandhi di Madurai in India, nel Museo di Villa Croce a Genova, nel CAMEC della Spezia, in collezioni private in Italia e all’estero e nella Fondazione Garrone a Genova. Il suo sito è www.carlasanguineti.it

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Carmen Gasparotto – Mariaelena Porzio

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Carmen Gasparotto è nata a Taiedo (Pordenone) e vive in provincia di Trieste. Ha sviluppato la sua passione per la scrittura in quanto allieva della scuola Pordenonescrive. Suoi racconti sono stati pubblicati in diverse edizioni del libro Lignano: ti racconto (La Nuova Base Editrice) e nel libro Dice Alice (Vita Activa). Nel 2013 esce il suo primo romanzo Di forte istinto (Montedit). Nel 2015 vince il Concorso letterario nazionale “Elca Ruzzier. Una donna da non dimenticare”, con il racconto L’amianto lo abbiamo mangiato tutti pubblicato nel libro Siamo partite in tre (Vita Activa)

 

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Mariaelena Porzio è nata a Udine, dove vive e lavora. Da anni frequenta la scuola di scrittura creativa Pordenonescrive. Al suo attivo ci sono diversi laboratori sull’autobiografia tenuti da Gabriella Musetti e sul racconto breve tenuti da Mauro Daltin. Ha pubblicato su: Lignano: ti racconto (La Nuova Base Editrice), Dice Alice (Vita Activa), L’ippogrifo (Libreria al Segno editrice) . Nel 2015 si è classificata terza al Concorso letterario nazionale “Per le antiche vie” con il racconto Onora la madre.

 

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Claudia Cernigoi

claudiaCernigoiClaudia Cernigoi, nata a Trieste nel 1959, dove ha conseguito la maturità scientifica, ha cominciato lʼattività giornalistica allʼinterno di Radio Città Trieste Canale 89, la prima radio libera (nel senso di politicamente impegnata a sinistra) alla fine degli anni Settanta, collaborando anche alle testate locali “il Manifesto di Trieste” e “Ponterosso”. È stata tra i fondatori di “Radio Onda Libera” (1980), ha collaborato per diversi anni con lʼemittente radiofonica bilingue “Radio Opčine” di Trieste ed ha diretto per alcuni anni “il Movimento”, periodico del Movimento dei Finanzieri democratici. Giornalista pubblicista dal 1981. Ha fondato nel 1990 il periodico triestino “La Nuova Alabarda” (sito: www.nuovaalabarda.org), curando anche la collana dei Dossier allʼinterno della quale ha pubblicato una trentina di titoli sui temi della storia del confine orientale, la Resistenza, il neofascismo e la strategia della tensione. È stata una dei consulenti storici per la difesa di Oskar Piškulić nel cosiddetto “processo per le foibe” di Roma. Ha partecipato come relatrice a svariati convegni sulla tematica della Seconda guerra mondiale e del neofascismo ed ha fatto parte (2012-2016) della Commissione del Civico Museo della Risiera di San Sabba.

Ha pubblicato per la Kappa Vu di Udine “Operazione foibe a Trieste” (1997), “Operazione foibe tra storia e mito” (2005) e “La banda Collotti. Storia di un corpo di repressione al confine orientale d’Italia” (2013); per la Zeroincondotta di Milano, con Mario Coglitore, “La memoria tradita” (2002). Diego de Henriquez, “Il testimone scomodo”, con Vincenzo Cerceo, Maria Tolone, Luca Lorusso (Beit 2015). Un suo intervento è presente in Da Sanremo alle foibe (Kappa Vu, Udine 2014).

Nella collana “i dossier de La Nuova Alabarda” tra i tanti ricordiamo i seguenti titoli: “Luci ed ombre del CLN di Trieste” (2003); “L’ombra di Gladio. Le foibe tra mito ed eversione” (2003); “La “foiba” di Basovizza” (2005); “Le inchieste dell’ispettore De Giorgi” (2005); “1972. Ricordi della strategia della tensione” (2003); “La strategia dei camaleonti” (2004); “No GUD. Breve dossier sulla cultura fascista”(2005); “Strani casi di morte a Trieste” (2007); “Operazione Plutone” (2010); “La Banda Collotti: appunti su Resistenza e repressione al confine orientale” (2010); “Lo sguardo di Almirante” (2011); “Il caso Norma Cossetto” (2011); “All around… CasaPound” (2012); “1974. Tracce della strategia della tensione” (2012), ed, in collaborazione con Vincenzo Cerceo “I Diari di Diego de Henriquez” (2006). Ha inoltre pubblicato una raccolta di poesie dal titolo “Anch’io son poeta!” (2006) ed il racconto “Maggio 1978… un racconto senza tempo” (2012).

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Claudio Cojaniz

CLAUDIO_COJANIZClasse 1952. Dopo gli studi accademici, svolge un’ampia attività di compositore: ottiene anche l’“Irino Prize” (Giappone, 1990) con “Spheres” per la New Japan Philarmonic di Tokyo, registrazione diretta da Koikiro Harada. Scrive musica per film e per la TV (collabora a Mixer-Rai 2 e altro), musiche raccolte in “Ypnosisetnomuzik”, Fonit Cetra, 1992. Forma il trio con G. Maier al contrabbasso e U.T. Gandhi alla batteria (“Hasta Siempre”, Cmc, 1993). Nel 1995 si aggiunge G. Schiaffini al trombone (“Alea”, Splasc(h) records), con cui registrerà nel 2005 “War Orphans”, Caligola records, dedicato alla musica di Ornette Coleman. Ha pubblicato vari lavori per piano solo e altre formazioni ancora per la Splasc(h). Ha fondato nel 2007 (produzione Euritmica-Udine) la N.I.O.N. Orchestra (Not In Our Name): F. Bearzatti al sax e clarinetto, Cuong Vu alla tromba, G. Schiaffini al trombone, R. Todesco ai contrabbasso e fisa, D. Gallo al contrabbasso, Z. De Rossi alla batteria, L. Grizzo alle percussioni, M. Vicentini al violino. (CD “HOWL”, Caligola, 2010). La NION ha ospitato in seguito anche Alexander Balanescu al violino. Nel 2010/11 ha registrato “Beat Spirit” in duo con F. Bearzatti, “The Heart of the Universe” in trio con A. Turchet (c.basso) e L. Colussi (batt.) e “Shadows of colours”, composizione in 9 parti, per organo a canne, nella Basilica dei Frari di Venezia (tutti CD Caligola). Ha scritto le musiche de “Il Rovescio della Rosa” di Fabio Turchini (ed. Mondadori, 2011). Ha fondato la RED DEVILS ORCHESTRA e registrato il progetto “Carmen: the land of dances” (libro/CD Euritmica/Kappa Vu ed, Udine, 2012). Ha registrato “Blue Africa”, un particolare progetto in duo con il contrabbassista Franco Feruglio, con musiche originali ispirate alla tradizione africana (CD Caligola, 2013). Ultima creatura il P.P. Quartet con l’A.P. trio e la violinista Maria Vicentini: il progetto “Flores y Libertad” prevede particolari rielaborazioni di temi tratti dalla resistenza al franchismo in Spagna e composizioni originali che ad essa si ispirano. Ha scritto i romanzi Questione Lagrand (Campanotto Ed., Udine, 2000), Cobra 13 (Kappa Vu Ed, Udine, 2007), Angelo di Dolegna (Campanotto Ed, Udine, 2009).

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Claudio Moretti

Udine, 21/03/2005 - Prove "Garage 77" con Teatro Incerto - Fabiano Fantini, Claudio Moretti, Elvio Scruzzi - Foto Luca d'Agostino/Phocus Agency © 2005

Claudio Moretti Il Teatro Incerto (Fabiano Fantini, Claudio Moretti e Elvio Scruzzi) al è il plui popolâr grup teatrâl furlan. Nassût tal …, in … agns di ativitât al â realizât … spetacui e miârs di replichis in ducj i cjantons e situazions dentri e fûr dal Friûl. Fra chescj Le scarpe prendono piede (19…), la trilogjie Four (19…), Dentri (19…), Laris (19…), Maratona di New York (19…), I mosaiciscj (19…), Muradôrs (19…). Cence dismenteâsi des publicitâts e des trasmissions radiofonichis e televisivis, deventadis dai mîts de culture furlane popolâr dal dì di vuê.

Cristian Sedran

Sedran_Cristian_sitoCristian Sedran, 1972, cuoco. Da diversi anni lavora nella ristorazione collettiva, rivolta ad aziende, scuole ed asili. È consigliere comunale dal 2005, capogruppo di “Laboratorio Muzzana” con delega per progettualità specifiche: “Mensa biologica” e “Orto didattico”. È stato presidente della Commissione Comunale dello Sport ed Assessore alla Cultura, Sport e Politiche Giovanili al Comune di Muzzana del Turgnano dal 2009 al 2012. È stato presidente del G.I.M. (Giovani Idee Muzzanesi). Ha, inoltre, lavorato all’interno di associazioni legate al calcio e al calcio a 5. Per dieci anni è stato allenatore-educatore nel settore giovanile del calcio. Fino al 2009 ha fatto parte del direttivo dell’”Ass. Artetica” della quale è stato fra i fondatori. È anche presidente dell’associazione “Buteghe”, progetto che vuole diffondere nella bassa friulana il commercio equo e solidale per contribuire a migliorare le condizioni di vita dei paesi poveri del sud del mondo.

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Checo Tam

checo_tamCheco Tam (Francesco Tami) al è nassût tai agns sessante e al vîf a Pavie di Udin. Passionât di musiche e scriture, al à vint il concors leterari San Simon di Codroip e chel pes sene- gjaturis cinematografichis dal Centri Espressions Cinematografichis di Udin. Al à publicât la racuelte di contis La maree nere (Ribis, 2001), il romanç/radiodram di fantasience Sense (Cormôr Salvadi, 2002) e diviersis contis su La Comugne, articui di viaç su La Patrie dal Friûl e recensions musicâls suntune vore di fanzines e rivistis indipendentis di musiche. Al condûs il program di cult Indigo su Radio Onde Furlane. Daspò di colaborazions cul grup poetic Trastolons in Tananai (Musiche Furlane Fuarte, 2001) e cul grup ingles In the Nursery, prestant la so vôs a une interpretazion dal poeme furlan Bielo Dumblo tal cd Lingua (ITN Corporation, 1998) al è deventât il cjantant e frontman de gnove formazion dal storic grup punk Soglia del dolore tal cd 2984 (Finalmuzik, 2008) e dal side project par furlan Francis and the Phantoms che al à vint il Premi Friûl 2008. Par Kappa Vu e à publicât Scûr di lune (2008) e Disvuedant il scansel (2017), ducj e doi te Golaine “La Comugne”.

