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    FRANC URŠIČ-JOŠKO – Un partigiano ­­­sloveno della Soška Dolina / Valle ­­­dell’Isonzo

    Resistenza storica

    Nell’ambito della lotta di liberazione del popolo sloveno dall’occupazione fascista e nazista, è qui descritta la vicenda personale e drammatica di Franc Uršič-Joško, comandante partigiano sloveno “di confine”, combattente su quella sua stessa terra attraverso la quale, successivamente, sorgerà la cosiddetta cortina di ferro, dal Muro di Berlino all’Adriatico, e spaccherà per decenni il mondo nei due blocchi contrapposti della guerra fredda. Il comandante Joško venne catturato dai nazifascisti, torturato ripetutamente e bruciato, il 7 aprile 1945, nella Risiera di Trieste/Trst, unico lager con forno crematorio in Italia. Di lui restano, a fondamentale testimonianza di lotta, amore per la libertà e giustizia fra i popoli, le lettere che clandestinamente fa avere, all’interno del carcere stesso, alle sue compagne di lotta e di prigionia.

  • € 14,00

    L’ECCIDIO DELLE CARCERI DI UDINE DEL 9 APRILE 1945

    Storia

    Le fonti inedite dell’inchiesta per crimini di guerra della 69th Special Investigation Section

    L’eccidio avvenuto il 9 aprile 1945 nelle Carceri giudiziarie di Udine nel quale trovarono la morte ventinove partigiani ed un agente della questura è una pagina nota e dolorosa della storia della lotta di Liberazione in Friuli, la cui memoria è coltivata sin dall’immediato dopoguerra. L’originalità di questa ricerca trae origine dal rinvenimento della consistente documentazione archivistica inerente al sistema repressivo ed alle rappresaglie naziste avvenute ad Udine conservata dal National Archives of United Kingdom, da cui sono emersi elementi nuovi per ricostruire le dinamiche e le cause dell’eccidio.

  • € 23,00

    REPRESSIONE ANTIPARTIGIANA IN FRIULI – La Caserma “Piave” di Palmanova e i processi del dopoguerra

    Storia

    dalla prefazione di Paolo Ferrari – Università degli studi di Udine
    Dal settembre 1944 fino alla fine del conflitto la Caserma “Piave” di Palmanova fu uno dei principali centri della repressione antipartigiana in Friuli, in un’area nella quale la Resistenza era ben organizzata e in grado di precludere all’occupante il controllo pieno del territorio, con un’attività di guerriglia ramificata e articolata nelle sue modalità. Le formazioni della Resistenza, precocemente organizzate e attive nella regione e che giunsero nella Bassa friulana, superando rivalità e diffidenze tra forze garibaldine e osovane, alla costituzione di un Comando Unificato, seppero dimostrare una capacità combattiva che ostacolò i piani tedeschi per quell’area, sottratta di fatto alla sovranità italiana con la costituzione dell’Operationszone Adriatisches Küstenland, la Zona di Operazioni Litorale adriatico.

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    TRE STORIE PARTIGIANE

    Resistenza storica

    Dalla Macedonia alle Alpi, dappertutto italiani

    Prefazione di Elio Bartolini:

    “Con l’8 settembre e la capitolazione dell’esercito, centinaia di migliaia di soldati italiani si ritrovarono senza direttive, senza possibilità di difendersi, in Paesi che avevano aggredito e invaso per ordine del regime fascista. In Grecia, in Albania, in Jugoslavia, quei soldati furono aiutati, sfamati, accompagnati attraverso zone impervie perché potessero raggiungere l’Italia; a tutti fu offerto di rimanere a combattere nella lotta partigiana. Giacomo Scotti, uno dei maggiori scrittori della Resistenza, ha raccolto le storie di tre di questi soldati: due ufficiali medici e un marinaio. Dalle inenarrabili sofferenze patite e condivise con i partigiani jugoslavi, emerge il desiderio di riscatto di tutta una generazione di italiani dalla follia delle aggressioni fasciste.”

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