Francesca Gregoricchio

FrancescaGregoricchioFrancesca Gregoricchio e nata a Udine e a vissuto e lavorato per molto tempo a Milan. Come giornalista a Radio Popolare, alla RAI e come copywriter in pubblicità. Ha pubblicato il saggio “Liala e il romanzo rosa” (Ed. Gammalibri) e, in friulano con il padre Gianni Gregoricchio, il libro per bambini “Lis storis di Piçul” (Kappa Vu) di cui ha curato anche le illustrazioni. Tornata in Friuli, oggi lavora come editor , illustratrice di libri per bambini e nella promozione di eventi culturali. Ha realizzato le illustrazioni per il libro di Luca De Clara “Lis storiis di Inge e Bach”. Ha pubblicato la raccolta di racconti in friulano “Ses & barete. Contis curtis” (Kappa Vu). Altri racconti brevi in friulano sono stati pubblicati sulla rivista “La Comugne” sul sito Conte Curte. Francesca Gregoricchio e je nassude a Udin e à vivût e lavorât par tant timp a Milan, come gjiornaliste a Radio Popolare, te RAI, e come copywriter te pubblicitât. E à pubblicât il saç Liala e il romanzo rosa (Ed. Gammalibri,1981) e, par furlan cun so pari Gianni Gregoricchio, il libri pai frutins Lis storis di Piçul (Kappa Vu – Euritmica, 2001), curant ancje i dissens. Tornade in Friûl, in dì di vuê e lavore come editor, ilustradore di libri pai frutins, e inte promozion di lavôrs editoriâi. E à realizât lis ilustrazions dal libri Lis storiis di Inge e Bach (Didatiche, Kappa Vu, 2011) di Luca De Clara e à publicât il libri di contis par furlan Ses & barete (La Comugne, Kappa Vu, 2011). Altris contis curtis a son stadis publicadis su la riviste par furlan “La Comugne” e tal sît “Conte Curte”.

Franco Fabbro

FrancoFabbroFranc Fari (Franco Fabbro), miedi specializât in neurologjie intal 1986, al à lavorât par diviers agns come neuropsichiatri e neuropsicolic tal ospedâl par fruts “Burlo Garofalo” di Triest. Al è stât diviers agns intal forest, colaborant cun preseâts centris di ricercje come il Dipartiment di Linguistiche de McGill University di Montreal e il Dipartiment di Neurolinguistiche de Vrrije Universiteit di Bruxelles. Al è un dai plui atîfs studiôs a nivel mondiâl dal çurviel bilengâl e poliglot. Al è professôr di neurofisiologjie e neurolinguistiche e Preside de Facoltât di Siencis de Formazion inte Universitât di Udin e referent sientific dal Istitût Sientific E. Medea da la Nostra Famiglia in Friûl. Al è autôr di plui di 130 lavôrs sientifics e di dîs libris, jenfri chescj: Concise Encyclopedia of Language Pathology (Oxford, 1999); The Neurolinguistics of Bilingualism (London, 1999); Language and Epilepsy (London, 2002), Neurogenic Language Disorders in Children (Amsterdam, 2004).