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Corinna Cadetto

CorinnaCadetto_okCorinna Cadetto nasce a Udine nel 1974. Dopo aver conseguito il diploma di Perito Tecnico per il Turismo si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia (indirizzo Storico/Artistico) presso l’Università degli Studi di Trieste. Nel 2003 discute la sua tesi “Le problematiche del paesaggio” che riceve il massimo dei voti e la lode. Seguono alcune collaborazioni in ambito regionale: Società Alpina Friulana, Circolo Culturale Menocchio, Centro Espressioni Cinematografiche. Nel 2005 si occupa della creazione dell’Archivio Fotografico Storico del Consorzio di Bonifica Bassa Friulana a cui segue la redazione e la stampa del testo “Passaggi in Pianura”. Nel 2006 incontra il design. Collabora con Moroso s.p.a. creando grafiche e testi originali che fanno il giro del mondo. Nello stesso anno decide di lasciare l’Italia e si trasferisce a Bruxelles dove comincia a lavorare nel campo dell’alimentazione, che si rivela essere la sua passione di sempre. Durante i tre anni trascorsi a Bruxelles lavora per un Concept Store dove svolge diverse mansioni che riguardano il commercio e la promozione dei prodotti tipici di tutto il mondo. Ricercatrice instancabile inizia a pubblicare sul suo blog i racconti di viaggio alla scoperta dei produttori selezionati. Nel 2011 si trasferisce a Parigi per continuare la sua professione.

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Daniele D’Angelo

daniele-d-angeloNato a Spilimbergo (PN) il 15 ottobre 1973, ha trascorso gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza a San Giorgio della Richinvelda, poi si è trasferito a Udine. Oggi vive a Verona dove lavora come responsabile vendite per una azienda friulana produttrice di vino. Fin da bambino ha coltivato una passione per le Guerre di Indipendenza italiane e gli avvenimenti storici e culturali relativi ad esse. “1866. Un, due, tre… liberi tutti” suo primo libro, ha dato sbocco a questa passione in un romanzo storico godibile ed immediato, senza rinunce al rigore storico.

Deborah Crapiz – Doriana Alessio

deborah_doriana_1Deborah e Doriana a son mestris di scuele primarie. Cuant che a àn un moment di timp, une e scrîf storiis pai fruts e chê altre e dissegne. Ut al è il gjat che a varessin voie di vê…

 

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Diego Lavaroni

Diego_lavaroniPsicologo e psicoterapeuta, ricercatore nell’ambito delle tradizioni popolari in Friuli. Membro del Centro Studi Vergerio. Ha curato nel 1998 la pubblicazione Irrecuperabili – Storie del reparto X sull’Ospedale Psichiatrico di S. Osvaldo. Nel 1999 ha pubblicato Dizionario dei giochi popolari in Friuli, coautore con Marina Driussi. Nel 2009 ha curato la pubblicazione Nome di battaglia Carnera – Storia del partigiano dei G.A.P. Arturo Nassig.

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Egon Pelikan

Egon_Pelikan_sitoEgon Pelikan (Ljubljana, 1963) è professore associato di Storia presso l’Università del Litorale/Primorska di Capodistria, dove dirige l’Istituto per gli studi storici (Centro di ricerche scientifiche). Presso tale università insegna “Storia dell’Europa nel XIX e XX secolo”, “Storia slovena nel XIX e XX secolo”, “Ideologie totalitarie e autoritarie nel XX secolo”. Dal 2004 è membro della Fondazione Alexander von Humboldt. Ha pubblicato numerosi saggi ed opere, sia in Slovenia che in altri Paesi europei, dedicandosi in particolare alla storia delle ideologie, alla modernizzazione, alla storia della Chiesa cattolica.

 

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Ermes Dorigo

ErmesDorigoErmes Dorigo ha svolto un’intensa attività critica e letteraria oltre che di giornalismo culturale su quotidiani e settimanali. Ha collaborato con le riviste «Problemi» di Giuseppe Petronio; «Alfabeta», condirettori Umberto Eco, Paolo Volponi, Maria Corti, Antonio Porta, Pier Aldo Rovatti…; «Allegoria» diretta da Romano Luperini; «ZETA News», editore Campanotto; «Tam Tam» di Adriano Spatola & Giulia Niccolai; «Rivista di Studi Italiani» diretta da Anthony Verna; «Forum Italicum», diretta da M. G .Mignone. Un suo ampio saggio su I codici della Divina Commedia in Friuli é stato pubblicato sulla rivista «Dante Studies», organo ufficiale della Dante Society of America. Collabora con le riviste on line Italia Libri, Intellettuali e Storia, Homolaicus… In prosa ha pubblicato Neuterio della lontra, Udine, Campanotto, 1988 con prefazione di Claudio Magris (premio Casentino 1987); Nello specchio incrinato. Paolo Volponi e Pier Paolo Pasolini (piéce teatrale), Udine, Campanotto, 1996; il romanzo Il finimento del paese, Kappa Vu, 2006, con postfazione di Mario Rigoni Stern. In poesia: Esistere! dal compromesso, Urbino, 1978; Quadropoesie, 100 copie serigrafate, Urbino 1980; Le ceneri di Pasolini, Udine, Campanotto; 1993, Lo sguardo anacronico, Udine, Campanotto, 2000. Ha curato criticamente le pubblicazioni: ANONIMO DA TULMEGIO, Canzoniere petrarchesco del XVI secolo, Udine, Campanotto, 1988; SIRO ANGELI Anthologica. Il teatro. La poesia. La critica, Udine, Campanotto, 1997 (finalista al premio Marino Moretti); SIRO ANGELI, Solevento (Poesie 1928-1931), Tolmezzo, Il Segno, 2008. E’ autore della biografia Michele Gortani, Pordenone, Studio Tesi, 1993. Ha creato e dirige la rivista culturale on line GLOCK (GlobaLocale): www.globalocale.net/index.php e LA FELICITA’ MENTALE: www.tuoblog.it/5S1949. Ha svolto pure un’intensa attività di critico d’arte e curato numerose esposizioni e cataloghi.

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Ettore Gobbato

Gobbato_ettoreEttore Gobbato nasce a Milano dove si laurea in filosofia e inizia la professione di giornalista. Negli anni Settanta è protagonista dei gruppi musicali (Tecun Uman e Yu Kung) e della nascita di Radio Popolare. Impegnato in una Ong di cooperazione allo sviluppo, lavora per venti anni in questo settore, viaggiando fra Africa e America Latina. Ha pubblicato tre saggi su questo argomento e diretto diverse riviste di settore. Ha inoltre pubblicato nel 2008 una biografia di Giuliano Bortolomiol, inventore del prosecco. È al suo debutto letterario.

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Francesca Gregoricchio

FrancescaGregoricchioFrancesca Gregoricchio è nata a Udine e ha vissuto e lavorato per molto tempo a Milano. Come giornalista a Radio Popolare, alla RAI e come copywriter in pubblicità. Ha pubblicato il saggio Liala e il romanzo rosa (Ed. Gammalibri) e, in friulano con il padre Gianni Gregoricchio, il libro per bambini Lis storiis di Piçul (Kappa Vu), di cui ha curato anche le illustrazioni. Tornata in Friuli, oggi lavora come editor, illustratrice di libri per bambini e nella promozione di eventi culturali. Ha realizzato, sempre per Kappa Vu, le illustrazioni per i libri di Luca De Clara Lis storiis di Inge e Bach e Inge e Bach 2 – Gnovis storiis. Ha pubblicato la raccolta di racconti in friulano Ses & barete. Contis curtis (Kappa Vu). Altri racconti brevi in friulano sono stati pubblicati sulla rivista “La Comugne” e sul sito ConteCurte. Dalla sua fantasia è nata la Collana “Fameis” con i suoi 6 libretti di famiglie straordinarie viste dal punto di vista dei più piccoli.

Francesca Gregoricchio e je nassude a Udin e à vivût e lavorât par tant timp a Milan, come gjiornaliste a Radio Popolare, te RAI, e come copywriter te publicitât. E à publicât il saç Liala e il romanzo rosa (Ed. Gammalibri,1981) e, par furlan cun so pari Gianni Gregoricchio, il libri pai frutins Lis storis di Piçul (Kappa Vu, 2001), curant ancje i dissens. Tornade in Friûl, in dì di vuê e lavore come editor, ilustradore di libri pai frutins, e inte promozion di lavôrs editoriâi. E à realizât lis ilustrazions dai libris Lis storiis di Inge e Bach e Inge e Bach 2 – Gnovis storiis (Didatiche, Kappa Vu) di Luca De Clara e à publicât il libri di contis par furlan Ses & barete (La Comugne, Kappa Vu, 2011). Altris contis curtis a son stadis publicadis su la riviste par furlan “La Comugne” e tal sît “ConteCurte”. De so fantasie je nassude le Golaine “Fameis” cun i 6 libruts di fameis straordenaris viodudis dal pont di viste des plui piçui.

 

Per la Didattica / par le Didatiche

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Per altre collane / Par altris golainis

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Franco Fabbro / Franc Fari

FrancoFabbroFranc Fari (Franco Fabbro), miedi specializât in neurologjie intal 1986, al à lavorât par diviers agns come neuropsichiatri e neuropsicolic tal ospedâl par fruts “Burlo Garofalo” di Triest. Al è stât diviers agns intal forest, colaborant cun preseâts centris di ricercje come il Dipartiment di Linguistiche de McGill University di Montreal e il Dipartiment di Neurolinguistiche de Vrije Universiteit di Bruxelles. Al è un dai plui atîfs studiôs a nivel mondiâl dal çurviel bilengâl e poliglot. Al è professôr di neurofisiologjie e neurolinguistiche e Preside de Facoltât di Siencis de Formazion inte Universitât di Udin e referent sientific dal Istitût Sientific E. Medea da la Nostra Famiglia in Friûl. Al è autôr di plui di 130 lavôrs sientifics e di dîs libris, jenfri chescj: Concise Encyclopedia of Language Pathology (Oxford, 1999); The Neurolinguistics of Bilingualism (London, 1999); Language and Epilepsy (London, 2002), Neurogenic Language Disorders in Children (Amsterdam, 2004); Il cjâf dai furlans (Udine, 2005).

