William Bertoia

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Nato a San Giovanni di Casarsa il 13/12/1943. Si è diplomato presso la Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo. Dopo una buona attività dilettantistica come ciclista, coronata da una trentina di vittorie e una gratificante esperienza nel campo enogastronomico, con qualifica di Sommelier professionista, nel 1981 ha deciso di dedicarsi totalmente alla sua prima passione: il mosaico. Da artigiano autonomo, nel 1987 ha fondato la Friul Mosaic, azienda da anni leader nel settore del mosaico artistico decorativo, operante sia nel settore abitativo privato che in quello pubblico: centri benessere, hotel, musei nonché chiese e santuari, in Italia e altri Paesi come Russia, Kenya e Brasile. Arrivato all’età della pensione, pur continuando nella sua attività artistico-artigianale, dopo aver viaggiato e vissuto esperienze lavorative in oltre cinquanta Paesi dei vari continenti, si dedica ai suoi hobby preferiti: iconografia e scrittura creativa. Dopo alcuni testi teatrali in lingua friulana, nel 2015 ha pubblicato “Meraviglie del Mosaico. Viaggio nella storia dell’arte musiva” e “Il Tesoro di Cromazio”, un noir ambientato nell’area archeologica di Aquileia.

ROSA E NOIR SUL GRANDE FIUME

Adrian Cescje

ACescjeAdrian Cescje al è nassût a Nimis ai 4 di Setembar 1948, e li al è a stâ. Al à studiât a Padue Filosofie, li che si è laureât. Al à insegnât in putropis scuelis dal Friûl e par sedis agns al Liceu Sientific N. Copernic di Udin. Al è stât militant dal Moviment Friûl de fin dai agns 60, par trê agns president e un an segretari. Si è dedicât di simpri ae cause dal Friûl.

Aldina De Stefano

DiStefano_AldinaAldina De Stefano, udinese, vive e lavora a Lestizza e a Raspano (Udine).Le Valli, sono per l’autrice il selvatico luogo della mente e del cuore. Laureata in Filosofia con una tesi su “Le Krivapete delle Valli tra storia e leggenda”, sta approfondendo una ricerca sulle fonti scritte e orali delle Krivapete nella Valle dell’Isonzo (Slo) e Valli del Natisone (I), in italiano e sloveno. è socia corrispondente della Società Italiana delle Letterate (Roma) e della Società Italiana delle Storiche (Roma). Da anni si occupa di storia e cultura delle donne, soprattutto per quanto riguarda la poesia, la filosofia, il mito e la cultura della Dea Madre. Ha pubblicato: Oltre ogni rumore (1977), Aquiloni (1978), Fior di stecco (1991), Di cauto incanto (1995), I passi della luna (ed. d’arte, 1998, ed.econ. 1999), Del silenzio (1999), A te ritorno (2002).

Alessandra Kersevan

AlessandraKersevanAlessandra Kersevan, nata Monfalcone e residente a Udine, è stata insegnante di lettere nella scuola media. Da parecchi anni si dedica allo studio della storia e della cultura della sua regione. Nel campo della ricerca storica nel 1992 è stata coautrice con Pierluigi Visintin di Che il mondo attonito sta. Giuseppe Nogara, luci del ombre di un arcivescovo 1928-1945. Nel 1995, sempre per le edizioni Kappa Vu, ha pubblicato Porzûs. Dialoghi sopra un processo da rifare, un corposo studio su una delle vicende più controverse della Resistenza italiana. Nel 2003 ha pubblicato la prima edizione della presente ricerca sul campo di Gonars e nel 2005, per il Comune di Gonars e la Commissione Europea, ha realizzato il video documentario The Gonarsmemorial. Il simbolo della memoria Italiana perduta. Nel 2008, per la casa editrice Nutrimenti di Roma, ha pubblicato Lager italiani. Pulizia etnica e campi di concentramento fascisti per civili jugoslavi 1941-1943. È coordinatrice, per la Kappa Vu, della collana ResistenzaStorica.

Anton Vratuša

vratusa_antonAnton Vratuša (1915), durante la Seconda guerra mondiale è stato attivista del Fronte di liberazione nazionale del popolo sloveno (Osvobodilna fronta slovenskega naroda, OF) (aprile 1941-maggio 1945). Arrestato dalle autorità d’occupazione italiane è stato successivamente internato in vari campi di concentramento italiani (febbraio 1942-settembre 1943), per ultimo in quello dell’isola di Rab (Arbe). Vice comandante della Rabska brigada (Brigata di Arbe, settembre – ottobre 1943), è stato poi rappresentante dell’OF presso il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) a Milano e del Quartier generale dell’Esercito popolare di liberazione e dei distaccamenti partigiani della Slovenia presso il Comando generale delle Brigate Garibaldi ed il Comando generale del Corpo Volontari della Liberta (CVL), svolgendo al contempo anche l’incarico di assicurare il collegamento tra il Comitato centrale del Partito comunista di Slovenia ed il Comitato centrale del Partito comunista italiano per l’Alta Italia (ottobre 1943-febbraio 1945). Nello scorcio finale della guerra ha lavorato presso gli organi federali del ricostituito stato jugoslavo (inizio marzo-maggio 1945). Membro dell’Accademia slovena delle scienze e delle arti, nel dopoguerra ha ricoperto importanti incarichi istituzionali nella Repubblica socialista federativa di Jugoslavia.

Barbara Grubissa

grubissa_barbaraBarbara Grubissa è nata a Trieste nel 1976. È Dottoressa magistrale in Lettere (Università di Trieste) e attualmente è iscritta a Conservazione e gestione dei beni e delle attività culturali alla Ca’ Foscari di Venezia. Si è occupata di fiabe e della divulgazione scientifica per ragazzi. Ha esordito nel 1997 con il racconto lungo Mosaico d’anime folli, Libroitaliano, Ragusa. Questo è il suo primo libro di poesia.

Carla Sanguineti

carla_sanguineti_01Carla Sanguineti è nata a Genova e vive tra la Lunigiana Genova e Milano. Impegnata su temi politici e sociali, dalla formazione al campo dei diritti civili e delle donne, all’antimilitarismo, ha svolto anche attività culturale collaborando con diverse università e realizzando convegni e manifestazioni artistiche. Tra le sue pubblicazioni Ifigeniia e Clitemnestra, Centro Internazionale della Grafica, Venezia 1984; La Ferita e l’arma, RED, Como 1991; Mary Shelley Dialogo d’amore, Giacchè, La Spezia 1997; Figlia dell’amore e della luce, Sagep, 2000; Passi nel sacro, Silvana, 2002 ; I sentieri d’arte più belli e più segreti della Val di Magra e della terra di Luni, scritto insieme a Roberto Ghelfi, Agorà, 2005; Le nostre memorie proibite, CISU, Roma 2007; Il sentimento del sacro nelle cinque terre, Morgana, Firenze 2008, Pasolini Ultimo traguardo, Udine 2011, scritto insieme a Pietro Lazagna, ristampa della prima monografia su Pasolini in Italia. Sculture in acciaio, installazioni, specchi e foto sono l’alfabeto del suo linguaggio artistico: sue opere sono nel Museo Gandhi di Madurai in India, nel Museo di Villa Croce a Genova, nel CAMEC della Spezia, in collezioni private in Italia e all’estero e nella Fondazione Garrone a Genova. Il suo sito è www.carlasanguineti.it

Carmen Gasparotto – Mariaelena Porzio

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Carmen Gasparotto è nata a Taiedo (Pordenone) e vive in provincia di Trieste. Ha sviluppato la sua passione per la scrittura in quanto allieva della scuola Pordenonescrive. Suoi racconti sono stati pubblicati in diverse edizioni del libro Lignano: ti racconto (La Nuova Base Editrice) e nel libro Dice Alice (Vita Activa). Nel 2013 esce il suo primo romanzo Di forte istinto (Montedit). Nel 2015 vince il Concorso letterario nazionale “Elca Ruzzier. Una donna da non dimenticare”, con il racconto L’amianto lo abbiamo mangiato tutti pubblicato nel libro Siamo partite in tre (Vita Activa)

 

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Mariaelena Porzio è nata a Udine, dove vive e lavora. Da anni frequenta la scuola di scrittura creativa Pordenonescrive. Al suo attivo ci sono diversi laboratori sull’autobiografia tenuti da Gabriella Musetti e sul racconto breve tenuti da Mauro Daltin. Ha pubblicato su: Lignano: ti racconto (La Nuova Base Editrice), Dice Alice (Vita Activa), L’ippogrifo (Libreria al Segno editrice) . Nel 2015 si è classificata terza al Concorso letterario nazionale “Per le antiche vie” con il racconto Onora la madre.

Claudia Cernigoi

claudiaCernigoiClaudia Cernigoi, nata a Trieste nel 1959, dove ha conseguito la maturità scientifica, è giornalista pubblicista dal 1981. Dopo avere collaborato alle prime radio libere triestine ha fondato nel 1990 il periodico triestino “La Nuova Alabarda” (sito: www.nuovaalabarda.org). Studiosa di storia del confine orientale, neofascismo e strategia della tensione, ha pubblicato per la Kappa Vu di Udine “Operazione foibe a Trieste” (1997) e “Operazione foibe tra storia e mito” (2005); per la Zeroincondotta di Milano, con Mario Coglitore “La memoria tradita” (2002). Nella collana “i dossier de La Nuova Alabarda” ha pubblicato i seguenti titoli: “Luci ed ombre del CLN di Trieste” (2003); “L’ombra di Gladio. Le foibe tra mito ed eversione” (2003); “La “foiba” di Basovizza” (2005); “Le inchieste dell’ispettore De Giorgi” (2005); “1972. Ricordi della strategia della tensione” (2003); “La strategia dei camaleonti” (2004); “No GUD. Breve dossier sulla cultura fascista”(2005); “Strani casi di morte a Trieste” (2007); “Operazione Plutone” (2010); “La Banda Collotti: appunti su Resistenza e repressione al confine orientale” (2010); “Lo sguardo di Almirante” (2011); “Il caso Norma Cossetto” (2011); “All around… CasaPound” (2012); “1974. Tracce della strategia della tensione” (2012), ed, in collaborazione con Vincenzo Cerceo “I Diari di Diego de Henriquez” (2006). Ha inoltre pubblicato una raccolta di poesie dal titolo “Anch’io son poeta!” (2006) ed il racconto “Maggio 197… un racconto senza tempo” (2012).

