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IL PONTE

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BREVE DESCRIZIONE

Capitolo 1

Un generale, uno di quei pupazzi buffi, brutti, tutti bottoni, alamari, medaglie, specchietti per allodole. Tuttavia un generale in carne ed ossa, di quelli che prima sono stati colonnelli e prima ancora capitani. Un generale con un passato glorioso quanto basta, un presente così così, pieno di responsabilità. Il futuro è sempre tutto da vedere, guai a farsene un’idea preconcetta, o finisci col trascurare il presente. Quelle storie che finisce tutto bene, oppure tutto finisce male e intanto non t’impegni, prendi la vita sottogamba, con le conseguenze che si possono immaginare.
Il nostro generale invece si deve impegnare, del resto è un tipo che non si tira indietro. Passato glorioso, si diceva, o poco ci manca. Folate di ricordi, sciabolate in terra d’Africa, orde di nemici vittoriosamente respinte, un paio di ordini gridati di furia, ma di quelli oculati, che certi neanche a pensarci una mezz’ora, e poi la situazione di stress, adrenalinica, da cui scaturisce il guizzo vincente, la trovata tattica che ribalta il risultato, per quanto possibile, da cui la soddisfazione del dovere compiuto, l’autocompiacimento per la strabiliante performance.

Descrizione

Come una cassata siciliana, avvolta in fine carta da pasticceria. Mentre la si libera, i colori e gli odori si rivelano, i sapori prendono consistenza. La lama affonda, estrae una fetta e ne rivela una sezione verticale; colori, odori, sapori netti e definiti a formare una sapiente costruzione, insieme una realtà ed una visione.
Questo libro che state per gustare, è una lama che affonda e mette a nudo piccole storie di un’Italia sconquassata e storie di una piccola città, dove le rimembranze di un’anima proletario/anarchica fanno i conti con l’ammaestramento. È sempre la Bisiacaria la protagonista, ma potrebbe essere una qualsiasi provincetta del nord d’Italia, multietnica a “strati”, benestante a “strati”, democratica a “strati”, attraversata dalla crisi come da un treno ad alta velocità. Una crisi non solamente economica, messa ancor più in evidenza dal ritrovamento, in quel di Monfalcone, del “vero” manifesto del Futurismo a firma Marinetti, antecedente a quello “ufficiale” di Parigi e proprio nell’anno delle celebrazioni del centenario. Che serva un ponte fra le due epoche? Fra Scilla e Carriddi? Fra anima e apparenza? Fra “strati”? Un ponte vero? Un ponte virtuale? La risposta nella satira tagliente e nell’ironia di queste pagine.

 

ISBN 9788889808962
ANNO 2011
PAGINE 392
FORMATO (cm)
14 x 21
LINGUA Italiano

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