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Franco Marchetta

Marchetta_FrancoFranco Marchetta si avvicina tardi alla scrittura, aggirandola a lungo prima di abbracciarla. In principio è il fumetto ad attirarlo. Nel 1971 inizia una collaborazione con l’effimero mensile “Hidalgo” di Paolo Stefanato, quindi prosegue l’esperienza nel 1972/73 con il quindicinale “Special 15”, una rivista di attualità e politica diretta da Cesare Russo. Nel 1974/75 è a Venezia e collabora al settimanale “Nord-Est”, diretto da Franco Batacchi, accompagnando con le sue vignette la grande crescita delle forze politiche di sinistra nel Paese. Infine conclude senza soverchi rimpianti la carriera a Udine ne “Il Punto” di Claudio Cojutti nel 1978. Nel 1984, con il Teatro Orazero, interpreta per la regia di Paolo Patui un atto unico di quest’ultimo, “L’insuccesso”. Nel 1989 inizia a scrivere. Cura l’edizione de “Il pievano sta a Venezia”, scritto dal padre scomparso, un saggio sulle condizioni della Pieve di Codroipo nel XVI secolo. Nel 1992 partecipa con il radiodramma “Il noce del pajo”, al Premio Candoni – Arta Terme, che vince nella sezione degli autori regionali. L’anno successivo pubblica, per “i tipi” di Campanotto editore, “Il tempo morbido”, una raccolta di racconti che contengono anche “Dissolvenze”, vincitore del Premio Letterario Nazionale Carnia. Nel 1994 vince il Leone di Muggia con il racconto “A mio padre con affetto”. Nel 1995 comincia la collaborazione con “Il Gazzettino”, dove si occuperà di critica teatrale fino al 1996. Nel 1996 pubblica sulla rivista “La Battana” di Fiume/Rijeka, il racconto “Una brezza dal mare”. L’anno dopo vince per la prima volta il Premi San Simon con il romanzo in lingua friulana, “Madalene”, che verrà pubblicato nel 1998 dall’editore Ribis. Viene invitato nel 2001 a scrivere un opera teatrale dal Centro Servizi e Spettacoli di Udine in occasione del Premio Candoni – Arta Terme. “Il sogno della falena”, nella forma della lettura scenica, viene rappresentato al Teatro San Giorgio di Udine con Ariella Reggio, Maurizio Zacchigna, Giorgio Monte e Fabiano Fantini, per la regia di Rita Maffei. Nel 2002 il romanzo “Gilez” inaugura la collana Fûrlanie della Forum Editrice Universitaria Udinese, che pubblicherà nel 2005 anche il saggio “Il sium di chescj furlans in fughe”. Nel frattempo, presso la “La biblioteca” del Messaggero Veneto, appare il racconto “And I’m a Rose”, nel volume “Poeti e prosatori del Friuli”. Nel 2005 contribuisce con un saggio a completare il lavoro “Codroipo e il suo territorio”, edito da Edizioni Diabasis di Reggio Emilia. Nel 2006 esce per “i tipi” di Paolo Gaspari, “Storia brevissima di Codroipo”, un leggero saggio su oltre duemila anni di storia codroipolitana. Dopo la pubblicazione nel 2008 del racconto “Doveva esserci un gran silenzio”, nel volume celebrativo di Codroipo della Societât Filologjiche Furlane, si dedica all’attività di giurato nel Premi San Simon e nel Premi Lis Pignis. Uscito dalla giuria, nel 2011 vince il Premi San Simon per la seconda volta con due romanzi raccolti sotto il titolo cappello di “Cronichis di Saveri Sengar”. I due lavori vengono pubblicati dalla Forum Editrice Universitaria Udinese nel 2012: “Achì no ai viodût une pavee” esce in ottobre, “Il numar 1089” in novembre. Attualmente è in preparazione il terzo romanzo della serie, “Il libri dal Apocalis”. Nel 2012 vince per la terza volta il Premi San Simon con il romanzo “U-“, programmato in uscita nel 2013 ancora presso la Forum Editrice. Le opere più importanti tuttavia sono Giorgia, che si è laureata in English and drama a Cardiff, Gianmaria, che studia Scienze Politiche a Bologna, e Silvia che fa il Liceo Classico a Udine.

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Giancarlo Velliscig

giancarlo_velliscig(1957) Opera da sempre in vari ambiti dell’attività culturali, con particolare interesse al settore musicale. Dalla fine degli anni ’70 fa parte del Canzoniere di Aiello, formazione con la quale si dedica alla rivalutazione della cultura popolare friulana e alla migliore poesia regionale contemporanea, musicando numerose composizioni dei più importanti poeti friulani del Novecento. L’attività del gruppo ha prodotto centinaia di concerti e diverse produzioni discografiche e, dopo anni di sospensione, ha recentemente ripreso la sua attività con il nuovo progetto discografico “Esuberi”. Da oltre un ventennio cura e dirige l’attività delle associazioni Euritmica e Onde Mediterranee per le quali dirige le rassegne musicali Udin&Jazz, Onde Mediterranee, Note Nuove, le stagioni musicali del Teatro Pasolini di Cervignano. Ha composto canzoni e storielle per bambini in friulano raccolte in tre pubblicazioni per i progetti didattici dell’Università di Udine e ha contribuito in maniera fondamentale alla nascita della casa editrice Kappa Vu.

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Gianfranco Pellegrini

gianfranco_pellegriniAl è nassût a Cormons tal 1954. Al à vivût a Manzignel e a Tresesin; cumò al è a stâ a Val di Reane, intal Roiâl. Al à fat studis classics e al à cjapade la lauree in filosofie ae Universitât di Triest, cuntune tesi sui rapuarts fra lis tecnichis de logjiche formâl e lis riflessions filosofichis, cuntune atenzion particolâr al periodi che al va di Leibniz a Peirce. Passionât di algjebre a doi valôrs, di calcul des proposizions e dai predicjâts, al à metût un pît intal mont de informatiche e dai calcoladôrs eletronics, dulà che al à cjatât lavôr. Al à vût insegnât intai cors di furlan inmaneâts dai Comuns e dai Circui didatics ma tai ultins timps al sta daûr, par plasê, dome ae scriture. Al è di fat convint che dome la scriture e sedi in grât di completâ il lengaç di mût che al sedi considerât ad in plen “discors uman”. Contis des sôs a son stadis publicadis sul Strolic, su Sot la Nape, su La Comugne e su la antologjie dal premi leterari Vilegnovele dal Judri, indulà che l’autôr si è classificât al prin puest inte sezion de lenghe furlane tes edizions dal 2003, 2005 e 2007. Altris microcontis si puedin cjatâ publicadis sul web inte ostarie leterarie virtuâl di Contecurte. Daspò des contis presentadis in chest volum, l’autôr al à in progjet un altri libri par meti adun lis sôs contis di fantasience. Tal 2013 al à vinçût il prin premi tal concors leterari “Renato Appi” di Cordenons. Par Kappa Vu e à publicât Cuatri stagjons dal an – Contis de disincressite (2010) e Cun altris voi (2017), dutis dôs racueltis di contis curtis sul teme de disincressite.

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Gianni Gregoricchio

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Gianni Gregoricchio ( 21.03.1927 – 31.01.2007) dramaturc, contadôr e poete bilengâl; atôr di teatri e regjist, fin dai prins agns Setante al met a disposizion di fruts e fantats la sô esperience, in diviersis scuelis de regjon, cun lavôrs teatrâls, flabis e un film di animazion, prin premi al concors “Nuovo Cinema Friulano” dal 2002. Intai agns de maturitât si dediche a romançs, comediis, senegjaturis pal cine e la radio e ae traduzion par furlan di autôrs tant che Pirandello, Ippolito Nievo, Jacopone da Todi e Woody Allen I romançs “îr e doman” e “Trê feminis” a vincin il Premi Sant Simon. Stes riconossiment, postum, pe traduzion de conte di Nievo “Il Var”. Ancje tantis des sôs comediis par furlan a son premiadis intai concors de Associazion Teatrâl Furlane e cumò a son rapresentadis di compagniis amatoriâls de regjon. Pionîr dal Cineforum e membri de Comission Cineforum de Mostre dal Cine di Vignesie, al à scrit ancje senegjaturis, cun menzion speciâl intai concors dal C.E.C. Cetantis sôs poesiis a son stadis musicadis. Al à colaborât une vore dispès cun Radio Rai Regjonâl, Radio Spazio 103 e Radio Onde Furlane, scrivint e intrpretant radiodrams e adataments di tescj teatrâls di varis autôrs. Intal 2001 la Kappa Vu e à publicât la sô traduzion par furlan di Storiis di Piçul di Francesca Gregoricchio e tal 2008 Il soreli te valîs. Storiutis di oms, di animâi, di plantis e di alc altri.

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Gian Giacomo Menon

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Nato a Medea (Gorizia) allora in territorio austroungarico, Menon si è laureato a Bologna in giurisprudenza e in filosofia; è stato docente di storia e filosofia nei licei di Gorizia e di Udine (in quello del capoluogo friulano ha insegnato ininterrottamente per trent’anni dal 1939-’40 al 1967-’68). Ha concluso la sua carriera scolastica nel 1977 all’istituto magistrale Percoto di Udine.

Nella sua vita ha scritto più di 100mila poesie, oltre un milione di versi, ma non ha pubblicato quasi niente. Dai suoi rapporti con gli ambienti futuristi nasce nel 1930 il nottivago, che ottiene un lusinghiero giudizio dal padre fondatore del movimento Marinetti. Insieme a Tullio Crali pubblica il manifesto Come diventammo futuristi e, con le scenografie dello stesso Crali, rappresenta al Teatro Petrarca di Gorizia Delitto azzurro.

Nell’agosto del 1966 ha pubblicato alcune poesie sulla rivista La fiera letteraria. Nel 1998 ha pubblicato la raccolta I binari del gallo, a cura di Carlo Sgorlon e Maria Carminati. Nel 2013 sono stati pubblicati altri due libri di e su di lui a cura di Cesare Sartori, suo ex allievo al liceo classico Stellini di Udine: Poesie inedite 1968-1969 per l’editore Nino Aragno di Torino e Qui per me ora blu – Una vita per la poesia (1910-2000) per i tipi di KappaVu di Udine (a quest’ultimo volume è allegato un cd con la registrazione delle musiche che sette compositori hanno scritto ispirandosi ai suoi versi).

Menon sarà il poeta di riferimento dell’edizione 2014 del Festival itinerante internazionale poesia&musica, la più importante manifestazione di poesia della regione Friuli-Venezia Giulia, un evento collegato a “Cormònslibri”.

Un Fondo documentario a lui dedicato e contenente migliaia di inediti è stato costituito nel 2012 alla biblioteca civica Vincenzo Joppi di Udine.

Di Gian Giacomo Menon e della sua poesia nel 2013 si è già parlato alla Stazione di Topolò-Postaja Topolova, al Festival della filosofia di Grado (Gorizia) e alla Fiera delle parole di Padova.

La poesia di Menon è caratterizzata da una notevole libertà espressiva, che sottrae le parole al vincolo della significazione corrente per farne strumento d’evocazione di quelli che Menon considera i suoi “segnali di vita”: casualità, nudità, paura.