Claudio Cojaniz

CLAUDIO_COJANIZClasse 1952. Dopo gli studi accademici, svolge un’ampia attività di compositore: ottiene anche l’“Irino Prize” (Giappone, 1990), con “Spheres” per la New Japan Philarmonic di Tokyo, registrazione diretta da Koikiro Harada. Scrive musica per film e per la TV (collabora a Mixer-Rai 2 e altro) musiche raccolte in “Ypnosisetnomuzik”, Fonit Cetra, 1992. Forma il trio con G. Maier al contrabbasso e U.T.Gandhi alla batteria (“Hasta Siempre”, Cmc, 1993). Nel 1995 si aggiunge G. Schiaffini al trombone (“Alea”, Splasc(h) rcds), con cui registrerà nel 2005 “War Orphans”, Caligola rcds, dedicato alla musica di Ornette Coleman. Ha pubblicato vari lavori per piano solo e altre formazioni ancora per la Splasc(h) rcds. Ha fondato nel 2007 (produzione Euritmica-Udine) la N.I.O.Orchestra (Not In Our Name): F. Bearzatti al sax e clarinetto, Cuong Vu alla tromba, G. Schiaffini al trombone, R. Todesco ai c.basso e fisa, D. Gallo al c.basso, Z. De Rossi alla batt., L. Grizzo alle perc., M. Vicentini al violino. (CD “HOWL”, Caligola rcds, 2010). La NION ha ospitato in seguito anche Alexander Balanescu al violino. Nel 2010/11 ha registrato “Beat Spirit” in duo con F. Bearzatti, “The Heart of the Universe” in Trio, con A.Turchet (c.basso) e Colussi (batt.) e “Shadows of colours”, composizione in 9 parti, per Organo a canne, nella Basilica dei Frari di Venezia, (tutti CD Caligola rcds). Ha scritto le musiche de “Il Rovescio della Rosa” di Fabio Turchini (ed. Mondadori, 2011). Ha fondato la RED DEVILS ORCHESTRA e registrato il progetto “Carmen: the land of dances” (libro/CD euritmica/kappavu ed, Udine, 2012) Ha registrato “Blue Africa”, un particolare progetto in duo con il contrabbassista Franco Feruglio, con musiche originali ispirate alla tradizione africana (CD Caligola rcds, 2013). Ultima creatura il P.P.Quartett con l’A.P.trio e la violinista Maria Vicentini: il progetto “Flores y Libertad” prevede particolari rielaborazioni di temi tratti dalla resistenza al franchismo in Spagna e composizioni originali che ad essa si ispirano. Ha scritto i romanzi – Questione Lagrand (Campanotto Ed., Udine, 2000) – Cobra 13 (KV Ed, Udine, 2007) – Angelo di Dolegna (Campanotto Ed, Udine, 2009)

Claudio Moretti

Udine, 21/03/2005 - Prove "Garage 77" con Teatro Incerto - Fabiano Fantini, Claudio Moretti, Elvio Scruzzi - Foto Luca d'Agostino/Phocus Agency © 2005

Claudio Moretti Il Teatro Incerto (Fabiano Fantini, Claudio Moretti e Elvio Scruzzi) al è il plui popolâr grup teatrâl furlan. Nassût tal …, in … agns di ativitât al â realizât … spetacui e miârs di replichis in ducj i cjantons e situazions dentri e fûr dal Friûl. Fra chescj Le scarpe prendono piede (19…), la trilogjie Four (19…), Dentri (19…), Laris (19…), Maratona di New York (19…), I mosaiciscj (19…), Muradôrs (19…). Cence dismenteâsi des publicitâts e des trasmissions radiofonichis e televisivis, deventadis dai mîts de culture furlane popolâr dal dì di vuê.

Cristian Sedran

Sedran_Cristian_sitoCristian Sedran, 1972, cuoco. Da diversi anni lavora nella ristorazione collettiva, rivolta ad aziende, scuole ed asili. È consigliere comunale dal 2005, capogruppo di “Laboratorio Muzzana” con delega per progettualità specifiche: “Mensa biologica” e “Orto didattico”. È stato presidente della Commissione Comunale dello Sport ed Assessore alla Cultura, Sport e Politiche Giovanili al Comune di Muzzana del Turgnano dal 2009 al 2012. È stato presidente del G.I.M. (Giovani Idee Muzzanesi). Ha, inoltre, lavorato all’interno di associazioni legate al calcio e al calcio a 5. Per dieci anni è stato allenatore-educatore nel settore giovanile del calcio. Fino al 2009 ha fatto parte del direttivo dell’”Ass. Artetica” della quale è stato fra i fondatori. È anche presidente dell’associazione “Buteghe”, progetto che vuole diffondere nella bassa friulana il commercio equo e solidale per contribuire a migliorare le condizioni di vita dei paesi poveri del sud del mondo.

Checo Tam

checo_tamCheco Tam (Francesco Tami) al è nassût tai agns sessante e al vîf a Pavie di Udin. Passionât di musiche e scriture, al à vint il concors leterari San Simon di Codroip e chel pes sene- gjaturis cinematografichis dal Centri Espressions Cinematografichis di Udin. Al à publicât la racuelte di contis La maree nere (Ribis, 2001), il romanç/radiodram di fantasience Sense (Cormôr Salvadi, 2002) e diviersis contis su La Comugne, articui di viaç su La Patrie dal Friûl e recensions musicâls suntune vore di fanzines e rivistis indipendentis di musiche. Al condûs il program di cult Indigo su Radio Onde Furlane. Daspò di colaborazions cul grup poetic Trastolons in Tananai (Musiche Furlane Fuarte, 2001) e cul grup ingles In the Nursery, prestant la so vos a une interpretazion dal poeme furlan Bielo Dumblo tal cd Lingua (ITN Corporation, 1998) al è deventât il cjantant e frontman de gnove formazion dal storic grup punk Soglia del dolore tal cd 2984 (Finalmuzik, 2008) e dal side project par furlan Francis and the Phantoms che al à vint il Premi Friûl 2008.

Corinna Cadetto

CorinnaCadetto_okCorinna Cadetto nasce a Udine nel 1974. Dopo aver conseguito il diploma di Perito Tecnico per il Turismo si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia (indirizzo Storico/Artistico) presso l’Università degli Studi di Trieste. Nel 2003 discute la sua tesi “Le problematiche del paesaggio” che riceve il massimo dei voti e la lode. Seguono alcune collaborazioni in ambito regionale: Società Alpina Friulana, Circolo Culturale Menocchio, Centro Espressioni Cinematografiche. Nel 2005 si occupa della creazione dell’Archivio Fotografico Storico del Consorzio di Bonifica Bassa Friulana a cui segue la redazione e la stampa del testo “Passaggi in Pianura”. Nel 2006 incontra il design. Collabora con Moroso spa creando grafiche e testi originali che fanno il giro del mondo. Nello stesso anno decide di lasciare l’Italia e si trasferisce a Bruxelles dove comincia a lavorare nel campo dell’alimentazione, che si rivela essere la sua passione di sempre. Durante i tre anni trascorsi a Bruxelles lavora per un Concept Store dove svolge diverse mansioni che riguardano il commercio e la promozione dei prodotti tipici di tutto il mondo. Ricercatrice instancabile inizia a pubblicare sul suo blog i racconti di viaggio alla scoperta dei produttori selezionati. Nel 2011 si trasferisce a Parigi per continuare la sua professione.

Daniele D’Angelo

daniele-d-angeloNato a Spilimbergo (PN) il 15 ottobre 1973, ha trascorso gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza a San Giorgio della Richinvelda, poi si è trasferito a Udine. Oggi vive a Verona dove lavora come responsabile vendite per una azienda friulana produttrice di vino. Fin da bambino ha coltivato una passione per le Guerre di Indipendenza italiane e gli avvenimenti storici e culturali relativi ad esse. “1866. Un, due, tre… liberi tutti” suo primo libro, ha dato sbocco a questa passione in un romanzo storico godibile ed immediato, senza rinunce al rigore storico.

Diego Lavaroni

Diego_lavaroniDiego Lavaroni, psicologo e psicoterapeuta, ricercatore nell’ambito delle tradizioni popolari in Friuli. Membro del Centro Studi Vergerio. Ha curato nel 1998 la pubblicazione “Irrecuperabili – Storie del reparto X” sull’Ospedale Psichiatrico di S. Osvaldo. Nel 1999 ha pubblicato “Dizionario dei giochi popolari in Friuli”, coautore con Marina Driussi. Nel 2009 ha curato la pubblicazione “Nome di battaglia Carnera – Storia del partigiano dei G.A.P. Arturo Nassig”.

Egon Pelikan

Egon_Pelikan_sitoEgon Pelikan (Ljubljana, 1963) è professore associato di Storia presso l’Università del Litorale/Primorska di Capodistria, dove dirige l’Istituto per gli studi storici (Centro di ricerche scientifiche). Presso tale università insegna “Storia dell’Europa nel XIX e XX secolo”, “Storia slovena nel XIX e XX secolo”, “Ideologie totalitarie e autoritarie nel XX secolo”. Dal 2004 è membro della Fondazione Alexander von Humboldt. Ha pubblicato numerosi saggi ed opere, sia in Slovenia che in altri Paesi europei, dedicandosi in particolare alla storia delle ideologie, alla modernizzazione, alla storia della Chiesa cattolica.

Ermes Dorigo

ErmesDorigoErmes Dorigo ha svolto un’intensa attività critica e letteraria oltre che di giornalismo culturale su quotidiani e settimanali. Ha collaborato con le riviste «Problemi» di Giuseppe Petronio; «Alfabeta», condirettori Umberto Eco, Paolo Volponi, Maria Corti, Antonio Porta, Pier Aldo Rovatti…; «Allegoria» diretta da Romano Luperini; «ZETA News», editore Campanotto; «Tam Tam» di Adriano Spatola & Giulia Niccolai; «Rivista di Studi Italiani» diretta da Anthony Verna; «Forum Italicum», diretta da M. G .Mignone. Un suo ampio saggio su I codici della Divina Commedia in Friuli é stato pubblicato sulla rivista «Dante Studies», organo ufficiale della Dante Society of America. Collabora con le riviste on line Italia Libri, Intellettuali e Storia, Homolaicus… In prosa ha pubblicato Neuterio della lontra, Udine, Campanotto, 1988 con prefazione di Claudio Magris (premio Casentino 1987); Nello specchio incrinato. Paolo Volponi e Pier Paolo Pasolini (piéce teatrale), Udine, Campanotto, 1996; il romanzo Il finimento del paese, Kappa Vu, 2006, con postfazione di Mario Rigoni Stern. In poesia: Esistere! dal compromesso, Urbino, 1978; Quadropoesie, 100 copie serigrafate, Urbino 1980; Le ceneri di Pasolini, Udine, Campanotto; 1993, Lo sguardo anacronico, Udine, Campanotto, 2000. Ha curato criticamente le pubblicazioni: ANONIMO DA TULMEGIO, Canzoniere petrarchesco del XVI secolo, Udine, Campanotto, 1988; SIRO ANGELI Anthologica. Il teatro. La poesia. La critica, Udine, Campanotto, 1997 (finalista al premio Marino Moretti); SIRO ANGELI, Solevento (Poesie 1928-1931), Tolmezzo, Il Segno, 2008. E’ autore della biografia Michele Gortani, Pordenone, Studio Tesi, 1993. Ha creato e dirige la rivista culturale on line GLOCK (GlobaLocale): www.globalocale.net/index.php e LA FELICITA’ MENTALE: www.tuoblog.it/5S1949. Ha svolto pure un’intensa attività di critico d’arte e curato numerose esposizioni e cataloghi.