Franco Marchetta

Marchetta_FrancoFranco Marchetta si avvicina tardi alla scrittura, aggirandola a lungo prima di abbracciarla. In principio è il fumetto ad attirarlo. Nel 1971 inizia una collaborazione con l’effimero mensile “Hidalgo” di Paolo Stefanato, quindi prosegue l’esperienza nel 1972/73 con il quindicinale “Special 15”, una rivista di attualità e politica diretta da Cesare Russo. Nel 1974/75 è a Venezia e collabora al settimanale “Nord-Est”, diretto da Franco Batacchi, accompagnando con le sue vignette la grande crescita delle forze politiche di sinistra nel Paese. Infine conclude senza soverchi rimpianti la carriera a Udine ne “Il Punto” di Claudio Cojutti nel 1978. Nel 1984, con il Teatro Orazero, interpreta per la regia di Paolo Patui un atto unico di quest’ultimo, “L’insuccesso”. Nel 1989 inizia a scrivere. Cura l’edizione de “Il pievano sta a Venezia”, scritto dal padre scomparso, un saggio sulle condizioni della Pieve di Codroipo nel XVI secolo. Nel 1992 partecipa con il radiodramma “Il noce del pajo”, al Premio Candoni – Arta Terme, che vince nella sezione degli autori regionali. L’anno successivo pubblica, per “i tipi” di Campanotto editore, “Il tempo morbido”, una raccolta di racconti che contengono anche “Dissolvenze”, vincitore del Premio Letterario Nazionale Carnia. Nel 1994 vince il Leone di Muggia con il racconto “A mio padre con affetto”. Nel 1995 comincia la collaborazione con “Il Gazzettino”, dove si occuperà di critica teatrale fino al 1996. Nel 1996 pubblica sulla rivista “La Battana” di Fiume/Rijeka, il racconto “Una brezza dal mare”. L’anno dopo vince per la prima volta il Premi San Simon con il romanzo in lingua friulana, “Madalene”, che verrà pubblicato nel 1998 dall’editore Ribis. Viene invitato nel 2001 a scrivere un opera teatrale dal Centro Servizi e Spettacoli di Udine in occasione del Premio Candoni – Arta Terme. “Il sogno della falena”, nella forma della lettura scenica, viene rappresentato al Teatro San Giorgio di Udine con Ariella Reggio, Maurizio Zacchigna, Giorgio Monte e Fabiano Fantini, per la regia di Rita Maffei. Nel 2002 il romanzo “Gilez” inaugura la collana Fûrlanie della Forum Editrice Universitaria Udinese, che pubblicherà nel 2005 anche il saggio “Il sium di chescj furlans in fughe”. Nel frattempo, presso la “La biblioteca” del Messaggero Veneto, appare il racconto “And I’m a Rose”, nel volume “Poeti e prosatori del Friuli”. Nel 2005 contribuisce con un saggio a completare il lavoro “Codroipo e il suo territorio”, edito da Edizioni Diabasis di Reggio Emilia. Nel 2006 esce per “i tipi” di Paolo Gaspari, “Storia brevissima di Codroipo”, un leggero saggio su oltre duemila anni di storia codroipolitana. Dopo la pubblicazione nel 2008 del racconto “Doveva esserci un gran silenzio”, nel volume celebrativo di Codroipo della Societât Filologjiche Furlane, si dedica all’attività di giurato nel Premi San Simon e nel Premi Lis Pignis. Uscito dalla giuria, nel 2011 vince il Premi San Simon per la seconda volta con due romanzi raccolti sotto il titolo cappello di “Cronichis di Saveri Sengar”. I due lavori vengono pubblicati dalla Forum Editrice Universitaria Udinese nel 2012: “Achì no ai viodût une pavee” esce in ottobre, “Il numar 1089” in novembre. Attualmente è in preparazione il terzo romanzo della serie, “Il libri dal Apocalis”. Nel 2012 vince per la terza volta il Premi San Simon con il romanzo “U-“, programmato in uscita nel 2013 ancora presso la Forum Editrice. Le opere più importanti tuttavia sono Giorgia, che si è laureata in English and drama a Cardiff, Gianmaria, che studia Scienze Politiche a Bologna, e Silvia che fa il Liceo Classico a Udine.

Gerlando Gatto

Nasce a Catania il 23 settembre 1946, e in questa stessa città si laurea in giurisprudenza nel 1968. Comincia ad occuparsi di jazz sin da giovanissimo tanto che già nei primi anni ’60 scrive di musica su “Il Corriere di Sicilia”. Trasferitosi a Roma, diventa “giornalista professionista” nel 1974. Comincia ad occuparsi di Jazz sul settimanale “Il Giornale di Roma” e su diversi quotidiani. Nel 1973 comincia a collaborare con la RAI, ideando e conducendo moltissimi programmi radiofonici trasmessi da “RadioUno”, “RadioTre”, “RaiInternational”. Nei primi anni ’80 inizia a collaborare con riviste specializzate quali “Blu Jazz” dal 1989 al 1992, “Jazz” dal 1993 al 1996 e “Jazz, blues & Around” dal 1998 al 1999. Come collaboratore di queste testate, unico giornalista italiano, viene invitato spesso al “Festival du jazz de la Martinique” e al “Carrefour mondial de la guitare” sempre alla Martinica. Nel 1981-‘82 è uno degli estensori della “Enciclopedia del Jazz” edito da Curci. Sempre nel 1982 si trasferisce per un anno in Norvegia; da qui prepara tredici puntate di un programma dedicato al jazz scandinavo per RadioUno. Negli anni ’80 cura uffici stampa di importanti festival e, a partire dal 2007, collabora con la Casa del Jazz dove ha ideato e condotto ben otto cicli di guide all’ascolto. Dal 2007 al 2009 ha ideato e condotto programmi trasmessi nel circuito Sky. Dal giugno 2007 idea e dirige un blog-newsletter dedicato al mondo del Jazz, considerato dagli operatori una delle esperienze più serie del Web, intitolato appunto “A Proposito di Jazz”.