Gino Dorigo

Gino_DorigoGino Dorigo, nato il 16/6/1947 a Udine. A 14 anni comincia a lavorare nella fonderia delle Officine Bertoli (Viale Tricesimo); nel 1973 diventa funzionario F.I.O.M.-C.G.I.L. e in seguito segretario provinciale, poi segretario della F.L.M. (la Federazione Unitaria dei Metalmeccanici). Diventa il segretario della C.G.I.L. dell’alto Friuli. In seguito segretario della F.I.L.L.E.A.-C.G.I.L. (il Sindacato dei Lavoratori delle Costruzioni) e, quindi, seg. generale della Camera del Lavoro di Udine e bassa friulana. Con il pensionamento, diventa segretario dello S.P.I.-C.G.I.L. di Udine e bassa friulana, carica che ricopre attualmente. In gioventù, militante dell’Unione dei Comunisti Italiani (Marxisti-Leninisti) e dal 1973 iscritto al P.C.I. e poi ai D.S. Ha pubblicato: La volante rossa. L’uomo delle nevi, il vescovo nel laminatoio e altre storie di operai, Kappa Vu 2004; Gente di ferriera. Classe Operaia friulana e dintorni, altre storie, Kappa Vu 2005; Varechine. Storie di donne, di braccianti e partigiani, Kappa Vu 2008.

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Giuseppe Mariuz

Mariuz_GiuseppeGiuseppe Mariuz (Valvasone, 1946) ha al suo attivo numerosi libri di storia contemporanea, di poesia in italiano e in friulano, di ricerca sulla comunicazione, alcuni film-documentario, contributi a riviste, conduzione di trasmissioni radiotelevisive. Dalle sue ricerche sugli anni friulani di Pier Paolo Pasolini sono usciti La meglio gioventù di Pasolini (1993), un video con lo stesso titolo coprodotto dalla Rai nel 1998, La corda rotta (1994, con Tito Maniacco e col fotografo Danilo De Marco), Luogo assoluto dell’universo (1995). Tra i lavori di storia citiamo: Società ed economia nel dopoguerra a San Vito (1985), Leghe bianche e rosse in un’area rurale friulana (1989), Guerra e Resistenza: il conflitto mondiale e i riflessi locali (1995), San Vito architetture di luce (2002, con fotografie di L. Cesco), il video I giorni del Lodo De Gasperi (1999, con L. Vidal), Ovviamente a insaputa del correntista (2010, con T. Scodeller). Con la Kappa Vu ha pubblicato Volti in poesia (2006, con il fotografo Renzo Daneluzzi). La prima edizione di “Pantera” il ribelle risale al 1991, pubblicata dal Comune di Pordenone. Nel 2010 la Rai del Friuli-Venezia Giulia ha trasmesso, per la regia di Marisandra Calacione, uno sceneggiato radiofonico in quattro puntate tratto dallo stesso libro a cura dell’autore e di Elena Vesnaver.

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Gruppo Anna Achmàtova

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Il Gruppo “Anna Achmatova” si è costituito nel 2007 su iniziativa di Marina Giovannelli. Si riunisce mensilmente presso la Casa delle Donne di Udine per elaborare progetti di scrittura narrativa e poetica su temi di vita ed esperienza cari alla ricerca storico-letteraria delle donne, secondo un percorso di “scrittura partecipata”. Prende il nome da una poeta che ha fatto della propria vita e opera un nesso inscindibile, della propria voce testimonianza per chi voce non aveva. È composto da donne con esperienze umane e professionali diverse, scrittrici e artiste, che sentono necessità di esprimersi e desiderio di confrontarsi su argomenti di comune interesse, ciascuna con la propria personalità e con i propri mezzi espressivi. Il Gruppo si propone di potenziare le capacità creative di ciascuna delle componenti e di attivare relazioni con altre donne di diversa provenienza, come il Gruppo ’98 di Bologna o il DARS di Udine o la SIL di Trieste, associazioni con le quali ha collaborato per presentazioni e letture reciproche. Ha pubblicato nel 2009 Sepegrepetipi. La lingua dell’origine tra parola e afasia, KappaVu (2° Premio Caterina Percoto 2009), Fiabesca. Storie di donnole, galline, briganti e regine rivisitate, Kappa Vu 2012, Eroine del mito. Figurazioni, Kappa Vu 2017, tutti a cura di Marina Giovannelli. Insieme al libro Fiabesca è stata inoltre realizzata la mostra omonima con opere realizzate dalle artiste del Gruppo: libri d’arte di Gina Morandini e collages di Maddalena Valerio.

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Cristina Benedetti è nata a Udine nel 1964. Laureata in Filosofia, insegna Lettere nella scuola superiore. Attrice per passione, in particolare presta con frequenza la sua voce a letture pubbliche in svariati contesti. Dopo avere per molti anni e con predilezione effettuato dei readings di testi poetici altrui, di recente e di sorpresa ha cominciato a scrivere poesie proprie e non si è più fermata.

Vilia Candido vive fra Udine e Rigolato dove è nata. Ex-insegnante, si dedica alla scrittura. Sue pubblicazioni: Solo un presagio e poco più, Udine 2003; Paesaggi della memoria in punta di matita Udine 2004; Cerca alla lettera… Abbecedario, Leonardo, Udine 2006; Cronistoria di una mancata esperienza, in Niente come prima, il passaggio del ’68 fra storia e memoria, Kappa Vu, Udine 2007, a cura di Marina Giovannelli. Dal 2003 con cadenza annuale escono i suoi Quaderni della befana in edizione fuori commercio è presente in alcune antologie di racconti.

Agostina Dorigo è nata a Udine nel 1958. Dopo gli studi tecnici si è dedicata alla pittura partecipando a numerose collettive anche fuori regione. Scrive da una decina d’anni; si dedica principalmente alla sperimentazione, tentando diverse forme di espressione. Ama la musica rinascimentale e i codici miniati.

Luisa Gastaldo è nata in Friuli nel 1958. Vive e lavora fuori regione, dove rientra nei primi anni ’90. È laureata in Conservazione dei beni culturali. Attualmente si occupa di didattica ambientale e collabora con la Rete di Orti di Pace.

Marina Giovannelli vive e lavora a Udine. Ha pubblicato numerosi testi di poesia, saggistica e narrativa, ultimi dei quali Cantata per la donna al telaio, Montereale Valcellina 2004, Alga alla riva, Faenza 2006; Morte di carta, Faenza 2003; Iacoba ancilla, Udine 2005. Nel 2006 ha curato Niente come prima. Il passaggio del ’68 tra storia e memoria, Udine; nel 2008 L’eredità della maestra. Tracce del pensiero femminile in alcune esperienze educative nella provincia di Udine (1910-1970), Udine. Presente in varie antologie, collabora a diversi periodici culturali. Fa parte del DARS (Donna Arte Ricerca Sperimentazione) di Udine e della SIL (Società Italiana delle Letterate) del FVG. Nel 2007 ha fondato il gruppo di scrittura Anna Achmàtova.

Susanna Marchi, nata a Milano da genitori toscani, ha vissuto prevalentemente in Toscana. Bancaria pentita, dal 1994 ha lasciato il lavoro e si è trasferita ad Udine. Ama la lettura, la pittura, la musica ed il cinema, anche la scrittura  e tutto ciò che ha a che fare con la parola. Ha frequentato corsi di “scrittura d’esperienza” e di poesia.

Maria Dolores Miotto, nata in un paese del medio Friuli nel 1953, dalla famiglia deriva la passione per il cinema, per il teatro, per la scrittura. Si è diplomata nel 1984 alla Civica Scuola di Recitazione per il teatro in Friulano con la direzione di Nico Pepe e fa parte del Gruppo Teatrale della Loggia di Udine. Si è dedicata alla scrittura creativa partecipando con radiodrammi al Premi Friûl di Onde furlane (2° posto con La gnot cence sium, (1982) e al premio Teatro Orazero (segnalazione, anni 1982-84). Attualmente si occupa di traduzione di testi teatrali dall’italiano al friulano.

Barbara Vuano è nata a Belluno nel 1957 e vive a Udine. Svolge la professione di fisioterapista e ha avuto tre figli. Nel 2006 si è laureata in lettere presso l’Università di Udine con una tesi di argomento antropologico. Ha pubblicato un racconto, Un pollo cresciuto in batteria, nel libro collettaneo Niente come prima. Il passaggio del ’68 tra storia e memoria, a cura di Marina Giovannelli, Udine 2008, e la biografia di Luisa Caruzzi, in L’eredità della maestra. Tracce del pensiero femminile in alcune esperienze educative nella provincia di Udine (1910-1970), a cura di Marina Giovannelli), Udine 2008. Scrive anche poesia.

Luca De Clara

LucaDeClara_nuova1Luca De Clara al à cuarantecinc agns e al è a stâ a Codroip. Al insegne storie e filosofie tes scuelis superiôrs, si interesse di ricercje storiche e al colabore tant che gjornalist cu «la Vite Catoliche». Al à tacât a insegnâ par furlan tes scuelis elementârs dal distret di Codroip e te Universitât de Tierce Etât dal Friûl di Mieç viers la fin dai agns Novante. In chei timps si è inviade ancje la sô colaborazion decenâl tant che lematizadôr cul “Centri Friûl Lenghe 2000” pe redazion dal Gnûf Dizionari Bilengâl Talian-Furlan. Par Gaspari al à publicât tal 2001 Uomini o colpevoli?, un saç storic su l’ativitât dai tribunâi militârs talians te prime vuere mondiâl. Tal 2004 al à vinçût la 25e edizion dal premi leterari in lenghe furlane “San Simon” cul romanç Sul ôr dal jessi publicât di Ribis l’an dopo. Pe Kappa Vu al à voltât par furlan Animal Farm di George Orwell cul titul Il cjasâl dai animâi e scrit lis racueltis di storiutis Lis storiis di Inge e bach (2011) e Inge e Bach gnovis storiis (2013). Tal 2011 al è vignût fûr pe Forum il so ultin lavôr, Incontro ad Aquileia, une opare di divulgazion des teoriis di pre Gilberto Pressacco su la penetrazion dal cristianisim in Friûl. Sôs poesiis par furlan a son stadis publicadis timp indaûr su la gloriose riviste «Diverse lingue», direzude di Amedeo Giacomini. Al è stât assessôr a la culture dal comun di Codroip dal 2006 al 2011.