Ettore Gobbato

Gobbato_ettoreEttore Gobbato nasce a Milano dove si laurea in filosofia e inizia la professione di giornalista. Negli anni settanta è protagonista dei gruppi musicali (Tecun Uman e Yu Kung) e della nascita di Radio Popolare. Impegnato in una Ong di cooperazione allo sviluppo, lavora per venti anni in questo settore, viaggiando fra Africa e America Latina. Ha pubblicato tre saggi su questo argomento e diretto diverse riviste di settore. Ha inoltre pubblicato nel 2008 una biografia di Giuliano Bortolomiol, inventore del prosecco. È al suo debutto letterario.

Francesca Gregoricchio

FrancescaGregoricchioFrancesca Gregoricchio è nata a Udine e ha vissuto e lavorato per molto tempo a Milano. Come giornalista a Radio Popolare, alla RAI e come copywriter in pubblicità. Ha pubblicato il saggio “Liala e il romanzo rosa” (Ed. Gammalibri) e, in friulano con il padre Gianni Gregoricchio, il libro per bambini “Lis storiis di Piçul” (Kappa Vu), di cui ha curato anche le illustrazioni. Tornata in Friuli, oggi lavora come editor, illustratrice di libri per bambini e nella promozione di eventi culturali. Ha realizzato le illustrazioni per il libro di Luca De Clara “Lis storiis di Inge e Bach”. Ha pubblicato la raccolta di racconti in friulano “Ses & barete. Contis curtis” (Kappa Vu). Altri racconti brevi in friulano sono stati pubblicati sulla rivista “La Comugne” e sul sito ConteCurte.

Francesca Gregoricchio e je nassude a Udin e à vivût e lavorât par tant timp a Milan, come gjiornaliste a Radio Popolare, te RAI, e come copywriter te publicitât. E à publicât il saç “Liala e il romanzo rosa” (Ed. Gammalibri,1981) e, par furlan cun so pari Gianni Gregoricchio, il libri pai frutins “Lis storis di Piçul” (Kappa Vu – Euritmica, 2001), curant ancje i dissens. Tornade in Friûl, in dì di vuê e lavore come editor, ilustradore di libri pai frutins, e inte promozion di lavôrs editoriâi. E à realizât lis ilustrazions dal libri “Lis storiis di Inge e Bach” (Didatiche, Kappa Vu, 2011) di Luca De Clara e à publicât il libri di contis par furlan “Ses & barete” (La Comugne, Kappa Vu, 2011). Altris contis curtis a son stadis publicadis su la riviste par furlan “La Comugne” e tal sît “ConteCurte”.

Franco Fabbro

FrancoFabbroFranc Fari (Franco Fabbro), miedi specializât in neurologjie intal 1986, al à lavorât par diviers agns come neuropsichiatri e neuropsicolic tal ospedâl par fruts “Burlo Garofalo” di Triest. Al è stât diviers agns intal forest, colaborant cun preseâts centris di ricercje come il Dipartiment di Linguistiche de McGill University di Montreal e il Dipartiment di Neurolinguistiche de Vrrije Universiteit di Bruxelles. Al è un dai plui atîfs studiôs a nivel mondiâl dal çurviel bilengâl e poliglot. Al è professôr di neurofisiologjie e neurolinguistiche e Preside de Facoltât di Siencis de Formazion inte Universitât di Udin e referent sientific dal Istitût Sientific E. Medea da la Nostra Famiglia in Friûl. Al è autôr di plui di 130 lavôrs sientifics e di dîs libris, jenfri chescj: Concise Encyclopedia of Language Pathology (Oxford, 1999); The Neurolinguistics of Bilingualism (London, 1999); Language and Epilepsy (London, 2002), Neurogenic Language Disorders in Children (Amsterdam, 2004).

Franco Marchetta

Marchetta_FrancoFranco Marchetta si avvicina tardi alla scrittura, aggirandola a lungo prima di abbracciarla. In principio è il fumetto ad attirarlo. Nel 1971 inizia una collaborazione con l’effimero mensile “Hidalgo” di Paolo Stefanato, quindi prosegue l’esperienza nel 1972/73 con il quindicinale “Special 15”, una rivista di attualità e politica diretta da Cesare Russo. Nel 1974/75 è a Venezia e collabora al settimanale “Nord-Est”, diretto da Franco Batacchi, accompagnando con le sue vignette la grande crescita delle forze politiche di sinistra nel Paese. Infine conclude senza soverchi rimpianti la carriera a Udine ne “Il Punto” di Claudio Cojutti nel 1978. Nel 1984, con il Teatro Orazero, interpreta per la regia di Paolo Patui un atto unico di quest’ultimo, “L’insuccesso”. Nel 1989 inizia a scrivere. Cura l’edizione de “Il pievano sta a Venezia”, scritto dal padre scomparso, un saggio sulle condizioni della Pieve di Codroipo nel XVI secolo. Nel 1992 partecipa con il radiodramma “Il noce del pajo”, al Premio Candoni – Arta Terme, che vince nella sezione degli autori regionali. L’anno successivo pubblica, per “i tipi” di Campanotto editore, “Il tempo morbido”, una raccolta di racconti che contengono anche “Dissolvenze”, vincitore del Premio Letterario Nazionale Carnia. Nel 1994 vince il Leone di Muggia con il racconto “A mio padre con affetto”. Nel 1995 comincia la collaborazione con “Il Gazzettino”, dove si occuperà di critica teatrale fino al 1996. Nel 1996 pubblica sulla rivista “La Battana” di Fiume/Rijeka, il racconto “Una brezza dal mare”. L’anno dopo vince per la prima volta il Premi San Simon con il romanzo in lingua friulana, “Madalene”, che verrà pubblicato nel 1998 dall’editore Ribis. Viene invitato nel 2001 a scrivere un opera teatrale dal Centro Servizi e Spettacoli di Udine in occasione del Premio Candoni – Arta Terme. “Il sogno della falena”, nella forma della lettura scenica, viene rappresentato al Teatro San Giorgio di Udine con Ariella Reggio, Maurizio Zacchigna, Giorgio Monte e Fabiano Fantini, per la regia di Rita Maffei. Nel 2002 il romanzo “Gilez” inaugura la collana Fûrlanie della Forum Editrice Universitaria Udinese, che pubblicherà nel 2005 anche il saggio “Il sium di chescj furlans in fughe”. Nel frattempo, presso la “La biblioteca” del Messaggero Veneto, appare il racconto “And I’m a Rose”, nel volume “Poeti e prosatori del Friuli”. Nel 2005 contribuisce con un saggio a completare il lavoro “Codroipo e il suo territorio”, edito da Edizioni Diabasis di Reggio Emilia. Nel 2006 esce per “i tipi” di Paolo Gaspari, “Storia brevissima di Codroipo”, un leggero saggio su oltre duemila anni di storia codroipolitana. Dopo la pubblicazione nel 2008 del racconto “Doveva esserci un gran silenzio”, nel volume celebrativo di Codroipo della Societât Filologjiche Furlane, si dedica all’attività di giurato nel Premi San Simon e nel Premi Lis Pignis. Uscito dalla giuria, nel 2011 vince il Premi San Simon per la seconda volta con due romanzi raccolti sotto il titolo cappello di “Cronichis di Saveri Sengar”. I due lavori vengono pubblicati dalla Forum Editrice Universitaria Udinese nel 2012: “Achì no ai viodût une pavee” esce in ottobre, “Il numar 1089” in novembre. Attualmente è in preparazione il terzo romanzo della serie, “Il libri dal Apocalis”. Nel 2012 vince per la terza volta il Premi San Simon con il romanzo “U-“, programmato in uscita nel 2013 ancora presso la Forum Editrice. Le opere più importanti tuttavia sono Giorgia, che si è laureata in English and drama a Cardiff, Gianmaria, che studia Scienze Politiche a Bologna, e Silvia che fa il Liceo Classico a Udine.

Gerlando Gatto

Nasce a Catania il 23 settembre 1946, e in questa stessa città si laurea in giurisprudenza nel 1968. Comincia ad occuparsi di jazz sin da giovanissimo tanto che già nei primi anni ’60 scrive di musica su “Il Corriere di Sicilia”. Trasferitosi a Roma, diventa “giornalista professionista” nel 1974. Comincia ad occuparsi di Jazz sul settimanale “Il Giornale di Roma” e su diversi quotidiani. Nel 1973 comincia a collaborare con la RAI, ideando e conducendo moltissimi programmi radiofonici trasmessi da “RadioUno”, “RadioTre”, “RaiInternational”. Nei primi anni ’80 inizia a collaborare con riviste specializzate quali “Blu Jazz” dal 1989 al 1992, “Jazz” dal 1993 al 1996 e “Jazz, blues & Around” dal 1998 al 1999. Come collaboratore di queste testate, unico giornalista italiano, viene invitato spesso al “Festival du jazz de la Martinique” e al “Carrefour mondial de la guitare” sempre alla Martinica. Nel 1981-‘82 è uno degli estensori della “Enciclopedia del Jazz” edito da Curci. Sempre nel 1982 si trasferisce per un anno in Norvegia; da qui prepara tredici puntate di un programma dedicato al jazz scandinavo per RadioUno. Negli anni ’80 cura uffici stampa di importanti festival e, a partire dal 2007, collabora con la Casa del Jazz dove ha ideato e condotto ben otto cicli di guide all’ascolto. Dal 2007 al 2009 ha ideato e condotto programmi trasmessi nel circuito Sky. Dal giugno 2007 idea e dirige un blog-newsletter dedicato al mondo del Jazz, considerato dagli operatori una delle esperienze più serie del Web, intitolato appunto “A Proposito di Jazz”. Nel 2017 ha pubblicato Gente di Jazz (ed. KappaVu – Euritmica).

