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    PIETRO ANTONIO ANTIVARI

    Storia

    Vescovo dei friulani a fine Ottocento

    A Milano, la corrispondenza giunta da Udine all’«Osservatore Cattolico» tesse le lodi di Antivari, si duole del «vuoto terribile» che la sua dipartita lascia nel cuore di tutti e aggiunge, accanto ad altri ricordi, il seguente: «Indimenticabile è stata l’accoglienza fatta a mons. Antivari dopo il suo ritorno da Roma: le primarie famiglie del Friuli gareggiavano nell’offrirgli magnifici doni, era il voto unanime di tutto il nostro paese che tributava sentiti ringraziamenti al Santo Padre per aver così onorato colui che per quarant’anni con fatiche indefesse aveva dato al Friuli tanti sacerdoti esemplari ». Ma lo stesso giornale non manca di dare spazio a una replica polemica nei confronti della stampa liberale: «Alcuni graffiacarte locali vorrebbero insultare la memoria dell’amato Vescovo, dipingendolo un po’ liberaleggiante e perciò contrariato dall’alto clero, ma tutti quelli che lo hanno conosciuto possono sicuramente asserire quanto forte fosse la sua affezione al papato e quanto vivace battesse nel suo petto l’amore alla causa cattolica, ch’esso avrebbe voluto fiorentissima ». Il corrispondente cattolico, dunque, esclude sia che l’Antivari possa avere mai condiviso tendenze non del tutto in linea con l’ortodossia più intransigente, sia che vi siano state opposizioni nei suoi confronti da parte di altri prelati di primo piano, perché ritiene tali eventualità incompatibili con l’indiscutibile fedeltà del vescovo friulano nei confronti del pontefice e, in generale, della causa cattolica: così facendo, però, scarta a priori la possibilità che gli aspetti citati possano coesistere e, forse, non coglie la profondità e l’originalità del modo di essere di Antivari.

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