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Luciano Morandini

luciano_morandiniLuciano Morandini (San Giorgio di Nogaro 1928 – Buja 2009). Tra i suoi libri di poesia si ricordano: Lo sguardo e la ragione, antologia (1956-1978) a cura di Elvio Guagnini – prefazione di Andrea Zanzotto – Studio Tesi, 1979; Infrantume – introduzione di Enrico Testa – edizioni del Leone, 1984; L’albero di Mantes, Campanotto Editore, 1990; Berlusconiane (1995) e Fabula notturna – prefazione di Giovanni Raboni – (1996) Edizioni Kappa Vu (rappresentata nel 1997 al Mittelfest di Cividale); Lunario dell’insonnia – posfazione di Angela Felice – Campanotto Editore Poesia, 2000; Camminando Camminando – prefazione di Elvio Guagnini – Campanotto Editore Poesia, 2004. È stato anche autore di quattro racconti lunghi: San Giorgio e il drago – prima selezione premio Campiello 1984 – Studio Tesi, 1984; Lo sfrido, Edizioni di San Marco, 1989; Gli occhi maghi, Campanotto Editore, 1992; L’orologio di Saba – introduzione di Elvio Guagnini – Campanotto Editore, 1994. Nel 1998 è uscito, con una nota di Angela Felice, e sempre per le edizioni Campanotto, Promemoria Friulano, testimonianza di un’avventura intellettuale e artistica vissuta in Friuli dagli anni Cinquanta ai nostri giorni. Ha collaborato con varie riviste e ha curato programmi culturali per la Rai del Friuli-Venezia Giulia. Ha collaborato al settimanale regionale il Nuovo. Alcune sue opere sono state tradotte in sloveno, serbocroato, tedesco, inglese e spagnolo.

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Luisa Gastaldo

LuisaGastaldo_visoLuisa Gastaldo è nata a Tarcento, ha fatto molti traslochi e si è impegnata in diverse attività. Nel frattempo si è laureata in Conservazione dei Beni culturali. Ora si occupa di educazione ambientale e alimentare. Vive a Buja dove cura un orto didattico, l’Orto del Tasso barbasso, e organizza annualmente Orto-grafie. Poetiche tra le aromatiche. Fa parte della Rete di Orti di Pace e del Gruppo Anna Achmàtova, con il quale, per Kappa Vu, ha pubblicato vari racconti: “Ricognizioni” in Sepegrepetipi. La lingua dell’origine fra parola e afasia, a cura di Marina Giovannelli, Udine 2009; “Storia della bambina che non aveva nome”, “Maria e Anna” e la ballata “Buchettino” in Fiabesca. Storie di donnole, galline, briganti e regine rivisitate, Udine 2012. Sempre per Kappa Vu ha pubblicato la raccolta di poesie La culla sospesa, 2011. Con Valeria Bartesina ha curato la mostra itinerante e l’antologia-catalogo Luciano Morandini: lo sguardo e la ragione. Mostra internazionale di libri d’artista, Ellerani Editore 2012.

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Maria Tolone

Maria-ToloneMaria Tolone (1957), docente di materie letterarie nella scuola superiore, giornalista, già caporedattore del periodico «Il Movimento», caporedattore del periodico «AliceInforma», già collaboratrice de «Il Lavoratore-Progetto Informazione» e de «La Cittadella». Nel 1983 è l’unica donna socio fondatore dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea, federato all’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia. Ha pubblicato saggi sulla storia dell’Accademia Cosentina nella rivista Nuove Prospettive Culturali; ha collaborato all’antologia Artisti per gli anni Ottanta, Nuova Comunità, Cosenza, 1983 ed alla rivista culturale Nuova Comunità. Coautrice dei volumi Fausto Gullo, Pellegrini, Cosenza, 1982; Breve storia della Calabria Jonica e di un suo paese: Crosia, Pellegrini, Cosenza, 1983; Sericoltura: un’ipotesi di sviluppo meridionale, Nuova Comunità, Cosenza, 1985; Il Premio Sila – Cultura e impegno civile nella storia di un premio letterario, Pellegrini, Cosenza, 1997. Autrice dei testi Giorgio Canciani. Un comunista, un uomo libero, Arti Grafiche Astra, Trieste, 2007. Nel 1982 ha vinto il 2° Premio Nazionale Città di Cirò Marina, nel 1983 il 1° Premio Targa d’Argento Zagara di Rosarno e nel 1985 il Premio Nazionale Città di Mangone.

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Marina Giovannelli

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Marina Giovannelli vive e lavora a Udine. Ha pubblicato numerosi testi di poesia, saggi, racconti e romanzi, fra i quali Morte di carta (Faenza 2003), Cantata per la donna al telaio (Montereale Valcellina 2004), Iacoba ancilla (Kappa Vu, Udine 2005), Gli anni difficili (Kappa Vu, Udine 2011), Il sentimento della vita (Armando ed., Roma 2012), Di monache e sirene (Kappa Vu, Udine 2016), Variazioni sulle sorelle (Jacobelli ed., Roma 2017), Sulle tracce di Gasperina. Una biografia congetturale (Kappa Vu, Udine 2020).
Ha anche curato diversi libri collettanei per le edizioni Kappa Vu di Udine. Fra questi Niente come prima. Il passaggio del ’68 tra storia e memoria (2007); nel 2009, Sepegrepetipi. La lingua dell’origine fra parola e afasia; nel 2012 Fiabesca. Storie di donnole, galline, briganti e regine rivisitate; nel 2017, Eroine del mito. Figurazioni.
Tra i testi poetici: (An)estesie (Campanotto, Udine 1998); Una condizione ablativa (Joker, Novi Ligure 2003); Alga alla riva (Moby Dick, Faenza 2006); Ishtar nella Città del Buio (Roma 2009 – XVII Premio Donna e Poesia – il Paese delle Donne); Il libro della memoria e dell’oblio (Samuele ed., Fanna 2013); Una sorta di felicità (Raffaelli ed.,
Rimini 2019 – Premio PPOO città di Barga 2019).
È presente nell’antologia Poete a nordest (Ellerani, San Vito al Tagliamento 2011), nell’Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea n. 3 (Raffaelli ed., Rimini 2015), nell’Atlante dei Poeti italiani contemporanei “Ossigeno Nascente”.
Fa parte della SIL (Società Italiana delle Letterate) e collabora con le edizioni “Vita Activa” di Trieste.
È stata responsabile per il Dars delle collane “Quaderni di Poesia” e “Archivio”.
Nel 2007 ha fondato il Gruppo “Anna Achmatova” e nel 2010 l’Associazione ADASTRACULTURA “Tito Maniacco”, che operano nei settori della letteratura e dell’arte figurativa. Da uno dei convegni di Adastracultura è nato il testo bilingue italiano/friulano CULTURA, TERRITORIO E PUBBLICO IN FRIULI dagli anni cinquanta alla fine del Novecento – Atti di convegno // CULTURE, TERITORI E PUBLIC IN FRIUL dai agns cincuante ae fin dal Nufcent – Ats di cunvigne (Kappa Vu, Udine 2012).

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Marina Rossi

Marina_rossiPiù volte docente a contratto presso le cattedre di Storia dei Paesi Slavi delle Università di Trieste e Venezia, con cui continua a collaborare attivamente, ricercatrice presso l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione di Trieste. Autrice di numerosi saggi ed articoli riguardanti la storia del lavoro e del movimento operaio organizzato nelle provincie meridionali dell’impero asburgico e la lotta politica nel Nord-est d’Italia dal primo dopoguerra alla fine della seconda guerra mondiale, è particolarmente nota, anche all’estero, per gli studi riguardanti il fronte orientale e le prigionie in Russia nel corso dei due conflitti mondiali. Tra i volumi più importanti, legati alle ricerche russe: I prigionieri dello zar (Mursia, Milano 1997), Irredenti giuliani al fronte russo (Udine 1999), Le Streghe della notte. Storia e testimonianze dell’aviazione femminile in URSS (1941-1945) (ed. Unicopli, Milano 2003), Evghenij Chaldej, un grande fotografo di guerra (Ed. La Stampa, Torino, 2006). Dal 1994 ha collaborato con Umberto Asti, come consulente storica, in tutti i documentari d’argomento russo da lui realizzati: L’altra riva del Don, 1995, L’uomo del Volga, 2000, La Vittoria non ha le ali, 2002. Come co-sceneggiatrice ha collaborato con lo stesso autore per I naviganti, 2006, e Chapiteau, 2007. Per le ricerche filmiche e la cura dei testi riguardanti il fronte orientale e la frontiera giuliana, ha partecipato ai documentari I prigionieri di guerra, di J. Gianichian e A. Ricci, Museo Rovereto 1995; Cronache militari dei fronti galiziano e balcanico, Museo Rovereto 1996; Passano i soldati, di L. Gasperini, Roma 2001; Trieste sotto, Rai international, Roma 2002.

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Maurizio Benedetti

Benedetti_maurizioMaurizio Benedetti è nato a Berna il 17-9-1968 e vive ad Ara Grande, frazione di Tricesimo (UD). Ha pubblicato nel 2006 la raccolta breve Lontano da chi ascolta per l’editore Sottomondo di Gorizia e, sempre per il medesimo editore, il libro So distruggere il mio dio nel 2008. Ha fatto parte della redazione della rivista «Corrispondenze & Lingue Poetiche» edita negli anni ‘90 dalla Kappa Vu di Udine e partecipa con continuità a letture pubbliche dei suoi testi. È direttore Artistico del Festival di poesia “PoetARE”, che si tiene annualmente dal 2008 ad Ara di Tricesimo. Nel 2009 ha vinto il “Trieste poetry slam” e si è classificato secondo assoluto al Premio Nazionale di poesia per inediti “Ossi di seppia” che prevede la pubblicazione su antologia per i primi quattro autori classificati. Nel 2010 è stato inserito nell’Antologia del Premio di poesia “Giuseppe Longhi” e ha dato alle stampe la raccolta Bionda salamandra e altre poesie (Kappa Vu). Nel 2011 ha vinto il Premio Nazionale di poesia “San Mauro città delle fragole” e il Concorso Internazionale di poesia “Calla in poesia”. Nel 2013 ha partecipato al Festival di poesia “Stranou” che si svolge nel mese di giugno fra Praga, Beroun e Krakovets. È stato più volte ospite del progetto “Residenze estive” al Collegio del Mondo Unito di Duino. Nel 2017 è uscita la seconda raccolta per Kappa Vu Davanti ai Visigoti.

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Maurizio Mattiuzza

Mattiuzza_maurizioMaurizio Mattiuzza: poeta, scrittore, agitatore culturale è nato alle porte di Zurigo nel luglio del ‘65. Vive in Friuli dal ‘76 . Punk-rocker della prima ora e mezza, ha prestato voce e caviglie alla scena friulana degli anni ‘80 passando poi a condurre, per diverse stagioni, programmi di indie-rock su alcune radio, inclusa la mitica Onde Furlane. Laureato in scienze politiche ha fotocopiato ed incollato fanzines di ogni sorta, prima di debuttare felice su Usmis, rivista di cui ha condiviso rizomi e sbocchi fino a pubblicare, nel ‘97, La cjase su l’ôr, suo primo libro solista. Co-fondatore del movimento di azione poetica dei “Trastolons”, ha calcato con gli stessi i palchi e le pagine di una raccolta colletiva intitolata Tons Trastolons e dell’audiolibro Tananai. Nell’autunno 2001 ha inoltre pubblicato assieme al cantautore carnico Lino Straulino, curandone i testi e le parti recitate, l’album Tiere Nere (nota records) sull’onda del quale è nata una intensa attività live che ha toccato diversi clubs tra Friuli, Veneto e Piemonte. Suoi racconti ed articoli sono stati pubblicati sulle riviste “La Comugne” e “PaginaZero”. L’inutile necessitâ(t) è il suo secondo libro.