GENTE DI JAZZ

L’ALTRA METÀ DEL JAZZ

Giancarlo Velliscig

giancarlo_velliscigGiancarlo Velliscig (1957) opera da sempre in vari ambiti dell’attività culturali, con particolare interesse al settore musicale. Dalla fine degli anni ’70 fa parte del Canzoniere di Aiello, formazione con la quale si dedica alla rivalutazione della cultura popolare friulana e alla migliore poesia regionale contemporanea, musicando numerose composizioni dei più importanti poeti friulani del Novecento. L’attività del gruppo ha prodotto centinaia di concerti e diverse produzioni discografiche e, dopo anni di sospensione, ha recentemente ripreso la sua attività con il nuovo progetto discografico “Esuberi”. Da oltre un ventennio cura e dirige l’attività delle associazioni Euritmica e Onde Mediterranee per le quali dirige le rassegne musicali Udin&Jazz, Onde Mediterranee, Note Nuove, le stagioni musicali del Teatro Pasolini di Cervignano. Ha composto canzoni e storielle per bambini in friulano raccolte in tre pubblicazioni per i progetti didattici dell’Università di Udine e ha collaborato alla nascita della casa editrice KappaVu.

Gianfranco Pellegrini

gianfranco_pellegriniGianfranco Pellegrini al è nassût a Cormons tal 1954. Al à vivût a Manzignel e a Tresesin; cumò al è a stâ a Val di Reane, intal Roiâl. Al à fat studis classics e al à cjapade la lauree in filosofie ae Universitât di Triest, cuntune tesi sui rapuarts fra lis tecnichis de logjiche formâl e lis riflessions filosofichis, cuntune atenzion particolâr al periodi che al va di Leibniz a Peirce. Passionât di algjebre a doi valôrs, di calcul des proposizions e dai predicjâts, al à metût un pît intal mont de informatiche e dai calcoladôrs eletronics, dulà che al à cjatât lavôr. Al à vût insegnât intai cors di furlan inmaneâts dai Comuns e dai Circui didatics ma tai ultins timps al sta daûr, par plasê, dome ae scriture. Al è di fat convint che dome la scriture e sedi in grât di completâ il lengaç di mût che al sedi considerât ad in plen “discors uman”. Contis des sôs a son stadis publicadis sul Strolic, su Sot la Nape, su La Comugne e su la antologjie dal premi leterari Vilegnovele dal Judri, indulà che l’autôr si è classificât al prin puest inte sezion de lenghe furlane tes edizions dal 2003, 2005 e 2007. Altris microcontis si puedin cjatâ publicadis sul web inte ostarie leterarie virtuâl di Contecurte. Daspò des contis presentadis in chest volum, l’autôr al à in progjet un altri libri par meti adun lis sôs contis di fantasience. Tal 2013 al à vinçût il prin premi tal concors leterari “Renato Appi” di Cordenons.

Gianni Gregoricchio

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Gianni Gregoricchio ( 21.03.1927 – 31.01.2007) dramaturc, contadôr e poete bilengâl; atôr di teatri e regjist, fin dai prins agns Setante al met a disposizion di fruts e fantats la sô esperience, in diviersis scuelis de regjon, cun lavôrs teatrâls, flabis e un film di animazion, prin premi al concors “Nuovo Cinema Friulano” dal 2002. Intai agns de maturitât si dediche a romançs, comediis, senegjaturis pal cine e la radio e ae traduzion par furlan di autôrs tant che Pirandello, Ippolito Nievo, Jacopone da Todi e Woody Allen I romançs “îr e doman” e “Trê feminis” a vincin il Premi Sant Simon. Stes riconossiment, postum, pe traduzion de conte di Nievo “Il Var”. Ancje tantis des sôs comediis par furlan a son premiadis intai concors de Associazion Teatrâl Furlane e cumò a son rapresentadis di compagniis amatoriâls de regjon. Pionîr dal Cineforum e membri de Comission Cineforum de Mostre dal Cine di Vignesie, al à scrit ancje senegjaturis, cun menzion speciâl intai concors dal C.E.C. Cetantis sôs poesiis a son stadis musicadis. Al à colaborât une vore dispès cun Radio Rai Regjonâl, Radio Spazio 103 e Radio Onde Furlane, scrivint e intrpretant radiodrams e adataments di tescj teatrâls di varis autôrs. Intal 2001 la Kappa Vu e à publicât la sô traduzion par furlan di “Storiis di Piçul” di Francesca Gregoricchio.

Gian Giacomo Menon

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Nato a Medea (Gorizia) allora in territorio austroungarico, Menon si è laureato a Bologna in giurisprudenza e in filosofia; è stato docente di storia e filosofia nei licei di Gorizia e di Udine (in quello del capoluogo friulano ha insegnato ininterrottamente per trent’anni dal 1939-’40 al 1967-’68). Ha concluso la sua carriera scolastica nel 1977 all’istituto magistrale Percoto di Udine.

Nella sua vita ha scritto più di 100mila poesie, oltre un milione di versi, ma non ha pubblicato quasi niente. Dai suoi rapporti con gli ambienti futuristi nasce nel 1930 il nottivago, che ottiene un lusinghiero giudizio dal padre fondatore del movimento Marinetti. Insieme a Tullio Crali pubblica il manifesto Come diventammo futuristi e, con le scenografie dello stesso Crali, rappresenta al Teatro Petrarca di Gorizia Delitto azzurro.

Nell’agosto del 1966 ha pubblicato alcune poesie sulla rivista La fiera letteraria. Nel 1998 ha pubblicato la raccolta I binari del gallo, a cura di Carlo Sgorlon e Maria Carminati. Nel 2013 sono stati pubblicati altri due libri di e su di lui a cura di Cesare Sartori, suo ex allievo al liceo classico Stellini di Udine: Poesie inedite 1968-1969 per l’editore Nino Aragno di Torino e Qui per me ora blu – Una vita per la poesia (1910-2000) per i tipi di KappaVu di Udine (a quest’ultimo volume è allegato un cd con la registrazione delle musiche che sette compositori hanno scritto ispirandosi ai suoi versi).

Menon sarà il poeta di riferimento dell’edizione 2014 del Festival itinerante internazionale poesia&musica, la più importante manifestazione di poesia della regione Friuli-Venezia Giulia, un evento collegato a “Cormònslibri”.

Un Fondo documentario a lui dedicato e contenente migliaia di inediti è stato costituito nel 2012 alla biblioteca civica Vincenzo Joppi di Udine.

Di Gian Giacomo Menon e della sua poesia nel 2013 si è già parlato alla Stazione di Topolò-Postaja Topolova, al Festival della filosofia di Grado (Gorizia) e alla Fiera delle parole di Padova.

La poesia di Menon è caratterizzata da una notevole libertà espressiva, che sottrae le parole al vincolo della significazione corrente per farne strumento d’evocazione di quelli che Menon considera i suoi “segnali di vita”: casualità, nudità, paura.

Gino Dorigo

Gino_DorigoGino Dorigo, nato il 16/6/1947 a Udine. A 14 anni comincia a lavorare nella fonderia delle Officine Bertoli (Viale Tricesimo); nel 1973 diventa funzionario F.I.O.M.-C.G.I.L. e in seguito segretario provinciale, poi segretario della F.L.M. (la Federazione Unitaria dei Metalmeccanici). Diventa il segretario della C.G.I.L. dell’alto Friuli. In seguito segreatrio della F.I.L.L.E.A. – C.G.I.L. (il Sindacato dei Lavoratori delle Costruzioni) e, quindi, seg. generale della Camera del Lavoro di Udine e bassa friulana. Con il pensionamento, diventa segreatrio dello S.P.I. – C.G.I.L. di Udine e bassa friulana, carica che ricopre attualmente. In gioventù, militante dell’Unione dei Comunisti Italiani (Marxisti-Leninisti) e dal 1973 iscritto al P.C.I. e poi ai D.S.. Ha pubblicato: “La volante rossa. L’uomo delle nevi, il vescovo nel laminatoio e altre storie di operai”, Kappa Vu 2004; “Gente di ferriera. Classe Operaia friulana e d’intorni, altre storie”, Kappa Vu 2005.

Giuseppe Mariuz

Mariuz_GiuseppeGiuseppe Mariuz (Valvasone, 1946) ha al suo attivo numerosi libri di storia contemporanea,  di poesia in italiano e in friulano, di ricerca sulla comunicazione, alcuni film-documentario, contributi a riviste, conduzione di trasmissioni radiotelevisive. Dalle sue ricerche sugli anni friulani di Pier Paolo Pasolini sono usciti La meglio gioventù di Pasolini (1993), un video con lo stesso titolo coprodotto dalla Rai nel 1998, La corda rotta (1994, con T. Maniacco e col fotografo D. De Marco), Luogo assoluto dell’universo (1995). Tra i lavori di storia citiamo: Società ed economia nel dopoguerra a San Vito (1985), Leghe bianche e rosse in un’area rurale friulana (1989), Guerra e Resistenza: il conflitto mondiale e i riflessi locali (1995), San Vito architetture di luce (2002, con fotografie di L. Cesco), il video I giorni del Lodo De Gasperi (1999, con L. Vidal), Ovviamente a insaputa del correntista (2010, con T. Scodeller). Con la KappaVu ha pubblicato Volti in poesia (2006, con il fotografo R. Daneluzzi). La prima edizione di “Pantera” il ribelle risale al 1991, pubblicata dal Comune di Pordenone. Nel 2010 la Rai del Friuli-Venezia Giulia ha trasmesso, per la regia di Marisandra Calacione, uno sceneggiato radiofonico in quattro puntate tratto dallo stesso libro a cura dell’autore e di Elena Vesnaver.

Gruppo Anna Achmàtova

achmatovaIl Gruppo Anna Achmàtova si è formato nell’inverno del 2007 per elaborare pensiero attorno allo scrivere delle donne. Riunioni mensili hanno visto la presenza anche di altre amiche che poi hanno deciso di non esprimersi sul tema prescelto: la lingua dell’origine.

Cristina Benedetti è nata a Udine nel 1964. Laureata in Filosofia, insegna Lettere nella scuola superiore. Attrice per passione, in particolare presta con frequenza la sua voce a letture pubbliche in svariati contesti. Dopo avere per molti anni e con predilezione effettuato dei readings di testi poetici altrui, di recente e di sorpresa ha cominciato a scrivere poesie proprie e non si è più fermata.

Vilia Candido vive fra Udine e Rigolato dove è nata. Ex-insegnante, si dedica alla scrittura. Sue pubblicazioni: Solo un presagio e poco più, Udine 2003; Paesaggi della memoria in punta di matita Udine 2004; Cerca alla lettera… Abbecedario, Leonardo, Udine 2006; Cronistoria di una mancata esperienza, in Niente come prima, il passaggio del ’68 fra storia e memoria, Kappa Vu, Udine 2007, a cura di Marina Giovannelli. Dal 2003 con cadenza annuale escono i suoi Quaderni della befana in edizione fuori commercio è presente in alcune antologie di racconti.

