• € 15,00

    ÈCO s.femminile, plurale

    Narrativa

    Ventisei racconti in cui personaggi e ambienti sono indagati con i mezzi dell’introspezione e delle conoscenze storiche, in un quadro accattivante e per certi versi sorprendente
    dei destini dei protagonisti. Storie che non sono autobiografiche (se non per quanto di autobiografico chi scrive riversa sempre nella propria opera) ma che spaziano invece in tempi e ambiti molto diversi. Le unificano i luoghi, perché tutte hanno a che fare con gente del Friuli e della Venezia Giulia. E pur nella varietà di genere e di stile narrativo, hanno la stessa scrittura asciutta, la stessa capacità immaginativa, per finali spesso folgoranti.

  • € 14,00

    PREMIATA IMPRESA PARADISO

    Narrativa

    “… in apparenza irriverente eppure per costituzione ‘politico’; godibilissimo, anzi divertente, alla lettura quanto amaro al pensiero; per certi versi dissacratorio nell’affrontare vita e morte senza remore, ma pervaso da un forte sentimento di umana pietas per i vivi che sono aridi come morti e per i morti che inevitabilmente riproducono il mondo a loro noto, gli uni e gli altri mai padroni a pieno del proprio destino.”

    Marina Giovannelli

  • € 14,00

    SERVITORE DI COMPAGNIA

    Narrativa

    La realtà non è mai quello che sembra ma, quale che sia, torna ciclicamente e prepotentemente a irrompere sulla trama di illusioni che i suoi abitanti si cuciono addosso, come un abito rassicurante e avvolgente, il quale, però, in un battito di ciglia, può diventare freddo e trasparente come il vetro. Questa è solo una delle riflessioni possibili a partire dalle pagine di GPN, che – in questo libro più radicalmente rispetto ai suoi precedenti – usa il racconto a scopo non tanto narrativo quanto catartico e fortemente simbolico. Drammatico, quindi, nel senso classico del termine, e scomposto in più piani sovrapposti come i diversi layers di un’illustrazione in policromia. Brutta bestia la realtà, troppo grande e complessa per poterla guardare a tuttotondo e troppo stratificata per poterla metabolizzare rapidamente. GPN, all’occhio del lettore più attento, mostra una profondità a tratti addirittura insondabile. E se al primo approccio l’aspetto che affiora è quell’estetica lieve e ricercata che è il suo marchio di fabbrica, essa poi si circonda di un alone, di un rumore di fondo, di una “macchia nera” incombente (cfr. Dame in Moskau di Wassily Kandinsky, 1912, München, Lenbachhaus), che è poi il pretesto – solo il pretesto – per la scrittura (e di fronte alla quale il lettore casuale potrebbe anche restare perplesso), e non ne esaurisce la portata. Non bisogna, però, fermarsi qui: è un libro a cui chiedere molto, poiché molto gli chiede l’autore attraverso le voci dei personaggi che, nella dualità degli impulsi spesso in contrasto tra loro, esprimono l’unica possibile, autentica, sincerità degli archetipi ad essi sottostanti. La realtà? Sta al lettore trovarla.

    Il Signorino

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