Mauro Daltin

mauro daltin

Nasco nel 1976, in Friuli. Narratore, editor, organizzatore di eventi, lavoro nel mondo dell’editoria da 15 anni. Ho pubblicato L’eretico e il cattolico. Intervista a Elio Bartolini (Kappa Vu), la guida Friuli Venezia Giulia (Touring Editore), la raccolta di racconti Latitanze (Besa). Nel 2012 è uscito I piedi sul Friuli. Viaggio tra borghi, lune e storie dimenticate (Biblioteca dell’Immagine); nel 2013 Officina Bolivar. Storie sudamericane di destini, polvere e cieli capovolti (Ediciclo, finalista al Premio Albatros), mentre del 2014 è L’ultimo avamposto del mondo (Biblioteca dell’Immagine). Sempre nel 2014 è uscito, assieme a Maurizio Mattiuzza, prima in allegato al quotidiano “Il Gazzettino” e poi in libreria, Isonzo in bicicletta (Ediciclo).  Del 2018 è Il punto alto della felicità (Ediciclo). Del 2019 La teoria dei paesi vuoti. Viaggio tra i borghi abbandonati (Ediciclo).

Ho diretto la rivista “PaginaZero-Letterature di frontiera”, collaborato con alcuni periodici (“Lo Straniero”, “Carta”, “Il Nuovo Fvg”, “Tam Tam”); mi sono divertito a condurre a partecipare a programmi radiofonici e a scrivere la sceneggiatura, assieme a Andrea Nardon e Giorgio Milocco, del cortometraggio Ciao Italiano prodotto dalla Quasar. Leggo spesso in pubblico, all’interno di reading letterario-musicali insieme a scrittori e musicisti.

Curo corsi di scrittura creativa legati al tema del viaggio, del reportage e della narrativa. Sono docente di scritture di viaggio al Master in Editoria dell’Università Cattolica di Milano e ai corsi di editoria organizzati dall’Agenzia Herzog a Venezia. Collaboro con la Rai del Friuli Venezia Giulia e sono tra i fondatori dell’Associazione culturale Bottega Errante che organizza eventi culturali, rassegne di libri. In particolare mi occupo del marchio editoriale BEE (Bottega Errante Edizioni; www.bottegaerrante.it) e del Festival “La Notte dei Lettori” (www.lanottedeilettori.it).

Amo i borghi abbandonati, i boschi, i Balcani, il tennis degli anni Novanta, i numeri 10 nel calcio, camminare in montagna, passare ogni tanto una notte in bivacco, leggere grandi libri, l’Argentina e il viaggio come condizione mentale.

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Max Mauro

MAX_2010Max Mauro è nato a Frauenfeld (Svizzera) nel 1967, figlio di emigranti friulani. Scrittore, giornalista, ricercatore dell’umano paese ed ex cantante punk, si occupa di migrazioni, culture di confine, culture giovanili, viaggi (preferibilmente in bicicletta). Tra i fondatori de Il Nuovo Friuli, ha collaborato a lungo con Diario, Linus e altre testate nazionali. Ha lavorato come giornalista in Venezuela e raccolto storie di migranti in Sud Africa e Germania. Inseguendo una sintesi tra ricerca sociale e scrittura giornalistica, nel 2013 ha completato un dottorato di ricerca presso il Centre for Transcultural Research and Media Practice di Dublino, Irlanda, con uno studio etnografico sullo sport e i giovani di origine immigrata. Da ottobre 2013 lavora come Associate Lecturer presso la School of Communications and Writing, Southampton Solent University, Inghilterra. Con La mia casa è dove sono felice. Storie di emigrati e immigrati (Kappa Vu, 2005), ha vinto il Premio “Città di Borgotaro-Raccontare l’emigrazione”. Patagonia controvento (Ediciclo, 2006), ha ricevuto la menzione speciale al Premio Albatros per la letteratura di viaggio. Per Edicolors scrive I bambini terribili, dieci ritratti fulminanti di bambini e bambine “terribili”, diabolici piani di vendetta contro le prepotenze dei ragazzi più grandi, contro i divieti degli adulti, e altro ancora.

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Ottaviano De Biase

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Nasce a Santa Lucia di Serino (AV) il 21 agosto 1947. Figlio di coltivatori diretti. Nel 1965 abbandona gli studi agrari ed emigra in Germania. Nel 1966 si arruola nella MM. Nel 1967 consegue la qualifica di radiotelegrafista. Seguono le prime esperienze in centri radio sia a bordo di navi sia in quelli di terra. Contemporaneamente frequenta specifici corsi di formazione e di perfezionamento. Nel 1974 consegue la specializzazione in Guerra Elettronica. Nello stesso anno viene chiamato al S.I.O.S., presso cui assolve compiti di intercettazioni elettroniche (GE) e di impieghi particolari (IP). Nel 1978 viene inviato in una sede Nato con l’incarico di Responsabile della Sicurezza delle Telecomunicazioni. Nel 1989 viene richiamato in campo nazionale ed assegnato a un gruppo di ufficiali iracheni, in Italia per dei corsi di specializzazione in Guerra Elettronica. Corsi mai iniziati in seguito alla contemporanea invasione del Kuwait. Sopraggiunti problemi fisici (classificati: rischio di livello alto), De Biase viene sottoposto ad una serie di accertamenti diagnostici, al termine dei quali verrà giudicato non più idoneo al servizio attivo.

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Paolo Cantarutti

paoloCantaruttiPresidente della cooperativa Informazione Friulana e redattore, assieme al direttore Mauro Missana, del settore culturale di Radio Onde Furlane. Cura le serie radiofoniche ed i progetti esterni della cooperativa (convegni, pubblicazioni e la collana discografica Musiche Furlane Fuarte). E’ coordinatore editoriale della rivista letteraria La Comugne (edizioni Kappavu). Ha curato inoltre diverse pubblicazioni sempre in lingua friulana (saggi, romanzi, raccolte di poesia, periodici, fumetti), rassegne artistiche e musicali (Premi Friûl, Cormôr Salvadi) convegni e programmi radio televisivi per diverse emittenti (RAI FVG, Telefriuli). Negli anni ’90 è stato uno dei fondatori della rivista e del movimento Usmis ed ha coordinato la redazione del mensile La Patrie dal Friûl. Sempre in quel periodo ha realizzato tre opere di videoarte premiate alla Mostre del Cine Furlan.

Pierluigi Visintin

Pierluigi_visintinPierluigi Visintin, nato a San Giorgio di Nogaro (UD) nel 1948, è autore di tre libri storici, pubblicati dalla Kappa Vu: I giorni del Cormôr (1991), sullo sciopero a rovescio nella Bassa Friulana del 1950; Che il mondo intero attonito sta (1992), sull’operato del vescovo Nogara, assieme ad Alessandra Kersevan, e Come si vincono le elezioni (1993), sulle elezioni dal 1948, assieme a Faustino Nazzi. Nel 1995 ha pubblicato la biografia di Piero Pezzè, musicista e compositore udinese del Novecento (Ed. Kappa Vu). Nel 2001 ha pubblicato Il Sommo Stregone (Ed. “La Fiaccola”), requisitoria “arcaica” contro la barbarie post-moderna. È autore di traduzioni dal latino in friulano (Apuleio, Orazio, Teofilo Folengo) e dal greco in friulano (Euripide, Esiodo), ha scritto racconti satirici in friulano pubblicati su «La Comugne» (Ed. Kappa Vu 1998-2008). Ha tradotto dal greco in friulano, in esametri barbari, assieme ad Alessandro Carrozzo, l’Odissea di Omero (Ed. Kappa Vu 2006). Ha scritto il libro Romano il Mancino e i Diavoli Rossi, biografia del partigiano (Ed. Kappa Vu 2002), a cui è ispirato lo spettacolo realizzato assieme al compositore Claudio Cojaniz e al poeta Luciano Morandini. Per Davide Pitis ha curato i testi di spettacoli musicali: Babêl/Babele (2001), Che lingua batterà il mio orecchio, chi ascolterà le mie canzoni (2003), I giorni del riscatto (Mittelfest 2004). Nel 2005 ha ridotto e sceneggiato il racconto di Charles Dickens Un canto di Natale, base di uno spettacolo della Filarmonica del Friuli Venezia Giulia, musiche originali di Davide Pitis. Il suo racconto Processo e morte di Socrate detto “il tafano” è stato pubblicato in “Poeti e prosatori del Friuli” (Messaggero Veneto 2004). Nel 2005 ha lavorato al progetto di riscoperta del pittore sangiorgino Alfonsino Filiputti detto Angiolino (1924-1999), un cantastorie col pennello. Nel 2008 ha pubblicato Sciaquoneide, poema epico in ottave di endecasillabi, sugli scardinati anni goliardici alla fine degli anni Sessanta. Ha raccolto il materiale e curato la pubblicazione di Diario di un gappista (Ed. Kappa Vu 2009). Con la Rai di Trieste ha realizzato la serie Avventure friulane di Casanova (1998), cinque radiodrammi da racconti di autori friulani (1999-2000), la serie Esopo friulano (2002-2003), 4 puntate dal titolo Viaggio in Friuli con poeta, assieme a Federico Tavan e Davide Pitis (2003) e 13 puntate su Casanova gourmet (2004) in collaborazione col compositore Davide Pitis. Nel 2003, frutto del suo continuo interesse per la vita e la figura di Casanova, ha vinto il premio San Simon di Codroipo (UD), sezione saggistica, con il saggio “Friûl e Furlans te Historie de ma vie di Giacomo Casanova”. Nel 2011 è uscita postuma la sua traduzione integrale in lingua friulana dell’Inferno di Dante Alighieri, curata da Alessandro Carrozzo.

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Pietro Mastromonaco

mastromonacoPietro Mastromonaco, nato a Roma, da genitori molisani, ha trascorso infanzia e adolescenza a Gorizia, trasferendosi poi a Udine, dove ha insegnato letteratura italiana presso le scuole superiori. Si è impegnato nella scuola sulle problematiche didattiche e organizzative, e ha ricoperto alcune responsabilità a livello politico. Negli ultimi dieci anni è impegnato nelle elaborazioni narrative, e ha pubblicato, con Campanotto editore, i romanzi: Nazdarovje – Incontri d’estate in terre di Russia, Presi per incantamento – in vela d’amore da Trieste in Dalmazia, Palme inquiete a L’Avana. Suoi racconti sono stati pubblicati su varie riviste. In particolare due racconti lunghi sono stati pubblicati l’anno scorso nel volume I Piatti perduti (Libri edizioni). Ultimamente ha svolto in centri della Regione dei recital poetici, su Dante, Leopardi, Pascoli, Carducci, Saba, Montale, Pasolini e altre letture nell’ambito di presentazioni di testi di narrativa e poesia.