Giancarlo Velliscig

giancarlo_velliscigGiancarlo Velliscig (1957) opera da sempre in vari ambiti dell’attività culturali, con particolare interesse al settore musicale. Dalla fine degli anni ’70 fa parte del Canzoniere di Aiello, formazione con la quale si dedica alla rivalutazione della cultura popolare friulana e alla migliore poesia regionale contemporanea, musicando numerose composizioni dei più importanti poeti friulani del Novecento. L’attività del gruppo ha prodotto centinaia di concerti e diverse produzioni discografiche e, dopo anni di sospensione, ha recentemente ripreso la sua attività con il nuovo progetto discografico “Esuberi”. Da oltre un ventennio cura e dirige l’attività delle associazioni Euritmica e Onde Mediterranee per le quali dirige le rassegne musicali Udin&Jazz, Onde Mediterranee, Note Nuove, le stagioni musicali del Teatro Pasolini di Cervignano. Ha composto canzoni e storielle per bambini in friulano raccolte in tre pubblicazioni per i progetti didattici dell’Università di Udine e ha collaborato alla nascita della casa editrice KappaVu.

Gianfranco Pellegrini

gianfranco_pellegriniGianfranco Pellegrini al è nassût a Cormons tal 1954. Al à vivût a Manzignel e a Tresesin; cumò al è a stâ a Val di Reane, intal Roiâl. Al à fat studis classics e al à cjapade la lauree in filosofie ae Universitât di Triest, cuntune tesi sui rapuarts fra lis tecnichis de logjiche formâl e lis riflessions filosofichis, cuntune atenzion particolâr al periodi che al va di Leibniz a Peirce. Passionât di algjebre a doi valôrs, di calcul des proposizions e dai predicjâts, al à metût un pît intal mont de informatiche e dai calcoladôrs eletronics, dulà che al à cjatât lavôr. Al à vût insegnât intai cors di furlan inmaneâts dai Comuns e dai Circui didatics ma tai ultins timps al sta daûr, par plasê, dome ae scriture. Al è di fat convint che dome la scriture e sedi in grât di completâ il lengaç di mût che al sedi considerât ad in plen “discors uman”. Contis des sôs a son stadis publicadis sul Strolic, su Sot la Nape, su La Comugne e su la antologjie dal premi leterari Vilegnovele dal Judri, indulà che l’autôr si è classificât al prin puest inte sezion de lenghe furlane tes edizions dal 2003, 2005 e 2007. Altris microcontis si puedin cjatâ publicadis sul web inte ostarie leterarie virtuâl di Contecurte. Daspò des contis presentadis in chest volum, l’autôr al à in progjet un altri libri par meti adun lis sôs contis di fantasience. Tal 2013 al à vinçût il prin premi tal concors leterari “Renato Appi” di Cordenons.

Gianni Gregoricchio

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Gianni Gregoricchio ( 21.03.1927 – 31.01.2007) dramaturc, contadôr e poete bilengâl; atôr di teatri e regjist, fin dai prins agns Setante al met a disposizion di fruts e fantats la sô esperience, in diviersis scuelis de regjon, cun lavôrs teatrâls, flabis e un film di animazion, prin premi al concors “Nuovo Cinema Friulano” dal 2002. Intai agns de maturitât si dediche a romançs, comediis, senegjaturis pal cine e la radio e ae traduzion par furlan di autôrs tant che Pirandello, Ippolito Nievo, Jacopone da Todi e Woody Allen I romançs “îr e doman” e “Trê feminis” a vincin il Premi Sant Simon. Stes riconossiment, postum, pe traduzion de conte di Nievo “Il Var”. Ancje tantis des sôs comediis par furlan a son premiadis intai concors de Associazion Teatrâl Furlane e cumò a son rapresentadis di compagniis amatoriâls de regjon. Pionîr dal Cineforum e membri de Comission Cineforum de Mostre dal Cine di Vignesie, al à scrit ancje senegjaturis, cun menzion speciâl intai concors dal C.E.C. Cetantis sôs poesiis a son stadis musicadis. Al à colaborât une vore dispès cun Radio Rai Regjonâl, Radio Spazio 103 e Radio Onde Furlane, scrivint e intrpretant radiodrams e adataments di tescj teatrâls di varis autôrs. Intal 2001 la Kappa Vu e à publicât la sô traduzion par furlan di “Storiis di Piçul” di Francesca Gregoricchio.

Gian Giacomo Menon

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Nato a Medea (Gorizia) allora in territorio austroungarico, Menon si è laureato a Bologna in giurisprudenza e in filosofia; è stato docente di storia e filosofia nei licei di Gorizia e di Udine (in quello del capoluogo friulano ha insegnato ininterrottamente per trent’anni dal 1939-’40 al 1967-’68). Ha concluso la sua carriera scolastica nel 1977 all’istituto magistrale Percoto di Udine.