Agostina Dorigo è nata a Udine nel 1958. Dopo gli studi tecnici si è dedicata alla pittura partecipando a numerose collettive anche fuori regione. Scrive da una decina d’anni; si dedica principalmente alla sperimentazione, tentando diverse forme di espressione. Ama la musica rinascimentale e i codici miniati.

Luisa Gastaldo è nata in Friuli nel 1958. Vive e lavora fuori regione, dove rientra nei primi anni ’90. È laureata in Conservazione dei beni culturali. Attualmente si occupa di didattica ambientale e collabora con la Rete di Orti di Pace.

Marina Giovannelli vive e lavora a Udine. Ha pubblicato numerosi testi di poesia, saggistica e narrativa, ultimi dei quali Cantata per la donna al telaio, Montereale Valcellina 2004, Alga alla riva, Faenza 2006; Morte di carta, Faenza 2003; Iacoba ancilla, Udine 2005. Nel 2006 ha curato Niente come prima. Il passaggio del ’68 tra storia e memoria, Udine; nel 2008 L’eredità della maestra. Tracce del pensiero femminile in alcune esperienze educative nella provincia di Udine (1910-1970), Udine. Presente in varie antologie, collabora a diversi periodici culturali. Fa parte del DARS (Donna Arte Ricerca Sperimentazione) di Udine e della SIL (Società Italiana delle Letterate) del FVG. Nel 2007 ha fondato il gruppo di scrittura Anna Achmàtova.

Susanna Marchi, nata a Milano da genitori toscani, ha vissuto prevalentemente in Toscana. Bancaria pentita, dal 1994 ha lasciato il lavoro e si è trasferita ad Udine. Ama la lettura, la pittura, la musica ed il cinema, anche la scrittura  e tutto ciò che ha a che fare con la parola. Ha frequentato corsi di “scrittura d’esperienza” e di poesia.

Maria Dolores Miotto, nata in un paese del medio Friuli nel 1953, dalla famiglia deriva la passione per il cinema, per il teatro, per la scrittura. Si è diplomata nel 1984 alla Civica Scuola di Recitazione per il teatro in Friulano con la direzione di Nico Pepe e fa parte del Gruppo Teatrale della Loggia di Udine. Si è dedicata alla scrittura creativa partecipando con radiodrammi al Premi Friûl di Onde furlane (2° posto con La gnot cence sium, (1982) e al premio Teatro Orazero (segnalazione, anni 1982-84). Attualmente si occupa di traduzione di testi teatrali dall’italiano al friulano.

Barbara Vuano è nata a Belluno nel 1957 e vive a Udine. Svolge la professione di fisioterapista e ha avuto tre figli. Nel 2006 si è laureata in lettere presso l’Università di Udine con una tesi di argomento antropologico. Ha pubblicato un racconto, Un pollo cresciuto in batteria, nel libro collettaneo Niente come prima. Il passaggio del ’68 tra storia e memoria, a cura di Marina Giovannelli, Udine 2008, e la biografia di Luisa Caruzzi, in L’eredità della maestra. Tracce del pensiero femminile in alcune esperienze educative nella provincia di Udine (1910-1970), a cura di Marina Giovannelli), Udine 2008. Scrive anche poesia.

Luca De Clara

LucaDeClara_nuova1Luca De Clara al à cuarant’agns e al è a stâ a Codroip. Al insegne storie e filosofie tes scuelis superiôrs, si interesse di ricercje storiche e al colabore tant che gjornalist cu «la Vite Catoliche». Al à tacât a insegnâ par furlan tes scuelis elementârs dal distret di Codroip e te Universitât de Tierce Etât dal Friûl di Mieç viers la fin dai agns Novante. In chei timps si è inviade ancje la sô colaborazion decenâl tant che lematizadôr cul “Centri Friûl Lenghe 2000” pe redazion dal Gnûf Dizionari Bilengâl Talian-Furlan. Par Gaspari al à publicât tal 2001 Uomini o colpevoli?, un saç storic su l’ativitât dai tribunâi militârs talians te prime vuere mondiâl. Tal 2004 al à vinçût la 25e edizion dal premi leterari in lenghe furlane “San Simon” cul romanç Sul ôr dal jessi publicât di Ribis l’an dopo. Pe Kappa Vu al à voltât par furlan Animal Farm di George Orwell cul titul Il cjasâl dai animâi. Tal 2011 al è vignût fûr pe Forum il so ultin lavôr, Incontro ad Aquileia, une opare di divulgazion des teoriis di pre Gilberto Pressacco su la penetrazion dal cristianisim in Friûl. Sôs poesiis par furlan a son stadis publicadis timp indaûr su la gloriose riviste «Diverse lingue», direzude di Amedeo Giacomini. Al è stât assessôr a la culture dal comun di Codroip dal 2006 al 2011.

Luca Marchi

Luca_marchiLuca Marchi, nato a Vittoria nel 1974, ha esordito con una trilogia di cortometraggi Hank, la Sirena ed il Cieco. Successivamente ha pubblicato il testo Miopia, percezione e personalità. Laureato in lingue e letterature straniere, svolge l’attività di optometrista ed insegna ottica e contattologia.

Luciano Morandini

luciano_morandiniLuciano Morandini è nato a San Giorgio di Nogaro nel 1928. Tra i suoi libri di poesia si ricordano: Lo sguardo e la ragione, antologia (1956-1978) a cura di Elvio Guagnini – prefazione di Andrea Zanzotto – Studio Tesi, 1979; Infrantume – introduzione di Enrico Testa – edizioni del Leone, 1984; L’albero di Mantes, Campanotto Editore,1990; Fabula notturna – prefazione di Giovanni Raboni – Edizioni Kappa Vu, 1996 ( rappresentata nel 1997 al Mittelfest di Cividale ); Lunario dell’insonnia – posfazione di Angela Felice – Campanotto Editore Poesia, 2000; Camminando Camminando – prefazione di Elvio Guagnini – Campanotto Editore Poesia, 2004. È stato anche autore di quattro racconti lunghi: San Giorgio e il drago – prima selezione premio Campiello 1984 – Studio Tesi, 1984; Lo sfrido, Edizioni di San Marco, 1989; Gli occhi maghi, Campanotto Editore, 1992; L’orologio di Saba – introduzione di Elvio Guagnini – Campanotto Editore, 1994. Nel 1998 è uscito, con una nota di Angela Felice, e sempre per le edizioni Campanotto, Promemoria Friulano, testimonianza di un’avventura intellettuale e artistica vissuta in Friuli dagli anni Cinquanta ai nostri giorni. Ha collaborato con varie riviste e ha curato programmi culturali per la Rai del Friuli-Venezia Giulia. Ha collaborato al settimanale regionale il Nuovo. Alcune sue opere sono state tradotte in sloveno, serbocroato, tedesco, inglese e spagnolo.

Luisa Gastaldo

LuisaGastaldo_visoLuisa Gastaldo è nata a Tarcento, ha fatto molti traslochi e si è impegnata in diverse attività. Nel frattempo si è laureata in Conservazione dei Beni culturali. Ora si occupa di educazione ambientale e alimentare. Vive a Buja dove cura un orto didattico e organizza annualmente Orto-grafie. Poetiche tra le aromatiche. Fa parte della Rete di Orti di Pace e del Gruppo Anna Achmàtova, con il quale ha pubblicato un racconto Ricognizioni in Sepegrepetipi. La lingua dell’origine fra parola e afasia, a cura di Marina Giovannelli, Udine 2009.

Maria Tolone

Maria-ToloneMaria Tolone (1957), docente di materie letterarie nella scuola superiore, giornalista, già caporedattore del periodico «Il Movimento», caporedattore del periodico «AliceInforma», già collaboratrice de «Il Lavoratore-Progetto Informazione» e de «La Cittadella». Nel 1983 è l’unica donna socio fondatore dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea, federato all’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia. Ha pubblicato saggi sulla storia dell’Accademia Cosentina nella rivista Nuove Prospettive Culturali; ha collaborato all’antologia “Artisti per gli anni Ottanta”, Nuova Comunità, Cosenza, 1983 ed alla rivista culturale Nuova Comunità. Coautrice dei volumi “Fausto Gullo”, Pellegrini, Cosenza, 1982; “Breve storia della Calabria Jonica e di un suo paese: Crosia”, Pellegrini, Cosenza, 1983; “Sericoltura: un’ipotesi di sviluppo meridionale”, Nuova Comunità, Cosenza, 1985; “Il Premio Sila – Cultura e impegno civile nella storia di un premio letterario”, Pellegrini, Cosenza, 1997. Autrice dei testi “Giorgio Canciani. Un comunista, un uomo libero, Arti Grafiche Astra, Trieste, 2007. Nel 1982 ha vinto il 2° Premio Nazionale Città di Cirò Marina, nel 1983 il 1° Premio Targa d’Argento Zagara di Rosarno e nel 1985 il Premio Nazionale Città di Mangone.

Marina Giovannelli

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Marina Giovannelli vive e lavora a Udine. Ha pubblicato numerosi testi di poesia, saggistica e narrativa, ultimi dei quali Cantata per la donna al telaio, Montereale Valcellina 2004, Alga alla riva, Faenza 2006; Morte di carta, Faenza 2003; Iacoba ancilla, Udine 2005. Nel 2006 ha curato Niente come prima. Il passaggio del ’68 tra storia e memoria, Udine; nel 2008 L’eredità della maestra. Tracce del pensiero femminile in alcune esperienze educative nella provincia di Udine (1910-1970), Udine. Presente in varie antologie, collabora a diversi periodici culturali. Fa parte del DARS (Donna Arte Ricerca Sperimentazione) di Udine e della SIL (Società Italiana delle Letterate) del FVG. Nel 2007 ha fondato il gruppo di scrittura Anna Achmàtova.