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Raffaella Cargnelutti

cargnelutti_raffaellaCritica e storica dell’arte, Raffaella Cargnelutti (1957) vive a Tolmezzo (UD); lavora al Centro regionale di catalogazione e restauro dei beni culturali, Villa Manin di Passariano. Si è dedicata alla ricerca e valorizzazione della pittura di paesaggio dell’Ottocento e Novecento in Friuli. Ha curato studi e monografie dedicate a: Cornelia Corbellini (1988); Artisti carnici del Novecento (1991); Arturo Cussigh (1993); Giuseppe Barazzutti (1994); Pievi e chiese in Carnia (1994); Aldo GioBatta Foschiatti (1995); Giovanni Macor (1996); Giuseppe Da Pozzo (1996); Carnia. Itinerari. Arte (1996); Marco Davanzo (1997); Antonio Menossi (1997); I Mussinano di Cercivento. Storia di una famiglia carnica nei secoli XVIII e XIX (1997); Giovanni Moro (2001); Appunti per una storia del ritratto pittorico in Carnia. Opere dal XVI al XVIII secolo (2005). In corso di pubblicazione: San Martino, Tolmezzo e la Carnia; L’opera imperfetta, vita e opere del pittore Gianfrancesco da Tolmezzo. Il ritratto di Maria è la sua prima esperienza narrativa.

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Renato Damiani

Damiani_Renato_1Dopo aver insegnato per molti anni nella scuola media e nella scuola superiore, Renato Damiani ora si interessa principalmente di tematiche europee, nella sua veste di Vicepresidente della Casa per l’Europa di Gemona. Tuttavia ogni tanto si concede qualche error, che in latino significa anche divagazione o allontanamento dalla via principale. Ed è appunto da queste divagazioni che è nato Il verso alla storia la cui prima parte, con il sottotitolo tra rime&cantilene è stata pubblicata nel 2001 da La Nuova Base Editrice. L’interesse di Damiani parte da quella che fu la sua materia di insegnamento, cioè la storia, per concentrarsi su alcuni fra i più noti personaggi del passato, alcuni reali, altri frutto dell’immaginario popolare. Del resto «per essere famosi – egli sostiene – non è necessario essere esistiti». Da essi egli ricava lo spunto per riflettere, con il disincanto degli anni, sulla contradditoria condizione umana e sui vizi e le virtù che da sempre rendono l’uomo ora eroico, ora meschino.

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Rocco Burtone

RoccoBurtoneRocco Burtone Negli anni 70 faceva il cantautore “contro”, ma sta ancora chiedendosi contro chi abbia combattuto. Era talmente contro che rifiutò qualsiasi contratto discografico. Lo ascoltò ad un concerto Ivan Della Mea, allora direttore dei “Dischi del Sole”, che gli spedì una lettera con la richiesta di una registrazione (oggi si chiama demo) e Rocco gli inviò una cassetta registrata dal vivo praticamente inascoltabile. Della Mea gli scrive nuovamente chiedendogli un prodotto migliore, e cosa risponde il nostro eroe? “Caro Ivan, il valore dei miei concerti è manifestato dal rapporto a volte conflittuale col pubblico, quindi non ho interesse ad incidere canzoni senza una logica di lotta”. Della Mea non scrisse più e Rocco sta ancora meditando. Fino alla fine dei 70 ha suonato dappertutto, dalla Sardegna alla Sicilia, nelle fabbriche, nei teatri, alle Feste dell’Unità, per i circoli anarchici, per gli emigranti in Olanda e in Germania. Nel 79/80 va negli Stati Uniti per ragioni economiche e lo troviamo dapprima su una nave da crociera a sollazzare musicalmente i turisti americani nel tragitto New York-Bermude, poi, stanco di quella vita, si trasferisce a Los Angeles dove canta le sue canzoni nei locali e con sorpresa si accorge di essere apprezzato più che in patria (forse perché il pubblico non comprende i testi). Rientrato in Italia ricomincia con i concerti proponendo recital musicali e teatrali, proprio perché la sua passione è sempre stata il teatro sia per adulti che per bambini e infatti ha lavorato per anni con la “Compagnia Attori Associati” il cui repertorio era costituito soprattutto da spettacoli per l’infanzia; inoltre scrive libri e registra qualche disco. Insomma, ha fatto un sacco di altre cose, ma la noia dei curriculum troppo lunghi ci fa desistere.

Romano Marchetti

RomanoMarchettiFotoROMANO MARCHETTI, carnico come egli si è sempre sentito, dottore in agraria, specializzato in agricoltura tropicale, mazziniano, repubblicano e socialista, partigiano osovano, esperto in zootecnia, sostenitore assiduo del circondario montano, nato nel lontano 1913. Questa è la storia di un bimbo che da un mondo fatto di giochi infantili, ramarri, cingallegre, ghiri, parenti e padrini precipita in un mondo fatto di prevaricazione e soprusi, di ordini, ingiustizie, sogni infranti. La storia di Romano Marchetti inizia nel piccolo paese di Maiaso, in Carnia, e continua, attraverso la metamorfosi giovanile, fino alla crescita, in lui, di una coscienza antifascista ed allo sviluppo di un pensiero libero. Ufficiale degli alpini sul Golico, è, poi, uno dei primi organizzatori della resistenza osovana in Carnia, si scontra con le difficoltà del dopoguerra, sostiene Unità Popolare, intesse rapporti anche epistolari con noti socialisti ed azionisti, e viene catapultato a Savona, per avere in qualche modo disturbato la Democrazia Cristiana. Vive la sua esperienza lavorativa presso vari Ispettorati Provinciali dell’Agricoltura, conosce la marca trevigiana, si ricongiunge, infine, alla sua sposa ed ai figli. Costantemente preoccupato di guadagnar “due soldi per il lesso” per mantenere la famiglia, vive la sua vita in un succedersi incessante di fatti internazionali, nazionali e locali, che segue con partecipazione. Interessanti appaiono le sue proposte per sviluppare l’agricoltura, la frutticoltura, l’allevamento. Il libro, curato da Laura Matelda Puppini, è corredato pure dalla storia del battaglione Carnia della Osoppo e del suo comandante Barba Livio, da quella della distruzione della torre Picotta da parte dei tedeschi, da schede analitiche su figure di partigiani.

Sandi Volk

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Sandi (Alessandro) Volk Nato a Trieste il 24 aprile 1959 si è laureato in storia contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trieste con relatore il prof Elio Apih. Ha conseguito il master ed il dottorato in storia contemporanea presso il Dipartimento di Storia della Facoltà di Filosofia dell’Università di Lubiana (SLO), relatore il prof. Duˇsan Ne´cak. Si occupa di storia contemporanea della Venezia Giulia, in particolare di Trieste e della storia degli sloveni della regione. Ha svolto ricerca sulla nascita del movimento operaio sloveno a Trieste, sul movimento nazionale sloveno nel periodo precedente alla prima guerra mondiale, sulla seconda guerra mondiale nella memoria degli sloveni di Trieste, sulla storia del lager nazista della Risiera di S. Sabba, sulla/e memoria/e riguardo al periodo 1918-1954 in vari gruppi della popolazione triestina e soprattutto sul destino degli esuli/profughi istriani e dalmati dopo l’esodo, che è stato anche il tema della tesi di master e di dottorato. Pubblica in Slovenia e Italia. È stato giovane ricercatore presso lo Inˇstitut za narodnostna vpraˇsanja di Lubiana ed è attualmente ricercatore presso la Sezione storia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi di Trieste (Odsek za zgodovino Narodne in ˇstudijske knjiˇznice v Trstu). Collabora con lo Znanstveno raziskovalno srediˇsˇce Republike Slovenije Koper – Centro di ricerche scientifiche della Repubblica di Slovenia di Capodistria, con lo Zgodovinsko druˇstvo za juˇzno Primorsko, con lo Inˇstitut za narodnostna vpraˇsanja di Lubiana, con i Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, con l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nel Friuli-Venezia Giulia di Trieste. È membro della Commissione consultiva del Comune di Trieste per il Civico Museo della Risiera di S. Sabba – Monumento nazionale. Oltre a numerosi saggi e articoli, in italiano e sloveno, sul problema degli esuli istriani e dalmati ha già pubblicato anche due libri, entrambi editi dallo Znanstveno raziskovalno srediˇsˇce Republike Slovenije Koper e dallo Zgodovinsko druˇstvo za juˇzno Primorsko, nel 1999 e nel 2003 rispettivamente: “Ezulski skrbniki. Vloga in pomen begunskih organizacij ter urejanje vpraˇsanja istrskih beguncev v Italiji v luˇci begunskega ˇcasopisja, 1945-1963” (I tutori degli esuli. Il ruolo delle organizzazioni dei profughi e la gestione del problema dei profughi istriani in Italia alla luce della stampa profuga, 1945-1963) e “Istra v Trstu. Naselitev istrskih in dalmatinskih ezulov in nacionalna bonifikacija na Trˇzaˇskem, 1945-1966” (L’Istria a Trieste. L’insediamento degli esuli istriani e dalmati e la bonifica nazionale a Trieste, 1945-1966).

Sergio Virginio

foto-biografia

Sergio Virginio è nato a Palmanova (UD). Ha lavorato alle dipendenze delle Ferrovie dello Stato. È stato segretario provinciale della Filt-Cgil e presidente della Coop Ferrovieri di Udine. Ha collaborato con Legacoop Fvg dove ha realizzato l’archivio storico. È stato presidente del Centro regionale per la cooperazione nelle scuole del Friuli Venezia Giulia e, come vice presidente dell’Unione internazionale della cooperazione scolastica (Uice), ha contribuito a diffondere la cooperazione scolastica in Argentina e in Paraguay. Ha pubblicato: La coperative (Kappa Vu), La Scaricatori (Guarnerio Editore), Forza Pav (Unidea), L’Aster (Guarnerio Editore), L’Idealservice (Guarnerio Editore), Una grande piccola cooperativa (Edizioni LaCronaca), La Copera (con: Martina, Varutti, Anziutti – SMA Forni di Sopra), 100 Anni di cooperazione (Puntostampa), Idee e progetti di nuove imprese cooperative (Puntostampa), La cooperazione dei consumatori (ricerca storica su compact disc), Cooperazione & Sviluppo (ricerca storica su compact disc).