Nella sua vita ha scritto più di 100mila poesie, oltre un milione di versi, ma non ha pubblicato quasi niente. Dai suoi rapporti con gli ambienti futuristi nasce nel 1930 il nottivago, che ottiene un lusinghiero giudizio dal padre fondatore del movimento Marinetti. Insieme a Tullio Crali pubblica il manifesto Come diventammo futuristi e, con le scenografie dello stesso Crali, rappresenta al Teatro Petrarca di Gorizia Delitto azzurro.

Nell’agosto del 1966 ha pubblicato alcune poesie sulla rivista La fiera letteraria. Nel 1998 ha pubblicato la raccolta I binari del gallo, a cura di Carlo Sgorlon e Maria Carminati. Nel 2013 sono stati pubblicati altri due libri di e su di lui a cura di Cesare Sartori, suo ex allievo al liceo classico Stellini di Udine: Poesie inedite 1968-1969 per l’editore Nino Aragno di Torino e Qui per me ora blu – Una vita per la poesia (1910-2000) per i tipi di KappaVu di Udine (a quest’ultimo volume è allegato un cd con la registrazione delle musiche che sette compositori hanno scritto ispirandosi ai suoi versi).

Menon sarà il poeta di riferimento dell’edizione 2014 del Festival itinerante internazionale poesia&musica, la più importante manifestazione di poesia della regione Friuli-Venezia Giulia, un evento collegato a “Cormònslibri”.

Un Fondo documentario a lui dedicato e contenente migliaia di inediti è stato costituito nel 2012 alla biblioteca civica Vincenzo Joppi di Udine.

Di Gian Giacomo Menon e della sua poesia nel 2013 si è già parlato alla Stazione di Topolò-Postaja Topolova, al Festival della filosofia di Grado (Gorizia) e alla Fiera delle parole di Padova.

La poesia di Menon è caratterizzata da una notevole libertà espressiva, che sottrae le parole al vincolo della significazione corrente per farne strumento d’evocazione di quelli che Menon considera i suoi “segnali di vita”: casualità, nudità, paura.

Gino Dorigo

Gino_DorigoGino Dorigo, nato il 16/6/1947 a Udine. A 14 anni comincia a lavorare nella fonderia delle Officine Bertoli (Viale Tricesimo); nel 1973 diventa funzionario F.I.O.M.-C.G.I.L. e in seguito segretario provinciale, poi segretario della F.L.M. (la Federazione Unitaria dei Metalmeccanici). Diventa il segretario della C.G.I.L. dell’alto Friuli. In seguito segreatrio della F.I.L.L.E.A. – C.G.I.L. (il Sindacato dei Lavoratori delle Costruzioni) e, quindi, seg. generale della Camera del Lavoro di Udine e bassa friulana. Con il pensionamento, diventa segreatrio dello S.P.I. – C.G.I.L. di Udine e bassa friulana, carica che ricopre attualmente. In gioventù, militante dell’Unione dei Comunisti Italiani (Marxisti-Leninisti) e dal 1973 iscritto al P.C.I. e poi ai D.S.. Ha pubblicato: “La volante rossa. L’uomo delle nevi, il vescovo nel laminatoio e altre storie di operai”, Kappa Vu 2004; “Gente di ferriera. Classe Operaia friulana e d’intorni, altre storie”, Kappa Vu 2005.

Giuseppe Mariuz

Mariuz_GiuseppeGiuseppe Mariuz (Valvasone, 1946) ha al suo attivo numerosi libri di storia contemporanea,  di poesia in italiano e in friulano, di ricerca sulla comunicazione, alcuni film-documentario, contributi a riviste, conduzione di trasmissioni radiotelevisive. Dalle sue ricerche sugli anni friulani di Pier Paolo Pasolini sono usciti La meglio gioventù di Pasolini (1993), un video con lo stesso titolo coprodotto dalla Rai nel 1998, La corda rotta (1994, con T. Maniacco e col fotografo D. De Marco), Luogo assoluto dell’universo (1995). Tra i lavori di storia citiamo: Società ed economia nel dopoguerra a San Vito (1985), Leghe bianche e rosse in un’area rurale friulana (1989), Guerra e Resistenza: il conflitto mondiale e i riflessi locali (1995), San Vito architetture di luce (2002, con fotografie di L. Cesco), il video I giorni del Lodo De Gasperi (1999, con L. Vidal), Ovviamente a insaputa del correntista (2010, con T. Scodeller). Con la KappaVu ha pubblicato Volti in poesia (2006, con il fotografo R. Daneluzzi). La prima edizione di “Pantera” il ribelle risale al 1991, pubblicata dal Comune di Pordenone. Nel 2010 la Rai del Friuli-Venezia Giulia ha trasmesso, per la regia di Marisandra Calacione, uno sceneggiato radiofonico in quattro puntate tratto dallo stesso libro a cura dell’autore e di Elena Vesnaver.