Marina Rossi

Marina_rossiPiù volte docente a contratto presso le cattedre di Storia dei Paesi Slavi delle Università di Trieste e Venezia, con cui continua a collaborare attivamente, ricercatrice presso l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione di Trieste. Autrice di numerosi saggi ed articoli riguardanti la storia del lavoro e del movimento operaio organizzato nelle provincie meridionali dell’impero asburgico e la lotta politica nel Nord-est d’Italia dal primo dopoguerra alla fine della seconda guerra mondiale, è particolarmente nota, anche all’estero, per gli studi riguardanti il fronte orientale e le prigionie in Russia nel corso dei due conflitti mondiali. Tra i volumi più importanti, legati alle ricerche russe: I prigionieri dello zar (Mursia, Milano 1997),Irredenti giuliani al fronte russo (Udine 1999), Le Streghe della notte. Storia e testimonianze dell’aviazione femminile in URSS (1941-1945)(ed. Unicopli, Milano 2003), Evghenij Chaldej, un grande fotografo di guerra (Ed. La Stampa, Torino, 2006). Dal 1994 ha collaborato con Umberto Asti, come consulente storica, in tutti i documentari d’argomento russo da lui realizzati: L’altra riva del Don,1995, L’uomo del Volga, 2000, La Vittoria non ha le ali, 2002. Come co-sceneggiatrice ha collaborato con lo stesso autore per I naviganti, 2006 e Chapiteau, 2007. Per le ricerche filmiche e la cura dei testi riguardanti il fronte orientale e la frontiera giuliana, ha partecipato ai documentari I prigionieri di guerra, di J. Gianichian e A. Ricci, Museo Rovereto 1995; Cronache militari dei fronti galiziano e balcanico, Museo Rovereto 1996; Passano i soldati, di L. Gasperini, Roma 2001; Trieste sotto, Rai international, Roma 2002.

Maurizio Benedetti

Benedetti_maurizioMaurizio Benedetti è nato a Berna il 17-9-1968 e vive ad Ara Grande, frazione di Tricesimo (UD). Ha pubblicato nel 2006 la raccolta breve Lontano da chi ascolta per l’editore Sottomondo di Gorizia e, sempre per il medesimo editore, il libro So distruggere il mio dio nel 2008. Ha fatto parte della redazione della rivista «Corrispondenze & Lingue Poetiche» edita negli anni ‘90 dalla Kappa Vu di Udine e partecipa con continuità a letture pubbliche dei suoi testi. È direttore Artistico del Festival di poesia “PoetARE”, che si tiene annualmente dal 2008 ad Ara di Tricesimo. Nel 2009 ha vinto il “Trieste poetry slam” e si è classificato secondo assoluto al Premio Nazionale di poesia per inediti “Ossi di seppia” che prevede la pubblicazione su antologia per i primi quattro autori classificati.

Maurizio Mattiuzza

Mattiuzza_maurizioMaurizio Mattiuzza: poeta, scrittore, agitatore culturale è nato alle porte di Zurigo nel luglio del ‘65. Vive in Friuli dal ‘76 . Punk-rocker della prima ora e mezza, ha prestato voce e caviglie alla scena friulana degli anni ‘80 passando poi a condurre, per diverse stagioni, programmi di indie-rock su alcune radio, inclusa la mitica Onde Furlane. Laureato in scienze politiche ha fotocopiato ed incollato fanzines di ogni sorta, prima di debuttare felice su Usmis, rivista di cui ha condiviso rizomi e sbocchi fino a pubblicare, nel ‘97, La cjase su l’ôr, suo primo libro solista. Co-fondatore del movimento di azione poetica dei “Trastolons”, ha calcato con gli stessi i palchi e le pagine di una raccolta colletiva intitolata Tons Trastolons e dell’audiolibro Tananai. Nell’autunno 2001 ha inoltre pubblicato assieme al cantautore carnico Lino Straulino, curandone i testi e le parti recitate, l’album Tiere Nere (nota records) sull’onda del quale è nata una intensa attività live che ha toccato diversi clubs tra Friuli, Veneto e Piemonte. Suoi racconti ed articoli sono stati pubblicati sulle riviste “La Comugne” e “PaginaZero”. L’inutile necessitâ(t) è il suo secondo libro.

Mauro Daltin

daltin_mauroMauro Daltin è nato nel 1976 in Friuli. Si laurea in Scienze Politiche all’Università di Padova con una tesi su “1984” di George Orwell. Dirige assieme a Paolo Fichera, il quadrimestrale “Pagina Zero – Letterature di frontiera” (www.rivistapaginazero.net). Ha collaborato con le pagine culturali del settimanale “Il Nuovo Fvg” di Udine e con il Touring Club Italiano. È presidente dell’Associazione letteraria “Festa Mobile” che promuove eventi culturali. Scrive racconti di narrativa e articoli che pubblica su riviste e in antologie. E-mail: mauro.daltin@gmail.com

Max Mauro

MAX_2010Max Mauro è nato a Frauenfeld (Svizzera) nel 1967, figlio di emigranti friulani. Scrittore, giornalista, ricercatore dell’umano paese ed ex cantante punk, si occupa di migrazioni, culture di confine, culture giovanili, viaggi (preferibilmente in bicicletta). Tra i fondatori de Il Nuovo Friuli, ha collaborato a lungo con Diario, Linus e altre testate nazionali. Ha lavorato come giornalista in Venezuela e raccolto storie di migranti in Sud Africa e Germania. Inseguendo una sintesi tra ricerca sociale e scrittura giornalistica, nel 2013 ha completato un dottorato di ricerca presso il Centre for Transcultural Research and Media Practice di Dublino, Irlanda, con uno studio etnografico sullo sport e i giovani di origine immigrata. Da ottobre 2013 lavora come Associate Lecturer presso la School of Communications and Writing, Southampton Solent University, Inghilterra. Con La mia casa è dove sono felice. Storie di emigrati e immigrati (KappaVu, 2005), ha vinto il Premio “Città di Borgotaro-Raccontare l’emigrazione”. Patagonia controvento (Ediciclo, 2006), ha ricevuto la menzione speciale al Premio Albatros per la letteratura di viaggio.

Ottaviano De Biase

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Ottaviano De Biase nasce a Santa Lucia di Serino (Av), il 21 agosto 1947. Figlio di coltivatori diretti. Nel 1965 abbandona gli studi agrari ed emigra in Germania. Nel 1966 si arruola nella MM. Nel 1967 consegue la qualifica di radiotelegrafista. Seguono le prime esperienze in centri radio sia a bordo di navi e sia in quelli di terra. Contemporaneamente frequenta specifici corsi di formazione e di perfezionamento. Nel 1974 consegue la specializzazione in Guerra Elettronica. Stesso anno viene chiamato al S.I.O.S., presso cui assolve compiti di intercettazioni elettroniche (GE) e di impieghi particolari (IP). Nel 1978 viene inviato in una sede Nato con l’incarico di Responsabile della Sicurezza delle Telecomunicazioni. Nel 1989 viene richiamato in campo nazionale ed assegnato a un gruppo di ufficiali iracheni, in Italia per dei corsi di specializzazione in Guerra Elettronica. Corsi mai iniziati in seguito alla contemporanea invasione del Kuwait. Sopraggiunti problemi fisici, classificati: rischio di livello alto, il De Biase viene sottoposto ad una serie di accertamenti diagnostici, al termine dei quali verrà giudicato non più idoneo al servizio attivo.

Paolo Cantarutti

paoloCantaruttiPresidente della cooperativa Informazione Friulana e redattore, assieme al direttore Mauro Missana, del settore culturale di Radio Onde Furlane. Cura le serie radiofoniche ed i progetti esterni della cooperativa (convegni, pubblicazioni e la collana discografica Musiche Furlane Fuarte). E’ coordinatore editoriale della rivista letteraria La Comugne (edizioni Kappavu). Ha curato inoltre diverse pubblicazioni sempre in lingua friulana (saggi, romanzi, raccolte di poesia, periodici, fumetti), rassegne artistiche e musicali (Premi Friûl, Cormôr Salvadi) convegni e programmi radio televisivi per diverse emittenti (RAI FVG, Telefriuli). Negli anni ’90 è stato uno dei fondatori della rivista e del movimento Usmis ed ha coordinato la redazione del mensile La Patrie dal Friûl. Sempre in quel periodo ha realizzato tre opere di videoarte premiate alla Mostre del Cine Furlan.

Pierluigi Visintin

Pierluigi_visintinPierluigi Visintin, nato a San Giorgio di Nogaro (UD) nel 1948, è autore di tre libri storici, pubblicati dalla Kappa Vu: I giorni del Cormôr (1991), sullo sciopero a rovescio nella Bassa Friulana del 1950; Che il mondo intero attonito sta (1992), sull’operato del vescovo Nogara, assieme ad Alessandra Kersevan, e Come si vincono le elezioni (1993), sulle elezioni dal 1948, assieme a Faustino Nazzi. Nel 1995 ha pubblicato la biografia di Piero Pezzè, musicista e compositore udinese del Novecento (Ed. Kappa Vu). Nel 2001 ha pubblicato Il Sommo Stregone (Ed. “La Fiaccola”), requisitoria “arcaica” contro la barbarie post-moderna. È autore di traduzioni dal latino in friulano (Apuleio, Orazio, Teofilo Folengo) e dal greco in friulano (Euripide, Esiodo), ha scritto racconti satirici in friulano pubblicati su « La Comugne » (Ed. Kappa Vu 1998-2008). Ha tradotto dal greco in friulano, in esametri barbari, assieme ad Alessandro Carrozzo, l’Odissea di Omero (Ed. Kappa Vu 2006). Ha scritto il libro Romano il Mancino e i Diavoli Rossi, biografia del partigiano (Ed. Kappa Vu 2002), a cui è ispirato lo spettacolo realizzato assieme al compositore Claudio Cojaniz e al poeta Luciano Morandini. Per Davide Pitis ha curato i testi di spettacoli muscali: Babêl/Babele(2001), Che lingua batterà il mio orecchio, chi ascolterà le mie canzoni (2003), I giorni del riscatto (Mittelfest 2004). Nel 2005 ha ridotto e sceneggiato il racconto di Charles Dickens Un canto di Natale, base di uno spettacolo della Filarmonica del Friuli Venezia Giulia, musiche originali di Davide Pitis. Il suo racconto Processo e morte di Socrate detto “il tafano” è stato pubblicato in “Poeti e prosatori del Friuli” (Messaggero Veneto 2004). Nel 2005 ha lavorato al progetto di riscoperta del pittore sangiorgino Alfonsino Filiputti detto Angiolino (1924-1999), un cantastorie col pennello. Nel 2008 ha pubblicato Sciaquoneide, poema epico in ottave di endecasillabi, sugli scardinati anni goliardici alla fine degli anni Sessanta. Ha raccolto il materiale e curato la pubblicazione di Diario di un gappista (Ed. Kappa Vu 2009). Con la Rai di Trieste ha realizzato la serie Avventure friulane di Casanova (1998), cinque radiodrammi da racconti di autori friulani (1999-2000), la serie Esopo friulano (2002-2003), 4 puntate dal titolo Viaggio in Friuli con poeta, assieme a Federico Tavan e Davide Pitis (2003) e 13 puntate su Casanova gourmet (2004) in collaborazione col compositore Davide Pitis Nel 2003, frutto del suo continuo interesse per la vita e la figura di Casanova, ha vinto il premio San Simon di Codroipo (UD), sezione saggistica, con il saggio “Friûl e Furlans te Historie de ma vie di Giacomo Casanova”.