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Silvana Schiavi Fachin

Schiavi_Fachin_SilvanaSilvana Schiavi Fachin vanta una vasta esperienza d’insegnamento delle lingue moderne: friulano, italiano, francese, inglese e spagnolo dalla scuola dell’infanzia all’età adulta. È inoltre autrice di materiali per l’apprendimento e l’insegnamento del e in friulano e in altre lingue meno diffuse. Nei primi anni ottanta, col contributo finanziario della Commissione Europea, ha organizzato in Friuli i primi progetti pilota di educazione bilingue italiano–friulano e italiano–sloveno secondo la modalità “una persona–una lingua”. Dal 1971 si occupa della formazione iniziale e in servizio degli insegnanti di lingue native, seconde e straniere. Attualmente è componente della commissione scientifica di due gruppi europei di ricerca: “ADUM: Working Together to Support Minority Languages” e “EUNoM: European Universities Network on Multilingualism”.

Silvio Cumpeta

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Silvio Cumpeta, nato a Farra d’Isonzo (Gorizia), di origine rumena, ha compiuto studi filosofici e storici. Dopo aver pubblicato saggi sulla filosofia italiana tra le due guerre, nel corso degli anni ‘70 ha orientato la propria scrittura verso la poesia: Questo corpo in fuga, 1979 (Premio “Biella” 1980); Stazione e moto della signora, 1988; Accostanze e oltranze, 1989; “1994”, 1997; Il tramonto dell’ira, 1998; Un giorno per tutti, 1999.
Nel 2001 pubblica l’opera filosofica I dialoghi dell’ego; nello stesso anno, presso l’Harmattan France, l’antologia Poèmes choisis e nel 2002 Ovviamente o della futilità.
Con Kappa Vu pubblica nel 2003 Breviario Iracheno (Premio “Dino Menechini” 2005), raccolta di poesie tradotta poi in sloveno da Jolka Milic (Iraški brevir, Kappa Vu 2006) e in inglese da Jack Hirschman (Iraqi Breviary, Berkeley 2006); nel 2009 la raccolta Elegia e satira e nel 2011 Amici 1993. Fragmentularia postuma. Dal 1993 ha diretto, per alcuni anni, la rivista di letteratura e arte «I quaderni della Luna». È inoltre autore di testi teatrali e narrativi.

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Stefano Aurighi

Stefano_aurighiNato ai piedi delle montagne (Vittorio Veneto, 1965), Stefano Aurighi vive a Modena, nel bel mezzo della sconfinata Pianura Padana. Giornalista free lance (il Venerdì di Repubblica), è anche videomaker e ha realizzato con un paio di amici-colleghi una serie di documentari dedicati ai cambiamenti della politica in Italia, tra cui “Occupiamo l’Emilia” e “A furor di popolo”. Fino ad ora aveva scritto libri quasi seri su temi sociali ed economici, ma finalmente è riuscito a tirare fuori dal cassetto il romanzo che avete tra le mani.

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Stefano Moratto / Stiefin Morat

moratto_stefano2Stefano Moratto è di Morsano al Tagliamento e vive a Udine. Negli anni ’90 ha partecipato all’esperienza di arte e politica “Usmis” (pubblicazione e movimento per nuove culture friulane e planetarie) e, dopo, ha fatto parte del collettivo poetico dei Trastolons che nel 1998 hanno pubblicato l’antologia Tons Trastolons e nel 2001 Tananai. Nel 2001 esce anche il suo romanzo Donald dal Tiliment, considerata una delle prove più innovative della letteratura friulana, scritta in un friulano mescolato e caraibico, che nel 2007 diventa un radiodramma trasmesso dalla radio Rai regionale in 30 puntate, per la regia di Renato Rinaldi. Nel 2006, con Giorgio Cantoni, gira “Mugulis. I ultins piratis dal Tiliment”, video che vince il primo premio alla Mostre dal Cine Furlan. Il suo primo libro di poesie, del 2009, è Isulis, una raccolta per la collana Discanto della Kappa Vu. Nel 2016 esce il romanzo distopico interamente in lingua friulana Kebar Krossè.

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Teatro Incerto

Udine, 21/03/2005 - Prove "Garage 77" con Teatro Incerto - Fabiano Fantini, Claudio Moretti, Elvio Scruzzi - Foto Luca d'Agostino/Phocus Agency © 2005

Il Teatro Incerto (Fabiano Fantini, Claudio Moretti e Elvio Scruzzi) al è il plui popolâr grup teatrâl furlan. Nassût tal 1982, in cuasi 30 agns di ativitât al â realizât plui di 20 spetacui e miârs di replichis in ducj i cjantons e situazions dentri e fûr dal Friûl. Fra chescj “Le scarpe prendono piede” (1985, 400 e passe replichis), la trilogjie “Four” (1997), “Laris” (1998), “Dentri” (1999), “I mosaiciscj” (2000, il so test al è publicât in La Comugne Speciâl numar 9, 2003), “Maratona di New York” (2001), “Muradôrs” (2006), “Garage 77” (2006), “Don Chisciotte” (2012). Cence dismenteâsi des publicitâts e des trasmissions radiofonichis e televisivis, deventadis dai mîts de culture furlane popolâr dal dì di vuê.

 

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Federico Tenca Montini

Tenca_foto_copiaNato a Udine nel 1984, si è laureato in sociologia presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ha studiato presso la Facoltà di Filosofia e quella di Scienze Sociali dell’Università di Lubiana e ha frequentato corsi avanzati di slavistica per stranieri presso quella di Zagabria. Ha collaborato con l’Ambasciata d’Italia in Montenegro (Podgorica).

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Tito Maniacco

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È nato il 6 gennaio 1932 a Udine, dove è vissuto contribuendo attivamente alla vita culturale e politica della città, e dove si è spento il 22 gennaio 2010. Insignito nel 2008 del sigillo della città, è ritenuto uno dei maggiori intellettuali e scrittori della regione e ha pubblicato numerosi libri di poesia, narrativa e saggistica, tra i quali:
I senza storia. Storia del Friuli, Casamassima, 3 voll., Udine 1977-1979 (ristampato nel 2018 dalle Edizioni Biblioteca dell’Immagine); Storia del Friuli, Newton Compton, Roma 1985; Viaggio di herr Walther von der Wogelweide nella Patria del Friuli, poemetto, Ed. Il Campo, Udine 1988; L’uomo dei canali, romanzo, Studio Tesi, Pordenone 1993 e Editoriale Messaggero Veneto 2004; L’ideologia friulana. Critica dell’immaginario collettivo, Kappa Vu, Udine 1995, II edizione nel 2010; Gentiluomo nello studio, poemetto, Il Menocchio, Montereale Valcellina 1996; La patata non è un fiore, Vivere e morire da contadini, Biblioteca dell’Immagine, Pordenone 1997; Mediterraneo, poemetto, Il Menocchio, Montereale Valcellina 1998; Genesi, racconti, Biblioteca dell’Immagine, Pordenone 1999; La veglia di Ceschia, romanzo, Biblioteca dell’Immagine, Pordenone 2001; Patriarca nella nebbia, poemetto, Il Menocchio, Montereale Valcellina 2004; Le favole del corvo, Kappa Vu, Udine 2005; Mestri di mont, romanzo, Il Menocchio, Montereale Valcellina 2007; Figlio del secolo, romanzo, Kappa Vu, Udine 2008; Oltris, poesie e immagini, Il Menocchio, Montereale Valcellina 2008.
Postumi, sono stati pubblicati: Il guardiano del faro, poemetto, Biblioteca Civica “V. Joppi” e ADASTRACULTURA, Udine 2014 e La zona di confine, racconti, Bottega Errante Ed. e ADASTRACULTURA, Udine 2017.
È stato anche critico d’arte, curatore di mostre e artista in proprio, presente in diverse esposizioni personali e collettive.

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Valerio Marchi

ValerioMarchiNato a Roma nel 1960 ma friulano d’adozione, vive a Udine dal 1968. Sposato con Patrizia dal 1986, ha due figlie: Arianna Vera e Michela Serena. Si occupa di studi biblici, studi storici e poesia, avendo all’attivo varie pubblicazioni in tutti e tre i settori. S’è laureato, presso l’Università di Trieste, in Giurisprudenza (1984) e in Storia (1993). A partire dal 1987 ha insegnato prima Discipline giuridiche ed economiche e poi Filosofia e Storia presso istituti d’istruzione superiore della provincia di Udine (attualmente al Liceo scientifico “G. Marinelli” di Udine). È stato nominato Cultore della materia sia presso l’Università di Trieste (Storia della Chiesa, 1999) sia presso l’Università di Udine (Storia dell’Ebraismo, 2015). Ha conseguito nel 2009 il Dottorato in Storia presso l’Università di Udine, dove continua a svolgere attività di ricerca. Dalla tesi hanno preso forma, con integrazioni e rielaborazioni, due monografie pubblicate a Udine con l’editore Del Bianco (Collana “Civiltà del Risorgimento”): «Tempo bello per gli ebrei». La vivace propaganda antiebraica della stampa cattolica udinese tra Otto e Novecento (2011), e L’«Affaire Dreyfus» e l’«accusa del sangue» (2013).

Per la collana Storia della Kappa Vu ha pubblicato, nel 2008, «Il serpente biblico». L’on. Riccardo Luzzatto in Friuli fra culto della patria, antisemitismo e politica (1892-1913), «Il dottor Sachs». Un medico ebreo in Friuli e la sua famiglia tra Otto e Novecento, nel 2009  «Una degna figlia di Israele». Lina Gentilli di Giuseppe (San Daniele del Friuli 1883 – Venezia 1901). Nel 2010 è stata poi la volta di «L’orribile calunnia». Polemiche goriziane sull’omicidio rituale ebraico (1896, 1913). Nel 2012 ha dato alle stampe la monografia Pietro Antonio Antivari – vescovo dei friulani a fine Ottocento, seguita poi nel 2014 da Il «sindaco ebreo». Elio Morpurgo in Friuli tra Otto e Novecento. Risale al 2017 la sua pubblicazione più fresca, intitolata Negli occhi e nel cuore. I Gentilli, ebrei friulani testimoni della Shoah. Parallelamente, si è dedicato anche a raccolte di versi, nel 2013 con Spigolature. Poesie inedite 1995-2013 e nel 2015 con Quell’anno sull’altipiano. Trenta liriche in omaggio a Emilio Lussu.

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Wally Gigante Waddell

copertinaWally Gigante Waddell è nata a Ronchis (Udine) e, dopo aver vissuto in Francia, Inghilterra e Canada, risiede a Lignano Sabbiadoro. Si è diplomata come infermiera a Londra con la specializzazione in pediatria e psichiatria. Si è laureata alla London University dell’Ontario in Canada. Ha pubblicato la raccolta di poesie Alla foce del fiume e Per raggiungere le foglie; il libro di racconti Oltre i granelli dorati e i romanzi Suspir dell’anima e Pagine di diario. Ha ottenuto i premi di poesia “Farfalla d’oro 50&Più”, Levico 2007 e “Libellula d’argento”, Levico 2008.

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