Pietro Mastromonaco

mastromonacoPietro Mastromonaco, nato a Roma, da genitori molisani, ha trascorso infanzia e adolescenza a Gorizia, trasferendosi poi a Udine, dove ha insegnato letteratura italiana presso le scuole superiori. Si è impegnato nella scuola sulle problematiche didattiche e organizzative, e ha ricoperto alcune responsabilità a livello politico. Negli ultimi dieci anni è impegnato nelle elaborazioni narrative, e ha pubblicato, con Campanotto editore, i romanzi: “Nazdarovje – Incontri d’estate in terre di Russia”, “Presi per incantamento – in vela d’amore da Trieste in Dalmazia”, “Palme inquiete a L’Avana”. Suoi racconti sono stati pubblicati su varie riviste. In particolare due racconti lunghi sono stati pubblicati l’anno scorso nel volume “I Piatti perduti” (Libri edizioni). Ultimamente ha svolto in centri della Regione dei recital poetici, su Dante, Leopardi, Pascoli, Carducci, Saba, Montale, Pasolini e altre letture nell’ambito di presentazioni di testi di narrativa e poesia.

Pietro Purini

PieroPurinixwebPiero Purini (Trieste, 1968) si è laureato in storia contemporanea all’Università di Trieste sotto la guida del prof. Jože Pirjevec. Ha poi frequentato corsi di perfezionamento post laurea presso l’Università di Lubiana e quindi ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Klagenfurt sotto la guida del prof. Karl Stuhlpfarrer. Si occupa principalmente di movimenti migratori, di spostamenti di popolazione e di questioni legate all’identità e all’appartenenza nazionale: il fatto di aver studiato in Italia, Slovenia ed Austria gli ha permesso di analizzare la storia di una regione etnicamente complessa come la Venezia Giulia in una prospettiva più internazionale ed europea. Affianca all’attività di storico anche quella di musicista. Dello stesso autore, oltre a numerosi articoli in riviste italiane, slovene, austriache, croate e svedesi, è già stato pubblicato “Trieste 1954-1963. Dal Governo Militare Alleato alla Regione Friuli-Venezia Giulia” (Trieste, Circolo per gli studi sociali Virgil Šček – Krožek za družbena vprašanja Virgil Šček, 1995). (foto: robert doljak)

Raffaella Cargnelutti

cargnelutti_raffaellaCritica e storica dell’arte, Raffaella Cargnelutti (1957) vive a Tolmezzo (UD); lavora al Centro regionale di catalogazione e restauro dei beni culturali, Villa Manin di Passariano. Si è dedicata alla ricerca e valorizzazione della pittura di paesaggio dell’Ottocento e Novecento in Friuli. Ha curato studi e monografie dedicate a: Cornelia Corbellini (1988); Artisti carnici del Novecento (1991); Arturo Cussigh (1993); Giuseppe Barazzutti (1994); Pievi e chiese in Carnia (1994); Aldo GioBatta Foschiatti (1995); Giovanni Macor (1996); Giuseppe Da Pozzo (1996); Carnia. Itinerari. Arte (1996); Marco Davanzo (1997); Antonio Menossi (1997); I Mussinano di Cercivento. Storia di una famiglia carnica nei secoli XVIII e XIX (1997); Giovanni Moro (2001); Appunti per una storia del ritratto pittorico in Carnia. Opere dal XVI al XVIII secolo (2005). In corso di pubblicazione: San Martino, Tolmezzo e la Carnia; L’opera imperfetta, vita e opere del pittore Gianfrancesco da Tolmezzo. Il ritratto di Maria è la sua prima esperienza narrativa.

Renato Damiani

Damiani_Renato_1Dopo aver insegnato per molti anni nella scuola media e nella scuola superiore, Renato Damiani ora si interessa principalmente di tematiche europee, nella sua veste di Vicepresidente della Casa per l’Europa di Gemona. Tuttavia ogni tanto si concede qualche error, che in latino significa anche divagazione o allontanamento dalla via principale. Ed è appunto da queste divagazioni che è nato Il verso alla storia la cui prima parte, con il sottotitolo tra rime&cantilene è stata pubblicata nel 2001 da La Nuova Base Editrice. L’interesse di Damiani parte da quella che fu la sua materia di insegnamento, cioè la storia, per concentrarsi su alcuni fra i più noti personaggi del passato, alcuni reali, altri frutto dell’immaginario popolare. Del resto «per essere famosi – egli sostiene – non è necessario essere esistiti». Da essi egli ricava lo spunto per riflettere, con il disincanto degli anni, sulla contradditoria condizione umana e sui vizi e le virtù che da sempre rendono l’uomo ora eroico, ora meschino.


Libri presenti:

Rocco Burtone

RoccoBurtoneRocco Burtone Negli anni 70 faceva il cantautore “contro”, ma sta ancora chiedendosi contro chi abbia combattuto. Era talmente contro che rifiutò qualsiasi contratto discografico. Lo ascoltò ad un concerto Ivan Della Mea, allora direttore dei “Dischi del Sole”, che gli spedì una lettera con la richiesta di una registrazione (oggi si chiama demo) e Rocco gli inviò una cassetta registrata dal vivo praticamente inascoltabile. Della Mea gli scrive nuovamente chiedendogli un prodotto migliore, e cosa risponde il nostro eroe? “Caro Ivan, il valore dei miei concerti è manifestato dal rapporto a volte conflittuale col pubblico, quindi non ho interesse ad incidere canzoni senza una logica di lotta”. Della Mea non scrisse più e Rocco sta ancora meditando. Fino alla fine dei 70 ha suonato dappertutto, dalla Sardegna alla Sicilia, nelle fabbriche, nei teatri, alle Feste dell’Unità, per i circoli anarchici, per gli emigranti in Olanda e in Germania. Nel 79/80 va negli Stati Uniti per ragioni economiche e lo troviamo dapprima su una nave da crociera a sollazzare musicalmente i turisti americani nel tragitto New York-Bermude, poi, stanco di quella vita, si trasferisce a Los Angeles dove canta le sue canzoni nei locali e con sorpresa si accorge di essere apprezzato più che in patria (forse perché il pubblico non comprende i testi). Rientrato in Italia ricomincia con i concerti proponendo recital musicali e teatrali, proprio perché la sua passione è sempre stata il teatro sia per adulti che per bambini e infatti ha lavorato per anni con la “Compagnia Attori Associati” il cui repertorio era costituito soprattutto da spettacoli per l’infanzia; inoltre scrive libri e registra qualche disco. Insomma, ha fatto un sacco di altre cose, ma la noia dei curriculum troppo lunghi ci fa desistere.

Romano Marchetti

RomanoMarchettiFotoROMANO MARCHETTI, carnico come egli si è sempre sentito, dottore in agraria, specializzato in agricoltura tropicale, mazziniano, repubblicano e socialista, partigiano osovano, esperto in zootecnia, sostenitore assiduo del circondario montano, nato nel lontano 1913. Questa è la storia di un bimbo che da un mondo fatto di giochi infantili, ramarri, cingallegre, ghiri, parenti e padrini precipita in un mondo fatto di prevaricazione e soprusi, di ordini, ingiustizie, sogni infranti. La storia di Romano Marchetti inizia nel piccolo paese di Maiaso, in Carnia, e continua, attraverso la metamorfosi giovanile, fino alla crescita, in lui, di una coscienza antifascista ed allo sviluppo di un pensiero libero. Ufficiale degli alpini sul Golico, è, poi, uno dei primi organizzatori della resistenza osovana in Carnia, si scontra con le difficoltà del dopoguerra, sostiene Unità Popolare, intesse rapporti anche epistolari con noti socialisti ed azionisti, e viene catapultato a Savona, per avere in qualche modo disturbato la Democrazia Cristiana. Vive la sua esperienza lavorativa presso vari Ispettorati Provinciali dell’Agricoltura, conosce la marca trevigiana, si ricongiunge, infine, alla sua sposa ed ai figli. Costantemente preoccupato di guadagnar “due soldi per il lesso” per mantenere la famiglia, vive la sua vita in un succedersi incessante di fatti internazionali, nazionali e locali, che segue con partecipazione. Interessanti appaiono le sue proposte per sviluppare l’agricoltura, la frutticoltura, l’allevamento. Il libro, curato da Laura Matelda Puppini, è corredato pure dalla storia del battaglione Carnia della Osoppo e del suo comandante Barba Livio, da quella della distruzione della torre Picotta da parte dei tedeschi, da schede analitiche su figure di partigiani.

Sandi Volk

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Sandi (Alessandro) Volk Nato a Trieste il 24 aprile 1959 si è laureato in storia contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trieste con relatore il prof Elio Apih. Ha conseguito il master ed il dottorato in storia contemporanea presso il Dipartimento di Storia della Facoltà di Filosofia dell’Università di Lubiana (SLO), relatore il prof. Duˇsan Ne´cak. Si occupa di storia contemporanea della Venezia Giulia, in particolare di Trieste e della storia degli sloveni della regione. Ha svolto ricerca sulla nascita del movimento operaio sloveno a Trieste, sul movimento nazionale sloveno nel periodo precedente alla prima guerra mondiale, sulla seconda guerra mondiale nella memoria degli sloveni di Trieste, sulla storia del lager nazista della Risiera di S. Sabba, sulla/e memoria/e riguardo al periodo 1918-1954 in vari gruppi della popolazione triestina e soprattutto sul destino degli esuli/profughi istriani e dalmati dopo l’esodo, che è stato anche il tema della tesi di master e di dottorato. Pubblica in Slovenia e Italia. È stato giovane ricercatore presso lo Inˇstitut za narodnostna vpraˇsanja di Lubiana ed è attualmente ricercatore presso la Sezione storia della Biblioteca nazionale slovena e degli studi di Trieste (Odsek za zgodovino Narodne in ˇstudijske knjiˇznice v Trstu). Collabora con lo Znanstveno raziskovalno srediˇsˇce Republike Slovenije Koper – Centro di ricerche scientifiche della Repubblica di Slovenia di Capodistria, con lo Zgodovinsko druˇstvo za juˇzno Primorsko, con lo Inˇstitut za narodnostna vpraˇsanja di Lubiana, con i Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, con l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nel Friuli-Venezia Giulia di Trieste. È membro della Commissione consultiva del Comune di Trieste per il Civico Museo della Risiera di S. Sabba – Monumento nazionale. Oltre a numerosi saggi e articoli, in italiano e sloveno, sul problema degli esuli istriani e dalmati ha già pubblicato anche due libri, entrambi editi dallo Znanstveno raziskovalno srediˇsˇce Republike Slovenije Koper e dallo Zgodovinsko druˇstvo za juˇzno Primorsko, nel 1999 e nel 2003 rispettivamente: “Ezulski skrbniki. Vloga in pomen begunskih organizacij ter urejanje vpraˇsanja istrskih beguncev v Italiji v luˇci begunskega ˇcasopisja, 1945-1963” (I tutori degli esuli. Il ruolo delle organizzazioni dei profughi e la gestione del problema dei profughi istriani in Italia alla luce della stampa profuga, 1945-1963) e “Istra v Trstu. Naselitev istrskih in dalmatinskih ezulov in nacionalna bonifikacija na Trˇzaˇskem, 1945-1966” (L’Istria a Trieste. L’insediamento degli esuli istriani e dalmati e la bonifica nazionale a Trieste, 1945-1966).

Sergio Virginio

foto-biografia

Sergio Virginio è nato a Palmanova (Udine). Ha lavorato alle dipendenze delle Ferrovie dello Stato. È stato segretario provinciale della Filt-Cgil e presidente della Coop Ferrovieri di Udine. Ha collaborato con Legacoop Fvg dove ha realizzato l’archivio storico. È stato presidente del Centro regionale per la cooperazione nelle scuole del Friuli Venezia Giulia e, come vice presidente dell’Unione internazionale della cooperazione scolastica (Uice), ha contribuito a diffondere la cooperazione scolastica in Argentina e in Paraguay. Ha pubblicato: La coperative (Kappa Vu), La Scaricatori (Guarnerio Editore), Forza Pav (Unidea), L’Aster (Guarnerio Editore), L’Idealservice (Guarnerio Editore), Una grande piccola cooperativa (Edizioni LaCronaca), La Copera (con: Martina, Varutti, Anziutti – SMA Forni di Sopra), 100 Anni di cooperazione (Puntostampa), Idee e progetti di nuove imprese cooperative (Puntostampa), La cooperazione dei consumatori (ricerca storica su compact disc), Cooperazione & Sviluppo (ricerca storica su compact disc).

Silvana Schiavi Fachin

Schiavi_Fachin_SilvanaSilvana Schiavi Fachin vanta una vasta esperienza d’insegnamento delle lingue moderne: friulano, italiano, francese, inglese e spagnolo dalla scuola dell’infanzia all’età adulta. È inoltre autrice di materiali per l’apprendimento e l’insegnamento del e in friulano e in altre lingue meno diffuse. Nei primi anni ottanta, col contributo finanziario della Commissione Europea, ha organizzato in Friuli i primi progetti pilota di educazione bilingue italiano–friulano e italiano–sloveno secondo la modalità “una persona–una lingua”. Dal 1971 si occupa della formazione iniziale e in servizio degli insegnanti di lingue native, seconde e straniere. Attualmente è componente della commissione scientifica di due gruppi europei di ricerca: “ADUM: Working Together to Support Minority Languages” e “EUNoM: European Universities Network on Multilingualism”.

Silvio Cumpeta

silvio_cumpeta_002Silvio Cumpeta, nato a Farra d’Isonzo (Gorizia), di origine rumena, ha compiuto studi filosofici e storici. Dopo aver pubblicato saggi sulla filosofia italiana tra le due guerre, nel corso degli anni Settanta ha orientato la propria scrittura verso la poesia: Questo corpo in fuga, 1979 (premio “Biella” 1980); Stazione e moto della signora, 1988; Accostanze e oltranze, 1989; “1994”, 1997; Il tramonto dell’ira, 1998; Un giorno per tutti, 1999. Nel 2001 pubblica l’opera filosofica I dialoghi dell’ego e, nello stesso anno, l’antologia Poèmes choisis presso l’Harmattan France, con cui nel 2002 ha pubblicato Ovviamente o della futilità. Dal 1993 dirige la rivista di letteratura e arte «I quaderni della Luna». Nel 2003 pubblica Breviario Iracheno (premio “Dino Menichini” 2005) e nel 2006 la versione in sloveno Iraˇski brevir nella collana “paroletradotte” della Kappa Vu. È inoltre autore di testi teatrali e narrativi.

Stefano Aurighi

Stefano_aurighiNato ai piedi delle montagne (Vittorio Veneto, 1965), Stefano Aurighi vive a Modena, nel bel mezzo della sconfinata Pianura Padana. Giornalista free lance (il Venerdì di Repubblica), è anche videomaker e ha realizzato con un paio di amici-colleghi una serie di documentari dedicati ai cambiamenti della politica in Italia, tra cui “Occupiamo l’Emilia” e “A furor di popolo”. Fino ad ora aveva scritto libri quasi seri su temi sociali ed economici, ma finalmente è riuscito a tirare fuori dal cassetto il romanzo che avete tra le mani.

Stefano Moratti

moratto_stefano2Stefano Moratto è di Morsano al Tagliamento. Negli anni ’90 ha partecipato all’esperienza di “Usmis” e, dopo, ha fatto parte del collettivo poetico dei Trastolons che nel 1998 hanno pubblicato l’antologia “Tons Trastolons” e nel 2001 “Tananai”. Nel 2001 esce anche il suo romanzo “Donald dal Tiliment”, che nel 2007 diventa un radiodramma trasmesso dalla radio Rai regionale. Nel 2006, con Giorgio Cantoni, gira “Mugulis. I ultins piratis dal Tiliment”, video che vince il primo premio alla Mostre dal Cine Furlan. Il suo ultimo libro, del 2009, è “Isulis”, una raccolta di poesie per la collana Discanto della Kappa Vu.

Teatro Incerto

Udine, 21/03/2005 - Prove "Garage 77" con Teatro Incerto - Fabiano Fantini, Claudio Moretti, Elvio Scruzzi - Foto Luca d'Agostino/Phocus Agency © 2005

Il Teatro Incerto (Fabiano Fantini, Claudio Moretti e Elvio Scruzzi) al è il plui popolâr grup teatrâl furlan. Nassût tal 1982, in cuasi 30 agns di ativitât al â realizât plui di 20 spetacui e miârs di replichis in ducj i cjantons e situazions dentri e fûr dal Friûl. Fra chescj “Le scarpe prendono piede” (1985, 400 e passe replichis), la trilogjie “Four” (1997), “Laris” (1998), “Dentri” (1999), “Laris” (1998), “I mosaiciscj” (2000, il so test al è pulicât in La Comugne Speciâl numar 9, 2003), “Maratona di New York” (2001), “Muradôrs” (2006), “Garage 77” (2006), “Don Chisciotte” (2012). Cence dismenteâsi des publicitâts e des trasmissions radiofonichis e televisivis, deventadis dai mîts de culture furlane popolâr dal dì di vuê.

Tenca Montini Federico

Tenca_foto_copiaNato a Udine nel 1984, si è laureato in sociologia presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ha studiato presso la Facoltà di Filosofia e quella di Scienze Sociali dell’Università di Lubiana e ha frequentato corsi avanzati di slavistica per stranieri presso quella di Zagabria. Ha collaborato con l’Ambasciata d’Italia in Montenegro (Podgorica).

Tito Maniacco

maniacco_1Tito Maniacco nacque nel 1932 a Udine, dove è morto nel 2010. Numerosi i suoi libri di poesia, saggistica e narrativa, tra i quali: I senza storia. Storia del Friuli, Casamassima, 3 voll., Udine 1977-1979; Storia del Friuli, Newton Compton, Roma 1985; L’uomo dei canali, romanzo, Studio Tesi, Pordenone 1993 e Editoriale Messaggero Veneto 2004; L’ideologia friulana. Critica dell’immaginario collettivo, KappaVu, Udine 1995; Gentiluomo nello studio, poemetto, Circolo culturale Menocchio, Montereale Valcellina 1996; La patata non è un fiore, Vivere e morire da contadini, Biblioteca dell’Immagine, Pordenone 1997; Mediterraneo, poemetto, Circolo culturale Menocchio, Montereale Valcellina 1998; Genesi, racconti, Biblioteca dell’Immagine, Pordenone 1999; La veglia di Ceschia, romanzo, Biblioteca dell’Immagine, Pordenone 2001; Patriarca nella nebbia, poemetto, Circolo culturale Menocchio, Montereale Valcellina 2004; Le favole del corvo, KappaVu, Udine 2005; Cartoline, racconto per immagini, Circolo culturale Menocchio, Montereale Valcellina 2006; Mestri di mont, romanzo, Circolo culturale Menocchio, Montereale Valcellina 2007, Premio ex aequo Caterina Percoto 2008; Figlio del secolo, romanzo, KappaVu, Udine 2008; Oltris, poesie e immagini, Circolo culturale Menocchio 2008. Svolse anche attività d’artista con mostre personali e collettive.

Valerio Marchi

ValerioMarchiValerio Marchi è nato a Roma nel 1960 e vive in Friuli dal 1968. Sposato con Patrizia dal 1986, ha due figlie: Arianna Vera e Michela Serena. Si occupa di studi biblici, studi storici e poesia, avendo all’attivo varie pubblicazioni in tutti e tre i settori. S’è laureato, presso l’Università di Trieste, in Giurisprudenza (1984) e in Storia (1993). A partire dal 1987 ha insegnato prima Discipline giuridiche ed economiche e poi Filosofia e Storia presso istituti d’istruzione superiore della provincia di Udine. Ha conseguito nel 2009 il Dottorato in Storia presso l’Università di Udine, dove continua a svolgere attività di ricerca. Per la Kappa Vu ha già pubblicato, nel 2008, «Il serpente biblico». L’on. Riccardo Luzzatto in Friuli fra culto della patria, antisemitismo e politica (1892-1913), «Il dottor Sachs». Un medico ebreo in Friuli e la sua famiglia tra Otto e Novecento e «Una degna figlia di Israele». Lina Gentilli di Giuseppe (San Daniele del Friuli 1883 – Venezia 1901).

Wally Gigante Waddell

copertinaWally Gigante Waddell è nata a Ronchis (Udine) e, dopo aver vissuto in Francia, Inghilterra e Canada, risiede a Lignano Sabbiadoro. Si è diplomata come infermiera a Londra con la specializzazione in pediatria e psichiatria. Si è laureata alla London University dell’Ontario in Canada. Ha pubblicato la raccolta di poesie Alla foce del fiume e Per raggiungere le foglie; il libro di racconti Oltre i granelli dorati e i romanzi Suspir dell’anima e Pagine di diario. Ha ottenuto i premi di poesia “Farfalla d’oro 50&Più”, Levico 2007 e “Libellula d’argento”, Levico 2008.